Maria Pellegrina Amoretti

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Maria Pellegrina Amoretti

Maria Pellegrina Amoretti (Oneglia, 17561787) è stata una giurista italiana. È ricordata per essere stata la seconda donna laureata d'Italia dopo la veneziana Elena Lucrezia Cornaro (che ebbe la laurea nel 1678). Fine letterata e donna di profonda cultura, morì poco più che trentenne. È stata autrice di un trattato sul diritto delle doti dal titolo Tractatus de jure datium apud romanos[1].

[modifica] Biografia

Nipote del letterato e scienziato Carlo Amoretti, a dodici anni parlava le due lingue classiche - latino e greco - e a quindici anni discuteva di filosofia e fisica; studiò giurisprudenza sui libri del fratello maggiore.

Nonostante l'indubbio valore, trovò notevole difficoltà nel laurearsi a causa della condizione femminile. Dopo essere stata rifiutata dall'Università di Torino, si laureò a ventuno anni in Ragion Civile (Iure utroque, Diritto) all'Università di Pavia il 25 gennaio 1777, riuscendo infine ad ottenere il riconoscimento legale del suo dottorato grazie ad una serie di tesi, una delle quali concerneva la figura di Beatrice d'Este. Riconoscimenti per il valore del suo dottorato furono un dottorale anello, una ricca ciarpa con incisa la frase Ob juri scientiam Academia Ticinensis dat libenter merito e una corona di lauro.

Il contemporaneo poeta Giuseppe Parini le dedicò l'ode La laurea (Per la laurea in ambe le leggi conferita nella R. Università di Pavia alla Signora Maria Pellegrina Amoretti d'Oneglia. Ode).

Una lapide commemorativa posta all'Università di Pavia ne riporta questa parte significativa:

« Ed or che la risorta insubre Atene, / con strana meraviglia, / le lunghe trecce a coronar ti viene, / o di Pallade figlia, / io, rapito al tuo merto, / fra i portici solenni e l'alte menti / m'innoltro, e spargo di perenni unguenti / il nobile tuo serto. »

Nel 1956 una seconda lapide fu posta, nello stesso luogo, dalla città di Imperia per ricordarne la figura.

Nel suo Prospetto biografico delle donne italiane[2], Ginevra Canonici Fachini la dipinge come una femminista ante litteram, propugnatrice dei diritti civili delle donne alle riunioni del Circolo Costituzionale di Milano.

Una via le è intitolata nel quartiere di Sampierdarena, a Genova.

[modifica] Note

  1. ^ Fonte: Luca Ponte, Le genovesi, Fratelli Frilli Editori, Genova 2008
  2. ^ Ginevra Canonici Fachini, Prospetto biografico delle donne italiane, Alvisopoli, Venezia 1824

[modifica] Collegamenti esterni

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