Antignano

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Antignano
comune
Antignano – Stemma Antignano – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Asti-Stemma.png Asti
Amministrazione
Sindaco Angelo Borgogno (lista civica Insieme per Antignano) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°50′47″N 8°08′10″E / 44.846389°N 8.136111°E44.846389; 8.136111 (Antignano)Coordinate: 44°50′47″N 8°08′10″E / 44.846389°N 8.136111°E44.846389; 8.136111 (Antignano)
Altitudine 260 m s.l.m.
Superficie 10,89 km²
Abitanti 1 025[1] (31.12.2011)
Densità 94,12 ab./km²
Frazioni Gonella, Perosini
Comuni confinanti Celle Enomondo, Costigliole d'Asti, Isola d'Asti, Revigliasco d'Asti, San Damiano d'Asti, San Martino Alfieri
Altre informazioni
Cod. postale 14010
Prefisso 0141
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 005003
Cod. catastale A312
Targa AT
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 622 GG[2]
Nome abitanti antignanesi
Patrono santo Stefano
Giorno festivo 31 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Antignano
Mappa di localizzazione del comune di Antignano nella provincia di Asti
Mappa di localizzazione del comune di Antignano nella provincia di Asti
Sito istituzionale

Antignano (Antignan in piemontese) è un comune di 1.016 abitanti della provincia di Asti.

Geografia e Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Si trova a circa 13 km da Asti, sulla strada che porta da Variglie ad Alba. È un paese piccolo, affacciantesi sulle colline dell'Astesana e costituito da due frazioni: Perosini e Gonella. Sul suo toponimo la documentazione medioevale propone diverse varianti: si va da Anteljanus, che compare alla fine del X secolo insieme ad Anterjanus, ad Antessianus e ancora Antonianus. Più tardi si è assestato nel nome ufficiale italiano: Antegnanus, Antignanus. Non è ben chiaro a quale nome gentilizio si possa accostare: probabilmente Antenius o Antelius, comunque entrambi di origine latina.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime notizie certe si hanno a partire dall'anno 870, quando compare tra i possedimenti di Ludovico II, imperatore del Sacro Romano Impero.

Sulla base di recenti studi (prof. Renato Bordone) si pensa che il paese fosse sede di una pieve fino alla fine del X secolo circa, probabilmente la pieve di San Giovanni, chiesa tuttora esistente e vicina al centro del paese, menzionata già in un documento del 964. Partendo dal presupposto che in tutti i paesi la chiesa fosse nel centro abitato, si può ipotizzare che il primo nucleo di Antignano sorgesse attorno alla chiesa di San Giovanni.

Nell'anno 1000 venne edificata la nuova chiesa parrocchiale dedicata a Santo Stefano, attuale cappella cimiteriale, ed il centro abitato si spostò attorno ad essa.

Durante la realizzazione del nuovo centro abitato fu costruito anche il castello, di cui si ha traccia solo in un documento del 1165.

Tra il X e XI secolo vennero infeudati come signori del paese i De Antignano, molto legati al vescovo di Asti; si pensa infatti che fino ad allora il paese abbia goduto di una certa libertà d'azione e che, in seguito all'arrivo dei nuovi signori, il suo destino venne legato alle sorti della città di Asti. In un documento del 1159 l'imperatore Federico I Barbarossa annovera tra i luoghi sottomessi al vescovo di Asti anche il paese di Antignano.

Nonostante quest'ultimo cercasse di limitare molto le signorie locali, i De Antignano riuscirono comunque a mantenere una certa autonomia: nel 1165 il castello era ancora sotto il loro diretto controllo (a differenza dei vicini paesi di Celle, Revigliasco e Variglie) e come si evince da un documento del 1237 erano signori di quattro vassalli.

Quando nel XIV secolo Asti passa sotto gli Orléans, Antignano segue il destino della città e il 18 maggio 1387 giura fedeltà ai nuovi signori.

Nel 1419 Giovanni Turco, comandante dell'esercito del signore del Monferrato, dopo aver inutilmente tentato di occupare la cittadella di Asti, assediò Antignano. Sconfitto fu costretto alla fuga e all'abbandono delle macchine d'assedio, che i cittadini Antignanesi portarono in parata per le vie di Asti.

Tra la fine del 1400 e l'inizio del 1500 il paese si sposta nell'attuale sito dove viene ricostruito il paese e un nuovo castello; in un documento del 1585 risulta che la chiesa parrocchiale di Santo Stefano fosse ormai all'esterno del paese e in stato di abbandono e che gli abitanti utilizzassero per le funzioni religiose l'oratorio della Beata Vergine Maria, probabilmente la cappella del Castello, demolita nel 1908 ormai pericolante per realizzare l'attuale chiesa parrocchiale.

Di questo secondo castello è possibile ancora vedere parte del muro di cinta di fronte alla barocca chiesa di San Rocco. Non si hanno notizie dei signori di Antignano dal XIV secolo fino al 1618.

Durante la dominazione Orleanese si pensa che fossero dei podestà ad amministrare il comune, tra i quali venne nominato nel 1386 Francesco Ponte.

Nel 1618 Antignano è ormai sotto il controllo dei Savoia che nominano come feudatario Gaspare Berlinghieri. I Berlinghieri terranno il paese fino al 1646 quando passò ai Malabayla o Malabaila. Nel 1700 signori dal paese sono i Roero di San Severino, che dalla metà del XVIII secolo ripassano la signoria ai Malabaila.

Nel 1797 Durante i moti rivoluzionari che portarono alla fondazione Repubblica Astese (1797) fu un attivo partecipante un antignanese tale Giuseppe Merlone, poi fucilato assieme agli organizzatori della rivolta il 22 agosto. Il paese tenne un comportamento ambiguo nei confronti della repubblica infatti nonostante il parere favorevole dei cittadini nei confronti dei repubblicani preferirono non schierarsi dalla loro parte per timore delle rappresaglie che ne sarebbero scaturite dai Savoia.

Il 18 maggio 1846 Antignano diede i natali a Francesca Armosino.

Nata nella frazione Saracchi, al tempo sotto il comune di Antignano e ceduta in seguito a quello di San Martino (alla fine del 1880), discendente da una nobile famiglia armena emigrata in Italia per sfuggire alle persecuzioni dei turchi contro i cristiani, Francesca fu l'ultima moglie di Giuseppe Garibaldi, da cui ebbe tre figli: Manlio, Clelia e Rosita (morta a diciotto mesi). Nell'archivio storico del comune sono presenti due lettere riguardanti il Generale. La prima è la missiva inviata inviatagli dalla comunità antignanese per felicitarsi delle nozze con l'Armosino, la seconda è la risposta di Garibaldi alla comunità. Nel 1880 lo stesso Garibaldi venne ad Antignano per visitare le proprietà della moglie.

Economia e gastronomia e sagre di paese[modifica | modifica sorgente]

Antignano è noto, oltre che per la produzione di ottima Barbera e Grignolino, anche per la produzione di un'antica varietà di mais "Mais otto file di Antignano". Un'altra importante manifestazione culturale è la Via Crucis che si svolge il venerdì Santo e alla quale partecipano 130 figuranti in costume d'epoca e una cinquantina di tecnici. Ogni anno ad aprile si svolge per le vie del paese una suggestiva rappresentazione: decine di persone in costume ripercorrono i vari momenti della passione di Cristo, dalla preghiera nell'orto di Getsemani fino alla Crocefissione. Tutte le fasi storiche vengono commentate e seguite da una voce narratrice e da tre voci per i dialoghi dei personaggi.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Fra il 1897, anno in cui fu inaugurata la tranvia elettrica San Marco-Antignano con diramazione per Ardenza Mare, e l'inizio degli anni trenta, Antignano rappresentò uno dei capilinea della rete tranviaria di Livorno la quale nel 1908 si arricchì della linea delle pianacce Antignano-Montenero, realizzata a cura di un'altra società rispetto al gestore della rete ma subito integrata nella stessa.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Renato Bordone, Città e territorio nell'alto medioevo. La società astigiana dal dominio dei Franchi all'affermazione comunale.
  • Renato Bordone, Araldica Astigina
  • Gaspare Bosio, Storia della chiesa di Asti.
  • G. Assandria, Il libro verde della Chiesa di Asti
  • Gian Secondo De Canis, Corografia astigiana
  • Antichi cronisti Astesi, edizione cassa di Risparmio di asti.
  • Ada Peyrot, Asti e L'astigiano
  • Anna Maria Cotto Meluccio, Cartulari notarili dell'Archivio capitolare di Asti
  • Cartulari notarili dell'Archivio Capitolare di Asti: i registri di Iacobus Sarrachus, notaio del vicario vescovile (1309-1316)
  • Carlo Vassalo, Gabotto F., La chiesa dei Ss. Apostoli in Asti
  • Stefano incisa, Gabiani Nicola, Rivoluzione repubblica e controrivoluzione de Asti nel 1797: diario sincrono di Stefano Incisa, con documenti inediti