Brinzio

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Brinzio
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Brinzio - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Varese
Coordinate: 45°53′0″N 8°47′0″E / 45.88333, 8.78333
Altitudine: 510 m s.l.m.
Superficie: 6,41 km²
Abitanti:
804 2001
Densità: 134 ab./km²
Frazioni:  
Comuni contigui: Bedero Valcuvia, Castello Cabiaglio, Induno Olona, Rancio Valcuvia, Valganna, Varese
CAP: 21030
Pref. tel: 0332
Codice ISTAT: 012021
Codice catasto: B182 
Nome abitanti: brinziesi 
Santo patrono: Santi Pietro e Paolo 
Giorno festivo: 29 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Brinzio è un comune di 804 abitanti (2001) della provincia di Varese. Dista dal capoluogo 9 Km.

Indice

[modifica] Geografia

Il comune è situato a nord di Varese, ad un'altitudine di 510 m s.l.m. (altitudine massima 1.032 m - altitudine minima 400 m). E' raggiungibile in 10 minuti di auto tramite la SP62 ed è sede del Parco Regionale Campo dei Fiori; ad oggi è l’unico comune incluso integralmente nel suddetto Parco. Fa parte della Comunità Montana della Valcuvia. La chiesa è di Rito Romano e appartiene alla Diocesi di Como.

[modifica] Storia

Il nome Brinzio è legato agli Insubri, le prime persone che popolarono la zona del varesotto, che prendono il nome dal termine gallico n-so-Bri (briae), che indicherebbe i ponti di palafitte sui quali viveva la gente. Secondo la tradizione orale tramandata in paese, il paese si formò nella parte più alta, denominata "casée", tuttora esistente, grazie ad un gruppo di pastori del vicino borgo di Castello Cabiaglio. Ritrovamenti archeologici dimostrano che il paese fu abitato almeno dal tempo dei Romani.

[modifica] Idrografia

Il territorio di Brinzio è interessato dal laghetto di Brinzio e da numerosi torrenti. Confluiscono nel laghetto, alimentato anche da sorgenti perenni, i torrenti Rio di Brinzio, Intrino e Buragona. L'emissario del laghetto è il torrente Brivola, che sfocia nel torrente Valmolina. Nel Valmolina sfocia anche il Riazzo, che nasce sul Campo dei Fiori, in territorio di Varese. Il torrente Valmolina è molto conosciuto per il salto di 27 metri che compie, detto Cascata del Pesegh o Pesech. Oltre il centro di Brinzio, il Valmolina raccoglie le acque del torrente Pardomo, che scorre all'incirca parallelo al Riazzo. Successivamente il Valmolina scorre al confine tra Brinzio e Castello Cabiaglio.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Luoghi d'interesse

  • Monumenti

Monumento ai Caduti
Situato all'inizio di Viale Luigi Cadorna, reca una lapide che recita: "Dei figli caduti / per il compimento del voto dei padri / per la libertà ed il diritto dei popoli / Brinzio / nel bronzo eterna il valore / ed il sacrificio" Creato dallo scultore Pierino Quagliotti di Ganna, requisito durante la Seconda Guerra Mondiale, fu rifatto nel 1956 dal fratello Luigi Quagliotti. Venne inaugurato il 29 aprile dal generale Guglielmo Orengo.


Brinzio, il monumento al Generale Galvaligi
Brinzio, il monumento al Generale Galvaligi

Monumento al Generale Galvaligi
Situato nell'omonima piazza, a ridosso della parete dell'edificio sede della nuova Biblioteca Comunale, è dedicato al generale dei Carabinieri Enrico Riziero Galvaligi, ucciso da due terroristi delle Brigate Rosse il 31 dicembre 1980. Egli era originario di Solbiate Arno e la madre era originaria del paese. Faceva sempre ritorno a Brinzio durante l'estate assieme alla moglie.
La popolazione di Brinzio, a lui molto legata, decise di ricordarlo con questo monumento.


  • Chiese

Chiesa SS. Pietro e Paolo
La attuale chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, fu costruita verso la fine del XVIII secolo.
Essa sorse nel luogo in cui era situata in precedenza la chiesa di San Pietro (della quale è stata accertata la presenza fin dal 1100). L'attuale edificio di culto venne eretto negli anni 1769-1774 e della sua costruzione si occuparono il capomastro originario di Ghirla Francesco Perischetti (o Arischetti) e un gruppo di volenterosi brinziesi che lavorarono gratuitamente per il bene della comunità. Della chiesa precedente rimasero solo poche testimonianze: il campanile (che fu poi ricostruito all'inizio del XX secolo) e un affresco rappresentante San Pietro (attualmente situato vicino all'ingresso della Grotta di Lourdes; è stato restaurato nel giugno 1994 dalla Sovrintendenza delle Belle Arti di Brera).
Dopo la Prima Guerra Mondiale, su consiglio del vescovo di Como monsignor Archi e in seguito a un voto che la popolazione di Brinzio aveva fatto durante la guerra, vennero effettuati dei restauri nella chiesa. Il pittore e scultore pavese Annibale Ticinese fu inoltre incaricato di decorare l'intero edificio; la somma necessaria al suo compenso fu raccolta mediante una sottoscrizione tra i parrocchiani di Brinzio.

Parroci di Brinzio dal 1914 a oggi


Il campanile
Si innalza sui tetti di Brinzio per ben 36 metri. La costruzione di un nuovo campanile fu decisa dalla fabbriceria della chiesa all’inizio dell’anno 1903, volendo dare alla torre campanaria una foggia e un’elevazione dignitose e dotarla di un nuovo concerto di cinque campane.

Brinzio, il campanile
Brinzio, il campanile

Il nuovo campanile fu eretto dal capomastro Francesco Pellini di Marchirolo sulla base del campanile precedente del 1700, che per la particolare solidità dava piena garanzia di un suo sviluppo in altezza.
Nel 1959 venne rifatta la cupola in rame, che aveva resistito per quasi sessant’anni, e venne posto un globo dorato alla base della croce.
I bronzi che risuonano attualmente hanno più di un secolo di vita. Il concerto in re maggiore, dalla voce “armonica, sonora, argentina e chiara” fu realizzato dalla fonderia Pruneri di Grosio (Valtellina) e inaugurato l’8 ottobre del 1903 dal vescovo di Como Mons. Teodoro Valfrè di Bonzo.

  • La campana maggiore, detta “Il Campanone”, del diametro di 1,33 m è posta ad ovest: fu donata dal Circolo locale, il Club Brinziese. È dedicata al Crocifisso. Con il suo tono grave, suona per l’Ave Maria, tre volte al giorno, e per la benedizione eucaristica; inoltre suona quando muore un socio del Circolo, subito dopo la campana da morto e dopo l’ultima sequenza funebre. Fu rifusa nel 1907.
  • La seconda campana, del diametro di 1,18 m è posta ad est: dedicata alla Madonna del Rosario, fu donata dal Parroco e dal popolo; nel 1967 fu rifusa dalla fonderia Mazzola di Valduggia a causa di una crepa.
  • La terza campana, del diametro di 1,05 m, è posta a nord: dedicata ai SS. Pietro e Paolo, fu donata dai sacerdoti di Brinzio. Suona ogni venerdì alle 15 per ricordare il sacrificio di Cristo sulla croce.
  • La quarta, la campana da morto, del diametro di 97 cm, è posta a sud: dedicata a San Giuseppe, fu donata dalla fabbriceria.
  • La campana più piccola, del diametro di “soli” 86 cm, è posta sempre a sud: dedicata a Sant'Antonio e Sant'Anna, fu donata dalle confraternite. Con la sua voce soave suona per annunciare le confessioni.

Il concerto fu elettrificato nel 1967, vennero inoltre sostituite le lancette e i quadranti dell’orologio. L’impianto fu benedetto da Mons. Manfredini, prevosto di Varese. Sia al campanile, sia alle campane, viene dedicata grande attenzione e cura, dalla rifusione della campana maggiore, alla sostituzione alle scale interne, all’orologio. Nell’anno 2002, durante il restauro generale, venne rifatta la cupola in rame, restaurato il globo dorato e sostituiti i quadranti e le lancette dell’orologio, riprendendo il disegno originale.


Grotta di Lourdes
La grotta della Madonna di Lourdes si trova accanto alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo e vi si accede sia dalla chiesa che dall'esterno. Si tratta di una piccola cappella ornata da un altare dedicato alla Madonna di Lourdes (la statua della Madonna fu donata da E. Ranchet). Venne costruita negli anni '20 del XX secolo su idea del parroco don Menotti e la sua inaugurazione avvenne il giorno 8 dicembre 1928, festa dell'Immacolata Concezione.


Cappelletta dell’Addolorata
In fondo al paese si trova la cappella della Madonna Addolorata, chiamata dai brinziesi "'Re Gisora". È una cappelletta del XVII secolo; nelle due finestrelle laterali chiuse il pittore Giovan Battista Ronchelli (Castello Cabiaglio 1715-1788), prima allievo del Magatti e poi degno continuatore della sua opera, dipinse due quadri pregevoli, raffiguranti San Rocco e San Sebastiano, poi cancellati nel 1946. Si salvò solo il dipinto della "Pietà", nascosto dietro un quadro che rappresenta "l'Addolorata". Nel 1907 venne ricostruito il piccolo campanile: se ne occuparono due brinziesi, Francesco Piccinelli e Vittorio Piccinelli fu Isacco. Nel 1910 il decoratore Riccardo Donati di Fogliaro ritoccò l'interno, mentre nel 1934 e nel 1946 ci furono importanti interventi di restauro. Nel 1988 venne nuovamente restaurata a cura del gruppo alpini di Brinzio, mentre pochi anni fa è stata installata sull'abside che dà verso la strada provinciale un'opera realizzata nel 1998 dal pittore Mario Alioli, dedicata al ciclismo, sport che ha forti legami con Brinzio.

Cimitero
Situato alla fine del centro abitato, verso Varese, è costruito su più piani, essendo addossato alla montagna (unico in tutta la Lombardia). Interessanti le cappelle affrescate da Annibale Ticinese.


  • Monumenti naturali

Laghetto di Brinzio La storia del lago di Brinzio è relativamente breve, rispetto a quella dei maggiori laghi lombardi. Prima delle glaciazioni avvenute nel corso del Pleistocene (ultimo milione di anni) non esisteva la Motta Rossa e la valle di Brinzio scendeva verso sud, a formare il fiume Olona. Durante il Pleistocene i ghiacciai alpini sono avanzati numerose volte, invadendo le principali valli prealpine, compresa la Valcuvia e la Valle di Brinzio, e colmandole quasi completamente. Sui monti che circondano Brinzio si trovano tracce delle avanzate glaciali fino a 900-1000 metri: solo le cime dei principali rilievi (Campo dei Fiori, Monte Martica, San Martino, Monte Nudo) emergevano dai ghiacci come dei piccoli e freddi isolotti. L'ultima avanzata glaciale, denominata Wurm, ha avuto il suo culmine circa 18.000 anni fa ed è stata un po' più fiacca delle altre. Ciò nonostante il ghiacciaio verbano ha invaso nuovamente la valle di Brinzio ed il bacino del torrente Intrino, trasportando nuovamente grossi massi erratici strappati alle Alpi alcune decine di chilometri più a monte. Quando il ghiacciaio ha incominciato a ritirarsi ha abbandonato i materiali che trasportava con sé. In corrispondenza della Motta Rossa i materiali sono stati abbandonati repentinamente, dando luogo ad un deposito allungato, che prende il nome di morena; essa è riconoscibile proprio in corrispondenza del passo, a destra della strada provinciale (provenendo da Brinzio). La morena ha bloccato la strada dell'acqua verso sud, creando uno spartiacque; da quel momento si è formato un corso d'acqua con direzione nord, verso la Valcuvia, ovvero il sistema Rio di Brinzio-Brivola). Nella valle dell'Intrino il ghiacciaio abbandonò invece grosse quantità di materiali sparsi, anche di grosse dimensioni ("massi erratici"), ben visibili lungo la strada per il Passo Varrò. Questi materiali furono facilmente preda dell'erosione da parte delle acque, soprattutto immediatamente dopo la glaciazione, quando la vegetazione non aveva ancora stabilizzato i versanti. L'Intrino e gli altri corsi d'acqua provenienti dal versante settentrionale del Campo dei Fiori cominciarono quindi a trasportare grandi quantità di sedimenti, formando, alla base dei versanti, dove la pendenza diminuisce, dei grossi accumuli, denominati conoidi di deiezione. Essi sono ben riconoscibili; corrispondono ai pratoni situati a sud di Brinzio sui quali si sviluppa la pista di sci nordico. Queste strutture si sono formate rapidamente (in senso geologico) durante le alluvioni; i materiali trasportati hanno invaso il torrente Brivola, sbarrandolo e formando così il lago di Brinzio. Quando? Presumibilmente circa 10.000 anni fa. Fino al diciannovesimo secolo il lago di Brinzio era alimentato esclusivamente dal Rio di Brinzio e da alcune sorgenti sublacuali. In data non precisata venne deviato il percorso dell'Intrino, che fino a quel momento sfociava nel Brivola in vicinanza del ponte presso il lavatoio. Probabilmente l'intento era quello di rivitalizzare il laghetto, oppure di allontanare l'Intrino, con le sue alluvioni, dal centro abitato e dai campi. Di certo nel 1884 questo intervento era già stato effettuato: il Quaglia, nel suo libro "Laghi e torbiere del circondario di Varese", cita lo stagno di Brinzio, prevedendo che entro un secolo sarebbe stato riempito dai detriti trasportati dai torrenti, tra cui l'Intrino. La deviazione dell'Intrino causò effettivamente un grave problema per la vita del laghetto, ovvero l'inizio del suo interramento da parte dei sedimenti trasportati ancora in abbondanza dal torrente. Il fenomeno di interramento si accentuò anche a causa dell'apertura della cava di porfido: il taglio della vegetazione, l'asportazione del suolo e la messa a nudo della roccia determinarono l'aumento del trasporto solido del Rio di Brinzio, contribuendo al riempimento del lago. Per limitare questo fenomeno, qualche anno fa la società che sfrutta la cava realizzò delle vasche di decantazione, attualmente attive ed in grado di ridurre il problema. Alla fine degli anni '70 il lago aveva approssimativamente la forma attuale, con una profondità massima di quattro metri. L'interramento negli anni recenti è tuttavia avanzato rapidamente: una prima operazione di dragaggio venne effettuata dalla Provincia circa dieci anni fa. L'incremento delle piogge violente, avvenuto nell'ultimo decennio, ha tuttavia determinato un aumento della velocità di interramento: un nuovo rilievo batimetrico, effettuato nel 2003, ha evidenziato un riempimento consistente del lago, con tutto il settore di valle avente profondità massima di 70 cm, formazione di un isolotto di fronte alla foce dell'Intrino, invasione dello specchio lacustre da parte della vegetazione. Gli interventi effettuati nel corso del 2004 hanno riguardato due settori: il bacino dell'Intrino ed il laghetto stesso. Nella valle dell'Intrino sono state realizzate una serie di opere di ingegneria naturalistica, necessarie per stabilizzare le frane e le erosioni di sponda che continuano a fornire al corso d'acqua nuovi materiali da trasportare a valle, nel laghetto, durante le piene. Nel laghetto è stata ridotta la vegetazione palustre; sono stati dragati il fondo, fino ad una profondità massima di un metro, ed il canale in uscita, ovvero il Brivola, fino al lavatoio.


Brinzio, la Cascata del Pesegh
Brinzio, la Cascata del Pesegh

Cascata del Pesegh È situata nei pressi dell'ex filanda Ranchet, celebre esempio di archeologia industriale; dopo la rivoluzione industriale era sfruttata, tramite una turbina, per generare energia elettrica.


Masso erratico di Brinzio È un masso di grosse dimensioni in Val D'intrino, costituito da gneiss, sul versante nord del Campo dei Fiori a 750 m. s.l.m., a sud di Brinzio. Fu trasportato qui durante la glaciazione del Wurm.

[modifica] Cultura

  • Ricorrenze, eventi, manifestazioni
    • 5 gennaio
      • Befana del Fondista, tradizionale fiaccolata notturna sugli sci
    • Lunedì dell'Angelo
      • Cavagna di Oeuv, tradizionale gara di bocce per le vie del paese
    • Maggio
      • Sagra della Madonnina del Brinzio, gara ciclistica del campionato provinciale
    • 29 giugno
      • Festa Patronale dei SS. Pietro e Paolo
    • Luglio
      • Brinzio in cornice, rassegna regionale di civiltà contadina e arte nei cortili
      • Sagra del Pescatore
    • Agosto
      • Festa degli Alpini
    • Settembre
      • Festa della Madonna del Rosario
      • Sagra del fungo porcino e mostra micologica.
    • Ottobre
      • Castagnate e tradizionale battitura delle castagne attorno alla "Grà"
    • 8 dicembre
      • Pedala con i campioni, manifestazione cicloturistica di beneficenza organizzata dai campioni di ciclismo
    • 25 dicembre
      • Tradizionali presepi artistici in parrocchia ed in paese


[modifica] Amministrazione

Sindaco: Sergio Vanini (Lista Civica "Brinzio") dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0332 435714
Email del comune: info@comune.brinzio.va.it

[modifica] Come si arriva

-In auto: da Varese centro seguire le direzioni Sacro Monte - Campo dei Fiori, superare il rione S. Ambrogio, al bivio per il santuario del Sacro Monte proseguire lungo la strada in direzione Luino, superare la frazione Rasa e poi seguire la SP62 fino a Brinzio.

-In autobus: da Varese, Autolinee Castano, capolinea Piazzale F.lli Kennedy, piazzola n° 12. Il biglietto costa a € 1,60

[modifica] Bibliografia essenziale

  • Brinzio, Centocase Millecose, Comune e Pro Loco di Brinzio, Ask Edizioni, 1994


[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali