Autobianchi A112
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Costruttore: Autobianchi
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Altre caratteristiche
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L'A112 è un autovettura prodotta dall'Autobianchi, in serie ed allestimenti diversi, dal 1970 al 1986.
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[modifica] Storia
Nella seconda metà degli anni '60 la Fiat si trovava a dover affrontare la preoccupante penetrazione nel mercato italiano della "Mini" che, dopo aggirato l'ostacolo dei dazi doganali con la costruzione della vettura presso gli stabilimenti della Innocenti, riscuteva un notevole successo di vendite tra i giovani e, soprattutto, tra l'utenza femminile.
In quel settore di mercato, la Fiat che disponeva dell'obsoleto modello "850", non era certo in grado di riavaleggiare per immagine e concezione tecnica con la rivoluzionaria utilitaria anglio-italiana e, pertanto, Dante Giacosa decise di proporre, attraverso la controllata Autobianchi, una vettura di piccole dimensioni, dall'aspetto elegante e dotata della moderna trazione anteriore.
Secondo la filosofia di Giacosa, come già avvenuto per la "A111", non si trattava solamente di proporre un nuovo modello, ma anche di realizzare una sperimentazione su larga scala delle soluzioni e delle componenti meccaniche che sarebbero poi state utilizzate sulla "127", in via di realizzazione.
Per la carrozzeria, in un primo tempo, fu assegnato l'incarico di progettare il modello di forma a Giorgetto Giugiaro, ma il prototipo scaturito non venne giudicato adatto ai gusti dell'utenza femminile ed il compito passò al Centro Stile Fiat. Per inciso, il progetto bocciato verrà utilizzato, tredici anni dopo, per la "Panda".
L'Autobianchi A 112 venne presentata, nel 1969, al Salone di Torino, ottenendo entusiastici consensi, in particolare tra le categorie d'utenza verso le quali era indirizzata.
Il successo di vendite fu immediato e talmente consistente che per alcuni anni la produzione, nonostante i continui ampliamenti delle linee di montaggio, non riuscì a soddisfare una domanda corposa ed in costante crescita, costringendo gli aspiranti proprietari del nuovo modello a snervanti attese che, in molti casi, superavano i dodici mesi.
Oltre all'aspetto gradevole ed alla brillantezza delle prestazioni, anche i contenuti costi di acquisto e d'esercizio, contribuirono a farne una delle automobili più diffuse e apprezzate da utenti di ogni fascia d'età.
Nella sua lunga carriera la "A112" subì molti restyling e miglioramenti, che diedero vita a ben 7 serie.
Oltre ai modelli di serie, vennero realizzate alcune versioni estremamente rare - prototipi o modelli unici - sui quali si hanno pochissimi dati. Ne sono esempi la "Cabarth", con meccanica Abarth e carrozzeria cabriolet a 2 posti, la A112 Pininfarina del 1972, la A112 Felber ed altri costruiti per competizione.
Nei primi anni Ottanta, la commercializzazione in Svezia venne affidata alla Saab, che la propose come "Saab Lancia A112"
[modifica] Prima serie
Al momento dell'inizio della commercializzazione (ottobre 1969) l'A112 era disponibile in un unica versione, spinta dal 4 cilindri in linea con albero a camme di 903cc da 44cv. Accoppiato ad un Cambio manuale a 4 rapporti, il brillante aste e bilancieri Fiat (proveniva dalla 850 e sarà utilizzato anche dalla 127), spingeva l'utilitaria di Desio a 135km/h con consumi abbastanza contenuti (in media 6,9 litri ogni 100km). L'impianto frenante era di tipo misto, ma privo di servofreno, e il comportamento stradale assai gradevole, per brillantezza, maneggevolezza e tenuta di strada.
L'allestimento prevedeva sedili in skai e plancia con strumentazione circolare, mentre il bagagliaio aveva una capienza di 180 litri, ampliabili ribaltando lo schienale posteriore.
Visto il successo ottenuto e le ottime doti stradali, la Casa decise, nel 1971 di ampliarne la gamma con l'introduzione delle versioni E ed Abarth. La prima presentava finiture più curate, verniciatura del tetto in colore contrastante (proprio come sulla Mini!) e dotazione più ricca, mentre la seconda era una vera e propria versione sportiva realizzata dall'atelier di Carlo Abarth.
L'A112 Abarth, che sarà anche l'ultimo modello sviluppato con un certo grado d'autonomia dall'Abarth (che proprio quell'anno venne assorbita dalla Fiat), era equipaggiata con un esclusivo 4 cilindri monoalbero in testa di 982cc da 58cv, che garantiva ampi margini d'elaborazione. A causa delle maggiori prestazioni fornite dal motore, l'impianto frenante venne potenziato e completato dal servofreno. La caratterizzazione estetica della carrozzeria, offerta solo nel colore rosso con cofano motore, passaruota, sottoporta e fascia posteriore tra i gruppi ottici in nero opaco e marchietti Abarth (il famoso scorpione) sulle fiancate, era molto marcata, così come quella degli interni (sedili anteriori anatomici con poggiatesta, volante sportivo e strumentazione completa di contagiri, termometro olio e manometro olio). Col tempo, grazie anche ai numerosi trofei monomarca, la A112 Abarth divenne un'autentica "palestra" per futuri piloti.
[modifica] Seconda serie
Nel marzo del 1973 vennero apportate alcune leggere modifiche che, comunque, fecero parlare di seconda serie. All'esterno si notavano nuovi paraurti in plastica nera con inserti cromati (anziché metallici con profilo in gomma), una diversa mascherina con "maglia" differente e nuovi cerchi ruota, mentre all'interno vennero apportate varie migliorie a plancia e sedili. L'eredità della A112 E, venne raccolta dalla Elegant con motore potenziato a 47cv e finiture più curate, mentre la versione base, ora denominata Normale conservava il propulsore a 44cv e i paraurti in metallo con fascia in gomma. Il modello a subire i maggiori mutamenti estetici fu, però, la Abarth, che ora poteva essere ordinata anche in versione monocolore (in caso di bicolore le parti verniciate in nero opaco si riducevano al solo cofano motore). All'interno, inoltre, presentava nuovi sedili con rivestimento in tessuto a scacchi, mentre dalle fiancate scomparivano gli "scorpioni". Non vi furono, invece, novità tecniche.
[modifica] Terza Serie
La terza serie, presentata alla fine del 1974, differiva dalla precedente per i gruppi ottici posteriori ridisegnati (con luce di retromarcia integrata su Elegant e Abarth), griglia di sfogo sul montante posteriore più ampia ed una differente conformazione dei pannelli interni posteriori che, garantendo maggior spazio trasversale, consentivano l'omologazione per 5 persone (prima era per 4). Sulla Normale i paraurti, sempre metallici, divennero neri opachi (e privi di fascia in gomma). La gamma Abarth, per la quale sono rese disponibili anche nuove tinte (blu elettrico e verde brillante, oltre al rosso) in caso di verniciatura bicolore, si ampliò con l'introduzione della versione 70 HP, spinta da un 4 cilindri di 1049cc da 70cv. La versione di 982cc rimase in listino col nome 58 HP. Nel luglio del 1975 la potenza della Normale venne ridotta a 42cv, mentre nel 1976 venne tolta di listino la Abarth 58 HP.
[modifica] Quarta Serie
Col restyling del 1977 nacque la quarta serie. Questa volta le modifiche furono tali che aveva, effettivamente, senso parlare di nuova serie: basti pensare che, ad esempio, il padiglione venne alzato di 2 cm (sopra la linea dei gocciolatoi) per migliorare l'abitabilità in altezza e che gli interni (plancia, sedili, pannelli) vennero completamente ridisegnati. All'esterno cambiarono anche la mascherina (più ampia ed in plastica nera), i gruppi ottici posteriori (di nuovo disegno) e la grigli di sfogo sui montanti posteriori (ampliata). Le versioni Elegant e Abarth adottarono anche nuovi paraurti integrali in plastica nera e fascioni protettivi laterali nello stesso materiale (sulla Normale rimasero invece due paraurti metallici sottili verniciati di nero opaco). La sportiva Abarth, invariata nella meccanica, era riconoscibile per lo spoiler sotto al paraurti anteriore e per la vistosa "gobba" sul cofano motore (che inglobava anche un'ampia presa d'aria e i marchietti Abarth). La Elegant, infine, adottò un motore di cilindrata maggiorata a 965cc da 48cv (sulla Normale rimaneva il 903cc da 42cv). Tutta la gamma venne dotata di servofreno.
[modifica] Quinta serie
Nel 1979 venne presentata la quinta serie con modifiche estetiche e, su alcune versioni, finalmente il cambio a 5 marce. La carrozzeria venne "addobbata" con una nuova e più elaborata mascherina, paraurti (in plastica su tutte le versioni) ridisegnati, fascioni laterali in plastica raccordati ai paraurti tramite "codolini passaruota" dello stesso materiale, nuovi gruppi ottici posteriori inseriti in una cornice di plastica nera (in cui era alloggiata anche la targa), frecce laterali ridisegnate e arretrate, inedite targhette laterali con l'identificazione della versione, specchietto esterno più grande, mentre gli interni subirono solo modifiche di dettaglio. Nella gamma comparvero 2 nuovi allestimenti: Junior e Elite. La prima, equipaggiata dal noto 903cc da 42cv abbinato al cambio a 4 marce, sostituiva la Normale alla base della gamma, mentre la seconda, equipaggiata con la variante di 965cc del 4 cilindri Fiat abbinato ad una trasmissione manuale a 5 rapporti, s'inseriva, per finiture ed equipaggiamento, un gradino sopra alla Elegant (per la quale divenne disponibile, a richiesta, il cambio a 5 marce). L'adozione di serie della 5° marcia fu l'unica novità tecnica per la Abarth, che adottò anche i cerchi in lega leggera ed i fendinebbia. A richiesta, tutte le versioni, potevano essere equipaggiate con tergilunotto, mentre per la Junior era disponibile anche un tetto apribile panoramico in tela.
[modifica] Sesta serie
L'eccessiva "plastificazione" della quinta serie, che aveva tolto parte dell'originaria eleganza, venne corretta con al sesta serie del 1982. All'esterno fu operata una semplificazione delle sovrastrutture plastiche (mascherina dal design meno elaborato, gruppi ottici ridisegnati e privi di cornice in plastica, fascioni più sottili, eliminazione dei codolini di raccordo e paraurti dal design più pulito), mentre gli interni vennero completamente rinnovati. La Abarth conservò i codolini per allargare i parafanghi. Accanto agli allestimenti già disponibili (Junior, Elegant, Elite e Abarth), comparve il lussuoso LX, con meccanica della Elite e finiture ancora più curate (interni in velluto, vetri atermici, finestrini anteriori azionabili elettricamente, tergilunotto, poggiatesta anteriori).
[modifica] Settima serie
La settima serie del 1984 presentava solo alcuni ritocchi minimi all'estetica ed un miglioramento dell'equipaggiamento. Il paraurti anteriore venne predisposto per il montaggio dei fendinebbia (di serie sulle Abarth e a richiesta sulle altre. Su tutte le versioni, tranne la "Junior", la targa venne spostata sul paraurti ed i gruppi ottici vennero uniti da una vistosa fascia in materiale riflettente (catadiottro) riportante il logo Autobianchi e il nome dell'allestimento. Su tutte (escluso la Junior, che conservava i coprimozzi ridotti, e la Abarth, che aveva le ruote in lega) i copricerchi divennero integrali
La Abarth, inoltre, venne addobbata da una strip adesiva laterale (posta sopra il fascione) con la sigla identificativa del modello.
Nel 1985, con la nascita della Y10, la gamma venne ridotta alla sola Junior (che perse la sigla identifica), che rimase in listino fino al 1986.
[modifica] La A112 Abarth
La A112 Abarth nacque per competere con la Mini Cooper, prodotta in Italia dall'Innocenti. Carlo Abarth, originariamente, presentò, di propria iniziativa, nel 1970 un prototipo di A112 dotata di soluzioni tecniche care all'atelier, come il motore con testata radiale di 982cc e potenza di ben 107cv. La Fiat, proprietaria dell'Autobianchi, non sposò il progetto, ma l'interesse suscitato dal prototipo indusse i vertici della Casa a prendere in considerazione l'idea di un'A112 sportiva. L'incarico di sviluppare un modello sportivo, ma accessibile anche ad una clientela giovane, venne, ovviamente, affidato alla Abarth. Partendo dal classico 4 cilindri di 982cc, già montato sulle versione elaborate dalla casa dello scorpione di Fiat 600 ed 850, vennero sperimentate varie soluzioni (come la testata radiale) che , grazie al miglior raffreddamento, consentiva una potenza di 74cv.
Alla fine, per motivi di costi, venne scelta una semplice evoluzione del 903cc di serie, che grazie ad un incremento di cilindrata a 982cc, ad un nuovo carburatore weber a doppio corpo, ad un albero a camme ridesegnato, ad un nuovo albero motore ed un rapporto di compressione incrementato, erogava 58cv (contro gli originari 44cv). Ovviamente adeguata alle maggiori prestazioni (150 km/h, contro i 135 della versione standard), l'intera meccanica (assetto rivisto, freni potenziati, servofreno). Quando venne lanciata la A112 Abarth prima serie (Salone dell'Automobile di Torino del 1971), la Abarth era già stata acquisita dalla Fiat.
Nel corso degli anni subì poche evoluzioni tecniche e molti restyling estetici. Le principali novità tecniche furono l'adozione di un nuovo motore 1049cc da 70cv, elaborazione del Fiat Brasile della medesima cilindrata, rispetto al quale cambiavano albero motore, albero a camme, carburatore e rapporto di compressione (1975), e del cambio manuale a 5 marce (1979).
Ad alimentare il successo della A112 Abarth contribuirono sia la partecipazione alle gare di Rally (dove la piccola Autobianchi vinse nella propria categoria, grazie alla straordinaria agilità) e, soprattutto, il Campionato Autobianchi, una competizione stagionale per sole A112, che tra il 1977 ed il 1984 , funse da palestra per molti futuri piloti, come Attilio Bettega (vincitore della stagione 1977), Fabrizio Tabaton (1978), Franco Cunico (1979) e Pietro Corredig (1984).
Molte sono le A112 che ancora oggi partecipano alle cronoscalate nazionali, in particolare nella classe E3 A1150, dove si confrontano aspramente con le Fiat 127 Sport, e nelle gare storiche CSAI.
[modifica] Caratteristiche Tecniche
- anni di produzione : 1969 - 1986
- numeri produzione : 1.254.178 esemplari
- versioni:
- I serie 1969 - 1973
- normale - 903cc., 44 CV. - fin dal 1969
- E - allestimento più lussuoso - 903cc., 44 CV. - 1971 - 1973
- Abarth - 982cc. 58 CV. - 1971 - 1973
- II serie 1973 - 1974
- Normale - 903cc., 47 CV.
- E - 903cc., 47 CV.
- Abarth - 982cc. 58 CV.
- III serie 1974 - 1977
- Normale - 903cc., 47 CV, abbassati a 42 nel 1975.
- E - 903cc., 47 CV.
- Abarth - 982cc. 58 CV. disponibile fino all'inizio del 1976, oppure 1050cc., 70CV.
- IV serie 1977 - 1979
- normale - 903cc., 42 CV
- E - 965cc., 48CV.
- Abarth - 1050cc., 70CV.
- V serie 1979 - 1982
- Junior - 903cc., 42 CV
- Elegant - 965cc., 48CV.
- Elite - 965cc., 48CV.
- Abarth - 1050cc., 70CV.
- VI serie 1982 - 1984
- Junior - 903cc., 42 CV
- Elite - 965cc., 48CV.
- LX - 965cc., 48CV.
- Abarth - 1050cc., 70CV.
- VII serie 1984 - 1985
- Junior - 903cc., 42CV.
- Elite - 965cc., 48CV.
- LX - 965cc., 48CV.
- Abarth - 1050cc., 70CV.
- VIII serie 1985 - 1986 (chiamata anche "serie unificata")
- versione unica "A112" - 903cc., 42CV.
- I serie 1969 - 1973
- motorizzazione: Fiat 127, 903cc. per tutti gli anni di produzione, affiancato in seguito dal 965cc.per i modelli E, Elegant, Elite, LX.
- carrozzeria originale Autobianchi, 3 porte. Omologata per 4 persone fino alla seconda serie, per 5 dalla terza serie in poi.
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