Patti

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Patti
comune
Patti – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sicilia – stemma Sicilia
Provincia Messina – stemma Messina
Sindaco Giuseppe Mauro Aquino (Centrodestra) dal 13/06/2011
Territorio
Coordinate 38°8′0″N 14°58′0″E / 38.13333°N 14.96667°E / 38.13333; 14.96667 (Patti)Coordinate: 38°8′0″N 14°58′0″E / 38.13333°N 14.96667°E / 38.13333; 14.96667 (Patti)
Altitudine 157 m s.l.m.
Superficie 50,18 km²
Abitanti 13 710[1] (31-08-2011)
Densità 273,22 ab./km²
Frazioni Camera, Case Nuove Malluzzo, Case Nuove Russo, Gallo, Madoro, Marinello, Mongiove, Moreri, Provenzani, San Cosimo, Scala, Scarpiglia, Sorrentini, Tindari
Comuni confinanti Gioiosa Marea, Librizzi, Montagnareale, Montalbano Elicona, Oliveri, San Piero Patti
Altre informazioni
Cod. postale 98066
Prefisso 0941
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083066
Cod. catastale G377
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti pattesi
Patrono santa Febronia
Giorno festivo 5 luglio
Localizzazione
Patti è posizionata in Italia
Patti
Posizione del comune di Patti all'interno della provincia di Messina
Posizione del comune di Patti all'interno della provincia di Messina
Sito istituzionale
(LA)
« Tyndarium et Pactarum urbs nobilissima et magnanima »
(IT)
« Tindari e Patti sono città nobilissime e magnanime »
(titoli concessi alla città dal re Alfonso d'Aragona)

Patti è un comune italiano di 13.710 abitanti della provincia di Messina in Sicilia.

Ė, per posizione geografica, storia ed indotto economico-turistico uno dei maggiori centri della fascia tirrenica messinese. È il quarto comune più importante della provincia di Messina per popolazione, dopo il capoluogo e i centri di Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo. La città, oltre a essere sede di numerosi uffici amministrativi e d'interesse pubblico, è anche sede della Diocesi suffraganea di Patti, una delle più antiche di Sicilia, che comprende 45 comuni. Il comune di Patti fa parte del Consorzio Intercomunale Tindari-Nebrodi.

Indice

[modifica] Origine del nome

La denominazione della città deriverebbe dal greco Ἐπακτήν (presso le acque- fra le acque- sulla sponda). Alla luce dei recenti scavi e degli studi conseguenti, l'origine della città si può far risalire all'VIII secolo a.C.[2].

[modifica] Storia

La Madonna nera che si venera a Tindari

         

Le prime notizie storiche che testimoniano l'esistenza della città di Patti risalgono al 1094, quando il gran conte Ruggero I di Sicilia fondava in Patti il monastero benedettino del SS. Salvatore. È probabile, tuttavia, vista la presenza di varie necropoli e della villa di Patti Marina, di epoca romana, che le origini del centro siano più remote; molti studiosi sono concordi nel ritenere che Patti sia stata fondata o comunque ampliata e popolata, dagli abitanti di Tindari, che abbandonarono la loro città a seguito di frane ed altri eventi calamitosi. Nel 1131 fu eretta la diocesi di Patti e Lipari; solo nel 1399 le due sedi si separeranno dando origine a due diocesi distinte. Il centro si sviluppò ed assunse sempre una maggiore importanza economica ed amministrativa in tutto il territorio dei Nebrodi, altrimenti non si giustificherebbe la sosta che la salma di Federico II di Svevia, morto in Puglia, fece nella cattedrale di Patti prima di essere seppellito a Palermo. Nella prima metà del XIV secolo. venne fondato il convento di S. Francesco (la tradizione vuole che fu S. Antonio da Padova a posare la prima pietra). Fu una delle 42 città demaniali siciliane, dipendente direttamente dalla corona e non da signori locali, e dei giurati curavano i rapporti tra i cittadini ed il Re; ciò portò all'ottenimento di numerosi privilegi fiscali ed amministrativi. Nel 1544 Patti fu attaccata e saccheggiata dal pirata algerino Ariadeno Barbarossa; gli abitanti, che riuscirono a fuggire nelle campagne circostanti, al loro ritorno trovarono una città incendiata e depredata. Ricostruita con mura più possenti, tornò a ripopolarsi e a crescere rapidamente, anche a seguito dell'istituzione e costruzione del Seminario, voluto dal Concilio di Trento, che rappresentò l'unico centro di formazione culturale superiore per la parte occidentale della Val Demone (attuale provincia di Messina) sino alla fine del XIX secolo. Patti divenne centro di distretto durante il Regno delle Due Sicilie e con la nascita del Regno d'Italia assurse a centro di circondario e vennero istituiti il Tribunale, il carcere, la compagnia Carabinieri, il regio Ginnasio e altre scuole ed uffici governativi comprensoriali; vennero costruiti un teatro, un nuovo ospedale e la villa comunale Umberto I. L'economia, molto florida fino alla seconda guerra mondiale, era basata sul settore agricolo, commerciale, sulla pesca e soprattutto sull'industria delle ceramiche, esportate via mare in tutto il mondo occidentale.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Importante e ricco di monumenti il centro storico, che mantiene intatto il tessuto viario medievale. Sono ancora visibili i resti della terza cinta muraria (XIV secolo), una delle sei porte dello stesso periodo ed una porta della seconda cinta (XI secolo). Numerosi i musei, le chiese e i palazzi, che racchiudono opere d'arte del Serpotta, del Gagini, del Catalno, del Novelli etc. Nel territorio di Patti si trovano i resti dell'antica Tyndaris (IV secolo a.C.) con il famoso teatro greco; nel centro cittadino quelli della villa romana (III secolo d.C.), con pregevoli mosaici; di una vasta necropoli con tombe a grotticelle in contrada Monte (X-VIII secolo a.C.). In contrada San Cosimo sono stati rinvenuti reperti risalenti al XXII/XX secolo a.C. e due necropoli una del IX secolo con tombe a grotticelle ed un'altra con tombe a cappuccino sul limitrofo monte della vigna. Inoltre è interessata da presenze archeologiche tutta la zona a valle del nuovo ospedale (Acquafico).

Sui monti Russo e Perrera sono stati rinvenuti reperti archeologici scavati nella roccia, manufatti e pavimenti in coccio pesto, riconducibili all'esistenza di una complessa struttura a guardia di un porto. Le indagini geologiche e le ricostruzioni storiche fanno supporre che in quel sito potrebbe essere localizzato il Nauloco, porto costruito dagli esuli di Troia ed utilizzato fino al XVI secolo, presso il quale, nel 36 a.C. Ottaviano sconfisse definitivamente Pompeo.

I recenti restauri nella chiesa di S.Ippolito e nella Cattedrale hanno permesso di portare al luce resti di chiese forse antecedenti al periodo bizantino.

[modifica] Cattedrale di Patti

Nella Basilica Cattedrale (secolo XI), nella cappella barocca in marmo policromo di Santa Febronia, è il sarcofago rinascimentale della regina Adelasia del Monferrato, moglie del Gran Conte Ruggero I d'Altavilla e madre di Ruggero II primo re di Sicilia. La regina, dopo il disastroso matrimonio con Baldovino I di Gerusalemme, volle ritirarsi a Patti dove visse gli ultimi anni della sua vita e morì nel 1118. Pregevoli i capitelli normanni del portale principale.

[modifica] Patti oggi

Il seminario

Rinomata località turistica, ha 12 km di costa interamente balneabili formati da sabbie, faraglioni e grotte. Il lungomare di Marina, lungo circa due chilometri, è una piacevole passegiata all'ombra di palme e pini a ridosso dell'ampia spiaggia, dotata, nel periodo estivo, di numerosi lidi balneari.

Patti è famosa anche per le ceramiche sia d'arte, sia d'uso; oltre ad un grande stabilimento esistono numerosi laboratori in cui è possibile acquistare oggetti realizzati da artigiani locali. Nel territorio comunale è situata la riserva naturale orientata di Marinello, un paradiso per gli amanti delle escursioni tra la macchia mediterranea e i famosi laghetti salmastri. Dal centro storico, ricco di ottocenteschi palazzi signorili, chiese e caratteristici vicoli medioevali, si gode l'armonioso panorama della riviera di ponente del golfo di Patti, mentre dalla frazione Sorrentini (500 s.m.) lo sguardo spazia su tutto il golfo e sui monti fino all'Etna.

Patti è sede vescovile con giurisdizione su 45 comuni (da Oliveri A Tusa). Ospita il Tribunale civile e penale, una sede staccata dell'università di Messina della Facoltà di Giurisprudenza e una della facoltà di Magistero di Scienze della formazione, l'Istituto di formazione teologica per i laici, sezione della Pontificia università della Santa Croce e il Seminario vescovile; l'Agenzia delle Entrate; la Delegazione dell'ispettorato regionale dell'agricoltura; l'INPS; l'INPDAP; Il Genio Civile; il Servizio Turistico Regionale; vari istituti scolastici medi superiori e numerosi altri uffici pubblici; un attrezzatissimo e moderno ospedale con reparti di alta specializzazione.

La cittadina è rimasta arroccata sino alla fine dell'Ottocento sulla collina circondata dalle antiche mura; solo allora ha avuto inizio una prima e timida espansione urbana verso le attuali piazza Marconi (anche a seguito dell'apertura della via XX Settembre) e piazza Mario Sciacca, dove vennero realizzati i nuovi cine/teatro e tribunale. Ma solo nel secondo dopoguerra si è avuto uno sviluppo edilizio incessante con la nascita del quartiere di S. Antonino e di nuovi quartieri, spesso disordinati, nei giardini limitrofi il torrente Montagnareale (C.so Matteotti, via Orti), giungendo alla fine degli anni settanta alla fusione tra la parte alta e storica di Patti e la borgata di Marina. Nell'ultimo decennio stanno sorgendo numerosi complessi residenziali a monte della ferrovia in direzione Messina che porteranno all'unione del centro e della stazione ferroviaria con la frazione di Case Nuove Russo (Palasport e stadio); nella stessa zona è in costruzione un centro commerciale di notevoli dimensioni.

La cittadina di Patti attorno al complesso munumentale della Cattedrale, del Seminario e del Palazzo vescovile

[modifica] Personalità legate a Patti

Personaggi importanti legati a Patti sono:

[modifica] Sport

La Patti sportiva è rappresentata dalla Pallacanestro Patti, militante in serie A dilettanti e dal Patti Calcio, società di 1ª Categoria regionale.

Di Patti è il 5 volte Campione del Mondo di Motocross Antonio (Tony) Cairoli

In passato Patti è stata sede anche di due emittenti televisive di genere commerciale, Rete 6 e TelePatti.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Patti Tindari.

[modifica] Gastronomia tipica

Specialità culinarie pattesi sono le acciughe a beccafico; il Cardinale (pasticciotto a base di pasta di mandorla); il pasticciotto di carne della Badessa (pasticciotto a base di pasta di mandorla e carne di vitellina); le granite (limone, fragola e panna, caffè, nocciola, mandorla, kiwi ecc.) da gustare con brioches calde a colazione; la rosticceria (soprattutto gli arancini con sugo, al burro e alla norma); la pignolata; u piscistoccu a ghiotta (ovvero il pescestocco alla messinese). A Tindari, oltre alla tipica calia, che si prepara tostando dei ceci, e simenza, che invece, si ricava dai semi di zucca secchi, che subiscono la stessa preparazione della calia, vengono prodotte le cosiddette "collane" di nocciole.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giuseppe Mauro Aquino (Centrodestra) dal 13/06/2011 (1º mandato)

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1988 1992 Vincenzo Musmeci Sindaco 1992 2000
2001 2011 Giuseppe Venuto Sindaco
2011 in corso Mauro Aquino Sindaco


[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
  2. ^ Sul sito Nauloco è ampiamente documentata la tesi sull'origine del centro tirrenico.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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