Saab

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Saab AB
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Stato Svezia Svezia
Tipo Società per azioni
Borse valori OMXSAAB B
Fondazione 1937 a Linköping
Sede principale Trollhättan
Gruppo Spyker Automobielen N.V.
Persone chiave Jan-Åke Jonsson, presidente e AD
Settore
Fatturato 2,70 miliardi di €
Risultato operativo 177 milioni di €
Utile netto 129 milioni di €
Dipendenti 12.830 (2005)
Slogan «Move Your Mind (Muovi la mente)»
Sito web www.saab.com

La SAAB, acronimo di Svenska Aeroplan AktieBolaget (aeroplani svedesi società per azioni), nasce nel 1937 come industria specializzata nella produzione di aeroplani con sede a Linköping nella Svezia occidentale che, subito dopo il termine della seconda guerra mondiale, diversifica il suo raggio d'azione anche ad altri settori quale quello delle autovetture (produce il suo primo modello d'auto il 10 giugno 1947) e dei computer.

Storia[modifica | modifica sorgente]

"Svenska Aeroplan AB (aktiebolag)" (ossia "Compagnia Svedese Aeroplani SpA") (SAAB) venne fondata nel 1937 a Trollhättan,[1] in seguito alla fusione tra Svenska Aero AB (SAAB) e ASJA basata a Linköping[2] il quartier generale si trasferì a Linköping. Il nome "Saab" sostituì "SAAB" negli anni 1950.[2]

Nel corso degli anni il gruppo SAAB ha avuto varie modifiche societarie con dapprima una unione con una società costruttrice di autocarri, la Scania-Vabis da cui il nome ufficiale di Saab-Scania AB che la società ha mantenuto dal 1969 al 1995. Negli anni successivi le necessità commerciali hanno suggerito la separazione del gruppo in varie divisioni specializzate.

Per quanto riguarda la divisione Scania AB, produttrice di veicoli commerciali pesanti, è invece sotto il controllo della Investor AB, importante fondo di investimenti svedese, fondo che controlla anche la divisione aeronautica unitamente alla BAE Systems inglese.

Nel 1990 la General Motors acquistò il 51% della parte aziendale destinata alla produzione delle auto, acquistandone il rimanente 49% dieci anni dopo. Nell'agosto 2009, in seguito alla crisi del settore automobilistico dell'anno precedente che aveva pesantemente colpito GM, era stato firmato un accordo per il passaggio entro l'anno della Saab Automobili alla casa automobilistica Koenigsegg[3] ma l'accordo in un secondo tempo è sfumato[4].

Nella trattativa per l'acquisto è in seguito subentrata la casa automobilistica olandese Spyker anch'essa specializzata in supersportive; dopo che il 18 dicembre 2009 General Motors aveva comunicato l'interruzione delle trattative e l'intenzione di far cessare le attività produttive[5], vi è stata una riapertura delle stesse, concluse con un protocollo d'intesa siglato il 26 gennaio 2010 e perfezionato il mese seguente. Victor Muller, amministratore delegato e fondatore della Spyker Cars, ha dichiarato in un'intervista che l'acquisizione è stata finanziata esclusivamente dall'imprenditore russo Vladimir Antonov con la conoscenza di General Motors e che il governo svedese ha accettato di fare da garante per un prestito di 4,2 miliardi di Corone dalla Banca europea per gli investimenti.[6] Nel mese di marzo è ripresa la produzione negli stabilimenti svedesi e a ottobre è stato rivisto l'obiettivo di produzione a 30/35000 veicoli dai 45000 previsti in conseguenza della necessità di riprendersi dalla chiusura di due mesi degli impianti a inizio anno; è stata la seconda volta in meno di tre mesi che la previsione della produzione è stata tagliata.[7] Nel 2010 la SAAB ha comunque venduto 31696 vetture.[8]

Nel 2011, all'inizio di aprile, diversi fornitori hanno interrotto le spedizioni di componenti per l'impianto di assemblaggio di Trollhättan a causa di fatture insolute. Come risultato la SAAB ha dovuto nuovamente interrompere la produzione il 5 aprile 2011.[9] Il 16 maggio la Spyker ha annunciato di aver siglato un memorandum d'intesa con la cinese Pang Da Automobile Trade Co. Ltd, che dovrebbe provvedere al finanziamento di cui hanno bisogno per riavviare la produzione e darebbe alla Pang Da una partecipazione in Spyker Saab.[10] Il 27 maggio la produzione riprende, temporaneamente, per fare fronte alle richieste inevase e tentare di completare alcune vetture.[11] Sarà però il canto del cigno: il 7 settembre la Saab Automobile ha presentato istanza di protezione al fallimento, la seconda volta in meno di tre anni. L'obiettivo è quello di mantenere in vita la società fino a che non venga ottenuta l'approvazione del governo cinese al finanziamento di 245 milioni di Euro concordato a giugno con la Pang Da e la Zhejiang Youngman Lotus Automobile.[12] Da allora, con una produzione oramai ridotta ai minimi termini, la storia della SAAB diviene esclusivamente un susseguirsi di accordi ed operazioni finanziarie fra diverse proprietà, nel tentativo di prolungare la fase liquidatoria in corso, evitando il fallimento definitivo. Il 28 ottobre 2011, a sorpresa, viene annunciata la vendita del gruppo Saab da parte della Spyker Cars N.V. ai soci cinesi Youngman e Pang Da per una cifra di 100 milioni di euro,[13] pertanto i vertici del gruppo hanno ritirato la domanda di ristrutturazione presentata al tribunale.

In seguito le agenzie di stampa hanno diffuso la notizia che il 19 dicembre 2011 la Saab Automobile AB ha presentato istanza di fallimento presso la Corte Svedese[14] e l'azienda è stata posta in amministrazione controllata.[15]

In tutta la faccenda il veto della GM ha giocato un ruolo chiave. Infatti GM detiene una serie di brevetti legati alla produzione Saab, in quanto in comune ad altri modelli GM, che non vuole cedere a partner extraeuropei: fondamentalmente a causa di ciò è cessata la produzione delle automobili Saab. In un primo momento, infatti, GM ha cessato la fornitura della nuova Saab 9-4X, prodotta da GM in Messico, e di cui sono stati consegnati solo poco più di 500 esemplari, poi ha posto il veto sulla cessione a società cinesi dei brevetti necessari alla produzione delle Saab ancora in listino, decretando di fatto il fallimento.

Durante tali eventi i Club di appassionati della casa svedese di tutto il mondo hanno organizzato raduni e una campagna di boicottaggio contro GM, riempiendo la sua pagina Facebook con il messaggio "Let Saab go" (in italiano "lasciate andare Saab").

Nel marzo del 2012, il destino sembra scritto: le catene di montaggio sono oramai definitivamente ferme e, a procedura liquidatoria in fase conclusiva, tutte le ultime Saab 9-3 Cabriolet e le 50 Saab 9-5 rimaste incompiute sui piazzali o lungo le linee vengono acquisite in due tempi, assieme a tutti i ricambi disponibili, dalla concessionaria Ana, il più grande rivenditore di Trollhättan. Sarà quest'ultimo a provvedere al completamento delle macchine ed alla loro vendita. Inoltre, con l'acquisto della ricambistica superstite (le forniture erano già scarse a causa della cessata attività di molti produttori di pezzi), la stessa Ana si garantisce rilevanza nel mercato del post-vendita.[16]

Termina così la storia classica della SAAB, ma fortunatamente non il marchio né parte delle attrezzature e sedi. Il 13 giugno 2012 viene infatti siglato l'accordo per l'acquisto della Saab Automobile AB da parte della svedese NEVS (National Electric Vehicle Sweden)[17], specializzata in auto elettriche. Una nuova auto, derivata dalla 9-3, è prevista per la fine 2013/inizio 2014 e sarà completamente elettrica, stando ai programmi della NEVS, ma intanto, nell'agosto del 2012, ha destato una certa impressione la scomparsa del listino Saab dalle riviste specializzate e dal sito della casa madre. Lo stesso sito saab.com è stato disconnesso e sostituito da un emblematico website saabparts.com, che riporta solo i dettagli delle officine autorizzate ed i comunicati stampa della divisione Saab che commercializza e distribuisce i ricambi, divisione che non è interessata dal fallimento.

È stato creato il sito http://www.saabcars.com/, che dovrebbe -nelle intenzioni della proprietà- costituire il riferimento alla parte "produttiva" del marchio "National Electric Vehicle Sweden". Fra i progetti, quello di sviluppare un esemplare "EV" basato sulla tecnologica della Saab 9‑3. Vi è anche l'idea di riprendere la produzione di parti dell'esistente famiglia Saab 9‑3 anche se si pensa di sostituire successivamente la piattaforma con quella della Phoenix.[18]

Le automobili Saab[modifica | modifica sorgente]

La prima Saab definibile come "di serie", la "92", compare nel 1949. Nel marzo del 1954 esce dagli stabilimenti di Tröllhattan la decimillesima Saab. Il primo sostanziale mutamento rispetto alla versione originaria viene effettuato nel 1955, quando la "92 B" è sostituita dalla "93". Contemporaneamente viene presentata la "95", versione station della "93". Il numero di Saab costruite ha intanto raggiunto alla fine del 1965 la cifra di 250000 unità. Nel 1966 iniziano i collaudi su strada della nuova vettura, presentata ufficialmente nel 1968 sotto la denominazione di Saab "99". La nuova Saab rimane immutata per circa tre anni, fino a quando, nel 1970, la "900" diventa anche turbo e nel 1983, come anteprima assoluta, la nuova "900 Turbo 16 S" carrozza un motore a 16 valvole. Modelli di successo risultano poi la "900 convertibile" e la "9000" (inizialmente a due volumi, poi anche a tre, con la sigla CD) del 1986.

All'alba del XXI secolo i modelli maggiormente rappresentativi sono la 9-3 e la 9-5.

Al momento del fallimento, era in fase di sperimentazione avanzata la nuova 9-3, disegnata dall'equipe del centro stile, diretto da Jason Castriota. La vettura, sarebbe stata rivestita con motivi in parte ripresi dalla PhoeniX Concept, e avrebbe dovuto porre le basi del nuovo stile Saab.[19]

Modelli di automobili[modifica | modifica sorgente]

La 92.001 UrSaab
Saab 92
Saab 9000
Saab 9-3 2005
Saab Aero X

Velivoli[modifica | modifica sorgente]

Civili[modifica | modifica sorgente]

Velivolo militare Saab 32 Lansen

Militari[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Saab | History and Background: Timeline, Video, Saabusa.com, 1º gennaio 1980. URL consultato l'11 febbraio 2009.
  2. ^ a b Bill Gunston, World Encyclopedia of Aircraft Manufacturers, 2nd Edition, Phoenix Mill, Gloucestershire, England, UK, Sutton Publishing Limited, 2005, p. 164, ISBN 0-7509-3981-8.
  3. ^ Notizia su Omniauto
  4. ^ Articolo del Corriere della Sera del 25 novembre 2009
  5. ^ Repubblica: Addio Saab: si chiude
  6. ^ GM Reaches Agreement to Sell Saab to Spyker (GM Media, 26 gennaio 2010)
  7. ^ Spyker Drops as Saab Production Goal Cut, Loss Widens (Bloomberg, 29 ottobre 2010)
  8. ^ Reuters, 6 gennaio 2011
  9. ^ Saab production halted anew by supply woes (Reuters, 5 aprile 2011)
  10. ^ Comunicato stampa Spyker
  11. ^ Articolo di Al Volante
  12. ^ Saab says "not dead yet" (Reuters)
  13. ^ Articolo del Il Sole 24 Ore del 29 ottobre 2011
  14. ^ Articolo de Il Corriere-Economia
  15. ^ Saab Automobile AB Bankruptcy - Saab Newsroom
  16. ^ Articolo di Quattroruote
  17. ^ http://www.national-ev.se/en/national-electric-vehicle-sweden-ab-acquires-the-main-assets-of-saab-automobile/
  18. ^ Sito internet Saab Cars
  19. ^ Articolo di Autoblog

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Il sito web saab.com è stato ufficialmente chiuso, e splittato in due parti. Nella vecchia pagina, infatti, si rimanda a: 1) Saabparts.com, dedicato esclusivamente alla vendita di parti di ricambio ed assistenza dei modelli già prodotti. 2) Saabcars.com, ufficialmente il "nuovo" sito delle automobili Saab.