Refrancore

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Refrancore
comune
Refrancore – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Asti-Stemma.png Asti
Amministrazione
Sindaco Mario Mortara (lista civica Insieme) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°56′14″N 8°20′31″E / 44.937222°N 8.341944°E44.937222; 8.341944 (Refrancore)Coordinate: 44°56′14″N 8°20′31″E / 44.937222°N 8.341944°E44.937222; 8.341944 (Refrancore)
Altitudine 150 m s.l.m.
Superficie 13,21 km²
Abitanti 1 678[1] (31-12-2010)
Densità 127,02 ab./km²
Frazioni Barcara, Bonina, Calcini, Maddalena, Platona, Rossi
Comuni confinanti Asti, Castagnole Monferrato, Castello di Annone, Montemagno, Quattordio (AL), Viarigi
Altre informazioni
Cod. postale 14030
Prefisso 0141
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 005089
Cod. catastale H219
Targa AT
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti refrancoresi
Patrono san Dionigi
Giorno festivo 18 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Refrancore
Mappa di localizzazione del comune di Refrancore nella provincia di Asti
Mappa di localizzazione del comune di Refrancore nella provincia di Asti
Sito istituzionale

Refrancore (ël Francó o Arfrancor in piemontese) è un comune italiano di 1678 abitanti della provincia di Asti, posto a 13 km dal capoluogo di provincia Asti, in direzione est, nel Basso Monferrato.

È un paese ad economia agricola, in prevalenza vitivinicola.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Refrancore secondo alcuni storici prende il nome dall’antico rivus francorum (fiume dei franchi), ora rio Gaminella, che percorrendo le colline del Basso Monferrato scende verso il fiume Tanaro.

A tredici chilometri da Asti, quasi al confine con la provincia di Alessandria, Refrancore si stende su una collina di arenaria.

Il nucleo più antico del borgo, attorno all’antica parrocchiale di San Martino, scende lungo le pendici del poggio e si raccorda al paese moderno che si estende lungo le tre strade che conducono ad Asti, Alessandria e Casale Monferrato.

Fin dall’epoca romana nella zona doveva essere presente un qualche insediamento, forse una masseria o poco più, che ha lasciato ampie tracce anche di notevole valore, come è provato da alcuni ritrovamenti effettuati da contadini durante i lavori agricoli. Nel 1874, inoltre, fu riportata alla luce una tomba ad incinerazione e del suo corredo, oltre ad un unguentario, faceva parte anche una preziosa e raffinata coppa di vetro soffiato verdemare decorata con tralci d'edera e recante l'iscrizione in greco: "Ennione fece. Il compratore ricordi!".

Un pezzo di grande interesse, datato alla seconda metà del I secolo d.C., che può testimoniare di un insediamento non modesto e che ora è conservato al Museo del Louvre di Parigi.

Secondo il racconto di Paolo Diacono, intorno al 663 infuriò una violenta battaglia tra Franchi e Longobardi dove i primi ebbero la peggio tanto da colmare con il proprio sangue il torrente, che da allora venne appellato rivus ex sanguine francorum e che prestò il nome di Rivus Francorum al piccolo borgo sorto nelle vicinanze.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ducato di Asti.

Il primo documento certo dell'esistenza di un piccolo borgo fortificato chiamato Rivo franchoris, pertinenza del potente feudo imperiale di Annone, risale al dicembre 1197 quando il podestà di Asti Alberto de Fontana decretò il possesso inalienabile da parte del Comune di Asti del "castello di Annone col borgo e il villaggio, con Refrancore, con Cerro e con Foresto..."; pochi giorni dopo Asti investì Enrico di Quattordio di tali possedimenti.

È solamente a partire dal XIV secolo che Refrancore compare nei documenti ufficiali come entità autonoma e svincolata da Annone, e nel maggio 1355 l'imperatore Carlo IV di Boemia, nominando suo vicario imperiale il Marchese Giovanni di Monferrato, concede a questi numerose investiture tra le quali il feudo di Rivus franchorium.

L'incisione che illustra il testo del Codex Astensis, databile a quell'epoca, mostra un piccolo castello quadrangolare difeso da alte mura merlate e da due torri, una quadrata e l'altra circolare: un piccolo nucleo forte che, con molta probabilità, occupava l'area del futuro ricetto, ancora oggi ben conservato.

Le vicende del feudo seguirono quelle del Marchesato di Monferrato e Refrancore fu concesso dai marchesi a diversi feudatari, tra i quali si evidenziano Bernardo Valperga di Mazzè, Mercurino Arborio di Gattinara e Costantino e Aranito Comneno principi di Macedonia.

Nel 1547 Aranito Comneno vendette Refrancore al nipote Leonardo di Tocco, principe di Acaja e di Montemiletto, discendente di un'illustre stirpe longobarda del beneventano, imparentata, come si è accennato, con i principi di Macedonia e, dal XVIII secolo, con la casa reale di Scozia, gli Stuart; una famiglia importante e molto potente, che resse il feudo fino al 1829 ma che però, risiedendo a Napoli, ebbe pochi motivi di interesse per il piccolo paese monferrino, lasciato alle cure di avidi procuratori locali.

È anche per questo stato di cose che il nuovo castello, eretto sulla sommità della collina intorno al XV secolo, avrà un'esistenza assai travagliata finché nel 1635, assediato ed espugnato dai Francesi, sarà ridotto in rovina e mai più restaurato nei secoli a venire; oggi nulla è più visibile di questo castello e il suo sito è occupato da un prato cinto da un bosco di robinie.

Fin dalla metà del XV secolo i documenti associano al nome di Refrancore la presenza di "castro, loco, et villa", cioè di castello, borgo e paese, ed è ancora oggi possibile distinguere queste tre entità nella parte più antica e suggestiva del centro edificato.

Per raggiungere la sommità del borgo, dalla piazza IV Novembre, ingentilita dal bel campanile barocco di S. Sebastiano (primi anni del Settecento), si attraversa l'antico paese delimitato dalle attuali via Roma, via Cavour e via regina Margherita, immerse in una pacata tranquillità scossa solamente il Venerdì mattina dalla presenza del vivace mercato settimanale.

Salendo per il pendio le case si diradano e lo spazio si allarga in cortili e boschetti fino a fiancheggiare, se si segue la via Regina Margherita, l'alto muraglione che regge le rovine coperte di edera dell'antico oratorio dell'Annunziata, già esistente nel Cinquecento e riedificato intorno al 1660 dalla Confraternita dei Disciplinati.

Giunti alla sommità la strada si schiude di fronte alla chiesa di S. Martino, antica parrocchiale ora in attesa di un necessario restauro. Il suo interno, non visitabile per le precarie condizioni statiche, conserva delle semplici ma raffinate decorazioni barocche e due pregevoli altari in stucco, opera di Francesco Solaro e risalenti al 1760.

Tutta l'area raccolta intorno alla piazzetta della chiesa è l'antico borgo, ora identificato come un ricetto, cioè un piccolo nucleo fortificato con il quale i refrancoresi potevano proteggere se stessi, il bestiame e le provviste nel caso di attacchi o di scorrerie di predoni.

Nel 1456 Guglielmo di Monferrato stipulò un capitolo con il quale concesse agli "homini de Rifrancor" le case all'interno del ricetto e altri terreni al di fuori della villa; a quei tempi doveva già essere stato eretto, a pochi passi dal ricetto, il nuovo castello, ora scomparso.

Tre dei quattro lati del borgo fortificato sono ancora oggi ben conservati e visibili negli edifici che cingono la piazza dell'antica parrocchiale e proseguono verso Ovest (le ripide pareti a scarpa in laterizio si possono osservare in tutto il loro fascino dalla strada per Castagnole Monferrato, nei pressi dell'antico mulino che oggi ospita un ristorante).

La chiesa stessa fu edificata, a partire dal 1569, sulle strutture di un preesistente edificio del ricetto di cui si conservarono le pareti laterali e la scarpata difensiva prospiciente l'odierna via Cavour; il tozzo campanile, interamente realizzato di mattoni, è forse da identificarsi con la torre-porta del ricetto e al suo interno, comunicante con la chiesa, presenta una bella volta a crociera che nasce da quattro testine lapidee di chiara derivazione romanica.

A tre chilometri dal paese, lungo la strada per Asti è situata una piccola chiesetta romanica seminascosta tra le case della frazione Maddalena. Qui sorse, dall’XI secolo, una delle pertinenze del potente centro di Annone, un piccolo centro rurale chiamato Foresto e organizzato intorno alla parrocchia di Santa Maria Maddalena.

Questo edificio nei secoli molto rimaneggiata, è posta alla sommità di un basso colle coltivato a vigneti da cui la vista si perde nel saliscendi del fertile paesaggio monferrino. Nel 1874, vennero alla luce resti di una tomba; al suo interno un unguentario ed una coppa di vetro pregevolmente decorata con tralci d'edera e recante l'iscrizione in greco: "Ennione fece. Il compratore ricordi!", databile alla seconda metà del I secolo, conservata al museo del Louvre di Parigi.

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Refrancore è luogo di produzione vinicola, in particolare di grignolino e barbera. Altro prodotto tipico per cui il paese è noto è il "Finocchino", biscotto aromatizzato con semi di finocchio. Inoltre, come tutto il Monferrato è un importante centro per la produzione frutticola (pesche).

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1900 e il 1935 Refrancore fu servito dalla tranvia Asti-Montemagno-Altavilla.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]