Saab 21

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Saab 21
Un Saab 21 (versione J21A-3)
Un Saab 21 (versione J21A-3)
Descrizione
Tipo caccia
attacco al suolo
Equipaggio 1
Costruttore Svezia Saab
Data primo volo 30 luglio 1943
Data entrata in servizio inverno 1945[1]
Utilizzatore principale Svezia Svenska Flygvapnet
Esemplari 299
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 10,43 m
Apertura alare 11,60 m
Altezza 3,98 m
Superficie alare 22,20 [1]
Peso a vuoto 3 250 kg[1]
Peso max al decollo 4 132 kg
Propulsione
Motore un motore a V rovesciata
Daimler-Benz DB 605 B
Potenza 1 475 cv (1 085 kW)
Prestazioni
Velocità max 640 km/h
Autonomia 750 km
Tangenza 11 000 m
Armamento
Mitragliatrici 2 da 13 mm nel muso e
2 da 13 mm nelle semiali
Cannoni 1 Hispano-Suiza HS.404 da 20 mm (nel muso)
Note dati riferiti alla versione SAAB J 21A-1

Dato tratto da Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo[2]

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Il Saab 21 era un monoplano svedese degli anni quaranta. Venne progettato inizialmente come aereo da caccia, ma ne venne costruita anche una versione da attacco al suolo.

Dal Saab 21 venne sviluppato il Saab 21R, primo caccia a reazione della Saab.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Nel corso del 1941 la Svenska Flygvapnet decise di equipaggiare i propri reparti da caccia con aerei di costruzione nazionale, anche in ragione della difficoltà di ottenere forniture dalle nazioni impegnate nella seconda guerra mondiale.

Prese così il via il progetto che avrebbe portato ad un velivolo piuttosto originale, con il quale sarebbe stata sostituita tutta una serie di aerei da caccia di varie nazionalità (prevalentemente statunitensi ed italiani), che fino ad allora costituivano l'ossatura dell'aviazione svedese.

Il primo prototipo venne collaudato in volo il 30 luglio 1943, ma le consegne ai reparti tardarono fino alla fine del 1945 a causa di una lunga fase di messa a punto. Tra i principali problemi determinati dall'originale configurazione ad elica spingente, notevole importanza ricoprì il pericolo corso dal pilota in caso di necessità di abbandono del velivolo.

Una volta risolti tutti i problemi, il Saab 21 fu l'unico caccia con motore spingente divenuto operativo nel periodo di guerra[1].

La produzione terminò nel 1948 e complessivamente venne costruito in 299 esemplari. Furono studiate versioni con motore potenziato (ancora il Daimler-Benz DB 605, nella versione "E", oppure il Rolls-Royce Griffon) ma senza seguiti produttivi.

Nell'immediato dopoguerra, venne realizzata una versione con motore turbogetto, il Saab 21R, che viene prevalentemente considerato a tutti gli effetti un nuovo velivolo.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Il Saab 21 fu chiaramente un velivolo di transizione; tuttavia, pur essendo l'ultimo caccia con motore a pistoni ad operare nelle file dell'aviazione svedese, rimase in servizio per circa un decennio e gli ultimi esemplari vennero radiati solo nel 1959. Analoga sorte ebbero gli esemplari della versione per l'attacco al suolo.

Descrizione tecnica[modifica | modifica sorgente]

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Il Saab 21 era un monoplano ad ala bassa, a sbalzo, con leggera freccia positiva determinata dalla rastrematura alle estremità. Dalle semiali partivano due travi di coda che terminavano ciascuno con un piano verticale, collegati fra loro da un piano orizzontale. La fusoliera era posizionata al centro dell'ala; il motore era in posizione posteriore, subito dietro la cabina di pilotaggio ed azionava l'elica sistemata in posizione spingente. Il carrello era di tipo triciclo anteriore, retrattile.

La configurazione ad elica spingente, come detto, creò diverse difficoltà durante le fasi di collaudo poiché risultava pericolosa in caso di necessità di abbandono del velivolo; venne pertanto studiato un sistema che prevedeva il sedile eiettabile[3].

Motore[modifica | modifica sorgente]

Il Saab J 21A esposto al Flygvapenmuseum di Linköping (Svezia).

Il Saab 21 era equipaggiato con il motore Daimler-Benz DB 605-B, un 12 cilindri a V rovesciata, prodotto su licenza in Svezia, che già equipaggiava i Saab 18.

Per migliorare le prestazioni del velivolo, venne studiata l'opportunità di installare la successiva versione DB 605-E oppure il britannico Rolls-Royce Griffon, resosi disponibile nell'immediato dopoguerra, ma nessuno dei due progetti ebbe realizzazione pratica.

Armamento[modifica | modifica sorgente]

Libero dall'elica, il muso del Saab 21 venne impiegato per ospitare un cannone Hispano-Suiza HS.404 da 20 mm e due mitragliatrici da 13 mm; altre due armi di quest'ultimo tipo erano sistemate nelle semiali.

La versione da attacco poteva ospitare, in rastrelliere disposte sotto le semiali, carichi di caduta non guidati (bombe tradizionali o razzi).

Versioni[modifica | modifica sorgente]

  • Saab 21A:
    • J 21A-1: prima versione da caccia (Jakt in svedese); 54 esemplari consegnati tra il dicembre del 1945 ed il dicembre del 1946;
    • J 21A-2: seconda versione da caccia; 62 velivoli consegnati tra il luglio del 1946 ed il novembre del 1947. Questi velivoli si differenziavano prevalentemente per l'impiego di un cannone Bofors, in luogo dell'Hispano Suiza[4].
    • A 21A-3: versione da attacco, prodotta in 119 esemplari. Poteva trasportare fino a 1 400 kg di bombe (in alternativa era possibile installare razzi non guidati) in rastrelliere poste sotto le semiali[5].

Sviluppi correlati[modifica | modifica sorgente]

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Svezia Svezia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Enciclopedia l'Aviazione (Vol.12, pag.12)
  2. ^ Enzo Angelucci, Paolo Matricardi, Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo (Vol.6), Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979, p.278.
  3. ^ Katapultstol SAAB 21
  4. ^ http://www.avrosys.nu/aircraft/Jakt/112J21.htm
  5. ^ The SAAB J 21 & J 21R

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enzo Angelucci, Paolo Matricardi, Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo (Vol.6), Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979.
  • Achille Boroli, Adolfo Boroli, L'Aviazione (Vol.12), Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983.
  • (EN) Rolph Erichs, Kai Hammerich, Gudmund Rapp e altri, The Saab-Scania Story, Stockholm, Streiffert & Co., 1988, ISBN 91-7886-014-8.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Peter Billing, A Fork-Tailed Swede in AIR Enthusiast, nº 22, agosto-novembre 1996.
  • (EN) Bo Widfeldt, The Saab 21 A & R in Aircraft in Profile, nº 138, 1966.

Velivoli comparabili[modifica | modifica sorgente]

Francia Francia
Giappone Giappone
bandiera Regno d'Italia
Paesi Bassi Paesi Bassi
Stati Uniti Stati Uniti

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]