Bobbio

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Bobbio
Panorama di Bobbio
Bobbio - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Emilia-Romagna
Provincia: stemma Piacenza
Coordinate: 44°46′0″N 9°23′0″E / 44.76667, 9.38333Coordinate: 44°46′0″N 9°23′0″E / 44.76667, 9.38333
Altitudine: 272 m s.l.m.
Superficie: 106,5 km²
Abitanti:
3.724 31-12-2008 (fonte Istat)
Densità: 35 ab./km²
Frazioni: Aregli, Areglia, Barberino, Bertuzzi, Brugnoni, Ca' del Monte, Carana, Cassolo, Ceci, Cernaglia, Cognolo, Costa Tamburlani, Degara, Dezza, Fornacioni, Freddezza, Gorazze, Lagobisione, Mezzano Scotti, Moglia, Mogliazze, Passo Penice, Piancasale, Pianelli, Poggio D'Areglia, San Cristoforo, San Martino, San Salvatore, Santa Maria, Telecchio, Vaccarezza 
Comuni contigui: Brallo di Pregola (PV), Coli, Corte Brugnatella, Menconico (PV), Pecorara, Piozzano, Romagnese (PV), Santa Margherita di Staffora (PV), Travo
CAP: 29022
Pref. telefonico: 0523
Codice ISTAT: 033005
Codice catasto: A909 
Nome abitanti: bobbiesi 
Santo patrono: San Colombano, Assunzione di Maria 
Giorno festivo: 23 novembre, 15 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Bobbio (Bòbi in dialetto bobbiese, Bêubbi in ligure, Bobium in latino) è un comune di 3.724 abitanti in provincia di Piacenza, posto nella media Val Trebbia.

Per la presenza dell'abbazia di San Colombano, fondata agli inizi del VII secolo ebbe un ruolo religioso e culturale importante nell'alto medioevo.

Fino al 1923 era parte della provincia di Pavia.

Indice

[modifica] Geografia

Bobbio si trova sulla sponda sinistra del fiume Trebbia, tra i torrenti Bobbio e Dorbida, ai piedi del Monte Penice. (1.460 m s.l.m.).

Il paesaggio presenta un'alternanza di campi coltivati e boschi cedui.

[modifica] Orografia

L'area è circondata dalle cime del Groppo di Pradegna (960 m s.l.m.), dei Tre Abati (1.072 m s.l.m.), del Bricco di Carana (805 m s.l.m.) e della Costa Ferrata (1.036 m s.l.m.) con a sud il bosco del comune ed il Monte Gazzolo (498 m s.l.m.). Verso nord si trovano le cime della Pietra Parcellara e della Pietra Marcia.

Il territorio comprende la "conca di Bobbio", parte della Val Trebbia, che qui si allarga dopo un "orrido" sul fiume verso nord, per restringersi nuovamente verso sud, in corrispondenza del Bricco di Carana; in questo punto il corso del fiume diventa tortuoso, con i "meandri di San Salvatore".

Nella Val Trebbia si immettono le valli del Carlone, con la "cascata termale San Cristoforo del Carlone", e dei torrenti Bobbio e Dorba. La valle del Bobbio termina con il passo Scaparina.

Presso il monte Penice si trova il passo omonimo e il vicino passo del Brallo, a cui seguono i Sassi Neri e il passo Crocetta.

[modifica] Idrografia

Affluenti del fiume Trebbia sono i torrenti Curiasca, (Carlone, Bobbio, Dorbida, e Dorba.

[modifica] Geografia amministrativa

Il territorio comunale confina a sud con il comune di Corte Brugnatella, ad ovest con la provincia di Pavia in Lombardia, a nord con i comuni di Pecorara, Piozzano e Travo ad est con il comune di Coli.

Comprende diverse frazioni: Mezzano Scotti, Santa Maria, Vaccarezza, Cassolo e Pian Casale si trovano nella "conca di Bobbio", le frazioni di San Salvatore e Telecchio nella valle del Carlone, verso sud, Cassolo e Bertuzzi verso nord e Arelli verso est.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Bobbio.

La zona climatica corisponde al microclima ligure, temperato.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Bobbio.
Per approfondire, vedi la voce Provincia di Bobbio.

Il nome della città viene dal "saltus Boielis" (Monte Penice), toponimo di origine celto-ligure. Il primo nucleo risale al periodo della romanizzazione del IV secolo (sotto il municipio romano di Velleia).

I Longobardi scesero in Italia nella seconda metà del VI secolo, riuscendo a conquistare Pavia, poi loro capitale, nel 572. Il presidio romano di Bobium venne assegnato al duca Sundrarit, che prese in concessione anche le saline. La storia di Bobbio è connessa dall'Alto Medioevo con la costruzione dell'Abbazia di San Colombano nel 614. Il primo nucleo monastico era di 4 miglia intorno al monastero e contava su metà della produzione delle saline, mentre l'altra metà continuava a spettare al duca longobardo. Successivamente il territorio crebbe e l'uso delle saline sarà totale.

Durante l'Alto Medioevo Bobbio, al pari di Montecassino, fu un importante centro culturale, riferimento per la sua biblioteca o scriptorium, collegata con i vari monasteri sparsi in Italia e all'estero.

Con la caduta del Regno longobardo ad opera dei Franchi di Carlo Magno (774), il monastero ricevette benefici dal nuovo sovrano. Nell'834 venne nominato abate Wala, già cugino di Carlo e suo consigliere.

In quel periodo la cittadina divenne il centro del Feudo monastico di Bobbio grandissimo ed esteso, nella zona della Val Trebbia, dell'Oltrepò Pavese, della Val Curone, della Val Staffora, della Val Tidone, della Val d'Aveto fino in Liguria e Toscana, ma anche nel Monferrato, nelle Langhe fino a Torino; inoltre era formato da terreni e piccoli feudi sparsi per tutta l'Italia settentrionale, dalle coste del Mar Ligure al Piemonte e al lago di Como, al lago di Garda, le zone del Ticino e del Po, fino al Mare Adriatico, con una flotta di imbarcazioni che collegavano Pavia con la Svizzera e per il Po i possedimenti sul Mincio, di Mantova, Comacchio, Ferrara, Ravenna, Venezia ed Ascoli Piceno, ma anche sul mare con i porti liguri di Moneglia e Porto Venere.

Vi furono possedimenti nel Lodigiano (San Colombano al Lambro), nella Val Pellice (Bobbio Pellice), in Valsassina (Piani di Bobbio), in Liguria (San Colombano Certenoli), lungo la zona appenninica per la Via degli Abati (antica Via Francigena) da Bobbio passando per Bedonia, Bardi, Borgo Val di Taro, Berceto, il passo della Cisa e Pontremoli, in Lunigiana, nella Val Fontanabuona, nella Val di Vara e Val di Magra ed in Garfagnana, ecc.

Il feudo ebbe la protezione imperiale e papale e l'abate era nullius dioeceseos (Abbazia territoriale) e dal 643 vi era anche la carica di Abate mitrato, ed era difeso anche dagli Obertenghi, in esso i monaci vi avevano costruito numerosissimi monasteri sia secondo la regola colombaniana che benedettina e vi coltivavano le terre in modo intensivo, specie impiantando anche vigneti, oliveti e castagneti e costruendo mulini; inoltre vi erano numerosi allevamenti specie di pecore per l'utilizzo della pergamena per lo scriptorium, sia di Bobbio che nei vari monasteri. Inoltre si trovavano monasteri sparsi all'estero dalla Spagna fino alla Germania, in Irlanda ed in Inghilterra, collegati da numerose strade percorse da pellegrini e da monaci.

Vi furono edificati numerosi castelli e fortificazioni sul territorio a protezione anche religiosa, specie nel periodo delle invasioni musulmane.

L'abate Agilulfo iniziò la costruzione nel 883 del nuovo monastero dove si trova attualmente; nel X secolo iniziò la prima decadenza anche per l'affievolirsi della protezione imperiale e papale e molti feudi passarono direttamente agli Obertenghi e poi ai vari rami famigliari.

Nel 1014, grazie all'interessamento dell'imperatore Enrico II, Bobbio divenne sede vescovile ed ottiene il titolo di "città". Primo vescovo fu l'abate Pietroaldo, che assommò le due cariche (divenendo quindi abate-vescovo con diocesi esente, ossia soggetta alla Santa Sede). L'unione delle due cariche venne scissa immediatamente dopo Pietroaldo. Nel 1046 il vescovo Luisone ricevette il titolo di conte. Il vescovo-conte Guarnerio (1073 - 1095) iniziò a costruire la nuova cattedrale, ma la sua politica, favorevole a Enrico IV, lo fece cadere in disgrazia. Scomunicato nel 1081, nel 1095 abbandonò la cattedra vescovile e la contea.

Nel 1133 la diocesi di Bobbio, fino allora diocesi esente o prelatura territoriale, diventò diocesi suffraganea alla nuova sede metropolita di Genova.

La Contea di Bobbio fu ridotta alla Val Trebbia fino a Torriglia (Ge), alla Val d'Aveto fino a Santo Stefano d'Aveto (Ge), all'Oltrepò, alla Val Tidone (Pecorara, Pianello Val Tidone) e alla Val Curone; gli altri feudi sono persi e dati agli Obertenghi e ciò verrà confermato anche dall'imperatore Federico il Barbarossa nel 1164, che toglierà altri territori alla Contea a vantaggio dei Malaspina discendenti dagli Obertenghi.

Il Duomo romanico risale al XI secolo, il monastero di S. Francesco (visibile vicino all'omonima piazza) è del 1230.

Il primo comune si formò nel XII secolo e nel 1176 partecipò con il suo esercito alla battaglia di Legnano. Nel 1304 diviene Signoria sotto Corradino Malaspina che vi costruì il castello sopra l'antico monastero protoromanico. Verso la fine del XII secolo la città venne cinta da mura, ancora visibili in alcuni punti, con cinque porte: Cebulle, Frangule, Alcarina, Agazza, Nova. Il tessuto urbano crebbe attorno al complesso monastico del IX secolo; durante il XIV secolo venne diviso in terzieri: del Castello, del Duomo, di Porta Nova.

Nel 1341 passò ai Visconti e poi dal 1387 ai conti feudatari Dal Verme (infeudati dal 1436), assieme alla contea di Voghera ai feudi di Pecorara, Pianello Val Tidone,Castel San Giovanni (perso nel 1485) e della Valsassina (perso nel 1647), fino al 1805.

Nel 1516 Bobbio diviene Marchesato sotto i Dal Verme e comprende varie contee [Voghera, Tortona (con il Vescovado) e la signoria del Malaspina], nel 1593 Voghera diventa autonomo sotto un'altra signoria ma sempre sotto il Marchesato. Nel 1743 Bobbio diviene Provincia di Bobbio, fino al 1861 e passa ai Savoia; nel 1770 il Marchesato ormai superato è abolito. Nel 1797 con l'abolizione dei feudi imperiali da parte di Napoleone e il riordinamento dei territori Bobbio diviene Circondario (le provincie erano state abolite).

Dal 1801 la città venne annessa alla Francia. Nel 1815, caduto l'Impero Napoleonico, tornò ai Savoia e divenne sede di provincia, compresa nella divisione di Genova.

Con la procalmazione del Regno d'Italia la provincia di Bobbio venne retrocessa a circondario, nell'ambito prima della Provincia di Genova e poi in quella di Pavia. Nel 1923 la città venne infine aggregata alla Provincia di Piacenza. In quell'anno venne anche soppresso il Tribunale mandamentale.

Durante la seconda guerra mondiale, venne liberata dal movimento resistenziale locale nell'estate del 1944. Dal 7 luglio fino al 27 agosto di quell'anno, quando venne nuovamente occupata da truppe della R.S.I., la città ebbe un'amministrazione partigiana e fu uno dei primi esempi di "Città libere" del nord Italia.

La città diventò nel medioevo un centro cosmopolita di arte, cultura e scienza.

In una delle dichiarazioni di Colombano è facile intuire la sua visione: "Siamo membra di uno stesso corpo, sia che siamo Galli, Britanni o Iberi o di qualsiasi altra popolazione". Fu il primo a citare l'Europa (tutus Europae) in una delle lettere al papa Gregorio Magno auspicandone l'unione delle nazioni in un solo popolo cristiano.

Considerata la presenza delle spoglie mortali del santo, la città è spesso meta di alte personalità straniere, tra cui capi di stato irlandesi, presidenti del Parlamento europeo e membri del corpo diplomatico.

[modifica] Stemma della Città

Ben visibile in alto a sinista, è costituito da una croce latina rossa in campo bianco, simbolo dei Visconti, e da due colombe bianche, una a destra e l'altra a sinistra nella parte alta e che si guardano tra loro, simbolo di SanColombano. Lo stemma è riprodotto anche sul sepolcro del Santo nella cripta dell'Abbazia.

[modifica] Evoluzione demografica

Situazione del movimento anagrafico del 2008:

  • Residenti 01-01-2008: 3.724
  • Nati: 20
  • Morti: 59
  • Emigrati: 89
  • Immigrati: 127
  • Residenti 31-12-2008: 3.724 (=).

Abitanti censiti


[modifica] Luoghi di interesse

Panorama del centro storico di Bobbio, dal castello al ponte Gobbo
Pianta del centro storico di Bobbio

[modifica] Cultura

[modifica] Bobbio nella letteratura e nel cinema

  • Il regista Marco Bellocchio, la cui famiglia è originaria di Bobbio, ha girato in città e nelle immediate vicinanze il suo primo film di successo, I pugni in tasca. Molti bobbiesi recitarono nel film come comparse.
  • Il cenobio di Bobbio e la sua biblioteca – tra le più ricche dei primi secoli del medioevo – vengono citati nel romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa.
  • Marco Bellocchio cura ogni anno attività culturali legate al cinema, in particolare dirigendo il Laboratorio Farecinema e il Festival cinematografico Bobbio film festival (con rappresentazioni nel periodo estivo).

[modifica] Bobbio Film Festival

La città di Bobbio ha il suo festival cinematografico diretto da Marco Bellocchio esso nasce dal Laboratorio Farecinema, e poi diverrà il concorso cinematografico Bobbio Film Festival. “Farecinema – incontro con gli autori” nasce da un’idea del Maestro Marco Bellocchio che ha voluto creare nella sua città, Bobbio, un laboratorio per insegnare l’arte della regia cinematografica. Già dalla prima edizione si è tenuta, collateralmente al laboratorio, una rassegna serale di film aperta al pubblico con un cineforum al termine delle proiezioni dove partecipavano personaggi rappresentativi del film proiettato. Nel 2005 la rassegna diventa Festival prendendo il nome di “Bobbio Film Festival” e Marco Bellocchio istituisce il premio “Il Gobbo d’Oro” con riferimento al simbolo di Bobbio, il medievale Ponte Gobbo, che andrà a premiare il film giudicato il migliore tra quelli proposti. Alla rassegna collabora il cinema locale che si trasferisce nel chiostro dell'Abbazia di San Colombano dove si tiene tradizionalmente l'evento. Parallelamente continua il laboratorio Farecinema che diverrà una scuola di regia e recitazione, e la città di Bobbio e dintorni diventano anche un set cinematografico con la possibilità di partecipazioni di comparse anche prese dalla strada.

[modifica] Concorso letterario

Dal 2008 la locale casa editrice Pontegobbo e il quotidiano piacentino La Libertà indicano un concorso letterario aperto a giovani scrittori italiani e stranieri di narrativa e poesia. Il concorso da modo a giovani talenti sconosciuti, partecipando, di emergere facendosi conoscere ed apprezzare da pubblico e critica. Ai più bravi saranno riconosciuti premi e per i primi classificati vi sarà la possibilità di pubblicazioni agevolate, mentre chi si affermerà come vincitore otterrà la pubblicazione gratuita e l'inserimento in tutti i contesti narrativi. Parallelamente in Piazza S.Fara sotto il porticato dell'Abbazia di San Colombano si tiene la manifestazione Libri in Piazza gestita dalla Pontegobbo, con la possibilità di conoscere ed acquistare opere di narrativa locale storica turistica.

[modifica] Musica e balli

Per approfondire, vedi la voce Quattro province.
Bani il pifferaio

Posizionata nel cuore delle quattro province, Bobbio può vantare una tradizione musicale molto antica, legata all'uso di uno strumento, il piffero (oboe popolare ad ancia doppia), che accompagnato dalla fisarmonica, porta con sé un vasto repertorio di brani che scandivano i vari momenti della vita della comunità. Oltre che per il ballo (famosa la giga di Bobbio Bala Ghidon), vi sono brani per il cantamaggio, con la variante della festa della Santa Croce, il matrimonio, la leva (Leva levon a Santa Maria) e che ricordano luoghi e fatti legati al passato (la canzone del Draghin). Nelle feste da ballo, oltre a valzer, polca e mazurca si possono incontrare danze arcaiche come: l'alessandrina, la monferrina, la giga a due.

Il gruppo musicale de I Müsetta composto da Tilion (Attilio Rocca di Ozzola), Piercarlo Cardinali di Piacenza e da Bani (Ettore Losini di Degara) anima feste e celebrazioni e ha portato queste musiche anche all'estero: in Francia, Irlanda, Spagna e Olanda. Nella frazione di Degara si trova il laboratorio di Bani dove costruisce pifferi e cornamuse (tra cui la müsa appenninica); grazie al suo lavoro la tradizione dei balli, delle musiche e della costruzione degli strumenti non andrà persa ma anzi ha trovato nuovo vigore e diffusione anche tra i giovani.

La coppia di musicisti più giovani, originaria di Cassolo, è formata da Gabriele Dametti (1988) al piffero accompagnato da Davide Follini (1986) alla fisarmonica.

[modifica] Coro Gerberto Città di Bobbio

Per approfondire: Coro Gerberto

Il Coro prende il nome da Gerberto di Aurillac che fu abate del monastero di S. Colombano a Bobbio intorno all’anno mille e divenne successivamente Papa con il nome di Silvestro II. Studioso di astronomia, matematica e filosofia ma anche di musica, Gerberto fu l’inventore, fra le altre cose, anche dell’organo a vapore ed introdusse i numeri arabi. Per questo motivo Don Michele Tosi, fondatore del coro negli anni 60, volle onorare questo personaggio chiamando il coro Gerberto appunto.

Nel novembre del 1998 si ricostituisce, dopo più di 20 anni di inattività, il coro Gerberto di Bobbio grazie all'impegno degli ex coristi e del giovane maestro Edo Mazzoni. Il repertorio affrontato dai 30 elementi comprende canti tradizionali della montagna, del folklore internazionale e canzoni di autori moderni rielaborate ed armonizzate dal maestro che sta orientando il coro verso un genere che possa coinvolgere varie generazioni, anche le più giovani. Oggi il coro può annoverare tra le sue esperienze più significative la partecipazione a quattro importanti concerti ad Ybbs (Austria) città gemellata con Bobbio (giugno 2001, novembre 2002, settembre 2004 e novembre 2005). È stato inoltre tra i protagonisti del cortometraggio dal titolo "Il Maestro di coro" girato dal regista Marco Bellocchio nella sua città natale all’interno della rassegna “Fare cinema” e proiettato al “Torino Film Festival 2001”. Organizza le rassegne corali "Salve o mia montagna" e “Cori nel chiostro”, e partecipa a diverse manifestazioni e concerti sia in Italia che all'estero. Ha presentato nell’agosto 2004 il suo primo lavoro discografico dal titolo “Voci Suoni Poesie”. Nel settembre 2007 ha partecipato al 13° Festival Internacional de Coros a Juiz de Fora (Brasile) Nel marzo 2008 vince il primo premio al 2° Concorso Nazionale "Voci e Cori" Città di Riccione.

[modifica] Dialetto bobbiese

Per approfondire, vedi le voci Dialetto bobbiese e dialetto piacentino.

Nel panorama dei dialetti della provincia, quello bobbiese vanta proprie peculiarità, sia fonetiche che morfologiche e lessicali, rispetto al piacentino propriamente detto. Ciò è dovuto alla posizione geografica lungo la via di collegamento tra la Pianura Padana e il Genovese, dove il Piacentino confina con Liguria e Piemonte. Hanno influito inoltre le vicende storiche, essendo Bobbio passata sotto numerose dominazioni nel corso dei secoli: liguri, celti, romani, longobardi, franchi, signorie dei Visconti e degli Sforza, Spagna, Austria, repubbliche di Genova e Ligure, Piemonte, Lombardia ed infine sotto la provincia di Piacenza nel 1923, rimanendo sempre autonoma; quindi il dialetto locale non poteva che subire varie modifiche e influenze e rimanendo unico e non assimilabile.

Del dialetto di Bobbio oltre al dizionario ci sono numerosi scritti e sono tipici il calendario ed il lunario bobbiesi, oltre a feste locali, folcloristiche e teatrali curate dalla "Ra familia Bubièiza" (vedi notiziario Bobbiese).

[modifica] Gastronomia

Per approfondire, vedi la voce Cucina piacentina.

Nell'ambito della cucina piacentina, Bobbio occupa una posizione di rilievo potendo annoverare una serie di originali piatti tipici locali e dolci che si tramandano da molte generazioni:

  • maccheroni con l'ago (da calza) (farina, uova, olio, acqua);
  • pinoli alla ricotta o Pin da lesa (farina, patate, ricotta, bietole, uova e Grana Padano);
  • lasagne alla bobbiese (a strati con besciamella mista a sugo di carne e sugo di funghi);
  • stracotto alla bobbiese (con carne di manzo, burro, olio, aglio piacentino, farina, cipolla, vino rosso secco, sale, pepe, noce moscata, rosmarino, alloro, salvia, carote, sedano, salsa di pomodoro);
  • lumache bobbiesi in umido. vi è dedicata una sagra e si consumano la vigilia di Natale nei migliori ristoranti (lumache, cipolla, carote, porro, sedano, salsa di pomodoro, vino bianco, olio, burro, pepe);
  • torta di mandorle, tutto l'anno nei forni e pasticcerie di Bobbio (di tre tipi, croccante, ripiena e morbida);
  • torta la Sabbiosa
  • focaccia di Natale (farina, miele, lievito di birra, uova, uva sultanina, zucchero, burro, latte).
  • mostarda di frutta (pera, mela).

Bobbio si trova alle pendici dell'Appennino Ligure, nel territorio noto come Colli Piacentini, zona D.O.C. per la produzione di vini tipici quali Gutturnio, Trebbianino Val Trebbia, Barbera, Bonarda, Ortrugo, Malvasia, Cabernet Sauvignon, Pinot (altri: Riesling, Dolcetto, Moscato e Merlot).

Bobbio è famosa inoltre per i sui salumi: salami, coppe, pancette piacentini D.O.P, salamini di vario tipo, cotechini e zampone.

[modifica] Riconoscimenti ambientali e storico culturali

Bobbio dal 2006 è stata insignita della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, come centro alto-medioevale di interesse turistico, che si distingue per eccellenza ed accoglienza; ed è inoltre inserito nell'Organizzazione Mondiale del Turismo.

Dal 2008 fa inoltre parte del club I borghi più belli d'Italia, che conta 149 borghi in tutto il territorio italiano.

[modifica] Associazioni culturali e sportive

[modifica] Manifestazioni annuali

Le manifestazioni sono a cadenza annuale, molte sono concentrate d'estate, come la manifestazione "Estate bobbiese" e "giovedi bobbiesi". Fra le centinaia di eventi possiamo segnalare fra i più seguiti:

  • Le feste e le sfilate di Carnevale (febbraio)
  • La festa di San Giuseppe e di Primavera (falò serale) (19 marzo)
  • Il Rally Valli Piacentine (maggio)
  • La Fiera di San Giovanni (giugno)
  • L'Appennino Folk Festival (luglio)
  • La festa gastronomico-musicale irlandese Irlanda in musica (luglio)
  • Il Bobbio Film Festival di Marco Bellocchio (luglio)
  • La mostra mercato dell'antiquariato (agosto)
  • La festa di Ferragosto con fuochi serali (15 agosto)
  • La Bobbio-Passo Penice (gara d'auto d'epoca) (settembre)
  • La festa dell'uva e mostra del fungo e del tartufo (ottobre)
  • La festa mediovale di San Colombano (novembre)
  • La sagra della lumaca e mercatino di Natale (dicembre)

[modifica] Personalità legate a Bobbio

[modifica] Economia

L'agricoltura, un tempo principale mezzo di sostentamento per gli abitanti del territorio bobbiese, ha in parte perso questa sua caratteristica in conseguenza dei cambiamenti sociali avvenuti nel corso degli ultimi decenni. Rimane comunque un'attività di fondamentale importanza, anche per il mantenimento dell'equilibrio idrogeologico. Il principale fattore peggiorativo è stato lo spopolamento della campagna, a vantaggio sia delle città più vicine (Piacenza, Genova e area milanese) sia, in misura minore, del centro urbano di Bobbio. Tra le principali coltivazioni si annoverano quelle della vite, dei foraggi e dei cereali. È praticato anche l'allevamento di animali. Oggi, l'attività agricola costituisce spesso un secondo lavoro, magari diretto all'autoconsumo. Non mancano, comunque, segni di vitalità, che si manifestano in una maggiore attenzione alle prospettive offerte dall'agricoltura biologica e dalla valorizzazione, anche in connessione all'offerta turistica, dei prodotti tipici, grazie ad agriturismi e cooperative agricole. Collegata all'agricoltura è anche la produzione di insaccati.

Le produzioni industriali e artigianali si concentrano nei settori elettromeccanico, informatico, della piccola automazione carpenteria metallica, piccola editoria, caseario, , falegnameria di pregio e chimica (fabricazione del caglio).

Sono diverse le imprese operanti nel settore delle costruzioni. Sul monte Penice si trovano importanti installazioni per le telecomunicazioni, tra cui il centro di trasmissione RAI che serve gran parte della pianura Padana.

Il settore economico di gran lunga più importante è quello terziario, concentrato nel capoluogo. A Bobbio, infatti, hanno sede diversi servizi (scuole, ospedale, distretto dell'ASL, sportelli bancari, uffici pubblici, commercio al dettaglio), indispensabili vista la lontananza dal capoluogo di provincia, al servizio di un bacino d'utenza esteso al di là dei confini comunali e che finisce per ricomprendere gran parte della media e alta Val Trebbia.

S'inserisce nel terziario pure l'importante settore dell'accoglienza turistica, attivo tutto l'anno. La valenza artistica del centro storico e l'ambiente naturale attraggono molti turisti, soprattutto d'estate. Imprese locali hanno iniziato a fornire servizi dedicati ad alcune delle attività possibili sul territorio, sia di tipo culturale, come la visita ai musei e ai monumenti della città, che sportivo, come il trekking, il rafting, le passeggiate a cavallo. Sul monte Penice sono presenti impianti per gli sport invernali (sci da discesa a Passo Penice e fondo in località Ceci). La già buona offerta turistica potrebbe essere sfruttata maggiormente migliorando la ricettività alberghiera, in quanto gran parte del turismo è di tipo c.d. "mordi e fuggi", ossia composto da persone che al termine della giornata tornano a casa o si recano altrove, mentre il turismo residente ad oggi si avvale soprattutto di seconde case e appartamenti in locazione. Sarebbe poi necessario sfruttare nuovamente le sorgenti termali, settore in cui la città vanta un'antica tradizione, ma il cui unico stabilimento è da anni chiuso per ristrutturazione ed ampliamento.

Recentemente la Multiservizi Enia ha ultimato la posa di un cavo in fibra ottica in grado di trasferire enormi quantità di dati, questo apre nuove ed interessanti possibilità di sviluppo segnatamente Call Center e Server Farm.

[modifica] Acque termominerali di Bobbio

Le fonti di acque termominerali erano già conosciute dai Romani. Venivano utilizzate soprattutto per la produzione di sale e per uso terapeutico. San Colombano ottenne dal re Agilulfo il diritto alla metà dei proventi delle saline, allora di proprietà del condottiero longobardo Sundrarit.

  • Piancasale: acque salso-bromo-iodiche (sorgente Roccia delle Saline).
  • Canneto: acque sulfureo-salse.
  • S.Martino: acque salso-iodico-solforose. Vi è presente uno stabilimento termale (attualmente in ristrutturazione).
  • Fonte Rio Foglino: superato il ponte gobbo svoltare a destra e a circa 300 metri al primo bivio si troverà una stradina che scende, superato il ruscello vi apparirà un vecchio muro di forma circolare dal quale fuoriesce l'acqua termale.
  • Fontana Ragazzi: acqua ferruginosa (nei pressi di S.Martino).
  • Fonte della Cascata del Carlone: acque salso-bromo-iodiche-solforose ricche di magnesio.

[modifica] Itinerari stradali e trasporti

Itinerari stradali per Bobbio
  1. da Piacenza dopo l'uscita dall'A1, si imbocca la tangenziale in direzione stadio, si perviene quindi al bivio della Galleana, posto alla periferia sud della città, dove inizia la strada principale per la Val Trebbia S.S.45, che si dirige verso SO per 45 km verso Genova;
  2. da Milano o Bologna, raggiunta Piacenza dall'Autostrada A1 o attraverso la Via Emilia, si imbocca la S.S.45 in direzione Bobbio - Genova;
  3. da Torino,Cremona o Brescia, raggiunta Piacenza dall'Autostrada A21, si imbocca la S.S.45 in direzione Bobbio - Genova;
  4. da Genova e dalla Riviera ligure di Ponente, si risale lungo la Val Bisagno fino ad uscire dalla città , attraverso la strada della Val Trebbia S.S.45 verso Piacenza, che tocca i centri abitati liguri di Bargagli, Torriglia, Montebruno, Rovegno, Gorreto e quelli emiliani di Ottone e Corte Brugnatella (km. 68);
  5. da Chiavari e dalla Riviera ligure di Levante, sia per la ex Strada Statale 586 della Valle dell'Aveto attraversando Rezzoaglio e la Val d'Aveto fino a Marsaglia (Corte Brugnatella)(sconsigliata in inverno) (km 90) oppure dirigersi verso la Val Fontanabuona percorrendo la Strada Provinciale 225 della Val Fontanabuona fino a Bargagli ed inserirsi nella S.S.45 verso Piacenza (km. 100);
  6. da Recco attraverso la Strada Provinciale 333 fino a Gattorna (Moconesi) e poi la Strada Provinciale 225 fino a Bargagli ed inserirsi sempre nella S.S.45 verso Piacenza (km. 100);
  7. da Voghera attraverso Varzi ed il Passo del Penice del Monte Penice per la ex Strada Statale 461 del Passo del Penice (km. 57);
  8. da Castel San Giovanni attraverso la Val Tidone ed il Passo del Penice del Monte Penice per la ex Strada Statale 412 della Val Tidone (km. 50).
Per approfondire, vedi la voce Strada Statale 45 di Val Trebbia.

Da segnalare lo stato di efficenza delle vie di comunicazione: segnatamente l'arteria pricipale SS 45 di Val Trebbia, in effetti quest'ultima è stata in parte rimodernata, ma restano ancora tratti con forte caratterizzazione di strada di altri tempi con le logiche conseguenze; prestare, quindi, la massima attenzione nel momento in cui vi troviate a percorrerla , si consiglia prudenza e moderazione nella velocità essendo il tratto , specie tra Rivergaro e Perino, molto toruoso con curve a scarsa visibilità e fondo sconnesso?

I Tratti di strada sopra indicati sono, decisamente , interessanti anche dal punto di vista paesaggistico e di veduta, fermo restando l'attenzione alla guida, in diversi tratti, dove è consentito, si consiglia di fermarsi ad ammirare il territorio, di notevole pregio in ogni stagione, utile portare con se una buona macchina fotografica.

La Val Trebbia è servita dalle autolinee pubbliche piacentine che forniscono regolare servizio di trasporto da Piacenza via Rivergaro, Bobbio, Marsaglia, Ponte Organasco, Ottone; da Ottone partono le autolinee genovesi che collegano l'alta Val Trebbia con Genova, ma anche la linea Ottone-Ponte Organasco-Varzi e quindi l'Oltrepò pavese. Da Bobbio inoltre partono altri collegamenti locali: Bobbio-Coli, Bobbio-Marsaglia-S.Stefano d'Aveto-Rezzoaglio.

[modifica] Leggende

[modifica] Il ponte Gobbo

Nel medioevo, la costruzione di un ponte era un'opera di grande ingegno, considerata quasi prodigiosa. Per questo la costruzione dei ponti ha dato origine a molte leggende, che spesso avevano come protagonista il diavolo, in quanto congiungere due luoghi che la natura (e Dio) aveva voluto separati era vista da molti come un'opera "diabolica". Una di queste leggende riguarda il Ponte Gobbo di Bobbio (detto anche "Vecchio" o "del Diavolo").

[modifica] Diocesi di Bobbio

Per approfondire, vedi la voce Diocesi di Piacenza-Bobbio.

La sede vescovile di Bobbio nacque nel febbraio del 1014 per opera dell'abate e poi anche vescovo Pietroaldo con l'autorizzazione dell'imperatore Enrico II e del papa Benedetto VIII. Il 20 marzo del 1133 la diocesi venne aggregata alla nuova sede metropolitana di Genova come diocesi suffraganea di Bobbio-San Colombano, nel 1986 fu aggregata direttamente nell' arcidiocesi metropolitana di Genova-Bobbio. Nel 1989 venne staccata da Genova ed aggregata a Piacenza nella Diocesi di Piacenza-Bobbio.

[modifica] Settimanale cattolico La Trebbia

Il settimanale della diocesi di Bobbio "La Trebbia" La Trebbia venne fondato nel 1903. Oggi è distribuito nelle edicole dei comuni di Bobbio, Coli e Corte Brugnatella (l'antico pagus Bagienno) e per abbonamento. Oltre alle informazioni di interesse religioso, il settimanale s'interessa della degli eventi culturali e della cronaca locale del Bobbiese e dei comuni dell'Alta Val Trebbia e della Val d'Aveto, oltre che della storia e delle tradizioni locali. Per gli abbonati residenti in altre regioni d'Italia e all'estero, spesso emigrati o discendenti di emigrati bobbiesi o degli altri comuni delle due vallate, il settimanale rappresenta un collegamento con la terra d'origine.

[modifica] Parrocchie della diocesi

Oltre alle due parrocchie di Bobbio esistono anche alcune parrocchie nelle frazioni del comune, la data è quella di fondazione storica.

[modifica] Feste Patronali e religiose principali

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Rossi Marco (Bobbio 2000 - Città d'Europa (lista civica di centro-destra)) dal 07/06/2009 (1º mandato)
Centralino del comune: 0523 962811
Posta elettronica: comune.bobbio@sintranet.it

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1999 2009 Pasquali Roberto Lista civica di Centro-destra "Bobbio 2000 - Città d'Europa" Sindaco *
2009 in carica Rossi Marco Lista civica di Centro-destra "Bobbio 2000 - Città d'Europa" Sindaco
  • Pasquali Roberto Vicesindaco in carica (ebbe la carica anche nel periodo 1994-1999) ed attualmente consigliere provinciale.

[modifica] Città gemellate

[modifica] Note


[modifica] Bibliografia

  • Vittorio Pasquali La Provincia di Bobbio Post napoleonica - Descrizione del territorio e dell'economia nell'anno 1814 - (Archivi di Stato di Torino: "Quadro del circondario di Bobbio", mazzo 44) - Ed. Amici di San Colombano
  • Michele Tosi Bobbio Guida storica artistica e ambientale della città e dintorni - Archivi Storici Bobiensi 1978
  • Bruna Boccaccia Bobbio Città d'Europa - Ed. Pontegobbo 2000 ISBN 8886754337
  • G. Pasquali Cento anni di storia bobbiese 1903-2003, da La Trebbia - Ed. La Trebbia ed Amici di San Colombano
  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


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