Somma Lombardo

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Somma Lombardo
comune
Somma Lombardo – Stemma Somma Lombardo – Bandiera
Vista notturna di un particolare del castello.
Vista notturna di un particolare del castello.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
Sindaco Guido Pietro Colombo (secondo mandato) (Lega Nord) dal 19/04/2005
Territorio
Coordinate 45°41′00″N 8°42′00″E / 45.683333°N 8.7°E45.683333; 8.7 (Somma Lombardo)Coordinate: 45°41′00″N 8°42′00″E / 45.683333°N 8.7°E45.683333; 8.7 (Somma Lombardo)
Altitudine 300 m s.l.m.
Superficie 30,54 km²
Abitanti 17 437[1] (31-12-2010)
Densità 570,96 ab./km²
Frazioni Case Nuove, Coarezza, Maddalena
Comuni confinanti Arsago Seprio, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Castelletto sopra Ticino (NO), Ferno, Golasecca, Pombia (NO), Samarate, Varallo Pombia (NO), Vergiate, Vizzola Ticino
Altre informazioni
Cod. postale 21019
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012123
Cod. catastale I819
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Sommesi
Patrono sant'Agnese
Giorno festivo 21 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Somma Lombardo
Posizione del comune di Somma Lombardo nella provincia di Varese
Posizione del comune di Somma Lombardo nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Somma Lombardo (Sùma in dialetto varesotto[2] e semplicemente Somma fino al 1862) è un comune italiano di 17.181 abitanti nella provincia di Varese, in Lombardia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Somma Lombardo è, dopo quello del capoluogo, il più esteso comune della provincia di Varese; il suo territorio è caratterizzato da vaste brughiere ondulate e da altipiani, un tempo paradiso di cacciatori e cercatori di funghi. La porzione meridionale, più pianeggiante e confinante con la vecchia cascina Malpensa ospita l'omonimo aeroporto intercontinentale che è parte integrante dell'area comunale. Le acque del fiume Ticino bagnano il territorio per oltre 5 km a occidente, tra spiagge sabbiose ed alzaie, con strada asfaltata, percorribile anche con automezzi. Le frazioni di Coarezza e Maddalena si affacciano su ripiani collinari a ridosso del fiume, prestandosi ad itinerari turistici con sentieri ciclabili. La frazione di Case Nuove, fin dalle origini legata alla cascina Malpensa, è oggi inclusa nei servizi aeroportuali. Il quartiere del Lazzaretto, che porta ancora il nome da quando infierì la peste ai tempi di San Carlo Borromeo, è situato nella periferia nord-ovest della città e ospita il Santuario dell'Addolorata. A nord della Strada statale 33 del Sempione si trova il rione di Vira. All'angolo nord-orientale del territorio comunale si collocano invece Mezzana Superiore e Villaggio San Giorgio, una piccola località facente capo a Mezzana.

La costiera del Ticino[modifica | modifica sorgente]

Posta su terrazze alluvionali, con sabbie e ghiaie (a cui comunemente ci si riferisce come ghiaione) sotto a una crosta di terreno fertile inferiore al mezzo metro, il territorio di Somma Lombardo sovrasta il fiume Ticino nella zona tra la foce del torrente Strona (zona Canottieri) e lo sbarramento del Panperduto da una costiera alta circa 80 m, detta fino a pochi decenni fa Cost dala sguarana (Coste della sguarana). Si tratta di un belvedere naturale lungo circa 300 m - un tempo formata da una brughiera cespugliosa con pini, betulle e un sottobosco ricco di funghi - poi a partire dal secondo dopoguerra buen retiro di appassionati della natura e delle cacce a cavallo, con sontuose ville (tra cui quella di Mila Schön), ampi parchi privati e annessi galoppatoi, lungo quella che oggi si chiama Via Belvedere. Il nome riservato ora a tale zona - località Belvedere - ha contribuito a far dimenticare l'etimo dell'antico toponimo che, con sguarana (in italiano tradotto con "crollata"), faceva riferimento all'enormi frane che nel 1868 (il Melzi, nel suo Sommario generale in ordine cronologico vi fa riferimento con la dicitura: "1868 - Piena memorabile del Ticino"[3]), durante una drammatica piena del fiume sottostante, hanno determinato lo sfaldamento della costiera con stridori, muggito del fiume e rombo delle frane - che si udivano fino al centro del paese - che portò distruzione alle attrezzature portuali da Sesto Calende fino alla località Maddalena e rimodellò la costiera[4].
C'è voluto quasi un secolo perché la vegetazione avesse il sopravvento sullo scempio lasciato da tali frane. Poi quell'evento è stato dimenticato al punto che, a fianco dell'unica casa colonica dell'epoca, con la modifica della via Villoresi - da carrareccia a vera e propria strada sterrata - in quello che un tempo era solo fitta boscaglia o campi coltivati sono sorte le ville del dopoguerra. Ma in quanto franosa e particolarmente ripida, nel 2012 la costiera si è ripresa la propria rivincita sull'uomo, facilitata da una prolungata perdita del collettore fognario cittadino, causando una serie di franamenti - poi peggiorati dalle precipitazioni atmosferiche eccezionali per la stagione - che hanno sbancato decine di migliaia di metri cubi di ciottoli e ghiaie e interessato pure una delle ville della costiera, andata così completamente distrutta in meno di un mese. L'entità della frana è stata tale che il Comune ha chiesto lo stato di calamità naturale[5][6][7][8][9].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Somma Lombardo fu un importante nodo della via romana chiamata dagli storici Mediolanum – Verbanus, che conduceva da Milano fino ad Angera, passando per Sesto Calende. Resti di pavimentazione romana sono stati ritrovati negli scavi del centro commerciale Il Gigante in Via Soragana negli anni ottanta.
I boschi di Somma contengono ancora le vestigia di trincee e piste per aerei costruite in occasione della seconda guerra mondiale. I dintorni di Somma sono ricchi di reperti a testimonianza di una presenza umana sul territorio a partire dall'età del bronzo. A Coarezza e in località Case Nuove sono state rinvenute diverse tombe a cremazione databili al sec. XIII a.C. Risalogono poi all'età del ferro le numerose tombe della cultura di Golasecca, una cittadina confinante con Somma Lombardo, e il cromlech del Vigano, un grande recinto tombale e rituale, costituito da oltre trecento massi. Sempre nella brughiera di Vigano si trova il Sass di biss (Sasso delle bisce), un masso erratico con un complesso di antiche incisioni a coppella singola: è uno dei rari esempi di incisioni rupestri nell'area interessata dalla Civiltà di Golasecca. Nel sec. IV a.C. si insediò la tribù gallica dei Vicani Votodrones, come testimonia una lapide romana, rinvenuta nei pressi della frazione di Mezzana. Numerosi sono i ritrovamenti di utensili d'uso domestico e comune, armi, scudi, venuti alla luce. A lato della via romana (della quale, come detto, è stato scoperto un tratto nell'attuale via Albania dietro al Gigante) sorsero le necropoli più antiche in cui era in uso il rito della cremazione. Dal sec. III d.C. si diffuse il rito della inumazione, come attestano i ritrovamenti di via Binaghi: balsamari in vetro, vasellame, monete, olpi. Nel Medioevo Somma Lombardo dipendeva dalla vicina Arsago Seprio, che fu importante centro politico e amministrativo longobardo, nonché capo pieve. In una lapide murata nella chiesa di San Simpliciano a Milano, datata 881, è riportato il testamento del potente e nobile possidente sommese Guilizione che lasciò a quella chiesa numerosi possedimenti in Somma. Somma Lombardo mantiene la sua forte connotazione viabilistica essendosi sviluppato lungo l'attuale statale 33, del Sempione. L'importanza del luogo nella tarda antichità e nell'alto medioevo è strettamente legata alla presenza di un asse stradale di rilievo, ed è rintracciabile in due fortificazioni, una all'ingresso del paese – il Monte Sordo – e l'altra sul sito dell'attuale Parrocchia (Castelasc). Giungendo da Golasecca, poco prima dell'ingresso in paese sulla sommità del Monte Sordo, si scorgono tra la vegetazione i resti di una fortificazione tardoromana (III-V secolo d.C.), inglobati in un edificio moderno. La scelta di collocare su questa collina un castello era strettamente legata alla posizione di controllo del guado sul torrente Strona che oggi si attraversa su un ponte. Al complesso tardoantico, in età bassomedievale, fece seguito un ricovero per viandanti e pellegrini. Attorno all'anno mille, Somma Lombardo entrò a far parte dei domini dei Visconti. Nel 1448, allorché a Milano fu proclamata la Repubblica Ambrosiana, i Visconti, signori della città, si trasferirono a Somma e riadattarono il poderoso castello medievale che, nel Settecento, passò al ramo dei Visconti-Castelbarco. È di quel periodo la bonifica della brughiera della Malpensata. Nel 1819 il governo austriaco autorizzò l'elezione del primo Consiglio comunale. Con il Regno d'Italia venne eletto Sindaco di Somma Carlo Ermes Visconti. In quegli anni sorsero diverse imprese di filatura e torcitura del cotone, ricamifici, tessiture (Visconti di Modrone, 1875), lanifici (Mosterts, 1867). Nel XX secolo aprirono i battenti lo stabilimento Caproni e il Lanificio di Somma (le famose coperte di Somma). Nel 1927 i fascisti annessero al territorio comunale Mezzana Superiore.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Rocco

Il centro della città è caratterizzato dalla presenza di Giulia Carini e della Chiesa Prepositurale di Santa Agnese. La prima chiesa dedicata alla santa fu eretta a lato del nucleo primitivo del castello visconteo (sant'Agnese godeva di particolare devozione da parte dei Visconti che la dichiararono loro protettrice) e abbattuta durante il XVI secolo per permettere l'ampliamento del castello stesso. La chiesa fu quindi ricostruita nel luogo dove attualmente la vediamo, sacrificando quella di San Fede (fatta costruire da Guilizione, signore di una parte di Somma durante il secolo IX accanto alla sua dimora-fortezza, nel luogo più alto del borgo, denominato "Castellaccio" o "Brecallo") abbattuta in quella circostanza e mai più ricostruita (da C. Ferrario, Toponimi di Somma Lombardo). L'attuale chiesa di Sant'Agnese fu progettata da Francesco Maria Richini nel 1645 ed eretta fra il 1664 ed il 1697 dall'architetto Carlo Buzio. L'interno è a navata unica. Fra le opere raccolte al suo interno si segnalano il Trittico di San Vito, risalente alla fine del secolo XV e attribuito a un artista stilisticamente vicino ad Ambrogio Bergognone e una pala seicentesca attribuita a Carlo Cane, raffigurante il Martirio di Sant'Agnese. L'altare maggiore risale al 1787 e conserva una reliquia della santa e stupende opere d'arte, fra le quali il Trittico del Bevilacqua. Recentemente la chiesa è stata elevata a Basilica di Santa Agnese.

Nella Chiesa di San Bernardino si può ammirare la Madonna col Bambino e San Bernardino opera del Fiammenghino (soprannome di Giovan Mauro Della Rovere) noto artista attivo tra la fine del XVI e gli inizi del secolo XVII che, in collaborazione con il fratello Giovan Battista, lavorò ad importanti cicli di affreschi in varie località lombarde (Chiaravalle Milanese, Bienno, Garzeno, Montemezzo).

Nel pressi del cimitero sorge la chiesa di San Rocco, edificata a partire dal XVI secolo ma rimasta incompiuta.

Nel rione di Mezzana Superiore troviamo la chiesa prepositurale di Santo Stefano, che offre al visitatore numerose opere artistiche di alto valore tra cui un trittico di Marco d'Oggiono, il gruppo della Pietà con i santi Sebastiano e Giobbe e la Pentecoste attribuiti al Bramantino. Sul fondo di un viale alberato, si erge maestoso il Santuario di Santa Maria della Ghianda, caratterizzato dalle quattro cappelle aperte che accolgono i Misteri Dolorosi, con grandi statue scolpite in legno e dai girali dell'affresco della Madonna della Ghianda dipinto sull'abside del Santuario.

Il Castello Visconti[modifica | modifica sorgente]

Il Castello Visconti, la cui antichissima origine risale al IX secolo, è citato in un testamento rogato a Gallarate il 22 giugno 1251 dal notaio Marcellino de Angleria. Testimonianza della presenza viscontea, attestata in Somma fin dal 1250, nacque come rocca di difesa ai confini col territorio di Milano. Il maggior sviluppo della fortezza viscontea lo si ebbe a partire dall'anno 1448 quando i fratelli Francesco e Guido Visconti, per sfuggire ai contrasti con la Repubblica Ambrosiana, succeduta a Milano alla signoria viscontea, si rifugiarono nella loro antica proprietà di Somma. In pochi anni la nobile dimora venne quindi in gran parte ricostruita, ampliata e contornata da fossati. L'antica rocca di difesa assunse così il ruolo di castello fortificato eletto a stabile dimora dei Visconti. Nell'anno 1473 i dissapori emersi tra i fratelli Visconti culminarono nella divisione tra i due dei loro beni. Al fratello maggiore, Francesco, da cui discenderanno i Visconti di San Vito, spettò la parte rinnovata del castello e quindi la porzione nord del borgo; a Guido, da cui discenderanno i Visconti di Modrone, la parte più antica del castello e quella bassa di Somma.

Oggi, il complesso è formato da tre differenti castelli, ciascuno con proprio ingresso e cortile, edificati l'uno addossato all'altro. Il più antico è collocato all'angolo nord ovest; il secondo occupa tutto il lato est, mentre il terzo e più recente sorge nell'angolo a sud ovest. La parte del castello visitabile è la seconda, chiamata castello d'estate. Già residenza della famiglia Visconti di San Vito, oltre agli arredi originali, conserva affreschi attribuiti alla scuola di Camillo Procaccini (1551 ca-1629) e una pala d'altare del Cerano (1567/68-1632), nonché tre epigrafi funerarie romane e materiale archeologico della cultura di Golasecca. Al Castello di Somma è custodita la più grande collezione esistente di piatti da barba. Iniziata nella metà dell'Ottocento dal marchese Carlo Ermes, continuata dal marchese Roberto, fu portata al suo livello principe in questo secolo dal marchese Alberto. I piatti sono di forma circolare con un incavo a mezzaluna da una parte, per un miglior accostamento alla gola. Il cliente teneva in equilibrio il piatto con entrambe le mani sotto la barba da fare, mentre il barbiere insaponava, radeva e sciacquava. Probabilmente comparsi alla metà del Seicento per esigenze d'igiene, i piatti da barba hanno avuto il periodo di massimo splendore fra il Settecento e l'Ottocento. Se ne trovano di legno, alabastro, ottone, rame, peltro, argento, ceramica, porcellana di Ginori, Lodi, Faenza, Limoges, Strasburgo e della Compagnia delle Indie inglese e francese. La collezione conta più di 500 pezzi uno diverso dall'altro.

Il Castello visconteo è stato inoltre usato come luogo delle riprese (per gli interni del Castello dell'Innominato) dello sceneggiato RAI I promessi sposi girato nel 1989 e diretto da Salvatore Nocita (gli esterni sono stati girati presso la Rocca d'Angera).

L'ipposidra o "ferrovia delle barche"[modifica | modifica sorgente]

A nord della strada che collega l'Aeroporto della Malpensa a Somma Lombardo (Via Giuseppe Giusti), a poche centinaia di metri all'interno della brughiera, corre il tracciato della Ferrovia delle barche o Ipposidra, costruita nel 1858 per volontà di Carlo Cattaneo, con lo scopo di far risalire velocemente i barconi che erano discesi lungo il Ticino, evitando le rapide. A segnalarla restano ancora numerosi cippi in pietra recanti le iniziali "F.C." (Ferrovia Cavalli) e i resti di almeno sei ponti, alcuni dei quali ancora in piedi. Il ponte stradale che supera il torrente Strona e conduce da Somma Lombardo alla frazione di Coarezza è il ponte costruito all'epoca proprio per l'Ipposidra (il ponte preesistente era una semplice passerella pedonale i cui ruderi si trovano, a monte, ai piedi dell'attuale ponte stradale; le carrozze che percorrevano l'Antica Ducale che univa Somma Lombardo a Sesto Calende, guadavano invece il torrente)[10].

I Calafati di Coarezza e le barche del Ticino[modifica | modifica sorgente]

La costruzioni delle barche del Ticino fu monopolizzata dei maestri d'ascia della frazione di Coarezza, detti "Calafati", che dai tempi del Duca Gian Galeazzo I a tutto l'Ottocento mantenne i segreti per la costruzione di quei barconi a fondo piatto; il capo corporazione custodiva le misure ed insegnava i sistemi per inchiodare e di calafataggio delle tavole del legno, vegliando in modo che nessun membro rivelasse ad estranei il mestiere. Nel 1864 i "calafati" del fiume Ticino erano censiti in numero di 170 di cui 160 a Coarezza e solo 10 a Pavia. Alla metà dell'Ottocento, la barca del Ticino era generalmente grande, di forma schiacciata per adattarsi alle diverse conformazioni del letto. In poppa era munita di un timone a pala con un lungo albero, per vincere in ogni momento la forza della corrente, soprattutto in caso di improvviso pericolo. In relazione alle dimensioni, le imbarcazioni si distingevano in "navi", larghe circa mt 4,70 e lunghe mt. 24 con una stazza di 34 tonnellate; "borcielli da cagnone" con stazza di 30 t.; "borcielli minori" larghi mt. 4,40 e con stazza di 24t; "cavrioli" di minori dimensioni e utilizzati per il trasporto dei cavalli da tiro. Denominazioni diverse, in relazione alla stazza, avevano nei secoli precedenti i "grandi", i "mezzani" e i "navetti" che erano dette le barche che richiedevano rispettivamente 4-2 o 1 cavallo[11].

Malpensa Militare e Paraschegge[modifica | modifica sorgente]

Nei boschi posti a sud della città è ancora possibile percorrere la vecchia pista in cemento costruita dall'Organizzazione Todt che consentiva, durante la seconda guerra mondiale, di spostare dall'Aeroporto della Malpensa (aeroporto militare all'epoca) gli aerei da combattimento e nasconderli in apposite piazzole nella brughiera, protetti da appositi paraschegge (formati da terrapieni alti circa 5 metri con i fianchi inclinati a 45°, talvolta con il terrapieno centrale irrobustito da una colata in cemento armato). Esistono ancora 9 paraschegge, per lo più coperti dalla vegetazione. 2 paraschegge sono visibli nei pressi della seconda pista di raccordo degli aerei in località Vizzola - ex dogana austriaca, altri due sono praticamente sepolti dalla vegetazione nei pressi della prima pista di raccordo degli aerei, gli altri si trovano nei pressi del Campo della Promessa in località Madonna di Gree nel territorio del comune di Castano Primo.

Tornando alla Malpensa Militare, la vecchia pista si estenda dall'attuale rotonda della superstrada per l'Aeroporto (uscita Somma Lombardo) fin sotto alla costa di Casorate Sempione nei pressi della fattoria La Valle, in Campagna grande.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[12]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Somma Lombardo[modifica | modifica sorgente]

I patrioti[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Giusti (14 maggio 1824-20 gennaio 1849).
    All'uscita di Somma Lombardo, in direzione Vergiate, una croce appesa a un pilastro della cappelletta di S. Caterina, lungo il torrente Strona, così recitava: "A GIUSEPPE GIUSTI D'ANNI 21 FUCILATO IL 20 GENNAIO 1849".
    La foto di una targa commemorativa su un cippo-ricordo nella valletta del torrente Strona, in zona Santa Caterina, riportata in un articolo pubblicato dalla Società Gallaratese per gli Studi Patri, riportava invece: "SOTTO AL PIOMBO AUSTRIACO CADEVA QUI GIUSEPPE GIUSTI VENTIQUATTRENNE NEL 20 GENNAIO 1849 SOMMA RICORDA PERENNEMENTE L'UMILE VITTIMA DELL'ODIO STRANIERO ING. A. BELLINI".
    Che Giuseppe Giusti all'epoca della sua fucilazione fosse ventiquattrenne trova inoltre conferma nell'atto di nascita registrato nel Libro dei Battesimi della Parrocchia di S. Agnese: "Giuseppe Maria Giusti di Carlo Giusti e di Rosa Galla d'Angelo, abitanti in Somma, jugali dal 9 gennaio 1821, cattolici, contadini, nato il giorno 14 e battezzato il giorno 15 del mese di maggio 1824".
    La leggenda voleva che Giuseppe Giusti avesse aiutato Garibaldi ad attraversare il Ticino al Porto della Torre, traghettasse i fuoriusciti lombardi, fosse solito al contrabbando di merci con il Piemonte e che per queste ragioni fosse stato fucilato.
    Ma la verità è stata scoperta casualmente nel 1957, nel corso di ricerche condotte dalla sorella di Guglielmo Giusti per lo studio delle "leggi monetarie del Lombardo-Veneto del 1859" presso l'Archivio di Stato di Milano. In un Bollettino Provinciale dell'epoca si descrive Giuseppe Giusti come un contadino sommese che arruolatosi nell'esercito piemontese per cercare di convincere gli uomini della cavalleria austro-ungarica, gli Ussari, ad abbandonare la bandiera imperiale: per tale motivo era stato fermato dagli stessi, consegnato alle autorità, dichiarato reo di illecito arruolamento, condannato a morte e fucilato all'età di 24 anni.
    Al patriota Giuseppe Giusti è intitolata la via più lunga di Somma Lombardo, che dal centro cittadino (Largo S. Agnese) va in direzione Malpensa.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia di Somma è sempre stata nella norma rispetto alla media delle città delle sue dimensioni. La recente espansione di Malpensa ha portato alla costruzione di numerosi alberghi sul suolo cittadino e nella frazione Case Nuove, a due passi dal Terminal 2, ovvero Malpensa "vecchia".
Nel 2006 Somma è stata dichiarata città turistica.

La nascita del Polo Aeronautico dell'Alta valle del Ticino[modifica | modifica sorgente]

Gli elementi che determinarono l'instaurarsi nella brughiera di Malpensa di Somma Lombardo furono di natura ambientale, logistica e storica. Ambientale perché i pionieri del volo necessitavano di un'area priva di ostacoli, livellata e con sufficiente spazio per garantire riservatezza agli esperimenti, ma anche vicina alle più importanti vie di comunicazione, caratteristiche che la brughiera possedeva entrambe. Fu proprio per la presenza alla cascina Malpensa, che era già adibita a centro di esercitazioni dall'esercito austriaco e poi dalla Cavalleria Savoia, dei militari del Battaglione Aviatori dell'Esercito che dal 1909 per primi iniziarono a volare con degli aeroplani francesi, che permise a questo territorio di divenire la culla dell'aviazione italiana. Nacque così il polo aeronautico dell'alta valle del Ticino, rappresentato da Gianni Caproni a Vizzola Ticino, dalla Siai Marchetti a Sesto Calende, da Giovanni Agusta a Cascina Costa, dai fratelli Frattin a Casorate Sempione e dai Fratelli Visco a Somma Lombardo. Chi scelse proprio il campo d'aviazione della Malpensa per incominciare la sua fortunata attività aviatoria fu infatti Gianni Caproni che proprio nel 1910 costruì qui il suo primo aereo il CA-1 inaugurando anche la fortunata epopea dell'industria aeronautica privata italiana[13].

La Secondo Mona spa[modifica | modifica sorgente]

La prima e più importante industria meccanica di Somma Lombardo fu certamente quella di Secondo Mona, che nel 1903 incominciò aprendo una bottega per la riparazione delle biciclette; la passione per la meccanica lo portò ben presto ad occuparsi dell'assistenza alle motociclette e alle automobili fino ai primi esperimenti sugli aeroplani nel 1913; infatti l'ingegnere Gianni Caproni gli affidò la riparazione dei motori "Anzani". Tra gli anni venti e trenta la produzione si orientò sui motori Diesel e sulle macchine per calzaturifici, cartonaggi, per l'edilizia e per i sugherifici; le officine Secondo Mona svolsero un'azione fiancheggiatrice del più alto interesse per i grandi costruttori aeronautici come la Siai, specializzandosi in rami del tutto particolari così da poter realizzare e costruire parti staccate, organi caratteristici ed apparecchi ausiliari del veicolo e del motore. La Secondo Mona di Somma ha oramai più di un secolo di storia industriale e in azienda c'è la quarta generazione della famiglia. L'azienda si è guadagnata una solida fama per l'alto livello tecnico delle sue progettazioni e per la qualità della produzione sviluppando sinergie con l'industria motoristica inglese che da sempre occupa un posto di assoluto rilievo a livello mondiale. Oltre a fabbricare in proprio equipaggiamenti aeronautici, la Secondo Mona è stata determinante per acquisire licenze di fabbricazione dei più famosi motori montati su velivoli italiani di maggior successo.

Industrie storiche tessili di Somma Lombardo[modifica | modifica sorgente]

Chi portò il nome Somma nel mondo, contribuendo a scrivere la storia dell'industria tessile italiana fu l'industria della lana legata al nome di Ermanno Mosterts; nel 1867 il giovane Mosterts si trasferì da Milano a Somma prendendo in affitto dai Visconti di Modrone la vasta fattoria che si trovava ai piedi del Castello, fondando la prima tessitura di lana. Nel 1883, col progredire dell'attività, l'opificio di Somma non bastava più a contenere tutti i reparti. La presenza della "Roggia Visconti" a Maddalena e la possibilità di usufruire di una così preziosa fonte di energia, spinsero il Mosterts ad impiantarvi un nuovo stabilimento di filatura e candeggio. Nel 1916 cambiò denominazione sociale in Lanificio di Somma spa; nel 1929 contava già 800 dipendenti e la sua specializzazione erano le coperte da letto. Nel 1900, con l'avvento dell'energia elettrica, venne fondata la tessitura meccanica di Alessandro Maino, che successivamente ebbe un notevole sviluppo aprendo opifici a Gallarate, Azzate, Cavaria, Mornago e Gattinara; il Maino fu successivamente nominato Senatore del Regno e presidente dei cotonieri italiani. Morì nel 1929 lasciando il suo impero cotoniero al gruppo F.lli Bellora. Chi invece si volle specializzare nel solo candeggio di tessuti fu il Duca Guido Visconti di Modrone che nel 1885 fondò l'opificio di Maddalena grazie al contributo dello svizzero Frank Reiser che gestì quest'azienda fino al 1887, anno in cui si trasferì a Casorate Sempione fondando la più grande industria ricamiera del tempo, la Reiser-Cattoretti. A lato del candeggio, sorse nel 1888 l'industria ricamiera di Gerolamo Dolci che produceva tende, tulle e pizzi. Altra industria ricamiera che diede lavoro a tanti operai a Somma fu quella di Achille Buratti. Il calzificio Antonio Ferrerio fu fondato invece al termine del primo conflitto mondiale e produceva calze con il marchio "FER". Il professore Angelo Bellini, fondatore dell'Ospedale di Somma, si impegnò anche in campo industriale con la "Prima Fabbrica Italiana di Sonde e Cateteri ITALA" che nel 1936 iniziò la fabbricazione di tubi flessibili ad alta pressione per l'industria aeronautica e per strumenti chirurgici[14].

La prima industria ricamiera d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Una nuova e principale via di sviluppo industriale intrapresa nell'Alta valle del Ticino era individuabile nell'industria del Ricamo, che ebbe proprio in questo territorio inizio e notevole progresso; nata in Svizzera nel Cantone di san Gallo intorno al 1830 fu per circa mezzo secolo monopolio elvetico. Fino a che un sommese, tale Tommaso Rebulla, impiantò proprio a Somma Lombardo le prime macchine da ricamo in Somma Lombardo nel lontano 1871; l'opificio è oggi occupato dall'importante azienda aeronautica Secondo Mona spa. Successivamente l'industria del ricamo si sviluppò notevolmente e nei solo comuni di Mezzana, Arsago Seprio, Casorate Sempione e Somma Lombardo era concentrato l'80% dell'industria ricamiera d'Italia. Ancora oggi questo territorio rappresenta con onore il distretto ricamiero italiano[15].

La produzione di bastoni da passeggio[modifica | modifica sorgente]

A Somma Lombardo era presente da diversi lustri l'attività di lavorazione del corno; questa specializzazione incentivò la formazione in paese di ben quattro fabbriche che si occupavano della fabbricazione di bastoni di ombrello e da passeggio e delle relative impugnature in corno, avorio e successivamente in plastica. La più antica fu quella di Silvio D'Amici (1912), oltre a quella di Anacleto Perfumo, la ditta Marini e quella di Carlo Daverio[16].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Guido Pietro Colombo UDC Sindaco
2010 in carica Guido Pietro Colombo Lega Nord Sindaco
Gonfalone civico

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nei pressi di un maneggio posto tra Somma e l'Aeroporto della Malpensa è ancora possibile ammirare la piramide di granito eretta per ricordare, all'estremità settentrionale, la creazione e la misurazione della base geodetica che consentì la redazione della prima carta geografica su rilievi trigonometrici dell'allora Lombardo-Veneto, la prima in Italia.
  • Nei boschi posti lungo le balze dei terrazzi alluvionali, verso il Ticino, sopravvivono ancora le tracce delle vecchie trincee e piazzole per le mitragliatrici della seconda guerra mondiale, costruite dall'Organizzazione Todt, predisposte in vista di una possibile difesa dall'avanzata degli alleati. Somma Lombardo non fu comunque mai teatro di guerra e le trincee non vennero mai effettivamente utilizzate.
  • Il Primo giorno dell'anno, dopo il concerto di Capodanno viene consegnato a un cittadino benemerito "L'Agnesino d'Argento" massima riconoscenza cittadina assegnato a chi si impegna volontariamente nel sociale, nella valorizzazione della città tramite la cultura, l'arte e la conservazione della storia Sommese e del Patrimonio Immateriale. Il premio creato dal 1986 dalla Pro Loco Somma è assegnato dalla Pro Loco stessa e dall'Amministrazione Comunale. Il 1º gennaio 2014 è stato assegnato il 28° Agnesino d'Argento al sig. Roberto Martegani.
  • Dal 1988, la terza domenica di settembre, si tiene lungo la via principale (il Sempione, che viene interamente chiusa al traffico per l'occasione) la "Fiera del Castello", organizzata dalla Pro Loco Somma, con la partecipazione di hobbisti del circondario. Attualmente (2014) si è giunti alla 26ª edizione.
  • Nell'ultima domenica di Luglio, nel castello Visconti di San Vito si svolge una Spettacolare festa e cena medievale " A corte dai Visconti" con il mercato medievale, con spettacoli di falconieri, arcieri, attori, musici, guerrieri, e giocolieri. Nel corrente anno (2014) si svolgerà la 4ª edizione. L'organizzazione è curata dalla Pro Loco Somma.
  • Ogni anno si tiene il motoraduno Castello in moto, che riunisce migliaia di motociclisti da ogni parte d'Italia. Nell'anno in corso (2014) sarà in versione 2.0 e si terrà nell'area mercato il 22 giugno. È curata dall'associazione SommaGiovani.
  • L'omicidio della cittadina sommese Mariangela Pezzotta avvenuto nella vicina Golasecca fa scoprire l'esistenza di un gruppo di satanisti noti come "Bestie di Satana". Nei boschi della città verranno ritrovati i cadaveri di due loro vittime: Fabio Tollis e Chiara Marino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 630.
  3. ^ Lodovico Melzi Somma Lombardo, 1880, Milano, Tipografia del Patronato, p. 261.
  4. ^ Ambrogio Rossi Antiche località di Somma Lombardo - nella storia, nella tradizione, nella leggenda, 1994, Gallarate, Antonio Ferrario Industria Grafica, p. 168 + 16 tavole.
  5. ^ Fonte: VareseNews, 24.05.2012, "Sulla frana interviene l'elicottero"
  6. ^ Fonte: VareseNews, 12.06.2012, "Somma, la frana non si ferma. Opere di contenimento travolte"
  7. ^ Fonte: Il Vostro Quotidiano, 13.06.12, "C’era una volta un bel villino… che ora è sospeso nel vuoto"
  8. ^ Fonte: InfoInsubria, 15.06.2012, "Frana Somma Lombardo: interviene la Regione"
  9. ^ [Fonte: VareseNews, 23.06.2012, "La casa sulla frana è crollata alle 17.59"]
  10. ^ Fonte: Riccardo Brianzoni, La ferrovia delle barche da Tornavento a Sesto Calende, 83 pp, UNI3, 2008
  11. ^ Matteo Maggioni. Alta valle del Ticino. Lo sviluppo economico 1815-1940.ASIN B00CVDCEVC
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Matteo Maggioni. Alta valle del Ticino. Lo sviluppo economico 1815-1940.ASIN B00CVDCEVC
  14. ^ Matteo Maggioni. Alta valle del Ticino. Lo sviluppo economico 1815-1940.ASIN B00CVDCEVC
  15. ^ Matteo Maggioni. Alta valle del Ticino. Lo sviluppo economico 1815-1940.ASIN B00CVDCEVC
  16. ^ Matteo Maggioni. Alta valle del Ticino. Lo sviluppo economico 1815-1940.ASIN B00CVDCEVC

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