Saab 29 Tunnan

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Saab J 29 Tunnan
J 29B al museo dell'aeronautica svedese presso Linköping.
J 29B al museo dell'aeronautica svedese presso Linköping.
Descrizione
Tipo caccia
Equipaggio 1
Costruttore Svezia Saab
Data primo volo 1º settembre 1948
Data entrata in servizio 1951
Data ritiro dal servizio 1962
Utilizzatore principale Svezia Svenska Flygvapnet
Altri utilizzatori Austria Österreichische Luftstreitkräfte
Esemplari 656
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 10,13 m
Apertura alare 11,00 m
Altezza 3,75 m
Superficie alare 24,00
Peso a vuoto 4 600 kg
Peso max al decollo 8 000 kg
Propulsione
Motore un turbogetto
Svenska Flygmotor RM 2B
(de Havilland Ghost prodotto su licenza)
Spinta 2 800 kg/s (27,5 kN)
Prestazioni
Velocità max 1 060 km/h a 1 550 m di quota
Autonomia 2 700 km
Tangenza 15 000 m
Armamento
Cannoni 4 Hispano-Suiza HS.404 da 20 mm nel muso
Missili 2 AIM-9 Sidewinder
Piloni 2
Note dati riferiti alla versione J29F

Dati tratti da Enciclopedia l'Aviazione[1]

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Il Saab J29 Tunnan, noto anche come J 29, è stato il primo aereo da caccia equipaggiato con motore a getto (nato fin dall'inizio per questo tipo di propulsore) progettato dalla Saab svedese, nonché il primo europeo dotato di ala a freccia.

Il nome Tunnan (in svedese Barile) gli è dovuto in ragione della forma tozza, causata dall'adozione di un turbogetto a compressore centrifugo. Sovente è stato denominato anche come Flygande tunnan (Barile volante).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente il progetto prevedeva un'architettura tradizionale con ala dritta motorizzato dal turboreattore de Havilland Goblin (prodotto su licenza e già impiegato sul Saab 21R)[1].
L'acquisizione degli studi realizzati in Germania nel corso della guerra sull'ala a freccia e l'acquisto della licenza per la produzione del de Havilland Ghost, fecero apportare sostanziali modifiche al progetto iniziale. In particolare l'ala a freccia di 25° era stata dapprima testata in scala su di un Saab 91 Safir appositamente modificato.

Il J29F "Giallo F" della Österreichische Luftstreitkräfte ed il motore Ghost, esposti presso la base di Zeltweg (2006).

Il primo volo del nuovo velivolo volò quindi il 1º settembre 1948, mentre i primi ordini di produzione giunsero nella primavera del 1951[1] ed i primi esemplari entrarono in servizio con la Svenska Flygvapnet sul finire dello stesso anno.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Il Tunnan entrò in linea a partire dai primi anni cinquanta ed ebbe subito modo di farsi notare strappando il primato di velocità all'F-86 Sabre[2], e presto divenne il principale intercettore dell'aviazione svedese. Dal 1953 entrò in linea anche il modello da ricognizione, mentre il definitivo "F" divenne operativo nell'anno seguente; la produzione cessò nel 1956 con 656 velivoli prodotti. In servizio si dimostrò molto robusto ed affidabile, riuscendo a superare lo scetticismo iniziale sulle capacità autarchiche dell'industria svedese.

Il Tunnan difese accanitamente la neutralità svedese nel periodo più difficile del confronto Est-Ovest, rimanendo in servizio per oltre 10 anni. Ebbe anche modo di entrare in azione in un contesto diverso, quando la Svezia partecipò agli inizi degli anni sessanta alla repressione della guerra civile in Congo.

Alcuni Tunnan modello "F" usati sono stati acquistati dall'Austria nel 1961 per la Österreichische Luftstreitkräfte.

Un aereo della Svenska Flygvapnet di passaggio in territorio italiano, a causa di un grave guasto all'impianto propulsivo non fu più in grado di ripartire e rimase in Italia donato dal governo svedese. L'esemplare, matricola 29543/19, è stato esposto negli anni ottanta presso il Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle, nel Padiglione SKEMA dedicato ai velivoli più recenti della storia aeronautica. Attualmente l'aereo non è più esposto al Museo e risulta restituito alla Svezia.

Descrizione tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Vista posteriore del Saab 29.

L'aereo di per sé era molto compatto, dato che la cellula era stata letteralmente disegnata intorno al propulsore; l'ala a freccia e di corda piuttosto larga (inizialmente ancora priva del caratteristico "dente di cane") unitamente alla potenza del turbogetto garantivano versatilità e prestazioni all'altezza dei migliori velivoli da caccia dell'epoca[3].

Gli elementi posteriori del carrello erano alloggiati nella fusoliera poiché l'ala era in posizione media. I piani di coda erano raggruppati su di una trave sporgente da una corta fusoliera.

Quattro cannoni erano sistemati nel muso sotto la presa d'aria del motore, mentre l'adozione della presa d'aria frontale impediva l'installazione di radar sofisticati a bordo del velivolo. L'abitacolo era in posizione molto elevata, con un'ottima visuale per il pilota.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

  • J 29A: il primo modello della serie, intercettore puro (in svedese Jakt) armato dei soli quattro cannoni calibro 20 mm. Furono prodotti 200 esemplari.
  • J 29B: seconda versione di serie (consegnata nei primi mesi del 1953); dotata di serbatoi interni maggiorati.
  • A 29B: versione da attacco, praticamente identica alla J29B.
  • S 29C: ricognitore (in svedese Spaning); aveva sei macchine fotografiche al posto dei cannoni; in un secondo tempo venne dotata del profilo alare introdotto dalla versione "E".
  • J 29D: pochi esemplari prodotti per la sperimentazione del motore fornito di un postbruciatore.
  • J 29E: il caccia Tunnan si evolse in questo modello, il primo dotato sia di postbruciatore che del bordo alare modificato, con l'introduzione del "dente di cane".
  • J 29F: versione da caccia definitiva, incorporava tutte le modifiche delle precedenti versioni; in piloni sub-alari erano alloggiati due missili AIM-9 Sidewinder;
  • A 29F: versione da attacco; l'armamento (in aggiunta a quello della versione da caccia) prevedeva l'utilizzo di una vasta gamma di razzi da 75,150 e 180 mm.

Dati sulle versioni tratti da Enciclopedia L'Aviazione[1]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Austria Austria
Svezia Svezia
Nazioni Unite Nazioni Unite

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Achille Boroli, Adolfo Boroli, L'Aviazione (Vol.12), Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983, p. 13.
  2. ^ "General Aviation World Records: Saab J 29." "Fédération Aéronautique Internationale (FAI)". Retrieved: 18 February 2009.
  3. ^ Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo (vol. 6, pag. 279)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Angelucci, Paolo Matricardi, Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo (Vol.6), Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979.
  • Achille Boroli, Adolfo Boroli, L'Aviazione (Vol.12), Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983.
  • (EN) Rolph Erichs, altri, The Saab-Scania Story, Stoccolma, Streiffert & Co., 1988, ISBN 91-7886-014-8.
  • (EN) John W.R. Taylor, Combat Aircraft of the World from 1909 to the present, New York, G.P. Putnam's Sons., 1969, ISBN 0-425-03633-2.
  • (EN) Bo Widfeldt, The Saab J 29, Leatherhead, Surrey, UK, Profile Publications Ltd., 1966.
  • (EN) Jim Winchester, Military Aircraft of the Cold War (The Aviation Factfile), Rochester, Kent, UK, The Grange plc., 2006, ISBN 1-59223-696-0.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Lennart Berns, Robin Lindholm, Saab J 29 Tunnan in International Air Power Review, nº 13, 2004, pp. 152–173.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Video[modifica | modifica wikitesto]