Bereguardo

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Bereguardo
comune
Bereguardo – Stemma Bereguardo – Bandiera
Bereguardo – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Sindaco Roberto Battagin (PdL - LN) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 45°15′00″N 9°02′00″E / 45.25°N 9.033333°E45.25; 9.033333 (Bereguardo)Coordinate: 45°15′00″N 9°02′00″E / 45.25°N 9.033333°E45.25; 9.033333 (Bereguardo)
Altitudine 98 m s.l.m.
Superficie 17,65 km²
Abitanti 2 843[1] (31-12-2010)
Densità 161,08 ab./km²
Frazioni Frutteto, Vigna del Pero, Villette, Zelata
Comuni confinanti Borgo San Siro, Motta Visconti (MI), Torre d'Isola, Trivolzio, Trovo, Vigevano, Zerbolò
Altre informazioni
Cod. postale 27021
Prefisso 0382
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 018014
Cod. catastale A792
Targa PV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti bereguardini
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Bereguardo
Posizione del comune di Bereguardo nella provincia di Pavia
Posizione del comune di Bereguardo nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Bereguardo (Balguàrt in dialetto pavese[2]) è un comune italiano di 2.816 abitanti[3] della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nel Pavese nordoccidentale, presso la riva sinistra del Ticino, qui superato da un tradizionale Ponte di barche. È situato al termine del Naviglio di Bereguardo, proveniente da Abbiategrasso.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime notizie storiche riguardanti Bereguardo si possono ascrivere al periodo delle invasioni nel territorio prima dei longobardi e poi dei franchi ed a tal proposito sono state fatte delle ipotesi etimologiche sul nome del borgo come la forma francese "Beauregarde".

Appartenente alla Campagna Soprana di Pavia, l'abitato si sviluppò attorno al castello costruito dai Visconti di Milano all'inizio del XIV secolo per il controllo di un passo del Ticino, e diventato ben presto luogo di svaghi e cacce per i duchi di Milano, da cui il nome di bel riguardo per la posizione panoramica dominante la valle alluvionale del Ticino. A tal proposito sappiamo che il 16 febbraio 1386 il duca Gian Galeazzo Visconti decise di estendere ai confini del comune anche una grande parte verso il Ticino di modo da potervi creare una grande riserva.

A quest'epoca è ascrivibile inoltre la costruzione del locale porto sul Ticino, con un tradizionale ponte sostenuto da chiatte (appartenente alla Strada Provinciale 185), che ancora oggi viene mantenuto e che collega il comune di Bereguardo con il vicino comune di Zerbolò.

Nel XV secolo, il castello e l'abitato di Bereguardo vennero infeudati a Matteo Mercagatti di Bologna (capostipite degli Attendolo Bolognini) che era già castellano di Pavia. Nel 1447 il conte Francesco Sforza, con l'intento di impadronirsi del Ducato di Milano, pose assedio al castello di Bereguardo facendosi in breve tempo consegnare il borgo grazie alla complicità di Agnese Del Maino (amante del duca Filippo Maria Visconti) per poi ricompensare lo stesso Mercagatti col titolo di conte e con il feudo di Bereguardo.

Il ruolo politico del Mercagatti, ad ogni modo, divenne secondario quando Francesco Sforza riuscì a raggiungere il proprio intento nel 1450 con l'elezione a duca del milanese. Fu in quell'anno, infatti, che il castello ed il borgo di Bereguardo vennero concessi in usufrutto a Giovanni Tolentini della Stacciola, originario di Urbino, suo capitano delle guardie e consigliere personale nonché sposo di Isotta Sforza, figlia naturale del duca. Quest'ultima donazione, ad ogni modo, fu un semplice usufrutto in quanto i diritti feudali vennero mantenuti da Francesco Sforza.

Nel XVIII secolo era infeudato agli Eleiizander. Nel 1872 furono uniti a Bereguardo i soppressi comuni di Zelata e Pissarello.

  • Zelata (CC M155), noto come Çelata fin dal XII secolo, fece parte della Campagna Soprana, e rimase un comune autonomo fino al 1872. Nel XVIII secolo non era infeudato.

A Zelata, negli anni Trenta, trascorse molti periodi la poetessa milanese Antonia Pozzi (1912-1938).

  • Pissarello (CC G711), luogo posto sul Ticino (un altro Pissarello si trova sul Po presso Belgioioso) e un tempo importante per il trasbordo delle merci dal fiume al Naviglio di Bereguardo, fu comune autonomo fino al 1872. Si trovava all'incirca presso il ponte dell'autostrada, e fu distrutto da un'alluvione. Nel XVIII secolo era feudo dei Visconti di Fontaneto.

Questo paese ha dato i natali al Cardinale Virgilio Noè.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il castello visconteo[modifica | modifica sorgente]

Il castello di Bereguardo in un'incisione ottocentesca

Il castello di Bereguardo si presenta come una struttura imponente che sorge al centro dell'abitato, circondato da un fossato che un tempo traeva la propria acqua dal vicino Naviglio. Il castello venne iniziato verso la metà del XIV secolo da Luchino Visconti per poi essere ampliato da Bernabò Visconti nel suo progetto di rafforzamento dello stato di Milano, anche se tale residenza ricalcava maggiormente l'impianto di una villa di piacere che di un elemento militare difensivo.

La parte più importante del complesso è oggi caratterizzata da una splendida bifora gotica in cotto presente sulla facciata a sud che secondo alcune fonti sarebbe attribuibile al Bramante e realizzata durante gli ampliamenti che volle realizzare sulla struttura Filippo Maria Visconti nel XV secolo.

La pianta generale della costruzione, un tempo quadrangolare, si presenta oggi di forma ad "U" per la mancanza dell'intera ala nord che venne demolita in tempi successivi e anche il portale è oggi frutto dei rimaneggiamenti settecenteschi che intaccarono l'originaria struttura.

Dopo diversi passaggi di proprietà il castello giunse nelle mani dell'ingegnere milanese Giulio Pisa esponente della nota famiglia Pisa il quale nel 1897 decise di donare la struttura al comune di Bereguardo il quale ancora oggi ne è proprietario e che al suo interno ha posto gli uffici amministrativi.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 85.
  3. ^ Dato Istat al 31/7/2010.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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