Frascarolo

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Frascarolo
comune
Frascarolo – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
Sindaco Giovanni Rota (lista civica) dal 28/05/2007
Territorio
Coordinate 45°03′00″N 8°41′00″E / 45.05°N 8.683333°E45.05; 8.683333 (Frascarolo)Coordinate: 45°03′00″N 8°41′00″E / 45.05°N 8.683333°E45.05; 8.683333 (Frascarolo)
Altitudine 87 m s.l.m.
Superficie 23 km²
Abitanti 1 241[1] (31-12-2010)
Densità 53,96 ab./km²
Frazioni Abbazia di Acqualunga
Comuni confinanti Bassignana (AL), Gambarana, Mede, Suardi, Torre Beretti e Castellaro, Valenza (AL)
Altre informazioni
Cod. postale 27030
Prefisso 0384
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 018065
Cod. catastale D771
Targa PV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti frascarolesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Frascarolo
Posizione del comune di Frascarolo nella provincia di Pavia
Posizione del comune di Frascarolo nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Frascarolo è un comune italiano di 1.248 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nella Lomellina sud-occidentale, a breve distanza dalla riva sinistra del Po.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Frascarolo, appartenente nell'alto medioevo al Contado di Lomello, fu assoggettato al dominio di Pavia con il diploma del 1164 dell'imperatore Federico I; nel 1250 appare come Frascarolum nell'elenco delle terre pavesi.

Nel 1441 la signoria di Frascarolo è assegnata ad Antonio Birago di Milano (il feudo comprende anche la vicina Torre Beretti), viene poi venduta negli ultimi decenni del XV secolo ai Varesini, I Varesini, nel 1614 lo vendono ai Bellisomi di Pavia, che sono nominati dal re di Spagna Filippo IV Marchesi di Frascarolo nell'anno 1623. I Bellisomi mantengono poi la signoria fino all'abolizione del feudalesimo (1797).

Nel 1713 Frascarolo passa, con tutta la Lomellina, sotto il dominio dei Savoia, e nel 1859 viene incluso nella provincia di Pavia. Nel 1818 o poco prima fu unito a Frascarolo l'antico comune di Abbazia d'Acqualunga. Fra i monumenti più significativi si ricordano il castello visconteo-sforzesco, ricostruito nel 1512 e restaurato negli anni 1882/1883, durante la proprietà della famiglia Vochieri, l'antica chiesa di S.Maria Maggiore "Castri Veteris"(antica chiesa parrocchiale di Frascarolo, menzionata già nel 1322 in documenti conservati all'Archivio Segreto Vaticano), la chiesa parr.le attuale, di stile neoclassico e dedicata alla B.V.M.Assunta e San Vitale martire, edificata nel 1841 e aperta al culto nell'anno 1852, al cui interno sono conservati pregevoli affreschi dei pittori Giovanni Valtorta e Luigi Morgari, nonché una Crocifissione su tela del pittore Francesco Sampietro, datata 1852. Si ricorda inoltre il santuario della B.Vergine del Romito che racchiude un affresco di epoca rinascimentale di Scuola del pittore Gaudenzio Ferrari. Nel locale cimitero è ubicata la cappella sepolcrale della Famiglia Vochieri, che racchiude i monumenti scultoreri in marmo dello scultore simbolista L.Bistolfi, che realizzò anche la Lapide dei caduti sulla facciata delle Scuole.

Abbazia d'Acqualunga[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia d'Acqualunga è noto come Aqualungha nell'elenco del 1250: la acqua lunga era un vicino canale del Po. Vi esisteva il monastero cistercense di Santa Maria, noto dal 1204 e certamente più antico, da cui il paese trasse il nome con cui fu poi conosciuto, Abbatia de Acqua Longa (1412). Infatti la nascita di un insediamento monacale va fatta risalire all'anno 1180/1181, quando Ascherio, abate del monastero di Rivalta Scrivia (presso Tortona), giunse in zona e fondò una "ecclesia" ed una "domus", che furono poi citate nel suo testamento del 23 dicembre 1185, come dipendenti dalla stessa Rivalta Scrivia. La data del 1204 segna la nascita del monastero autonomo, aggregato all'ordine cistercense: gli storici dell'ordine annotano come data ufficiale il 24 febbraio 1204. Nel XV secolo l'abbazia fu concessa in commenda al nobile senese Francesco Todeschini Piccolomini, nipote del Papa Pio II Piccolomini. Nel 1503 lo stesso Francesco Todeschini Piccolomini, divenuto Papa Pio III concesse l'abbazia al nobile pavese Galeazzo Pietra, che in seguito, nel 1530, fu nominato primo Vescovo di Vigevano, ala creazione della Diocesi da parte di Papa Clemente VII Medici.(Il monastero era anche feudatario del luogo, feudo che passò nel 1530 alla mensa vescovile di Vigevano, quando il monastero fu soppresso. Il comune sopravvisse fino al 1806, fu poi unito provvisoriamente a Suardi e definitivamente (1818) a Frascarolo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]