Autobianchi Primula

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Autobianchi Primula
Autobianchi Primula in Oesterreich.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Autobianchi
Tipo principale Berlina
Altre versioni Coupé
Produzione dal 1964 al 1970
Sostituita da Autobianchi A111
Esemplari prodotti 76.384
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3.785 la berlina, la coupé 3.715 mm
Larghezza 1.578 mm
Altezza 1.400 la berlina, la coupé 1.350 mm
Passo 2.300 mm
Massa 835 kg
Altro
Progetto Dante Giacosa
Stessa famiglia Fiat 238
Fiat 1100
Auto simili BMC Ado 16

La Primula è un'autovettura prodotta dalla Autobianchi tra il 1964 ed il 1970.

La genesi[modifica | modifica sorgente]

La Primula fu la prima auto del gruppo Fiat a sperimentare la trazione anteriore[1] e motore trasversale. Il suo compito, quasi si trattasse di una vettura da laboratorio, era quello di "sdoganare" questo tipo di soluzione tecnica, mal vista nel Gruppo Fiat. L'ostracismo era dovuto ad un episodio verificatosi negli anni trenta. Giovanni Agnelli, il nonno del celebre Avvocato, amava testare di persona i prototipi dei futuri modelli della Casa, sedendo accanto ai piloti durante le sessioni di collaudo. Mentre testava un prototipo di vettura a trazione anteriore, questa (probabilmente per un guasto tecnico) uscì di strada incendiandosi. Non vi furono conseguenze fisiche per pilota e passeggero, ma da quel giorno la trazione anteriore venne bandita.

All'inizio degli anni sessanta, tuttavia, Dante Giacosa (capo-progettista Fiat), riuscì a convincere i vertici della casa a sperimentare nuovamente una soluzione tecnica che, su automobili di piccola e media taglia, dava vantaggi indubitabili. Nessuno però se la sentì di utilizzare il marchio Fiat per questa sperimentazione, preferendo il "collaterale" Autobianchi, iniziò quindi nel 1961 quello che in codice era il "Progetto 109". Utilizzando un nuovo pianale e sistemando in posizione anteriore trasversale il noto 4 cilindri in linea 1221cm³ a carburatore della 1100 D, nacque nel 1964 la Primula a trazione anteriore[1].

Da notare che la prima auto a trazione anteriore e motore trasversale fu la Mini, progettata da sir Alec Issigonis. Ma mentre nella Mini il cambio era nella coppa dell'olio, il che creava problemi, dato che l'olio motore ha caratteristiche diverse da quello del cambio, nella Primula Dante Giacosa ebbe l'intuizione di piazzare il cambio esterno in posizione laterale, con il risultato che i due semiassi sono di lunghezza diversa, il che va bene per potenze limitate. Quando le potenze crescono, il semiasse più lungo viene suddiviso in due parti, una fissa, l'altra di lunghezza pari a quella dell'altro lato, questo per evitare sbandate durante le accelerazioni violente causate dall'effetto giroscopico. Ora questa configurazione, motore trasversale e cambio laterale è la configurazione adottata in tutto il mondo dai costruttori di tutte le auto a trazione anteriore e motore trasversale, soluzione non brevettata ma che è un'altra delle innovazioni introdotte da FIAT nel mondo dell'automobile, a parte le più recenti Common Rail, Multiair e centralina multifuel.

Caratterizzata da una vezzosa linea a due volumi con pinne posteriori (ispirata a quella delle Austin 1100 di Pininfarina), la Primula poteva essere scelta in configurazione berlina o coupé.

La berlina poteva avere il pratico portellone posteriore o un semplice cofano bagagli (dunque poteva essere scelta nelle versioni a 2, 3, 4 o 5 porte), mentre la coupé (caratterizzata da una parte inferiore della carrozzeria analoga a quella della berlina e da un padiglione più basso e rastremato) era solo a 2 porte. Il portellone posteriore che la rendeva una vettura "fastback", poco apprezzato in Italia, fu invece molto gradito in Francia; caso raro, dato che le vetture italiane non erano particolarmente apprezzate oltralpe[2], dove vetture come la "Citroen Ami 6 e Ami 8" o la "Renault 4" erano assai amate proprio per la comodità di carico.

Grazie ai 49 cv del motore la nuova Autobianchi (caratterizzata anche da finiture pretenziose) aveva buone prestazioni, supportate da una tenuta di strada eccellente (merito della trazione anteriore e delle sospensioni anteriori a ruote indipendenti MacPherson, altra novità per la Casa).

Altra novità introdotta da questa vettura per prima tra quelle del gruppo Fiat è l'adozione dello sterzo a cremagliera[1].

L'evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1968 la Primula venne ristilizzata. Sulla berlina cambiarono la mascherina anteriore e gli interni, mentre la coupé ottenne anche una coda completamente ridisegnata e priva delle caratteristiche pinne (che rimasero, invece, sulla berlina).

Dal punto di vista tecnico, invece, la novità più importante era data dall'adozione dei motori della Fiat 124. La berlina venne equipaggiata col 1197 cm³ da 65cv della 124 base, mentre la coupé (ora denominata Coupé S) ottenne il 1438 cm³ da 75cv della 124 Special[1].

La linea della coupé, che nella parte posteriore sembrava "incompleta", piacque meno di quella della serie precedente, nonostante il miglioramento delle prestazioni e delle finiture.

La produzione terminò nel 1970. Sul mercato c'era, ormai da 2 anni, la sua erede spirituale, l'A111. Lo stabilimento di Desio "sfornò" 74.858 esemplari dal 1964 al 1970.

Dalla Primula derivò anche il furgone Fiat 238.

Caratteristiche Tecniche[modifica | modifica sorgente]

Versioni[modifica | modifica sorgente]

  • Berlina 2, 3 4 e 5 porte (1964 - 1968)
  • Coupé (1964 - 1968)
  • Berlina 65C 2, 3, 4 e 5 porte (1968-1970)
  • Coupé S (1968-70)

Motorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

1200 Berlina (1964 - 1968)

1200 Coupé (1965 - 1968): stesse caratteristiche, tranne:

  • Alimentazione: 1 carburatore a doppio corpo ad apertura sincronizzata (Solex C32PHH)
  • Potenza massima: 65cv a 5400 giri/minuto
  • Coppia massima: 9.6 kgm a 3100 giri/minuto

1200 65 C Berlina 1968 - 1970: stesse caratteristiche 1200 Berlina, tranne:

  • Origine motore: Fiat 124
  • Cilindrata totale: 1197 cm³
  • Alimentazione: carburatore doppio corpo ad apertura sincronizzata Weber 32 DFB
  • Potenza massima: 65cv a 5600 giri/minuto
  • Coppia massima: 8,9 kgm a 3400 giri/minuto

1400 S Coupé: stesse caratteristiche 1200 65C Berlina, tranne

  • Cilindrata totale: 1438 cm³ (Fiat 124 Special)
  • Potenza massima: 75cv a 5800 giri/minuto
  • Coppia massima: 11,1 kgm a 4000 giri/minuto

Telaio[modifica | modifica sorgente]

  • Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti, bracci oscillanti e balestra trasversale semiellittica (funzionante anche da barra stabilizzatrice)
  • Sospensioni posteriori: ad assale rigido con balestre semiellittiche
  • Ammortizzatori: idraulici telescopici a doppio effetto
  • Freni (anteriori/posteriori): dischi/dischi e regolatore di frenata (senza servofreno)
  • Sterzo: a cremagliera

Trasmissione[modifica | modifica sorgente]

  • Trazione: anteriore
  • trasmissione: manuale a 4 rapporti, leva del cambio al volante (a cloche sulle versioni Coupé/Coupé S); frizione monodisco a secco a comando idraulico autoregistrante

Carrozzeria[modifica | modifica sorgente]

  • Tipologia: Berlina a 2 volumi 2,3.4.5 porte e 4 posti, oppure coupé 2 volumi 2 porte
  • Scocca: autoportante

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Valerio Berruti e Aurelio Magistà, 1 volume in L'Automobile Marche e modelli dalle origini ad oggi, Gruppo Editoriale l'Espresso, 2009, p. 266-267.
  2. ^ Dante Giacosa "Progetti alla Fiat" ed. Automobilia

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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