Montebello della Battaglia

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Montebello della Battaglia
comune
Montebello della Battaglia – Stemma
Montebello della Battaglia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
Sindaco Andrea Mariani (lista civica Lista Aperta per Montebello) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 45°00′00″N 9°06′00″E / 45°N 9.1°E45; 9.1 (Montebello della Battaglia)Coordinate: 45°00′00″N 9°06′00″E / 45°N 9.1°E45; 9.1 (Montebello della Battaglia)
Altitudine 110 m s.l.m.
Superficie 15,74 km²
Abitanti 1 712[1] (31-12-2010)
Densità 108,77 ab./km²
Frazioni Canova Ghiringhelli, Castel Felice, Genestrello, Sgarbina
Comuni confinanti Borgo Priolo, Casteggio, Codevilla, Lungavilla, Torrazza Coste, Verretto, Voghera
Altre informazioni
Cod. postale 27054
Prefisso 0383
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 018095
Cod. catastale F440
Targa PV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 619 GG[2]
Nome abitanti montebellesi
Patrono santi Gervasio e Protasio
Giorno festivo prima domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montebello della Battaglia
Posizione del comune di Montebello della Battaglia nella provincia di Pavia
Posizione del comune di Montebello della Battaglia nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Montebello della Battaglia è un comune italiano di 1.726 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nell'Oltrepò Pavese, al limite della pianura, presso la ex statale Padana Inferiore e presso lo sbocco in pianura della valle del torrente Coppa. Oltre al centro abitato, Montebello comprende otto frazioni: Borra, Casalino, Cerreto, Fogliarina, Genestrello, Molinara, Pantaleone e Sgarbina.
La densità abitativa è di 104 abitanti per chilometro quadrato (la densità media dell’Oltrepò è di 119 ab/km²).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A Montebello si trovava un insediamento romano, probabilmente una villa dipendente dalla vicina città di Clastidium (Casteggio). Nell'alto medioevo vi fu fondato un monastero benedettino dedicato ai santi Gervasio e Protasio, attorno al quale si andò formando il paese, che assunse presto notevole importanza. Il monastero ricevette ampie donazioni nei secoli seguenti, divenendo il maggior possidente locale.

Nel 1164 fu assegnato da Federico I (Barbarossa) alla città di Pavia. Nel 1175 gli eserciti della Lega Lombarda e di Federico si stavano per scontrare nei pressi di Montebello, ma si addivenne ad un momentaneo armistizio (pace di Montebello) che rinviava il confronto all'anno dopo (Battaglia di Legnano). Nel XIV secolo cominciò a prevalere la signoria dei Beccaria di Pavia, che nel 1469 ottennero il titolo di Conti di Montebello. La contea di Montebello comprendeva anche Verretto, Castelletto Po, Cantalupo e Regalia presso Bressana Bottarone, Torre del Monte (fraz. di Borgo Priolo) e Barisonzo (fraz. di Torrazza Coste).

Nel XVI secolo, nel Monastero di Montebello ai Benedettini si sostituirono i padri Gerolamini; il monastero fu soppresso nel 1782.

Nel 1631, estinti i Beccaria di Montebello, il feudo fu acquistato dallo spagnolo Rodrigo Orozco de Rivera, marchese di Mortara, da cui per eredità a Felice Machado de Silva, che nel 1638 divenne Marchese di Montebello. Nel 1682 il figlio Antonio vendette il marchesato a Paulo Spinola Doria de los Balbassos, che fu governatore di Milano, genovese naturalizzato spagnolo come i suoi discendenti, che tennero il feudo di Montebello fino all'abolizione del feudalesimo (1797).

Nella battaglia avvenuta a Montebello il 9 giugno 1800, i Francesi al comando del generale Jean Lannes vi sconfissero gli Austriaci guidati dal generale Ott.

Nel 1818 a Montebello fu aggregato il piccolo comune di Canova Ghiringhelli (anticamente nota come Casa de' Ghiringhelli[3]), all'estremità settentrionale del territorio, che non aveva mai fatto parte in precedenza del feudo di Montebello.

Nel 1859 vi fu combattuta un'altra celebre battaglia, preludio dell'unificazione d'Italia, durante la quale la cavalleria sardo-piemontese agli ordini del colonnello De Sonnaz e la fanteria francese guidata dal generale Forey costrinsero le forze austriache del generale Stadion a ritirare oltre il Po.

In ricordo della Battaglia di Montebello del 1859, con Decreto del presidente della Repubblica 21 gennaio 1958, n. 145 il comune di Montebello ricevette la nuova denominazione di "Montebello della Battaglia"[4].

Nel luogo dove si svolse la battaglia si trova ora un ossario; è possibile visitarlo tutti gli anni la domenica prima del 20 maggio, quando per ricordare lo scontro si svolge un corteo al quale partecipano anche i Lancieri di Montebello.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa e il monastero ad essa associato secondo gli storici sono stati donati, assieme ad altri terreni circostanti, dalla Famiglia Delconte ai frati Benedettini che ne hanno avuto il controllo fino 1484. Si crede che la chiesa esistesse già prima dell'arrivo dei Benedettini, poiché grazie alla torre del campanile si potevano avvistare i nemici, data la vicinanza alla cittadina Romana di Clastidium. Ma dal 1484, anno dell'arrivo dei Gerolamini, il monastero subì delle ricostruzioni che furono concluse nel 1666. A questa data risale il cedimento strutturale di una parte dell'edificio che ha portato alla costruzione di una nuova chiesa grazie ai fondi trovati dal generale dell'ordine dei Gerolamini, padre Marcellini Floriano, il quale assegnò il lavoro all'architetto Martino Taddei. Si possono notare alcune differenze rispetto alla chiesa antica, più piccola e provvista di due cappelle per ogni lato, ciascuna dotata di un altare in laterizio. Dal punto di vista storico, due sono le date da ricordare come fondamentali per l'edificio: il giorno 20 ottobre del 1647, durante il quale le truppe del principe Tommaso di Savoia saccheggiarono la cittadina, e l'anno 1686, quando fu portata la reliquia di San Felicissimo da Roma. L'inaugurazione ufficiale della chiesa avvenne nell'estate del 1675, ma i lavori di restauro si protrassero anche dopo il 1680.

Cappella Lomellini[modifica | modifica wikitesto]

La cappella fu fatta erigere nel 1890 dal Marchese Giò Batta Lomellini, quando il precedente cimitero che si trovava dietro all'ossario Bell'Italia fu trasferito nella posizione attuale. Per la realizzazione della cappella furono utilizzate parti provenienti dal Lazzaretto di Milano, quali le decorazioni in cotto presenti lungo gli archi, attorno al portale con timpano e sotto la copertura a cassettoni in legno, come testimoniato da una lastra di marmo del pavimento.
« Coi ruderi dello storico Lazzaretto di Milano i Marchesi Lomellini eressero M·D·CCC·XC »
Di proprietà del comune dal 1993, fu restaurata nel 1997[5].

Chiesa di Santa Maria in Loretana[modifica | modifica wikitesto]

Con annessi edifici, in frazione Genestrello

Cimitero di Genestrello[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Premoli ("Torre Medioevale Beccaria")
  • Palazzo Bellisomi (“Castello Rosso”)
  • Palazzo Dal Pozzo
  • Palazzo De Ghislanzoni
  • Villa Gatti
  • Villa Lomellini
  • Villa Lunati Mazza (in frazione Genestrello)
  • Villa Maresco
  • Villa Veniali
  • Villa Serpi
  • Castello della Battaglia

Nel territorio comunale sono presenti anche interessanti nuclei rurali e cascine storiche, alcune in avanzate condizioni di degrado. Interessanti dal punto di vista storico e ambientale sono in particolare le cascine Ca' Nuova Ghiringhelli, Monticelli e Genestrello.

  • Cascina Borra
  • Cascina Casalino
  • Cascina Durona
  • Cascina dei Frati
  • Cascina Genestrello basso
  • Ca' Nuova Ghiringhelli
  • Cascina Monticelli
  • Cascina Prevostura
  • Cascina Pozzarello
  • Cascina Riccagioietta
  • Cascina Roccolo
  • Cascina Roveda

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Ossario "Bell'Italia"[modifica | modifica wikitesto]

L'ossario, eretto a memoria dei caduti della battaglia di Montebello del 20 maggio 1859 presso l'antico cimitero, trasferito nel 1890 e al cui posto è stato poi realizzato il "Parco Lancieri di Montebello", dove ebbe luogo lo scontro, contiene le spoglie dei soldati morti nel conflitto. Il monumento fu progettato dallo scultore milanese Egidio Pozzi in forma di tempietto greco di stile dorico e realizzato in pietra di Verona. Venne inaugurato il 20 maggio 1882 da Tommaso di Savoia, allora Duca di Genova[6], e completato nel 1906 con l'aggiunta di ulteriori gradoni a quello preesistente alla base[7]. Soprannominato "Bell'Italia" dagli abitanti del paese con riferimento alla statua posta in cima raffigurante l'Italia, la leggenda vuole che il volto della scultura riproduca le fattezze della moglie dell'artista, la montebellese Severina Minoprio. Fu restaurato nel 2009 in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia[8].

Il Cavalleggero[modifica | modifica wikitesto]

La statua, inaugurata il 20 maggio 1868, fu realizzata dallo scultore milanese Bellora per commemorare i cavalleggeri che presero parte allo scontro del 1859. Il monumento, realizzato in marmo di Carrara, sorge in Piazza Indipendenza e raffigura un alfiere di cavalleria che impugna una sciabola e uno stendardo. Sul piedistallo sono riportate le seguenti parole:
« Onore a voi
cavalleggeri di Novara, di Aosta, di Monferrato
che il dì 20 maggio dell’anno 1859
nei campi di Montebello
coi ripetuti assalti sgominaste
l’invasore austriaco
pochi di numero. Eppure grande ajuto
alla vittoria
delle federate armi di Francia
Onore a voi che avete mostrato al Mondo
come il soldato italiano
a piedi a cavallo
non è secondo a nessuno de più lodati. »

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Viale Rimembranza[modifica | modifica wikitesto]

È il viale alberato che dalla Bell'Italia porta verso l'alto borgo. Ai bordi della strada sono piantate le targhe commemorative dei montebellesi caduti durante la prima guerra mondiale. Ad essi è anche dedicato un monumento all'interno del Parco Lancieri di Montebello.
  • Alberici Giuseppe di Angelo
Sergente 112º reggimento fanteria nato il 5 luglio 1893 in Argentina; morto il 10 gennaio 1917 sull'Altopiano di Asiago.[9]
  • Alberici Paolo di Angelo
Soldato 189ª batteria bombardieri, nato il 31 dicembre 1890 in Argentina; morto il 12 marzo 1918 in prigionia.[9]
  • Allegrini Angelo di Giovanni
Soldato 206º reggimento fanteria, nato il 5 giugno 1896 a Montebello; morto il 7 agosto 1916 nel Settore di Oslavia.[10]
  • Barbieri Carlo di Antonio
Caporale maggiore 2º reggimento genio, nato il 9 gennaio 1888 a Casteggio; morto il 4 novembre 1915 ad Udine.[11]
  • Barisonzi Carlo di Francesco
Sergente 4º reggimento bersaglieri, nato il 4 novembre 1888 a Montebello; morto il 18 luglio 1918 in prigionia.[12]
  • Bastianini Francesco di Pietro
Caporale 28º reggimento artiglieria da campagna, nato il 13 dicembre 1884 a Montebello; morto il 10 novembre 1915 nel Settore di Tolmino.[13]
  • Bianchi Francesco Domiziano di Achille
Sergente 209º reggimento fanteria, nato il 2 agosto 1892 a Montebello; disperso il 2 giugno 1916 sul Monte Novegno.[14]
  • Biscossa Anselmo di Giuseppe
Caporale 37º battaglione M.T., nato il 2 dicembre 1877 a Montebello; morto il 18 dicembre 1918 ad Alessandria.[15]
  • Boatti Gaetano di Giuseppe
Caporale maggiore 90º reggimento fanteria, nato il 24 febbraio a Montebello; morto il 18 agosto 1917 sul Carso.[16]
  • Boatti Giovanni Enrico di Angelo
Soldato 249º reggimento fanteria, nato il 21 maggio 1884 a Calvignano; morto il 17 giugno 1917 sul Carso.[16]
  • Bobbiesi Francesco di Felice
Soldato 155º reggimento fanteria, nato il 24 maggio 1885 a Santa Giuletta; morto il 23 aprile 1916 a Carpi.[16]
  • Bobbiesi Luigi Alberto di Giuseppe
Soldato 155º reggimento fanteria, nato il 15 dicembre a Branduzzo; morto il 28 luglio 1915 sul Monte San Michele.[16]
  • Brugna Giuseppe di Carlo
Soldato 155º reggimento fanteria, nato il 28 giugno 1892 a Montebello; morto il 16 settembre 1915 sul Monte San Michele.[17]
  • Bruschi Giuseppe di Terzo
Soldato 112º reggimento fanteria, nato il 19 marzo 1894 a Casteggio; morto il 16 luglio 1917 a Remanzacco.[18]
  • Carmelo Giuseppe Antonio di Alessio
Soldato IX reparto d'assalto, nato il 31 ottobre 1884 a Montebello; morto il 24 novembre 1917 sull'Altopiano di Asiago.[19]
  • Castagnola Francesco di Virgilio
Soldato 21º reggimento artiglieria da campagna, nato il 23 aprile 1885 a Bottarone; morto il 12 settembre 1918 ad Este.[20]
  • Castagnola Mauro di Virgilio
Sergente 986ª compagnia mitraglieri Fiat, nato il 24 gennaio 1882 a Bottarone; morto il 25 dicembre 1918 a Brescia.[20]
  • Faravelli Angelo di Ernesto
Sergente 234º reggimento di fanteria, nato il 17 gennaio 1888 a Montebello; morto il 6 ottobre 1918.[21]
  • Ferlini Luigi di Antonio
Soldato 250º reggimento fanteria, nato il 9 aprile 1897 a Montebello; morto il 10 novembre 1918 a Voghera.[22]
  • Ferlini Vittorio di Giovanni, soldato
  • Girani Emilio di Delfino
Caporale reggimento cavalleggieri Guide (19°), nato il 16 luglio 1876 a Mntebello; morto il 23 maggio 1918 a Montebello.[23]
  • Goriotti Carlo di Luigi
Soldato 153º reggimento fanteria, nato il 5 febbraio 1885 a Pizzale; morto il 15 giugno 1916 nell'ospedaletto da campo n. 8.[24]
  • Gramegna Giacomo di Pietro Luigi
Soldato 155º reggimento fanteria, nato il 20 dicembre 1886 a Barbianello; morto l'8 novembre 1915 nell'ospedaletto da campo n.92.[25]
  • Incisa Francesco Pietro di Angelo
Soldato 155º reggimento fanteria, nato il 13 novembre 1891 a Val di Nizza; disperso il 17 agosto 1915 nel Settore di Tolmino.[26]
  • Lanzarotti Emilio, soldato
  • Maggi Emilio di Giuseppe
Soldato 112º reggimento fanteria, nato il 20 maggio 1895 a Stradella; morto il 23 maggio 1917 sul Monte Santo.[27]
  • Marchesi Italo di Antonio
Sergente 155º reggimento fanteria, nato il 3 novembre 1891 a Montebello; morto il 21 ottobre 1915 sul Monte San Michele.[28]
  • Marchesi Severino di Vittorio
Soldato 76º reggimento fanteria, nato il 22 settembre 1886 a Voghera; morto il 23 maggio 1917 nel Settore di Tolmino.[29]
  • Massone Carlo di Albino
Caporale maggiore 163º reggimento fanteria, nato il 12 aprile 1887 a Casteggio; morto il 18 marzo 1918 sul Montello.[30]
  • Massone Giuseppe di Gaspare
Soldato 35º battaglione M.T., nato il 9 agosto 1877 a Montebello; morto il 14 ottobre 1916 a Varese.[30]
  • Massone Leone di Giuseppe
Soldato 201º reggimento fanteria, nato il 9 ottobre 1884 a Montebello; morto il 6 novembre 1916 a Schio.[30]
  • Massoni Emilio Angelo di Giuseppe
Soldato 84º reggimento fanteria, nato il 19 marzo 1879 a Montebello; morto il 7 dicembre 1917 a Caserta.[30]
  • Mezzadra Felice di Luigi
Decorato di Medaglia d'Argento al V. M. - Soldato reggimento cavalleggieri Guide (19°), nato il 12 luglio 1896 a Montebello; morto il 15 maggio 1916 sul Carso.[31]
  • Moglia Angelo di Carlo
Soldato 2º reggimento genio, nato il 24 settembre 1890 a Montebello; morto il 19 maggio 1917 sul Carso.[32]
  • Montagna Angelo di Luigi
Caporale 35º reggimento fanteria, nato l'8 giugno 1983 a Casteggio; morto il 9 giugno 1916 sul Monte Cengio.[33]
  • Montagna Luigi di Angelo
Decorato di Medaglio di Bronzo al V. M. - Sergente 1151ª compagnia mitraglieri Fiat, nato il 2 agosto 1887 a Montebello; scomparso in prigionia.[34]
  • Montagna Luigi di Francesco
Soldato 1º reggimento granatieri, nato il 14 aprile 1888 a Montebello; morto il 10 novembre 1916 sul Carso.[34]
  • Morini Clemente di Giuseppe
Soldato 3ª compagnia di sussistenza, nato il 19 maggio 1888 a Montebello; morto il 2 marzo 1918 a Ferrara.[35]
  • Mossi Giuseppe, soldato
  • Olivieri Fortunato di Canuto
Caporale maggiore 5º reggimento bersaglieri, nato il 23 aprile 1895 a Portalbera; morto il 26 aprile 1920 a Montebello[36]
  • Pasotti Antonio di Angelo
Soldato 206º reggimento fanteria, nato il 17 gennaio 1898 a Montebello; disperso il 19 settembre 1917 sul Medio Isonzo.[37]
  • Perazzoli Giuseppe, soldato
  • Perazzoli Mario di Alessandro
Caporale maggiore 43º reggimento fanteria, nato il 28 marzo a Montebello; disperso il 26 maggio 1917 sul Monte Santo.[38]
  • Piacentini Felice di Angelo Federico
Decorato di Medaglia d'Argento al V. M. - Aspirante ufficiale 43º reggimento fanteria, nato il 19 luglio 1895 a Montebello; morto l'11 giugno 1916 sul Monte Lemerle.[39]
  • Piccinini Giovanni, sergente
  • Piccinini Oreste di Pietro
Soldato 1º reggimento granatieri, nato il 27 marzo 1894 a Campospinoso Albaredo; morto il 29 agosto 1916 a Voghera.[40]
  • Pisani Giovanni di Lamberto
Decorato di Medaglia d'Argento al V. M. - Sottotenente di complemento 259º reggimento fanteria, nato il 25 ottobre 1897 a Montebello; morto il 25 maggio 1917 su Carso.[41]
  • Pomo Pietro Enrico di Giuseppe
Soldato 12º reggimento bersaglieri, nato il 26 giugno 1895 a Castelletto di Branduzzo; morto il 13 ottobre 1916 nell'ospedale da campo n. 060.[42]
  • Pozzi Tullio, caporale mitragliere
  • Rabuffi Carlo di Abramo
Sergente 7º reggimento bersaglieri, nato il 1º aprile 1895 a Montebello; morto il 22 novembre a Trieste.[43]
  • Rinaldi Ettore di Giovanni
Caporale 57º reggimento fanteria, nato il 14 maggio 1894 a Pinarolo Po; morto il 31 luglio 1918 ad Asti.[44]
  • Sampellegrini Mario di Pietro
Caporale maggiore 153º reggimento fanteria, nato il 1º aprile 1887 a Montebello; morto il 28 maggio 1917 sul Carso.[45]
  • Tacconi Angelo, soldato
  • Veniali Giulio, soldato

Gli Scaloni[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[46]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Montebello della Battaglia è ricompreso per circa metà della sua superficie nella pianura e per l’altra metà nella prima collina dell’Oltrepò, ossia fra le aree più fertili della Lombardia e con alto valore economico dei suoli agricoli. Ciò consente all'agricoltura (in particolare alla viticoltura) di mantenere un'importanza strategica nell'economia locale.

A partire dagli anni '50 l'attività agricola ha visto comunque una progressiva perdita di peso assoluto e relativo, compensata solo in parte, dal punto di vista occupazionale, dallo sviluppo di diverse attività produttive, soprattutto a carattere artigianale, nella valle del Coppa e lungo la strada Padana Inferiore.

Di notevole rilevanza il settore terziario: nel suo territorio è localizzato infatti un grande centro commerciale con ipermercato di livello regionale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Segue l'elenco delle amministrazioni comunali dal 1985 ad oggi[47]:

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 giugno 1985 24 maggio 1990 Bruno Fiori PSI Sindaco Scadenza naturale mandato
24 maggio 1990 24 aprile 1995 Piero Bevilacqua Lista civica Sindaco Scadenza naturale mandato
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Piero Bevilacqua Lista civica Sindaco Scadenza naturale mandato
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Piero Bevilacqua Lista civica Sindaco Scadenza naturale mandato
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Fabrizio Marchetti Lista civica Sindaco Scadenza naturale mandato
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Fabrizio Marchetti Lista civica Sindaco Scadenza naturale mandato
26 maggio 2014 - Andrea Mariani Lista civica Sindaco In carica

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Montebello della Battaglia è gemellato con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Casa de' Ghrinighelli - Archivio di Stato di Torino.
  4. ^ Cambiamento della denominazione del comune di Montebello (Pavia) in quella di «Montebello della Battaglia» in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, nº 65, Roma, 15 marzo 1958, p. 1102.
  5. ^ Cappella Lomellini - Associazione Mumbèl. URL consultato il 26 dicembre 2015.
  6. ^ Montebello in Corriere della Sera, 21 maggio 1882.
  7. ^ La Bell'Italia - Associazione Mumèl.
  8. ^ I luoghi della memoria - 150º anniversario dell'Unità d'Italia.
  9. ^ a b Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 9.
  10. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 16.
  11. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 53.
  12. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 59.
  13. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 65.
  14. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 105.
  15. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 117.
  16. ^ a b c d Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 119.
  17. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 168.
  18. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 172.
  19. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 207.
  20. ^ a b Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 220.
  21. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 348.
  22. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 355.
  23. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 443.
  24. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 449.
  25. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 451.
  26. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 470.
  27. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 512.
  28. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 539.
  29. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 540.
  30. ^ a b c d Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 560.
  31. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 576.
  32. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 587.
  33. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 597.
  34. ^ a b Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 598.
  35. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 607.
  36. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 631.
  37. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 654.
  38. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 669.
  39. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 678.
  40. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 682.
  41. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 688.
  42. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 698.
  43. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 717.
  44. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 745.
  45. ^ Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918 - Albo d'Oro, vol. 12, Roma, Ministero della Guerra, 1926, p. 790.
  46. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  47. ^ Anagrafe Amministratori Comunali - Ministero dell'Interno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Pietro Scaglia, La nòsa bèla Cesa, Maravia Edizioni, 2002.
  • Gian Pietro Scaglia, Storie delle antiche dimore di Montebello, A cura della Biblioteca Comunale di Montebello della Battaglia, 2011.
  • Gian Pietro Scaglia, L'OTTOCENTO e dintorni a MONTEBELLO, C.E.O. - Cooperativa Editoriale Oltrepò, 2012.

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