Casanova Lonati

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Casanova Lonati
comune
Casanova Lonati – Stemma Casanova Lonati – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Sindaco Matteo Saviotti (lista civica bilancia) dal 09/06/2009
Territorio
Coordinate 45°06′00″N 9°13′00″E / 45.1°N 9.216667°E45.1; 9.216667 (Casanova Lonati)Coordinate: 45°06′00″N 9°13′00″E / 45.1°N 9.216667°E45.1; 9.216667 (Casanova Lonati)
Altitudine 64 m s.l.m.
Superficie 4,58 km²
Abitanti 498[1] (31-07-2012)
Densità 108,73 ab./km²
Frazioni Campanina, Candiana, Case Forni, Casotti del Furbo, Pelucca, Pioltina, Vercesa
Comuni confinanti Albaredo Arnaboldi, Barbianello, Mezzanino, Pinarolo Po, Verrua Po
Altre informazioni
Cod. postale 27041
Prefisso 0385
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 018031
Cod. catastale B929
Targa PV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti casanovesi
Patrono San Giovanni Battista
Giorno festivo Lunedì dopo la 3a domenica di settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Casanova Lonati
Posizione del comune di Casanova Lonati nella provincia di Pavia
Posizione del comune di Casanova Lonati nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Casanova Lonati è un comune italiano di 498 abitanti[2] della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nella pianura dell'Oltrepò Pavese, alla destra del torrente Scuropasso a pochi chilometri dalla confluenza nel Po.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Casanova Lonati è un comune della provincia di Pavia, situato sulla destra del fiume Po ai piedi delle colline. Ha una superficie di 4,58 km²., un'altezza sul livello del mare di 64 m e dista circa 18 km dal capoluogo. Da una mappa dell´Agro Ticinese, prima dell’era Volgare Casanova non esisteva. Era invece riportata la località di "Baselica Stefani", a oriente della quale scorreva il torrente Scuropasso, in prossimità della zona dove ora sorge il cimitero di Albaredo Arnaboldi. La prima traccia storica del paese si trova in una mappa del 1654. Come documenta la suddetta mappa a causa di un'alluvione, il torrente cambiò percorso, passando ad ovest di Baselica ed avvicinandosi al territorio di Casanova. Tra il 1654 ed il 1786 avvenne un nuovo cambiamento che lo portò a passare ad ovest del paese, delimitandone così il confine occidentale. Il territorio era senza strade, spesso allagato dai piccoli corsi d´acqua che lo solcavano e soprattutto dalle acque del fiume Po, non trattenute, come sulla riva opposta, da terrazzati. Sicuramente vi era una vegetazione di tipo palustre e arborea. Non si conosce con precisione la data di fondazione del paese, tuttavia si può pensare che i primi insediamenti siano sorti, nella parte alta della zona, 4 o 5 secoli prima dell’era Volgare ad opera dei Liguri, che occupavano tutto il territorio a destra del fiume Po fino al fiume Trebbia. Molto probabilmente l’opera di bonifica del suolo e di colonizzazione fu dei Romani; la toponomastica, infatti, non serba tracce della caratteristica desinenza ligure in "asco", mentre in tutta la zona vi sono località di origine romana. A circa un centinaio di metri dal confine ovest del territorio comunale, ad esempio, passa una strada romana, ancora praticabile, costruita in una zona leggermente più elevata rispetto alle campagne circostanti. Essa si innesta nell’attuale via Emilia, nella zona dell´antica Camillomagus (l'odierna Broni) all'altezza di Cassino Po e permetteva di raggiungere facilmente i campi trincerati di Clastidium (Casteggio) e di Placentia (Piacenza). Nel periodo era usuale indicare i nome delle località derivandoli da attività operative o di colonizzazione. Casanova, Ca’ Nova, Casenuove, sono alcuni nomi di agglomerati sorti in zone bonificate.[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gonfalone comunale.

Casanova Lonati appare per la prima volta nel 1250, nell'elenco delle terre del dominio pavese. Era signoria di una famiglia Lonati da cui prese il nome. Apparteneva alla squadra e poi al feudo di Broni, di cui seguì sempre le sorti, nei passaggi dai Beccaria agli Arrigoni di Milano (1536), cui restò fino alla fine del feudalesimo (1797).

I Lonati[modifica | modifica sorgente]

Nel Medioevo, Casanova appartenne al Comitato di Auce nel piacentino. Successivamente, nel 1386, venne data in feudo al Marchese Bernardo de Lonati, cittadino pavese indicato come "magnifico e potente cavaliere d’armi ducale e fedelissimo al Duca Gian Galeazzo Visconti, Capitano Generale dello stato di Milano". Il Duca volle probabilmente premiarlo per aver partecipato alla cattura di Bernabò Visconti donandogli in feudo alcune località, tra cui Casanova. Dopo tale investitura, al nome Casanova venne aggiunto De Lonati e con la dicitura "Casanova de Lonati", venne indicata in tutti gli atti successivi. La perdita della particella "de" avvenne dopo la rivoluzione francese. La proprietà di Bernardo De Lonati si suppone sia passata ai figli Francesco, Giacomo e Paolo con testamento redatto il 14 gennaio 1420 (introvabile presso l’Archivio di Stato). Con il testamento del 17 luglio 1444 Paolo De Lonati, sposato con Argentina dei Capi di Villanterio (paese dove tuttora esiste una casa dei Lonati), nominò la moglie usufruttuaria di tutti i suoi beni e tutrice dei figli minori, nominando i figli maschi eredi universali in uguale proporzione. Lasciò inoltre alla Pieve di S.Giovanni Battista di Baselica degli Stefani (è l’attuale parrocchia del comune di Casanova) una presa di prati da pascolo e boschivi nella campagna Pavese. Il 19 febbraio 1461, i fratelli Lonati, figli di Paolo, procedettero alla divisione dei beni di famiglia. Vennero così stabilite 6 quote, corrispondenti ad altrettante possessioni. Al figlio Bernardo venne assegnata la possessione di Casanova. Dopo la morte di quest'ultimo (trovato morto assassinato il 22 febbraio 1465) i Lonati vengono citati in un atto del primo febbraio 1550 dove Giò Maria De Lonati fu Paolo, cittadino ed abitante di Pavia, diede in locazione ai Canevari beni appartenenti alla tenuta di Casanova oltre Po e in un atto del 1680, del Monastero del Carmine, dove risulta che detto Monastero ebbe dai fratelli Giacomo e Giò Maria Lonati, alcuni beni in Casanova ed in Baselica. In tutte le mappe esistenti a partire dal 1600, la località venne sempre indicata come "Casanova de Lonati".[4]

Gli Arrigoni[modifica | modifica sorgente]

Considerando che Casanova era un feudo molto piccolo, unitamente ad altre località della zona dipendeva da un feudo principale; in questo caso Broni. Il feudo di Broni, con diploma Cesareo del 24 maggio 1528, fu concesso dall'Imperatore Carlo V a Pietro Paolo Arrigoni e alla sua famiglia. Successivamente con investitura del novembre 1531, sono i fratelli Galeazzo e Gaspare Arrigoni ad essere feudatari di Broni insieme al suo territorio che comprende, oltre a Casanova de Lonati i territori di Baselica, Bottarolo, Barbianello, Castelletto de Buschis (l’attuale Busca), Cascina Valle, Campo Spinoso, San Cipriano, Cascina Cantarana, Montarco, Pegorara e Vescovera. Nel 1537 risulta che a Casanova Lonati ci fossero 9 "fochi", corrispondenti al numero di nuclei famigliari, così suddivisi: 5 massari, 1 fattore, 1 fabbro e 2 famiglie di cittadini. Le due famiglie di cittadini pagavano le imposte direttamente alla "Camera Ducale". L’imposta dovuta per "foco" era L. 4 e soldi 30 da pagarsi in due rate ad agosto e settembre o novembre.[5]

I Candiani-Beccaria[modifica | modifica sorgente]

La terra era in possesso di poche famiglie nobili, i Candiani-Beccaria, i Trovamala, gli Arrigoni, i Lonati, i Bellisomi. Incominciava tuttavia ad affermarsi anche la piccola e media proprietà, anche in virtù dell’editto di Maria Teresa d’Austria e del figlio Giuseppe II che prevedeva, per i livellari (ossia i coltivatori dei fondi con l’obbligo di migliorarli), la possibilità di acquistare i fondi stessi.

In Casanova, verso la fine del Settecento, le nove famiglie iniziali erano già circa un centinaio.

Tre sono i palazzi di maggior spicco esistenti nel comune, tuttavia una citazione merita quello dei nobili Candiani-Beccaria. Il palazzo di questa nobile famiglia, annetteva una cappella (tuttora presente ed usata per le funzioni religione del paese), fatta erigere verso la fine del Settecento da Giovanni Battista Candiani e dedicata a Sant'Eurosia di Jaca e alla Madonna della Neve. Affacciato all’interno della chiesa, vi era un balconcino (ora chiuso) dal quale i proprietari del palazzo potevano assistere alle funzioni religiose.

L’ultima discendente di questa nobile famiglia fu Donna Isabella Vedova Fabbri (il marito fu anche sindaco del paese). Deceduta senza eredi nel 1866, lasciò le sue proprietà ai nipoti Luigi e Carlo Porta di Milano, i quali provvidero successivamente ad alienarla. Con il suo testamento Donna Isabella, volle essere sepolta nella cappella e probabilmente così avvenne perché, al centro della stessa, esiste una tomba. La salma venne poi traslata nel cimitero del paese, costruito agli inizi del Novecento, dove giace tuttora in una tomba sormontata da un monolito di granito rosso. Ancora oggi un gruppo di fabbricati, denominato "Località Candiana", ricorda gli antichi proprietari. Sicuramente questa cascina fu abitata dai contadini che lavoravano alle dipendenze della famiglia.[6]

Casanova Lonati oggi[modifica | modifica sorgente]

La storia testimonia che nella II Guerra d’Indipendenza (1859), una divisione del 12° Ussari sostò a Casanova Lonati in attesa di muovere verso Casteggio e Voghera. Questi, di ritorno dalla battaglia di Montebello commisero ogni sorta di angherie e soprusi a danno della popolazione sia di Casanova che dei paesi vicini. Fino al termine della II Guerra Mondiale, l’economia del paese era basata sull’agricoltura, con coltivazioni di cereali e prati e dove il frumento rappresentava oltre il 60% della superficie seminativa, con una resa media dai 18 ai 20 quintali per ettaro. (Nell’ultimo ventennio dell'Ottocento, la resa del frumento si aggirava dai 6 agli 8 quintali per ettaro). La produzione di frumento è sempre aumentata sia in termini di superfici coltivate che in resa del prodotto, tanto che, dopo la II Guerra Mondiale, l’affermarsi della motorizzazione, le sementi maggiormente selezionate e l’introduziuone di fertilizzanti chimici, ha permesso di ottenere rese di produzione che variano tra i 45 ed i 60 quintali per ettaro. Un’altra coltura intensamente diffusa era il granoturco, che dava una resa di circa 40 quintali per ha e serviva principalmente per uso alimentare. Ora, questa coltivazione è sensibilmente diminuita, ed il prodotto viene utilizzato prevalentemente come foraggio per il bestiame. Anche la produzione vinicola, un tempo abbastanza fiorente ora è quasi completamente scomparsa, sostituita da altri prodotti (barbabietole da zucchero e pomodori). Fino agli anni 30/35 veniva praticata con buoni risultati anche la bachicoltura e nella zona erano presenti molte piante di gelso. Ora questo genere di coltura è stato abbandonato ed anche il numero delle piante di gelso è notevolmente diminuito. Con la chiusura nel 2007 dello zuccherificio di Casei Gerola, anche la produzione di barbabietole ha subito un brusco arresto.

Casanova, nel secolo scorso arrivò ad avere una popolazione di 665 abitanti, la maggior parte dei quali impiegati in agricoltura; dagli ultimi dati istat ne conta 498; una riduzione dovuta sia all’emigrazione sia alla mancanza di nascite.

Le poche aziende artigianali a conduzione familiare presenti prima della II Guerra Mondiale sono ora state sostituite da piccole industrie che occupano un certo numero di dipendenti sia del paese che dei paesi limitrofi, riuscendo così a creare un discreto benessere fra la popolazione. A testimonianza di ciò sono le numerose abitazioni sia singole che condominiali sorte negli ultimi anni.[7]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi e manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Al Dì dlà Festa[modifica | modifica sorgente]

Sostituisce dal 1857 la festa patronale in onore della Madonna del Carmine. Si tiene la terza domenica di settembre e ricorda l'inaugurazione dell'altare maggiore della chiesa di Baselica Stefanone dedicata a San Giovanni Battista, sede parrocchiale della comunità cristiana di cui Casanova Lonati fa parte. "Al Dì dlà Festa" di Casanova Lonati, fin dal primo dopo guerra, era considerata una delle manifestazioni più importanti della zona dell'Oltrepò Pavese che si trova tra il fiume e la città di Broni. Essa affiancava alla tradizionale balera in piazza, un'importante fiera e i tradizionali giochi popolari per le vie del paese. Dopo il periodo d'oro (fino al 1975 circa) la festa ha visto un declino tanto da non essere più festeggiata pubblicamente verso la metà degli anni ‘80. Nel 1987, grazie alla locale pro-loco e all'amministrazione comunale, vi è un primo tentativo di "ritorno alla tradizione", che vede compimento nel 1993, anno in cui il gruppo di ragazzi del locale oratorio si fa carico dell'organizzazione della festa[9], che ha raggiunto nel 2007 la sua centocinquantesima ricorrenza.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2012.
  2. ^ Dato Istat al 31/07/2012.
  3. ^ Sito Web Comunale.
  4. ^ Sito Web Comunale.
  5. ^ Focatico Oltrepò e Siccomario, 1537. Archivio Storico di Voghera.
  6. ^ Sito Web Comunale.
  7. ^ Sito web comunale.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ La Provincia Pavese