Maretto

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Maretto
comune
Maretto – Stemma Maretto – Bandiera
Maretto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Asti-Stemma.png Asti
Amministrazione
Sindaco Felice Riccio (lista civica Insieme per cambiare) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°56′45″N 8°02′07″E / 44.945833°N 8.035278°E44.945833; 8.035278 (Maretto)Coordinate: 44°56′45″N 8°02′07″E / 44.945833°N 8.035278°E44.945833; 8.035278 (Maretto)
Altitudine 240 m s.l.m.
Superficie 4,93 km²
Abitanti 403[1] (31-12-2010)
Densità 81,74 ab./km²
Frazioni Barbone, Melona, Nicoline, Serra Campia, Serra Goria, Simonetti, Val Cerreto
Comuni confinanti Cortandone, Cortazzone, Monale, Roatto, Villafranca d'Asti
Altre informazioni
Cod. postale 14018
Prefisso 0141
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 005062
Cod. catastale E944
Targa AT
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 684 GG[2]
Nome abitanti marettesi
Patrono Madonna del Carmine e san Michele
Giorno festivo ultima domenica di luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Maretto
Mappa di localizzazione del comune di Maretto nella provincia di Asti
Mappa di localizzazione del comune di Maretto nella provincia di Asti
Sito istituzionale

Maretto (Marèj in piemontese) è un comune di 393 abitanti della provincia di Asti, sulle colline del Monferrato a m. 240 slm, nei pressi di Villafranca d'Asti.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Croce[modifica | modifica wikitesto]

La Confraternita della Santa Croce di Maretto risale alla seconda metà del XVII secolo. Si trova nel concentrico del paese, a pochi metri dalla chiesa parrocchiale. La prima pietra per l'edificio fu posta il 22 novembre 1686 e la chiesa fu consacrata il 14 dicembre 1689, ottenendo da Roma una reliquia della Santa Croce, custodita in un apposito armadio dietro l'altare maggiore ed esposta ai fedeli nella festa dell'Invenzione della Santa Croce. Oggi questa festa liturgica ha preso il nome di "Esaltazione della Santa Croce" e si celebra il 14 settembre. Papa Benedetto XIV nel 1744 concesse l'indulgenza plenaria ai membri della Confraternita nel giorno della festa. La reliquia di Maretto ottenne l'approvazione del vescovo di Asti Michele Amatore Lobetti nel 1839. Si tratta di un frammento di legno custodito in un piccolo reliquiario d'argento.

A partire dalla fine degli anni novanta sono stati effettuati dei lavori di restauro, che hanno permesso di tornare ad utilizzare la chiesa alcune volte all'anno: in Quaresima per una Via Crucis, in occasione della Domenica delle Palme per la benedizione degli ulivi e a settembre per celebrare la festa dell'Esaltazione della Croce. In questa occasione si espone la reliquia della Santa Croce durante la Messa e al termine viene impartita la benedizione con il reliquiario.

Appartengono alla Confraternita quattro tele seicentesche e una coppia di busti reliquiari, dedicati a San Giocondo e a Santa Placida. Per quello che riguarda le tele, una raffigura l’Immacolata ed è la pala dell’altare a lei dedicato, e altre tre raffigurano scene della Passione. Due di queste, datate 1688, sono state restaurate nel 2008: l’Agonia nel Getsemani e la Flagellazione. Nel 2009 è stata restaurata la quarta tela: la Deposizione dalla croce. I due busti reliquiari, sempre seicenteschi, sono stati restaurati all'inizio del 2009 a cura della competente Soprintendenza in vista di una mostra sul Barocco Astigiano. L'altare maggiore è stato restaurato tra il 2010 e il 2011. Nel 2012 sono stati restaurati il crocifisso dell'altare e due angeli lignei.

Chiesetta della Madonna dei Sette Dolori[modifica | modifica wikitesto]

La chiesetta campestre della Madonna dei Sette Dolori è situata in località Barbone. Risale agli anni trenta del XVIII secolo. Fu fatta edificare dai fratelli Bernardino e Francesco Caprero per disposizione testamentaria del padre, Giacomo Caprero. L’altare fu benedetto nel 1743. La denominazione più antica è “Beata Vergine Maria dei Sette Dolori”. A fine ottocento viene definita “Madonna Addolorata” o “Madonna dei Sette Dolori”. Negli anni trenta del XX secolo è definita “Mater Dolorosa”.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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