Trebbia

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Trebbia
Trebbia
Il fiume presso Gorreto prima di entrare nella provincia di Piacenza
Stato Italia Italia
Regioni Liguria Liguria
Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Lombardia Lombardia
Lunghezza 118 km
Portata media 40 m³/s
Bacino idrografico 1000 km²
Altitudine sorgente 1406 m s.l.m.
Nasce Monte Prelà
44°31′00.25″N 9°10′18.22″E / 44.516736°N 9.171728°E44.516736; 9.171728
Sfocia Po
45°04′19.47″N 9°41′06.6″E / 45.072074°N 9.685167°E45.072074; 9.685167Coordinate: 45°04′19.47″N 9°41′06.6″E / 45.072074°N 9.685167°E45.072074; 9.685167
Mappa del fiume

La Trebbia (colloquialmente il Trebbia) è un fiume dell'Italia settentrionale lungo 118 km, affluente di destra del Po che attraversa le province di Genova e di Piacenza, segnando anche per un brevissimo tratto il confine con la provincia di Pavia nel comune di Brallo di Pregola tra il Monte Lesima e il comune di Corte Brugnatella.

Il corso del fiume[modifica | modifica sorgente]

La Trebbia nasce in Liguria dalle pendici del monte Prelà (1406 m) scorrendo per parecchi km in territorio ligure dove bagna i centri di Montebruno, Rovegno, Gorreto (dove riceve da sinistra il T. Terenzone) ed infine Ottone entrando poi in definitiva in territorio Piacentino.

L'Elefante del Trebbia nei pressi di Cerignale e dei Meandri di Confiente

Il fiume, mantenendo sempre un andamento tortuoso, passa sotto la località di Traschio nel comune di Cerignale, sotto il Monte Lesima (dove riceve da sinistra il torrente Boreca) e presso il centro di Ponte Organasco (sempre sotto Cerignale) incassandosi poi in una serie di magnifiche gole nel territorio del comune di Corte Brugnatella. Fra il monte Lesima e il comune di Corte Brugnatella il fiume segna il confine fra la Lombardia e l'Emilia-Romagna con il comune pavese di Brallo di Pregola (da dove riceve il torrente Avagnone).

Terminato questo spettacolare tratto riceve da destra il notevole apporto dell'Aveto, suo principale affluente, raddoppiando così il suo volume medio d'acque. Da precisare infatti che l'apporto dell'Aveto è fondamentale per la Trebbia soprattutto d'estate, a causa delle forti magre a cui quest'ultima è soggetta. Da qui la valle si amplia e il fiume si dirige verso Nord.

Panorama dell'antico borgo di Brugnello di Corte Brugnatella a picco sul Trebbia

Subito bagna il centro di Marsaglia (capoluogo del comune di Corte Brugnatella), formando poi un'altra ancor più spettacolare serie di gole sotto il borgo di Brugnello (molto frequentate dai canoisti) fino ai Meandri di San Salvatore e la diga di Buffalora, dopodiché dopo aver ricevuto gli affluenti di sinistra Carlone nei pressi delle terme di san Martino e Bobbio (torrente omonimo) che scende dal Monte Penice, si appresta ad attraversare ad est la cittadina di Bobbio scorrendo sotto le arcate del suo famoso Ponte Gobbo.

l'antico ed irregolare "Ponte Gobbo" di Bobbio

Da qui in poi il fiume assume andamento Nord-Est ampliando sempre più la propria valle e formando spesso larghissimi ed impressionanti ghiaioni. Molti sono i centri situati lungo il suo corso: Mezzano Scotti di Bobbio, Perino (frazione di Coli), Travo e Rivergaro.

Dopo quest'ultimo centro il fiume entra nella pianura Padana risultando così il fiume dell'Emilia-Romagna di maggiore portata media (40 m³/s., superiori allo stesso Reno, ove si valutino i deflussi allo sbocco in pianura) e con la valle (la Val Trebbia) più lunga dell'Appennino settentrionale.

Da qui con letto assai ampio si dirige nuovamente verso Nord sino a giungere all'estrema periferia di Piacenza dove confluisce alla destra del Po.

La foce del fiume Trebbia nel Po avviene tra i comuni di Piacenza e di Calendasco, che vede essere posto sullo stesso Trebbia, in località Malpaga, il guado del fiume onde proseguire per la città. Questa è la direttrice stradale conosciuta oggi quale Via Francigena.

Col passare dei secoli il corso della Trebbia nella parte pianeggiante si è spostato di alcuni chilometri mutando il punto di ingresso nel Po, seguendo la cronaca che Polibio ci ha lasciato della battaglia tra l'esercito di Annibale e quello romano risulta oggi più a ovest che nel 218 a.C.

Località attraversate[modifica | modifica sorgente]

L'antico Ponte Doria a Montebruno

Montebruno, Due Ponti (frazione di Fontanigorda), Loco ed Isola (frazioni di Rovegno, Gorreto, Ottone, Zerba, Ponte Organasco (frazione di Cerignale), Marsaglia (sede del comune di Corte Brugnatella), Bobbio, Perino (frazione del comune di Coli), Travo, Rivergaro, Gossolengo, Gragnano Trebbiense e Piacenza

Regime idrologico[modifica | modifica sorgente]

Il fiume nell'alta valle sopra Bobbio

La portata media del fiume Trebbia è nel tratto medio-basso di circa 40 m³/s., il che ne fa il fiume con la più alta portata presso lo sbocco vallivo di tutta l'Emilia-Romagna. Tuttavia il fiume risente di un regime estremamente torrentizio con piene imponenti e turbinose (in caso di eventi estremi anche superiori ai 2.500 m³/s.) che modificano spesso la conformazione dell'alveo. Per contro in estate le magre (e la permeabilità del letto di scorrimento) sono talmente accentuate al punto da lasciare il fiume completamente in secca a partire da Rivergaro, sino alla confluenza nel Po. Responsabili della secca estiva sono anche i massicci prelievi di acqua per l'irrigazione, che incominciano nei pressi di Rivalta dove due canali deviano parte della portata per uso agricolo. Nel tratto compreso tra Marsaglia e Bobbio non sono infrequenti (anche in estate), possibili piene improvvise dovute al rilascio di acque da parte della Diga di Boschi, sull'affluente Aveto, che vengono pre-annunciate con un sistema di sirene.

Natura[modifica | modifica sorgente]

Fino a Bobbio, il fiume scorre in una vallata di grande pregio naturalistico che richiama molti turisti ed appassionati di sport acquatici (canoa/Kayak, rafting e torrentismo).

La valle del fiume Trebbia ha il pregio infatti di essere per gran parte ancora incontaminata e soprattutto il tratto dell'alto corso risulta essere una delle più suggestive ed incontaminate valli dell'Appennino. La Trebbia è anche uno dei pochi corsi d'acqua ancora non inquinati.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il fiume a Rivergaro dove comincia a scorrere in pianura

Lungo le sue rive si sono combattute due battaglie.
Nella prima Battaglia del Trebbia (218 a.C.) Annibale sconfisse i romani guidati dal console Tiberio Sempronio Longo.

A testimonianza dell'importanza che ebbe il controllo del passaggio per la val Trebbia verso il mare e il porto di Genova rimangono alcuni castelli, quelli di Rivalta e Statto sono posti sulla riva sinistra del fiume, nel comune di Gazzola, di fronte a quello di Montechiaro e al distrutto castello di Rivergaro.

Durante la battaglia del 1799, avvenuta durante le guerre napoleoniche, il generale russo Aleksandr Suvorov sconfisse le truppe francesi guidate dal generale MacDonald.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Siti di interesse[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]