Lago del Brugneto

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Lago del Brugneto
Lago del Brugneto.jpg
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Provincia Genova Genova
Coordinate 44°32′21.88″N 9°12′01.44″E / 44.53941°N 9.2004°E44.53941; 9.2004Coordinate: 44°32′21.88″N 9°12′01.44″E / 44.53941°N 9.2004°E44.53941; 9.2004
Altitudine 777 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 0,97 km²
Profondità massima 70 m
Idrografia
Bacino idrografico 25 km²
Immissari principali Brugneto
Emissari principali nessuno (canale artificiale)
Mappa di localizzazione: Italia
Lago del Brugneto

Il Lago del Brugneto è un lago artificiale situato nel Parco naturale regionale dell'Antola nell'Alta Val Trebbia nei comuni dell'Appennino Ligure di Torriglia, Propata e Rondanina in Provincia di Genova ed è il più grande lago della Liguria.

Il lago è costituito un bacino artificiale costruito nel 1959 dall'Azienda Municipalizzata Gas e Acqua di Genova a sbarramento dell'omonimo torrente Brugneto affluente del fiume Trebbia. Si trova a 777 metri di altitudine sul livello del mare e, con una capienza massima di 25,13 milioni di metri cubi d'acqua, costituisce la principale riserva idrica della città di Genova e in parte di Piacenza.

La lunghezza del lago è di 3 km mentre la larghezza massima è di circa 200 m, il perimetro è di 13,5 km.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Lo sbarramento del lago

Il lago venne creato nel 1959 per rispondere al crescente fabbisogno idrico della città di Genova. Tra i bacini naturali adatti, si scelse il bacino del Brugneto che, interrompendo il corso dell'omonimo torrente, avrebbe dato alla Liguria il suo lago più grande con una considerevole quantità d'acqua disponibile.
Nel luogo scelto però vi erano due borghi ovvero Frinti, costituito da 15 case, e Mulini di Brugneto, costituito da 2 case. Gli abitanti dei due borghi non avevano intenzione di abbandonare le proprie abitazioni, ma furono costretti a farlo poiché gli operai buttarono giù le costruzioni utilizzando delle mine.

Flora[modifica | modifica sorgente]

Sui versanti del lago esposti a nord si sviluppano vaste faggete, che hanno via via invaso gli antichi castagneti, oggi abbandonati, mentre il sottobosco è caratterizzato da specie che meglio si sono adattate all'ambiente umido e ombroso quali il mirtillo, gli anemoni, le orchidee. Sui versanti più soleggiati si sviluppa invece una vegetazione più varia, inframmezzata da zone coltivate e prati e dove l'albero predominante è il cerro, cui si accompagnano il frassino, il carpino bianco (raro nei dintorni) e il maggiociondolo con la sua tipica fioritura gialla. Qui il sottobosco è più ricco di specie quali la ginestra, la rosa canina e il corniolo. Lungo le rive del lago vi sono invece salici e qualche pioppo, che nei periodi di piena vengono in parte sommersi dall'acqua.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Terrestre[modifica | modifica sorgente]

La fauna è costituita da diversi mammiferi quali volpi, donnole, faine, ricci, tassi e cinghiali ed inoltre nella zona vive una numerosa colonia di daini.

Volatile[modifica | modifica sorgente]

Fra gli uccelli sono presenti il gheppio, la poiana, la ghiandaia, il picchio del Brugneto e numerosi uccelli acquatici quali l'airone cinerino, la garzetta e il germano.

Ittica[modifica | modifica sorgente]

La fauna ittica che popola le acque del lago è formata da esemplari di trota, carpa, tinca, cavedano, persico sole, persico trota, carasso e pesci gatto.

Sentiero[modifica | modifica sorgente]

Panorama dall'alto sul lago

È possibile eseguire il giro completo di trekking del lago attraverso il Sentiero del Brugneto[1] che a tratti segue la riva del lago e a tratti si addentra sui pendii sovrastanti. Lungo il sentiero è ancora presente nei dintorni del lago qualche raro relitto di antica tradizione edificatoria come Le Case Celtiche, dal tetto di paglia delimitato da due pareti di pietra disposte a "gradoni".

Nelle vicinanze di Bavastri poi il sentiero utilizza parzialmente un tratto ancora ben conservato dell'antica via del sale, che da Recco attraverso Torriglia conduceva alla val Borbera, val Staffora, val Tidone, lungo i crinali del monte Carmo, monte Cavalmurone e monte Lesima.

Restano intatti lungo il percorso un antico mulino e due ponti in pietra che s'inarcano su un ruscello, incuneato in profondi pozzi scavati nel corso dei secoli. Non restano invece ormai che poche pietre delle fondamenta del villaggio dei Frinti, del Molino e dell'Osteria camerale del Brugneto, sfondo delle scorribande dei banditi che durante il '600 popolavano queste zone.

La leggenda del Brugneto[modifica | modifica sorgente]

Gli abitanti della Val Trebbia e i pescatori che popolano le sponde del lago raccontano di una leggenda secondo cui, nei periodi di siccità, si veda riaffiorare dallo specchio d'acqua la punta del campanile della chiesa del vecchio borgo sommerso di Frinti e che, in questa circostanza, si possa ancora sentire il rintocco della campana. Il 18 agosto 2004 una spedizione autorizzata formata da 5 sommozzatori ha visitato per 3 ore i fondali senza trovare traccia del campanile sfatando così la leggenda del Brugneto[2] ma qualcuno, per difenderne la veridicità, afferma ancora che i sommozzatori hanno sbagliato posto. In realtà, come raccontano i vecchi abitanti ancora in vita, nel borgo dei Frinti non è mai esistita nessuna chiesa, e le foto che si vedevano pubblicate nei quotidiani della provincia, nei periodi di grande siccità, erano solo fotomontaggi per attirare l'attenzione su questi luoghi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.altavaltrebbia.net/sentiero.htm Il Sentiero del Brugneto
  2. ^ http://www.altavaltrebbia.net/brugneto.htm Sfatata la leggenda del Brugneto

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]