Università di Pavia

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Coordinate: 45°11′13.6″N 9°09′24.73″E / 45.187112°N 9.156871°E45.187112; 9.156871

Università degli Studi di Pavia
Unipv-logo.png
Stato Italia Italia
Città Pavia
Altre sedi Cremona, Mantova, Voghera, Vigevano
Nome latino Alma Ticinensis Universitas
Fondazione 1361
Tipo statale
Facoltà
Rettore Fabio Rugge
Studenti 21 851 (a.a. 2012/13[1])
Colori Giallo Pavia  
Affiliazioni Gruppo di Coimbra
Sport CUS Pavia
Sito web www.unipv.it
 
Ingresso principale del palazzo centrale dell'Università, in Strada Nuova, a Pavia

L'Università degli Studi di Pavia è una delle più antiche e importanti università italiane ed europee, facente parte del gruppo di Coimbra. In particolare, le sue Facoltà di Medicina, Scienze Politiche e Giurisprudenza godono di un particolare prestigio in Europa per le loro ricerche pionieristiche e per la loro tradizione secolare che ha visto molti alunni illustri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione e periodo medioevale[modifica | modifica wikitesto]

Aula Magna dell'Università di Pavia

Già a partire dall'anno 825 Pavia fu sede di un'importante scuola di retorica istituita dall'imperatore Lotario I, che a sua volta ereditava la tradizione di una scuola di diritto fondata dall'imperatore romano Teodosio I. Per tutto il periodo medievale la scuola fu in fiorente attività; nell'XI secolo Pavia divenne sede anche di un'attestata scuola giuridica. È però solo grazie all'imperatore Carlo IV, nel 1361, che a Pavia venne fondato uno Studium Generale, al quale papa Bonifacio IX riconobbe i medesimi diritti delle Università di Bologna e di Parigi. Con diploma imperiale datato 1485 lo Studium Generale venne poi trasformato in Università.

Decreto di Fondazione dello Studium Generale[modifica | modifica wikitesto]

« Nel nome della santa e indivisibile Trinità Amen. Carlo IV per il favore della clemenza divina sempre augusto imperatore dei Romani e re di Boemia, a perpetua memoria. La preclara scienza, sovrana del genere umano, emulatrice delle virtù celesti, le cui nobili membra l’odiosa violenza della peste per le regioni del mondo ha già preso con sé in un empio baratro, già privata delle sue dimore da penose abitazioni, con un grido confida in noi con un così grande gemito che giudichiamo degno soccorrerla con l’aiuto dell’Altezza Imperiale, se mai con un decreto dell’Imperatore, cui preme provvedere a tutto il mondo, possa risplendere nell’antica condizione, sorreggere la crescente umanità e certamente di nuovo feconda essere circondata da germogli. La supplica del podestà, del capitano, del Consiglio degli Anziani del comune e del popolo della città di Pavia, onorevolissimi e a noi diletti, fedeli a noi e al Sacro Impero, presentata alla nostra Maestà, chiedeva che a loro, a somiglianza di altre città, volessimo concedere per imperiale benevolenza la grazia e il privilegio della fondazione di uno Studium Generale con tutte le facoltà. Considerando i molteplici meriti di probità di cui detti Pavesi già in passato con profonda attenzione per gli studi onorarono Noi e il Sacro Romano Impero, con animo deliberato non per errore né incautamente ma in forza dell’intervenuto ragionevole parere degli elettori e degli altri principi del Sacro Impero, abbiamo ritenuto di concedere per sempre a loro, ai loro eredi e successori, la grazia di seguito indicata, che nella predetta città di Pavia sia fondato uno Studium Generale dell’uno e dell’altro diritto, vale a dire tanto del canonico quanto del civile, nonché di filosofia, di medicina e di arti liberali, grazia che d’ora innanzi venga rispettata. Vogliamo, in ragione di questa nostra concessione, che lo Studium, i suoi studenti, i rettori, i doctores, i baccalarii, gli ufficiali, i ministri, gli inservienti, le loro famiglie e le famiglie di ciascuno di essi, qualunque sia il loro nome, e di qualsivoglia dignità, status, ordine o condizione siano, godano di quei privilegi, libertà, immunità, indulti e grazie che sono riconosciuti agli Studia di Parigi, Bologna, Oxford, Orléans e Montepellier e a qualunque altro privilegiato Studium Generale e che li godano pienamente come se i privilegi, le libertà, le immunità, gli indulti e le grazie di tal fatta fossero indicati ai presenti parola per parola. Decidendo e ordinando in forza di questa nostra costituzione imperiale, che sarà per sempre valida, nella piena consapevolezza della pienezza della potestà imperiale, che detta città pavese, sorretta dalla presente nostra concessione, goda in perpetuo del grazioso privilegio di uno Studium Generale. E che il vescovo pavese, attuale e futuro, personalmente o per mezzo di un suo vicario o luogotenente, con il parere e l’approvazione dei doctores e dei professori del menzionato Studium, rispettati la forma, il modo e le regole che in questi casi si era soliti osservare nei predetti Studia Generalia e negli altri Studia, a coloro che per questo si saranno giudicati idonei e degni possa concedere la licentia legendi, dopo un esame li possa laureare, possa conferire loro ritualmente le insegne del dottorato o del magistero e di queste solennemente investirli. Inoltre, affinché qualsivoglia scolaro e studente del predetto Studium pavese possa dedicarsi agli studi delle lettere tanto più liberamente quanto più sarà sollevato da molestie e disordini e quanto più sarà avvolto dalla benevolenza imperiale, per la clemenza in noi innata, accogliamo in piena consapevolezza sotto la speciale protezione, tutela e difesa nostra e del Sacro Romano Impero i rettori, i doctores, tutti gli scolari o studenti dello Studium, ciascuno di loro e ad uno ad uno, e di ognuno di essi i familiari, i servi, i ministri ed anche le scuole, le case o alloggi. Perciò a nessun uomo sia consentito violare questo scritto della nostra mente o opporvisi con un’impresa temeraria. Se tuttavia taluno oserà tentare il contrario sappia di incorrere senza possibilità di remissione, per tante volte quante sarà stata commessa la violazione, nel bando imperiale e nella pena di cento marche d’oro puro, di cui stabiliamo che la metà sia destinata al fisco e la restante parte a utile del predetto Studium pavese, conservando nondimeno piena efficacia, espiata o rimessa la pena, ogni cosa precedentemente stabilita.

Dato a Norimberga, l’anno del Signore 1361, quattordicesima indizione, 13 aprile, quindicesimo anno del nostro regno e settimo dell’impero. »

(Carlo IV di Lussemburgo[2], Decreto di Fondazione dello Studium Generale)

Epoca moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Plinio Fraccaro inaugura in toga l'anno accademico 1949-1950

Il prestigio dell'ateneo crebbe nel XV secolo, ma la sua attività conobbe una brusca interruzione in seguito ai gravissimi danni ricevuti dalla città per l'assedio subito nel 1525. Durante la dominazione spagnola l'attività scientifica e didattica dell'Università risentì della situazione stagnante.

La rinascita dell'ateneo avvenne nella seconda metà del XVIII secolo grazie ai sovrani austriaci Maria Teresa e Giuseppe II, grazie ai quali nacque la Scuola anatomica pavese. A cavallo tra il XVIII e il XIX secolo l'ateneo divenne uno dei migliori d'Europa (e del mondo), annoverando accademici come il fisico Alessandro Volta (che ricoprì anche la carica di rettore), gli anatomisti Antonio Scarpa e Lazzaro Spallanzani, il matematico Lorenzo Mascheroni. Nei primi anni del Novecento l'Università di Pavia fu il primo ateneo italiano a ricevere il Premio Nobel, nella persona del medico e istologo Camillo Golgi (anch'egli, per un certo periodo, alla massima carica dell'ateneo).

Dalla fine della Seconda guerra mondiale l'Università di Pavia ha conosciuto un nuovo rilancio, dovuto in gran parte all'energia e all'iniziativa dell'allora rettore Plinio Fraccaro. Nel corso degli anni sessanta, alle Facoltà tradizionali si sono aggiunte quella di Economia e Commercio e di Ingegneria.

Lo stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma dell'Università di Pavia è di antico uso. In alcune aule storiche dell'ateneo, quali l'Aula Foscolo[3][4] e l'Aula Magna, risalenti rispettivamente al XVIII e XIX secolo, sono presenti elementi di mobilio d'epoca con tale stemma intagliato in legno[5][6]. Esso presenta due mazze rettorali incrociate d'argento, ciascuna sormontata da una piccola aquila, tuttora portate in apertura dei cortei rettorali più solenni[7]. Al centro dello stemma si trova una stola pendente, a coprire l'incrocio delle mazze, appoggiata su un cartiglio con la scritta Alma Ticinensis Universitas. Tale stola è sormontata da una corona di foggia simile all corona ferrea, elemento che allude al ruolo di Pavia quale capitale del regno longobardo e del regno d’Italia carolingio. Al di sotto del tutto cinque volumi su cui poggia e un anello. Nella cornice si leggono due scritte: DCCCXXV Capit[olum] Lotharii e MCCCLXI Generale Studium Constitutum. La prima scritta si riferisce al Capitolare di Lotario dell’825, con il quale Lotario I approvò la costituzione di una scuola di retorica a Pavia; la seconda si riferisce alla fondazione dello Studium Generale del 1361 per opera di Carlo IV[8].

I collegi universitari[modifica | modifica wikitesto]

Il collegio Borromeo

Già dalla metà del secolo XVI[9] Pavia era dotata di due grandi Collegi Universitari, l'Almo Collegio Borromeo e il Collegio Ghislieri, che hanno svolto nel secolo XIX un ruolo importante nella preparazione culturale di buona parte della classe dirigente e intellettuale lombarda e italiana.

Nel piano di potenziamento delle strutture universitarie dopo il 1945 ebbe parte centrale un grande sviluppo di questo caratteristico aspetto della vita universitaria pavese per merito del Rettore Plinio Fraccaro.

La creazione di nuovi Collegi fu intesa come la via migliore per favorire l'accesso di giovani meritevoli ad una cultura non più riservata a pochi, ma socialmente aperta senza perdere di serietà. I Collegi universitari pavesi, privati o pubblici, sono venti

I collegi si possono distinguere in "collegi di merito", pubblici (EDISU) e privati. I quattro collegi di merito sono l'Almo Collegio Borromeo (misto), il Collegio Ghislieri (misto), il Collegio Santa Caterina (femminile) ed il Collegio Nuovo (femminile): questi sono collegi riservati ad alunni meritevoli, selezionati tramite concorso pubblico meritocratico. Tutti e quattro questi collegi prevedono inoltre una sezione od una residenza separata per gli studenti post-laurea.

I collegi gestiti dall'EDISU sono il Collegio Castiglioni Brugnatelli (femminile), il Collegio Cairoli (maschile), il Collegio Girolamo Cardano (misto), il Collegio Fraccaro (maschile), il Collegio Spallanzani (maschile), il Collegio Benvenuto Griziotti (misto), il Collegio Giasone del Maino (misto), il Collegio Lorenzo Valla (misto), il Collegio Alessandro Volta (misto) e la Residenza Golgi (mista), suddivisa in due residenze ad amministrazione separata. Esistono poi quattro collegi privati: il Collegio Marianum (femminile), il Collegio Maria Ausiliatrice (femminile), il Collegio Don Bosco (maschile) ed il Collegio Sant'Agostino (maschile). A Cremona c'è infine il Collegio Quartier Nuovo.

L'Università di Pavia oggi[modifica | modifica wikitesto]

Rettorato[modifica | modifica wikitesto]

Il rettore dell'Università degli Studi di Pavia è, dal 2013, il Professor Fabio Rugge, ordinario di Storia delle istituzioni politiche, già preside della facoltà di Scienze politiche. Il professor Rugge è stato eletto rettore dell'Università per il sessennio 2013-2019.[10]

Il collegio Ghislieri

Offerta formativa[modifica | modifica wikitesto]

L'Università di Pavia offre un ampio ventaglio di corsi di laurea di primo livello e magistrali. Alcuni di essi sono interfacoltà, mentre la maggioranza appartiene a un'unica facoltà. Esse sono Economia, Farmacia, Ingegneria, Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Musicologia, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (mm.ff.nn.) e Scienze Politiche. Sono inoltre presenti numerosi corsi post-lauream: corsi di perfezionamento, scuole di specializzazione, "master" e dottorati di ricerca.

Ingegneria[modifica | modifica wikitesto]

La sede di ingegneria è collocata in zona Cravino, nel lato nord-ovest della periferia di Pavia. Il palazzo che ospita la Facoltà di Ingegneria, progettato dall'architetto Giancarlo De Carlo, per la sua struttura portante a tubi metallici a vista, porte interne con vetro ad oblò - che lo fanno somigliare ad un transatlantico viene abitualmente chiamato "La Nave". La Facoltà di Ingegneria dell'Università di Pavia offre sia corsi di laurea triennali sia corsi di laurea magistrali.

Medicina e Chirurgia[modifica | modifica wikitesto]

La Facoltà di Medicina e Chirurgia ha più sedi all'interno della città di Pavia , per la maggior parte localizzate a breve distanza dal Policlinico San Matteo che è il Policlinico universitario, e sono:

  • Dipartimento Medicina Interna e Terapia medica Via Parco Vecchio, 27
  • Dipartimento di Chirurgia Via  Aselli 45-46 
  • Dipartimento di Medicina Legale Via Forlanini, 12 
  • Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento via Agostino Bassi, 21 
  • Dipartimento di Scienze Neurologiche Via Palestro, 3 
  • Dipartimento Di Scienze Ematologiche Piazza Golgi, 2 
  • Dipartimento di Discipline Odontostomatologiche & Dipartimento Scienze Morfologighe E Cliniche Viale Camillo Golgi, 19
  • Istituti Scientifici Via San Severino Boezio, 24 
  • Dipartimento di Biochimica Viale Taramelli 

Sistema museale[modifica | modifica wikitesto]

L’Università di Pavia possiede un eccezionale patrimonio di beni culturali, accumulati e conservati nel corso della sua lunga storia. Importanti collezioni, di interesse storico-scientifico, uniche nel loro genere: non sono infatti costituite da pezzi acquisiti in maniera casuale, ma accresciute nell’arco del tempo, parallelamente allo sviluppo della didattica e della ricerca scientifica nei rispettivi campi.

Grazie a queste collezioni e alla loro corrispondenza con i volumi conservati nelle biblioteche e negli archivi, è possibile ricostruire la storia del pensiero tecnico scientifico italiano e non solo.

In particolare, l’Università ospita:

Il Museo per la Storia dell’Università di Pavia[2]. Due le sezioni principali, quella di Medicina e quella di Fisica. Il percorso, attraverso l’esposizione degli “strumenti” utilizzati dai grandi maestri del passato, testimonia l’evoluzione dello studio e dell’insegnamento di queste scienze.

Il Museo di Storia Naturale[3]. Costituito a scopo didattico da Lazzaro Spallanzani nel 1771 grazie a un primo nucleo di minerali inviati in dono dall'Imperatrice Maria Teresa d’Austria. Alla sezione di mineralogia e zoologia fu aggiunta nel 1778 quella di anatomia comparata. La fama del Museo, che già nel 1780 contava oltre 24.000 esemplari, ispirò al poeta e matematico Lorenzo Mascheroni alcuni versi del componimento didascalico “Invito a Lesbia Cidonia”.

Il Museo della Tecnica Elettrica[4]. Istituito nel 2006, grazie alle preziose donazioni di Edison, ENEL e di molte aziende del settore. Omaggio permanente ad Alessandro Volta (inventore della pila elettrica, docente e rettore dell’Università), presenta il patrimonio storico della tecnica elettrica e il suo impatto su tutti gli aspetti della vita quotidiana dalle origini dell’elettricità a oggi.

Il Museo di Mineralogia[5]. Conserva collezioni di minerali, rocce e fossili provenienti dalle più note località italiane ed estere. Il museo conta circa 10.000 pezzi ed è suddiviso in due sezioni, Mineralogia-Petrografia e Geologia-Paleontologia.

L’Orto Botanico[6]. Istituito nella seconda metà del Settecento. Si estende su una superficie di circa 2 ettari e comprende le serre, l’edificio storico e l’arboreto dedicato alle collezioni di piante vive all’aperto. Le collezioni sono in parte tematiche e in parte rappresentative di aree geografiche. La serra più antica è dedicata al primo direttore del Museo, Antonio Scopoli. Dell’impianto originario rimane un monumentale platano alto 45 metri, la cui circonferenza alla base supera i 7 metri.

Il Sistema museale di ateneo si è costituito nel gennaio 2005 con lo scopo di riunire tutti i musei e le collezioni dell’Università di Pavia e di promuoverne la conservazione e la valorizzazione.

Personaggi illustri[modifica | modifica wikitesto]

La città universitaria di Pavia rappresentata nel francobollo dedicato all'Anno mondiale della fisica 2005

Tra gli studiosi e i docenti che lavorarono all'Università di Pavia, nel passato e nel presente (in ordine alfabetico):

Scienze umane e sociali[modifica | modifica wikitesto]

Scienze della natura, medicina e matematica[modifica | modifica wikitesto]

Laureati honoris causa[modifica | modifica wikitesto]

  • Roger Bannister, medicina e chirurgia;

Medaglie teresiane[modifica | modifica wikitesto]

La medaglia teresiana è un riconoscimento accademico che il Rettore dall'Università di Pavia consegna ai docenti nominati in prima fascia in occasione della cerimonia dell’inaugurazione dell’anno accademico, momento che sancisce l'ingresso dei professori ordinari nel corpo accademico pavese. Tale onorificenza può inoltre essere conferita dal Rettore dell'Università di Pavia a persone particolarmente illustri, tradizionalmente ospitate in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico o della giornata del laureato:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ Guida dello studente, Facoltà di Giurisprudenza
  3. ^ Una Lezione Perpetua Di Ugo Foscolo
  4. ^ Aula Foscolo
  5. ^ http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2012/02/Pavia-Aula-Foscolo-dellUniversit%C3%A0-25-febbraio-2012.jpg
  6. ^ http://youtube/588ZpuyWg9M?t=2h15m30s
  7. ^ XXIII Giornata del laureato: il video integrale - YouTube
  8. ^ http://www.naturalmentescienza.it/libri/150demo.pdf#page=7&zoom=auto,0,350 , pag. 15
  9. ^ si ricorda però un altro collegio universitario, il Collegio di S. Agostino o Collegio Castiglioni (1429-1803), fondato dal cardinale Branda Castiglioni; fu ospite del collegio durante gli studi Giovan Angelo Medici, Pio IV, zio di Carlo, fondatore del Collegio Borromeo
  10. ^ Elezione di Fabio Rugge a Rettore su Corriere della Sera.
  11. ^ Senato della Repubblica: Del Giudice Pasquale
  12. ^ Un Nobel all'ateneo pavese
  13. ^ Università di Pavia. Istituto botanico, Atti, 1967, p.219

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mazzarello, P. & Fregonese, L. (2011) "Pavia e le svolte della scienza": a cura di Paolo Mazzarello e Lucio Fregonese. Libreria CLU: Pavia

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]