Stefano protomartire

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Santo Stefano
Santo Stefano

Santo Stefano in un'opera di Giotto

Protomartire

Morte 36
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Santuario principale Basilica di San Lorenzo fuori le mura, Roma
Ricorrenza 26 dicembre (Chiesa cattolica), 3 agosto (Chiesa ortodossa)
Attributi Palma, Pietre
Patrono di vedi Lista

Stefano (... – Gerusalemme, 36) fu il primo dei sette diaconi scelti dagli apostoli perché li aiutassero nel ministero della fede. Era ebreo di nascita. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, fu il protomartire, cioè il primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo. Il suo martirio è descritto negli Atti degli Apostoli dove appare evidente sia la sua chiamata al servizio dei discepoli sia il suo martirio, avvenuto per lapidazione, alla presenza di Paolo di Tarso (Saulo) prima della conversione.


Indice

[modifica] Datazione della morte

È possibile fissare con una certa sicurezza la data della sua morte per la modalità con cui avvenne: il fatto che non sia stato ucciso mediante crocifissione (ovvero con il metodo usato dagli occupanti romani), bensì tramite lapidazione, significa che la morte di Stefano è avvenuta durante il periodo di vuoto amministrativo seguito alla deposizione di Ponzio Pilato (36), il quale si era irrimediabilmente inimicato la popolazione per l'eccesso di violenza usata per sedare la cosiddetta rivolta del monte Garizim.[1] In quel periodo a comandare in Palestina era quindi il Sinedrio, che eseguiva le condanne a morte tramite lapidazione, secondo la tradizione locale. In particolare, nella Bibbia è scritto che Stefano si inimicò alcuni liberti, così detti probabilmente perché discendenti di quegli Ebrei che Pompeo aveva schiavizzato (69 a.C.) e che poi avevano ottenuto la libertà.

[modifica] Il culto

Secondo una tradizione dai contenuti leggendari, nel 415, un sacerdote di nome Luciano ritenne di aver trovato il corpo di Stefano vicino a Gerusalemme dopo aver avuto in sogno l'indicazione del luogo della sepoltura. La tradizione si diffuse ben presto nel mondo latino e greco e si ebbe una vasta proliferazione di reliquie erroneamente attribuite a Stefano, che tuttavia ne diffusero in maniera straordinaria il culto. In particolare, una parte di queste reliquie venne portata a Minorca, nelle Baleari, e nell'occasione i cristiani dell'isola, forse per desiderio di vendicare la morte del martire, diedero vita a una feroce persecuzione contro gli ebrei ivi residenti.

Le storie avventurose del ritrovamento del corpo ("invenzione"), della sua prima traslazione a Costantinopoli e della seconda traslazione a Roma, sono lungamente raccontate nella Legenda Aurea (cap. CXII, L'invenzione di Santo Stefano Protomartire).

Un'altra leggenda parla del corpo di Stefano a Venezia.

Per il fatto di essere stato il primo dei martiri cristiani, la sua festa liturgica si celebra il 26 dicembre, cioè immediatamente dopo il Natale che celebra la nascita di Cristo. Il colore della veste indossata dal sacerdote durante la Messa in questo giorno è il rosso, come in tutte le occasioni in cui si ricorda un martire.

Fino al 1960 si celebrava anche la festa della "Invenzione" (cioè "rinvenimento") delle reliquie di santo Stefano il 3 agosto, giorno in cui questo ritrovamento sarebbe avvenuto. Tuttora in alcune località si ricorda il protomartire anche in questo giorno, ad esempio a Concordia Sagittaria e in tutta la diocesi di Concordia-Pordenone, delle quali è patrono. Anche la Chiesa ortodossa ricorda il santo in questa data.

[modifica] Patronati

Santo Stefano è il patrono dei seguenti comuni italiani:

[modifica] Chiese dedicate a Santo Stefano

[modifica] Note

  1. ^ Vittorio Messori, Ipotesi su Gesù, pag. 117.

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