Castellero

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Castellero
Castellero - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Piemonte
Provincia: stemma Asti
Coordinate: 44°55′35″N 8°4′30″E / 44.92639, 8.075Coordinate: 44°55′35″N 8°4′30″E / 44.92639, 8.075
Altitudine: 247 m s.l.m.
Superficie: 4,34 km²
Abitanti:
297 31-05-2007 (fonte Istat)
Densità: 68 ab./km²
Frazioni: Bordone, Borgo, Bricco, Bricco Trombetta, Monterosso, Trucco, Vallotte, Valporino, Vernetto 
Comuni contigui: Baldichieri d'Asti, Monale, Villafranca d'Asti
CAP: 14011
Pref. telefonico: 0141
Codice ISTAT: 005026
Codice catasto: C154 
Class. sismica: zona 4 (sismicità irrilevante)
Nome abitanti: castelleresi 
Santo patrono: San Pietro in Vincoli 
Giorno festivo: 29 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Castellero (in piemontese Castlé) è un comune di 297 abitanti della provincia di Asti.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Roberto Campia (lista civica Insieme per Castellero) dal 08/06/2009
Centralino del comune: 0141 669180
Posta elettronica: castellero@ruparpiemonte.it

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Storia

I Solaro nel 1312, appoggiati dai Provenzali di Ugo del Balzo, siniscalco di Roberto d'Angiò, occupano il castello di Agliano, e, secondo il De Canis, sconfiggono i De Castello a Castellero, dove distruggono la rocca, tenuta dai Ghibellini Pulsavino. Da queste vicende appare evidente che il castello di Castellero rappresentava durante le lotte civili, una roccaforte anti-guelfa. Sulle rovine del piccolo castello coinvolto nelle vicende sanguinose del 1312 venne riedificata una fortezza che dalla precedente costruzione demolita prese il nome di Castellero, o “castellaro", termine talvolta usato per indicare un castello distrutto. Poche ma sicure tracce di questo periodo sono ancora rimaste nelle strutture dell'attuale castello: il fossato, ormai quasi scomparso, le finestrelle a strombatura pronunciata, un alto e spazioso ambiente a livello dello sperone esterno e della base della torre, che fa pensare al corpo di guardia; all'ampia volta a tutto sesto sono infissi i ganci a forma di ancora ai quali si appendevano le lampade. L'edificio attuale denuncia le trasformazioni e aggiunte successive che ha subito nel corso dei secoli, interventi del Seicento e del Settecento, attribuiti in gran parte alla famiglia Ponte hanno realizzato una elegante dimora campestre che, come unica memoria di un passato bellicoso, conserva la torre. Di forma romboidale, alta 30 metri, in passato la torre terminava col tetto a tegole spioventi, ma all'inizio del '900 il pericolo di un crollo consigliò di eliminare il tetto e la torre fu coronata di 10 merli rettangolari; nel 1961, in occasione di riparazioni, i merli furono trasformati e assunsero la forma a coda di rondine.


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