Mario Capecchi

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Mario Capecchi nel 2008
Premio Wolf Premio Wolf per la medicina 2002
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la medicina 2007

Mario Renato Capecchi (Verona, 6 ottobre 1937) è un genetista italiano naturalizzato statunitense, premio Nobel per la medicina nel 2007 (assegnatogli l'8 ottobre).

Mario Capecchi, 2013

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Verona il 6 ottobre 1937 da padre italiano, il militare Luciano Capecchi, e da madre statunitense, l'artista Lucy Ramberg, figlia di un archeologo tedesco e di una pittrice statunitense, Mario Capecchi rimase presto orfano di padre, che fu dato per disperso in Libia, dove era stato inviato come mitragliere contraereo. La madre si fece ben presto notare dal regime fascista: dopo l'emanazione delle leggi razziali, la donna incominciò a scrivere opuscoli antifascisti e antitedeschi. Quando Mario aveva cinque anni, Lucy fu prelevata dalla Gestapo e deportata a Dachau come prigioniera politica[1].

La madre, avendo previsto l'accaduto, era riuscita ad affidare Mario ad una famiglia di contadini, cui aveva dato i mezzi economici per mantenere suo figlio. Ma la guerra consumò rapidamente il denaro destinato a Mario, abbandonato dopo un anno dalla famiglia che non poteva più mantenerlo. A piedi, e con mezzi di fortuna, si recò a Verona alla ricerca del padre, che riuscì a trovare. Rifiutato da questi, continuò il suo vagabondaggio fino ad entrare in una banda di ragazzini di strada, che sopravvivevano rubacchiando. Nel 1945 incominciò a stare male, contrasse il tifo e, raccolto da un ignoto "samaritano", si ritrovò in un ospedale di Reggio Emilia, dove la madre, liberata da Dachau, poté ritrovarlo.

In America[modifica | modifica wikitesto]

All'età di 8 anni Mario Capecchi si trasferì negli Stati Uniti insieme alla madre, grazie al fratello di lei, Henry, che insegnava fisica all'Università di Princeton, dove vide Albert Einstein. Mentre la madre incominciava a lavorare come interprete negli ospedali del New Jersey e di New York, lui iniziò a studiare proprio in questa città, prima di trasferirsi nell'Ohio, dove frequentò l'università presso il piccolo Antioch College e conseguì la laurea in chimica e fisica. Fu poi ammesso all'Università di Harvard, dove conseguì il PhD in Biofisica nel 1967, ma dove, soprattutto, ebbe modo di incontrare uno degli scopritori della struttura del DNA, James Watson, vincitore del Premio Nobel per la medicina nel 1962, che fu suo supervisore per la tesi[1].

Nel 1969 divenne professore associato presso il Dipartimento di Biochimica della Harvard School of Medicine. Nel 1971 fu nominato professore associato. Nel 1973 si spostò all'Università dello Utah. Dal 1988 Capecchi collabora anche con l'Howard Hughes Medical Institute. Oggi è anche membro della National Academy of Science ed è Distinguished Professor all'Università statale di Salt Lake City.

Gli studi[modifica | modifica wikitesto]

Capecchi, insieme ai colleghi Martin Evans e Oliver Smithies, è stato insignito del Premio Nobel per la Medicina del 2007 per la messa a punto di tecniche che, attraverso l'utilizzo di cellule staminali embrionali, permettono di generare animali caratterizzati dall'assenza di uno specifico gene. Queste tecniche, dette di gene targeting, hanno portato i tre biologi alla messa a punto del primo topo knockout, nel quale alcuni specifici geni sono stati resi inoperativi. L'assegnazione del Nobel non ha dunque colto di sorpresa la comunità scientifica, che già da tempo utilizzava la sua tecnica di gene targeting per "costruire" topi portatori di mutazioni genetiche. Tale approccio si è rivelato di fondamentale importanza per lo studio in vivo della funzione dei geni, ed ha avuto un grande successo nella comunità scientifica. Quindi il gene targeting sta contribuendo in modo significativo allo studio di molte malattie come il cancro, oltre che allo studio dei processi di embriogenesi, ed alle discipline dell'immunologia e della neurobiologia.

Capecchi ha anche svolto un'analisi sistematica della famiglia genica Hox nei topi. Tale famiglia genica gioca un ruolo chiave nel controllo dello sviluppo embrionale di tutti gli animali multicellulari.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Chi è Mario Capecchi, Corriere della Sera.it, 8 ottobre 2007. URL consultato il 27 marzo 2013.
  2. ^ (EN) CURRICULUM VITAE
  3. ^ (EN) Mario R. Capecchi
  4. ^ (EN) 2002 John Scott Awards Mario Capecchi and Joseph DeSimone awarded the 2002 John Scott Awards

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