Voghera

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Voghera
Panorama di Voghera
Voghera - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Pavia
Coordinate: 44°59′33″N 9°0′33″E / 44.9925, 9.00917Coordinate: 44°59′33″N 9°0′33″E / 44.9925, 9.00917
Altitudine: 96 m s.l.m.
Superficie: 63,28 km²
Abitanti:
39.238 31-08-2007 ( ISTAT )
Densità: 607,5 ab./km²
Frazioni: Campoferro, Medassino, Oriolo, Torremenapace, Valle 
Comuni contigui: Casei Gerola, Cervesina, Codevilla, Corana, Lungavilla, Montebello della Battaglia, Pancarana, Pizzale, Pontecurone (AL), Retorbido, Rivanazzano, Silvano Pietra
CAP: 27058
Pref. telefonico: 0383
Codice ISTAT: 018182
Codice catasto: M109 
Nome abitanti: vogheresi o iriensi 
Santo patrono: San Bovo 
Giorno festivo: venerdì antecedente l'Ascensione 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Voghera, anticamente detta Iria (in pavese Vugheera), è un comune di 39.238 abitanti della provincia di Pavia, il terzo per popolazione dopo Pavia e Vigevano.

Indice

[modifica] Geografia

È il centro principale dell'Oltrepò Pavese e rappresenta un importante nodo ferroviario e stradario ed un rinomato centro vinicolo e industriale. Sorge sulle rive del torrente Staffora, al suo affacciarsi al piano dopo aver solcato l'Appennino con una lunga valle.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Voghera.

Stando alla media calcolata nel trentennio 1961-1990, il mese più freddo (gennaio) registra una temperatura media di 0,3 °C, mentre quello più caldo (luglio) +23,1 °C. Le precipitazioni medie annue si aggirano tra i 650 e i 700 mm, con picco in autunno.[1]

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Voghera.

I primi insediamenti sul territorio ora occupato da Voghera risalgono al Neolitico e sono dovuti, probabilmente, al clima mite e alla presenza di corsi d'acqua.

L'antica Voghera viene riconosciuta nella romana Iria, erede di un precedente villaggio abitato da popolazioni iberiche, celtiche e da Liguri Iriati (da cui ebbe origine il toponimo).

Nel corso degli anni è probabile che l'insediamento venne ripetutamente devastato dal passaggio di vari eserciti, tra i quali quelli di Massimo Magno Clemente (387 d.C.), di Attila (452), dei Borgognoni e dei Rugi (fine IV secolo), e più volte ricostruito.

Alla fine del VI secolo Iria ritorna ad essere un villaggio, un “vicus” per l'appunto, ed è in questo periodo che il nome si modifica, dando origine a quello attuale: “Vicus Iriae” poi volgarizzato in “Vicus Eira” e quindi “Viqueria”. Il borgo medioevale viene edificato sui resti dell'antica colonia romana.

Durante il VII e l'VIII secolo il nucleo urbano, a causa dei benefici della vicinanza della capitale longobarda (Pavia), si sviluppa sul vecchio “castrum” e vede sorgere le prime opere di fortificazione. La sua principale fonte di irrigazione è data dal torrente Staffora (da “stat foras”, così denominato per il suo continuo straripare) e dalla sua deviazione, il canale Lagozzo che serve ad alimentare i nove mulini presenti nel borgo.

Nel 774, con la sottomissione del Regno Longobardo a Carlo Magno ed in base alla nuova suddivisione in contee, il borgo di Viqueria viene annesso alla diocesi di Tortona.

È in questo periodo che Voghera, oltre a divenire un centro di intensi scambi commerciali, sede di mercati settimanali e di almeno due fiere annuali, vede accrescere la sua importanza come luogo di transito e di sosta per i pellegrini diretti in Terra Santa e a Roma. Ne sono prova la presenza di molti ospedali, di ricoveri per viandanti e la morte di San Bovo, avvenuta nel 986 di ritorno da un pellegrinaggio a Roma.

Per Voghera transitava la via del sale lombarda controllata dai Malaspina, percorsa da colonne di muli che partendo da Pavia percorrendo la valle Staffora raggiungevano Genova attraverso il passo del Giovà e il monte Antola.

Sotto il regno di Arrigo VI (figlio del Barbarossa) il borgo si emancipa dal potere vescovile, aumentando così la sua autonomia. Comprova una ulteriore possibilità di autonomia il documento pergamenaceo dato in Pavia il 26 giugno 1271 (conservato presso l'Archivio storico del comune di Voghera), dal quale risulta che il comune di Pavia ha venduto alla comunità di Voghera il diritto di eleggersi il podestà (ed i consoli di giustizia), con decorrenza dal 1 gennaio 1272, con riserva di riscattare tale diritto.

Dal 1358 Voghera passa sotto il dominio dei Visconti;, fa eccezione il periodo maggio 1363 – luglio 1364, nel quale viene occupata dal marchese di Monferrato. Nel 1361 i Visconti fortificano il borgo, circondandolo di mura e fossato e dando inizio alla costruzione del castello, con imposizione ai comuni di Casteggio, Broni, Casei, Montebello, Rovescala, Nazzano, Oliva, Pietra, Fortunago, Montalto, Mondondone, Santa Giuletta, Gerola e Sale di contribuire all'esecuzione di quelle opere.

Infeudata nel 1436 da Filippo Maria Visconti alla famiglia Dal Verme conti di Bobbio e di Voghera, e poi dal 1516 marchesato di Bobbio; essa rimane terra del Ducato di Milano anche con gli Sforza e con Filippo II re di Spagna (1598). Con il decadere della sovranità spagnola passa sotto quella austriaca fino al 1743 quando, in forza del trattato di Worms, entra a far parte del Regno di Sardegna, sotto Carlo Emanuele III, che eleva nel 1748 Voghera a capoluogo della provincia vogherese comprendente parte dell'Oltrepo' e il Siccomario, provincia che resterà tale dal 1748 fino al 1859.

L'8 giugno 1770, con Patente Reale 112 – reg.43 –, il Re di Sardegna, riordinando amministrativamente lo Stato, eleva Voghera da borgo a città.

Con l'occupazione francese (1796) Voghera, come capoluogo di circondario, appartiene prima al dipartimento di Marengo e poi a quello di Genova. Il 22 giugno 1815, a seguito della restaurazione sabauda, ritorna al Piemonte (nuovamente come Provincia)dopo l'annessione della Lombardia al Piemonte (1859), la Provincia di Voghera, insieme alle vicine province di Lomellina e di Bobbio, entra a far parte (come circondario) dei territori con i quali viene costituita la provincia di Pavia.

Il XIX secolo, anche a seguito del grande aumento demografico, vede necessaria ed urgente la stesura di un piano regolatore (1835), la progettazione di opere di abbellimento e di ornato che permettono l'ampliamento, il rinnovamento e l'ammodernamento della città. Pertanto vengono abbattute la mura (1821 – 1830) e sul loro tracciato si sviluppa l'attuale circonvallazione interna. Durante il secolo appena trascorso tale sviluppo architettonico e demografico si è intensificato, così come la modernizzazione della città, corredata da grandi opere strutturali e viarie.

Venne duramente colpita dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, a causa della sua posizione "strategica" all'incrocio tra le direttrici Milano-Genova e Torino-Bologna.
Fu teatro, il 31 maggio 1962, di un grave incidente ferroviario (vedi Incidente ferroviario di Voghera) nel quale perirono 63 persone.

[modifica] Lo stemma

Per mostrare fedeltà a Federico Barbarossa il Comune di Voghera utilizzò come stemma, sovrastato da una corona, su sfondo rosso e posato su sbarre bianche e nere, il simbolo dell'impero di Barbarossa: l'aquila. Tuttavia, negli anni Trenta del '900 vi furono apportate delle modifiche:

  • Le sbarre bianche furono sostituite da quelle color argento;
  • Sotto di esse fu posizionata una zona di colore rosso che termina a punta;
  • È presente una scritta bianca su sfondo blu nella zona sottostante il disegno con scritto: "Signo Sacrati Imperii Durabit Viqueria tempore longo si sciet vivere cauta" (spesso abbreviata in "Signo Sacrati Imperii Durabit Viqueria")
  • Un ramo di alloro legato con uno di quercia tramite un nastro tricolore.

[modifica] Monumenti

Importanti monumenti della città sono il Duomo di Voghera (XVII secolo), dedicato a S. Lorenzo Martire; la chiesa di S. Giuseppe, dotata di una pregevole facciata barocca; la chiesa del Carmine, che rappresenta una transizione tra il rinascimentale ed il barocco; Piazza Duomo, con la cà d' Nava ed il palazzo Gounela, sede del Municipio, il cui nome è ispirato ad un omonimo usciere del '700, personaggio storico vogherese [senza fonte]; l'imponente castello visconteo, eretto tra il 1335 e il 1372 e adibito a carcere fino al secolo scorso, affiancato dalla storica locomotiva Gruppo 940 (locomotiva a vapore); il Teatro Sociale di Voghera, in fase di ristrutturazione, il monumento ai Caduti; il Tempio Sacrario della Cavalleria (Chiesa di Sant'Ilario o Chiesa Rossa, risalente all'VIII secolo[senza fonte] ; la Chiesa di San Colombano di Torremenapace, fondato in epoca longobarda[senza fonte][senza fonte] ; i resti del ponte romano, ricostruito poi come Ponte Rosso; la caserma Vittorio Emanuele II (che ospita, tra l' altro, la Civica Biblioteca Ricottiana e l'adiacente Museo Storico che conserva, tra i vari cimeli, la vettura "A 112" del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e un'arma che una leggenda vuole sia quella che abbia ucciso Mussolini).

[modifica] Trasporti

Per approfondire, vedi la voce Stazione di Voghera.

Voghera, grazie alla sua favorevole posizione geografica, è facilmente raggiungibile sia via strada sia via ferrovia. La città è attraversata dalla Strada Statale 10 Padana Inferiore, dalla Strada Statale 35 dei Giovi ed è origine della Strada Statale 461 del Passo del Penice.
Nel territorio comunale si trova il casello autostradale di Voghera, sull'Autostrada A21 Torino-Piacenza-Brescia; nel limitrofo comune di Casei Gerola si trova l'omonimo casello sull'Autostrada A7 Milano-Genova. La stazione ferroviaria di Voghera collega la città principalmente con Milano, Genova, Torino, Piacenza, Bologna (e località intermedie) ma vede giornalmente partire convogli con destinazione altre città italiane o europee.

Esiste un servizio di trasporto pubblico urbano composto da due linee automobilistiche (curiosamente numerate diversamente per i percorsi di andata e ritorno), gestito dalla ditta SAPO (Società Autolinee Pubbliche Oltrepò). La stessa SAPO gestisce buona parte dei collegamenti automobilistici extraurbani, principalmente per le località minori dell'Oltrepò Pavese. Esistono altri collegamenti extraurbani gestiti da altre società.

Dal 1931 al 1966 a Voghera faceva capolinea la Ferrovia Voghera-Varzi.

A causa dell'aumento del traffico automobilistico, ed in particolare dell'aumento del numero di pendolari, si è provveduto alla costruzione di un autoporto, entrato in funzione nel 1986, dove una volta passava la ferrovia Voghera-Varzi. L'autoporto può contenere fino a 700 macchine, di cui 100 nel piazzale situato ai lati dell'entrata-uscita ed altre 109 auto sul terrazzo, al 6°piano. Inoltre, al piano seminterrato, è presente un parcheggio per autobus, di cui 13 posteggi all'esterno.

[modifica] Voghera e sport

A Voghera, oltre a svariati monumenti ed un centro socio-culturale, troviamo anche strutture dedicate allo sport: la piscina comunale, con due vasche interne e tre esterne per l'estate, palestre di arti marziali, lo stadio comunale, dove si allena la squadra cittadina, diverse associazioni sportive, principalmente di calcetto e tennis, un palazzetto dello sport in costruzione, il Centro Adolescere e, nel cortile d'ingresso della piscina, l' Auser e il "campo Giovani", sede della società Atletica Iriense.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Aurelio Angelo Torriani (centrodestra) dal 05/04/2005
Centralino del comune: 0383 3361
Posta elettronica: protocollo@comune.voghera.pv.it

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Gemellaggi

Voghera è gemellata con:

[modifica] Personalità a Voghera

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Tabella climatica

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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