Monastero di San Francesco

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Monastero di San Francesco
Monastero di San Francesco
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna
Località Bobbio
Religione cattolicesimo
Diocesi Diocesi di Piacenza-Bobbio
Consacrazione 1230
Stile architettonico Romanico
Inizio costruzione 1230
Completamento 1233
Sito web Sito Diocesi

Il Monastero di San Francesco, assieme alla sua chiesa è un ex edificio ecclesiastico di Bobbio in provincia di Piacenza.

Esso sorge vicino alla borgata di Corgnate (ant. Codognarum), un tempo al di fuori del centro del tessuto urbano della cittadina, come per il Santuario della Madonna dell'Aiuto: si tratta del borgo medioevale detto "borgo estrinseco", accanto all'odierno centro storico, che conservò l'originale denominazione di "Bobium".

La facciata della chiesa si apre nell'omonima piazza San Francesco, accanto all'ufficio turistico ed al nuovo parcheggio pubblico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Monastero di San Francesco e la chiesa vennero costruiti attorno al 1230[1], infatti la costruzione sarebbe iniziata su di un terreno donato dai monaci di San Colombano allo stesso San Francesco venuto a Bobbio per mettere pace ad una delle numerose diatribe sorte fra l'abate del monastero ed il vescovo di Bobbio, sulle antiche attribuzioni fondiarie monastiche.

In un documento del 1756 [2]si cita l'antica esistenza di una chiesa e di un piccolo monastero con una cella-dormitorio occupata dallo stesso San Francesco. Quella che senza documentazione storica esatta è tradizionalmente ricordata come il "passaggio di San Francesco d'Assisi a Bobbio", potrebbe rivelarsi meno fantasiosa stando l'effettivo compimento di un viaggio del santo nel nord'italia fra il 1210-12.

I lavori terminarono nel 1233 e quello di Bobbio è l'insediamento francescano più antico del nord d'Italia, sorto in una città di enorme fama monastica e meta di pellegrinaggi lungo la Via Francigena e la Via degli Abati. Nel 1436 sorgerà sempre nella cittadina su proprietà francescana anche il Monastero di Santa Chiara, oggi sede comunale, e l'ospedale di San Lazzaro distrutto nel 1472.

Il complesso monastico era circondato da possenti mura, abbattute nel 1800 dopo la soppressione monastica.

Nel XV secolo il monastero, rimasto fino all'ora autonomo, passò alla congregazione dei Frati Minori di Bologna.

Nel 1710 la chiesa subì notevoli modifiche e venne riconsacrata nel 1722.

Nel 1783 vi è il passaggio ai Frati Minori di Torino.

L'edificio monastico venne occupato dai napoleonici nel 1802, cacciati i monaci francescani la chiesa subì notevoli modifiche divenendo magazzino.

Successivamente il marchese Malaspina accquisì l'intero complesso ristrutturandolo.

Vi è attualmente un progetto di recupero architettonico privato per la parte monastica, mentre la chiesa è stata donata dai proprietari al comune. Per la chiesa vi attualmente un progetto di recupero architettonico e trasformazione in auditorium cittadino.

Descrizione del Monastero[modifica | modifica wikitesto]

La struttura del monastero

Il complesso del Monastero è di difficile lettura, specie l'adiacente chiesa.

La facciata della chiesa è in stile romanico, ma le modifiche del XIX secolo ne hanno snaturato l'opera.

L'interno è ad una sola navata con decorazioni barocche ed affreschi, l'abside è semicircolare.

Accanto alla chiesa sul lato settentrionale, due arcate ed un cancello immettono al giardino e frutteto esterni ed al monastero.

Il complesso monastico è disposto su due piani con al centro una grossa torre campanaria quadrata, all'interno vi sono due chiostri del XV secolo.

Il primo chiostro con al centro il giardinetto è formato da un porticato su due piani con tre lati sostenuti da tozzi pilastri che sorreggono quattro campate per lato coperte da volte a crociera; al di sopra vi è una loggia con copertura lignea con colonnine a capitelli medioevali.

Il secondo chiostro è adiacente alla chiesa e porta all'antico refettorio dei frati francescani in cui vi è un affresco raffigurante la Crocifissione, da esso si può accedere all'orto monastico.

Dietro la chiesa, al lato sud verso il Trebbia, vi era il Foro Boario sede dell'antica Fiera di Bobbio e dove si svolgeva il mercato del bestiame fino ad alcuni decenni fa. Attualmente nella stessa area ha trovato collocazione il grande parcheggio pubblico e gratuito su più piani ed anche sotterraneo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M.Tosi Bobbio Guida storica artistica e ambientale della città e dintorni - Archivi Storici Bobiensi - Pag.98-100
  2. ^ B.Boccaccia Bobbio Città d'Europa - Ed. Pontegobbo- Pag. 33-37

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Tosi Bobbio Guida storica artistica e ambientale della città e dintorni - Archivi Storici Bobiensi - Bobbio Ed. 1978 e 1983
  • Bruna Boccaccia Bobbio Città d'Europa - Ed. Pontegobbo 2000 ISBN 88-86754-33-7
  • Angelo Alpegiani Le otto Parrocchie e Frammenti di Bobbio, Monumenti, edifici storici, religiosi e votivi e luoghi di interesse del comune di Bobbio - Foto A. Alpegiani - Testi storia e progetto grafico G.L. Libretti - Ed. Libreria Internazionale Romagnosi (LIR) - Bobbio 2011 ISBN 0-516-86000000-0
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]