Pace del Mela

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Pace del Mela
comune
Pace del Mela – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Sciotto (lista civica Ancora Pace) dal 18/06/2008
Territorio
Coordinate 38°11′00″N 15°18′00″E / 38.183333°N 15.3°E38.183333; 15.3 (Pace del Mela)Coordinate: 38°11′00″N 15°18′00″E / 38.183333°N 15.3°E38.183333; 15.3 (Pace del Mela)
Altitudine 114 m s.l.m.
Superficie 12,18[1] km²
Abitanti 6 372[2] (30-6-2012)
Densità 523,15 ab./km²
Frazioni Giammoro
Comuni confinanti Condrò, Gualtieri Sicaminò, San Filippo del Mela, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela
Altre informazioni
Cod. postale 98042
Prefisso 090
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083064
Cod. catastale G209
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti pacesi
Patrono Madonna della Visitazione
Giorno festivo 2 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pace del Mela
Posizione del comune di Pace del Mela all'interno della provincia di Messina
Posizione del comune di Pace del Mela all'interno della provincia di Messina
Sito istituzionale

Pace del Mela (Paci in siciliano) è un comune italiano di 6.372 abitanti della provincia di Messina in Sicilia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Dista da Messina circa 35 km. Il comune di Pace del Mela è diviso in tante frazioni e contrade: la più grande è Giammoro, il vero e proprio centro commerciale del comune; contrada Gabbia, zona industriale del comune, che si affaccia sul mare; contrada Camastrà; contrada Catenella; contrada Torrecampagna; contrada Malapezza e contrada Mandravecchia. Il grosso della popolazione è suddivisa tra Pace del Mela e Giammoro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Alcuni resti scheletrici di elefante, risalenti presumibilmente a un'epoca compresa tra il tardo Pleistocene medio e il Pleistocene superiore e rinvenuti a Pace nel ventesimo secolo nel corso di scavi edilizi e agricoli, documentano - secondo la paleontologa Gabriella Mangano - che la pianura costiera tardo pleistocenica che bordava la Sicilia nord-orientale da Taormina ad Acquedolci (adesso sollevata a circa 100 metri s.l.m.) era abitata da vertebrati appartenenti alla famiglia dell'Elephas mnaidriensis[3][4].

La battaglia del Nauloco[modifica | modifica sorgente]

Nell'attuale territorio di Pace del Mela e, per la precisione, nel Pantano di Giammoro si trovava, secondo i pareri dello storico Padre Giovanni Parisi e dell'archeologo Claudio Saporetti, l'antico Nauloco, vasto bacino navale di fronte al quale il 36 a.C. si svolse la battaglia omonima, storico scontro tra la flotta di Cesare Ottaviano e quella di Sesto Pompeo.[5][6]

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture più antiche[modifica | modifica sorgente]

Gli edifici più antichi di Pace del Mela si trovano nella frazione Camastrà: si tratta del vecchio palazzo baronale dei Gordone, ristrutturato per l'ultima volta nel 1706[7] e oggi cadente, e la chiesetta della Madonna dell'Abbondanza, risalente al 1720 e tuttora utilizzata come luogo di culto. Nel territorio di Pace dovevano trovarsi anche tre piccole chiese, di cui oggi non resta più traccia: la Chiesa di San Pietro di Drisino, quella di Santa Maria e quella di San Nicola.

Edifici dell'epoca dei benedettini[modifica | modifica sorgente]

Numerosi edifici e monumenti, situati nell'antica Piazza di Santa Maria della Visitazione, testimoniano la lunga presenza dei benedettini a Pace, in particolare si segnalano:

  • la Chiesa Madre di Santa Maria della Visitazione, risalente al 1763. All'interno della chiesa e della sacrestia sono conservate molte tele di autori ignoti della seconda metà del Settecento; tra questi si ricordano l'unico ritratto su tela esistente monsignor Gabriele Maria Di Blasi e Gambacorta (1712-1767) e il ritratto del priore benedettino Don Giacomo Crisafi, cellerario e decano del Monastero di S. Placido Calonerò al momento della costruzione della chiesa.
  • il Palazzo Crimi-Pugliatti, oggi appartenente all'omonima famiglia, che anticamente ospitava il cenobio dei frati Cassinesi.
  • la fontana del Cavalluccio marino, opera dell'artista messinese Giovan Battista Vaccarini
  • il Palazzo Ilacqua-Caprì, dove nel 1868 fu ucciso l'allora capo della delegazione municipale, Dott. Nicolò Ilacqua (1816-1868) e che oggi ospita la Biblioteca Comunale Salvatore Pugliatti.

Altre testimonianze della presenza dei benedettini sono il vecchio complesso rustico Case Monaci, al confine con Soccorso ed il cosiddetto Baglio, vasto cortile rettangolare nei pressi del Municipio, che un tempo era circondato da magazzini, frantoi e palmenti.

Edifici risalenti a Otto e Novecento[modifica | modifica sorgente]

In discreto stato di conservazione sono altri edifici di interesse artistico, risalenti agli ultimi decenni dell'Ottocento e ai primi del Novecento:

  • il Palazzo Lo Sciotto, a pochi passi da Piazza Municipio, appartenne per varie generazioni alla più agiata tra le famiglie borghesi di Pace del Mela ed è oggi, dopo la morte, di Don Luigi Lo Sciotto (1899-1982), di proprietà del Comune;
  • due villini in stile Belle époque-Liberty entrambi situati nella frazione Giammoro:
    • il villino Crimi, costruito nel 1909 dal possidente Don Rosario Crimi su progetto del noto ingegnere messinese Letterio Savoja (1873-1948)[8], quale dimora padronale di un'azienda agricola di cui permangono ancora alcune strutture;
    • il villino Certo, progettato del noto architetto messinese Camillo Puglisi Allegra (1884-1961) e costruito tra il 1915 e il 1930 su commissione del medico prof. Giuseppe Certo Garipoli (1843-1923), fratello del vescovo di Santa Lucia del Mela, monsignor Francesco Certo
  • la villa Sturiale in contrada Catenella.

Da ricordare infine due edifici sacri:

  • la Chiesa del Redentore a Pace Centro e
  • la Chiesetta della Madonna del Rosario a Giammoro (utilizzata, quest'ultima, solo una volta l'anno, in occasione della festa patronale della Madonna del Rosario).

Varie strutture, oggi non più esistenti o in pessimo stato di conservazione, erano testimonianza delle attività agricole degli abitanti: frantoi, palmenti e mulini ad acqua.

Persone legate a Pace del Mela[modifica | modifica sorgente]

Famiglie nobili e notabili[modifica | modifica sorgente]

Famiglie nobili[modifica | modifica sorgente]

L'unica famiglia nobile presente a Pace del Mela era quella dei Gordone, titolari del Feudo di Camastrà fino alla fine del Feudalesimo. Discendenti da Jean Gordon, venuto in Sicilia dalla Borgogna, al seguito del principe don Giovanni Giuseppe d’Austria[9], i Gordone entrarono nel 1636 in possesso del feudo, che precedentemente era appartenuto alla antichissima nobile famiglia Maniace Crisafi, discendente dal generale bizantino Giorgio Maniace principe e Vicario dell'Imperatore di Costantinopili, successivamente ai Balsamo, ai Basilicò, ai Pollicino. Primo esponente della famiglia a portare il titolo di Barone di Camastrà fu Don Nicolò Gordone Abatellis, ultimo discendente della famiglia fu Don Andrea Gordone Migliorino, morto a Messina nel 1962, che fu capo della delegazione municipale prima dell'istituzione del Comune di Pace del Mela (v. infra) e assessore con il primo sindaco del dopoguerra, Don Luigi Lo Sciotto. Fu inoltre assessore del Comune di Messina dal 1914 al 1919, con il sindaco Antonino Martino[10]. I Gordone abitavano prevalentemente a Messina e si trovavano a Pace del Mela solo occasionalmente. Essendo Don Andrea Gordone morto senza eredi, i terreni del Feudo di Camastrà furono ereditati dai parenti della moglie, Donna Rosina Impò Sisilli.

Famiglie borghesi[modifica | modifica sorgente]

La popolazione del piccolo villaggio Pace dalla sua fondazione fino all'istituzione del comune era formata prevalentemente da famiglie di coloni e di braccianti agricoli alle dipendenze dei benedettini o dei baroni Gordone; non mancavano però anche alcune famiglie di artigiani (come gli Amorosia, originari di Petralia Sottana, o i Bonarrigo) e, poche, di piccoli proprietari. Alcune di queste famiglie riuscirono, nel corso dei decenni, a raggiungere una certa agiatezza, acquistando case, accumulando cospicui patrimoni terrieri a Pace e nei dintorni e ponendosi al vertice del potere politico e religioso.

  • La famiglia Lo Sciotto, presente nel villaggio Pace già da metà del Settecento, costituisce il caso più rappresentativo. I fratelli Francesco (1799-1875) e Santi Lo Sciotto (n. 1812), il primo curatolo e il secondo trafficante (che all'epoca significava semplicemente commerciante), tra gli anni '30 e gli anni '60 dell'Ottocento, diventarono, assieme al terzo fratello, il sacerdote Antonino (1801-1861), i più grandi proprietari di Pace, arrivando ad imparentarsi anche con l'illustre famiglia De Gregorio di Santa Lucia e con altre agiate famiglie della zona. I loro discendenti sono stati avvocati, medici, delegati municipali e anche sindaci di Pace del Mela e gran parte del patrimonio immobiliare accumulato nell'Ottocento è ancora di proprietà degli attuali rappresentanti della famiglia.
  • La famiglia Ilacqua, giunta a Pace nel 1812 da Santa Lucia, fu rappresentata da Don Saverio Ilacqua senior (1791-1876) e dal figlio, il medico fisico Dott. Nicolò Ilacqua (1816-1868), grossi proprietari terrieri ed entrambi capi della delegazione municipale; Nicolò Ilacqua fu barbaramente ucciso nel 1868 proprio mentre ricopriva questa carica. Anche i discendenti di questa famiglia, che si imparentò con i Lo Sciotto nel 1841, continuarono a ricoprire cariche nell'amministrazione comunale. Don Domenico Ilacqua (1814-1903), figlio di Don Saverio senior fu inoltre per quasi quarant'anni curato della Chiesa di Santa Maria della Visitazione.
  • La famiglia Crimi, originaria di Messina, portata a Pace dal benedettino Frà Mariano Crimi, si imparentò con i Lo Sciotto e spostò la sua residenza nella frazione di Giammoro.
  • La famiglia Cucinotta, presente a Pace dalla seconda metà dell'Ottocento, ebbe tra i suoi rappresentanti l'ing. Letterio Cucinotta, amministratore del feudo dei duchi Avarna e soprattutto il sacerdote e poeta Don Silvio Cucinotta.
  • La famiglia Bonarrigo, che vantava una certa agiatezza nella prima metà dell'Ottocento e che annoverava tra i suoi esponenti vari possidenti ed ecclesiastici, perse nel corso dei secoli il proprio prestigio. Era imparentata con gli Ilacqua e con i Currò-Gonè di Gualtieri Sicaminò.
  • Altre famiglie che possedettero molti beni a Pace e nel suo territorio, le cui vicende riguardano però più la frazione di Giammoro, sono: i Vaccarino, parenti dei Lo Sciotto e degli Ilacqua e fondatori di un importante saponificio; da essi discendono lo scultore Paolo Vaccarino (1914-1989) e il filosofo Giuseppe Vaccarino (n. 1919); i Certo (originari di Condrò e di San Pier Niceto), parenti anch'essi degli Ilacqua e dei Lo Sciotto e titolari di una vasta azienda agricola che, all'inizio degli anni Cinquanta del Novecento, comprendeva terreni per circa 600 ettari nei comuni di Pace del Mela, San Filippo del Mela, Condrò, San Pier Niceto e Monforte San Giorgio; a questa famiglia appartenevano il vescovo mons. Francesco Certo (1849-1911) e il medico dott. Francesco Certo (1883-1952), podestà di Pace e di Gualtieri Sicaminò in epoca fascista; i messinesi Marano, con l'avv. Ernesto Marano, a cui si deve la costruzione della prima chiesa di Giammoro; i Garipoli, grossi proprietari provenienti da Condrò; i Cigala, importante famiglia che dette al paese di Gualtieri Sicaminò vari notai; gli Speciale, titolari di un grande pastificio; i Bruno di Condrò e gli Schepis.

Molti esponenti delle famiglie borghesi di Pace furono aggiudicatari dei lotti in cui l'ex Feudo della Pace era stato suddiviso, a seguito della soppressione degli ordini religiosi[11].

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Delegati municipali prima dell'istituzione del comune (1855-1926)[modifica | modifica sorgente]

  • Nicolò Ilacqua (1816-1868), nominato il 15 marzo 1855;
  • Saverio Ilacqua (1785-1876), nominato il 12 ottobre 1856;
  • Nicolò Ilacqua (1816-1868), nominato il 10 marzo 1859;
  • Giovanni Cuzzaniti Gordone, Sindaco di S.Lucia del Mela, dal 19.11.1868;
  • .... (la delegazione rimane chiusa fino al 31 agosto 1870)[12]
  • Giuseppe Lo Sciotto (1845-1910), dal 1º settembre 1870;
  • Gioacchino Cavallaro (1823-1910), dal 7 febbraio 1874;
  • Giuseppe Lo Sciotto (1845-1910), dall'11 febbraio 1886;
  • Saverio Ilacqua (1845-1912), dal 26 settembre 1887;
  • Giuseppe Schepisi (1833-1907), dal 19 dicembre 1888;
  • Angelo Cucinotta (1837-1913), dall'11 dicembre 1890;
  • Enrico Ilacqua (1849-1908), dal 27 ottobre 1897;
  • Enrico Ilacqua (1849-1908), dal 10 aprile 1900;
  • Francesco Lo Sciotto (1881-1930), dal 4 luglio 1907;
  • Salvatore Maggio (1857-1928), dall'8 settembre 1908;
  • Francesco Lo Sciotto (1881-1930), dal 24 agosto 1910;
  • Francesco Lo Sciotto (1881-1930), dal 19 ottobre 1916;
  • Andrea Gordone (1875-1962), dal 15 novembre 1920;
  • Giovanni Bruno (1892-1979), dal 15 gennaio 1921;
  • Antonino Parisi (1894-1969), dal 15 marzo 1924.

Sindaci dalla nascita del comune a oggi (1926-2010)[modifica | modifica sorgente]

Podestà (1926-1943)[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Lo Sciotto (1880-1930), dal 17 luglio 1926;
  • Pietro Schepis (?-?), dal 26 settembre 1927;
  • Francesco Certo (1883-1952), dal 24 novembre 1928;
  • Edmondo de Giacomo (?-?), dal 20 agosto 1932[13].

Sindaci (1943-2010)[modifica | modifica sorgente]

  • Luigi Lo Sciotto (1899-1982);
  • Mariano Trifirò (?-?)
  • Giovanni Pagano
  • Francesco Pagano
  • Guido Cavallaro
  • Santi Merulla
  • Giuseppe Sciotto
  • Natale Calderone
  • Carmelo Pagano
  • Antonio Catàlfamo
  • Giuseppe Sciotto

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Pace del Mela fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.9 (Colline litoranee di Milazzo)[14].

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[15]

numero abitazioni=3.388

numero famiglie=2.554

nucleo familiare=2,5

Luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Pace del Mela si trovano quattro chiese, due delle quali parrocchiali:

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria della Visitazione (Chiesa Matrice)[modifica | modifica sorgente]

Edificata dai Benedettini del Monastero della Maddalena di Messina nel 1763, è stata eretta in chiesa parrocchiale il 24 luglio 1767, smembrando parte del territorio della chiesa parrocchiale di Santa Maria dell'Itria di Soccorso. Dal 1998 è parroco il sac. Giuseppe Trifirò, che è anche titolare della parrocchia di Santa Maria della Catena nella frazione Archi di San Filippo del Mela e presidente dell'associazione ambientalista "Tutela della Salute dei Cittadini" (TSC).

Organo a canne[modifica | modifica sorgente]

La chiesa conserva un organo a canne di autore anonimo datato 1750: lo strumento, a trasmissione meccanica, possiede un unico manuale e una pedaliera senza registri propri costantemente unita alla tastiera.

Chiesa del SS. Redentore[modifica | modifica sorgente]

Situata all'incrocio della Via Regina Margherita con la Via Guglielmo Marconi, fu costruita all'inizio del XX secolo dal possidente Antonino Lo Sciotto (m. 1908) su un terreno del fratello Giuseppe[16] e restaurata nel 2002. La Chiesa restò incompleta (senza volta, senza sacrestia, senza campanile) a causa di qualche divergenza di vedute tra l'avvocato Antonino e la sorella Caterina Lo Sciotto (1847-1912). Lavori secondari furono compiuti nei decenni successivi a spese della Chiesa stessa e di privati[17].

Chiesa di Santa Maria dell'Abbondanza[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria del Rosario[modifica | modifica sorgente]

Costruita negli anni Sessanta del Novecento per venire incontro alla notevole espansione abitativa che interessò in quel periodo la frazione di Giammoro, fu solennemente inaugurata nel 1971 e sostituì come chiesa parrocchiale il vecchio edificio sacro situato sulla Via Statale. Si trova in Piazza Mons. Ricceri.

Feste e tradizioni[modifica | modifica sorgente]

La festa religiosa più importante del comune di Pace del Mela è quella della Madonna della Visitazione, patrona del paese. La festa, che si svolge il 2 luglio di ogni anno, fu istituita nel 1706 dai monaci benedettini. Partendo dalla Chiesa Madre di Santa Maria della Visitazione, il gruppo ligneo della Visitazione, realizzato nel 1870 dallo scultore messinese Michele Cangeri viene portato in processione per le vie del paese.

La penultima domenica di agosto di ogni anno si tiene a Giammoro la festa della Madonna del Rosario, che comprende, oltre alla processione e ad altre manifestazioni di carattere religioso, anche una serie di eventi "profani", che attirano molti visitatori dai paesi circonvicini.

Si ricordano inoltre la festa del Santissimo Redentore, che si celebra la terza domenica di luglio, e quella in onore di San Giuseppe, che si svolge la seconda domenica d'agosto.

Nella piccola contrada di Camastrà, ogni tre anni il 24 di agosto viene portato in processione il simulacro della Madonna dell'Abbondanza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dati Istat 2011. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 dicembre 2011.
  3. ^ Gabriella Mangano, Nuovi resti di elefante e revisione di alcuni resti di mammiferi del Pleistocene superiore della Sicilia nord-orientale, in "Giornale di Geologia", serie III, vol. 62, 2000, supplemento, pp. 103-109
  4. ^ Franco Biviano, Pace degli elefanti (Pleistocene superiore, 100.000-10.000 anni fa), sul sito internet [www.sicania.it Sicania.it]
  5. ^ Claudio Saporetti, Il tempio di Diana nella zona di Milazzo, Stromboli 1993
  6. ^ Franco Biviano, Alla ricerca del Nauloco. Omaggio a P. Giovanni Parisi nel primo centenario della nascita, in "Il Nicodemo" n. 51, 26 gennaio 1997
  7. ^ Comune di Pace del Mela - Home
  8. ^ Comune di Pace del Mela - Home
  9. ^ pacedelmelablog - Articoli e post su pacedelmelablog trovati nei migliori blog
  10. ^ Franco Biviano, L'ultimo barone di Camastrà, in Il Nicodemo n. 39, 29 ottobre 1995
  11. ^ Franco Biviano,Il passaggio dell'ex feudo della Pace a ricchi possidenti (1866-1926), in Sicania, Storia di Pace del Mela
  12. ^ Franco Biviano, Il periodo dei "sinnacheddi" (1855-1926). La delegazione municipale del Villaggio della Pace, in Il Nicodemo n. 47, 4 agosto 1946
  13. ^ Franco Biviano, Il podestà dal cuore d'oro. Profilo biografico di Edmondo de Giacomo, in "Il Nicodemo" n. 53, 30 marzo 1997
  14. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 22 maggio 2014.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ P. Giovanni Parisi, Dal Nauloco al feudo di Trinisi. Profilo storico di Pace del Mela, Messina, Samperi, 1982
  17. ^ Sicania...Progetto "Il Campanile"

Bibliografia e sitografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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