Monte Antola

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Panorama dalla vetta verso est: al centro si distinguono il monte Maggiorasca e le vette del Penna e dell'Aiona, a destra si intravedono le Alpi Apuane
Monte Antola
Monte Antola.JPG
La vetta dell'Antola
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Piemonte Piemonte
Provincia Genova Genova
Alessandria Alessandria
Altezza 1.597 m. s.l.m. m s.l.m.
Catena Appennino ligure
Coordinate 44°34′27.86″N 9°08′59.22″E / 44.574406°N 9.149783°E44.574406; 9.149783Coordinate: 44°34′27.86″N 9°08′59.22″E / 44.574406°N 9.149783°E44.574406; 9.149783
Altri nomi e significati Montagna dei Genovesi
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Antola

Il monte Antola (1597 m m s.l.m.) è la vetta più conosciuta e frequentata del gruppo del Monte Antola posto tra la valle Scrivia, la val Trebbia e la val Borbera. In ligure è chiamato munte Àntua.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Considerata per antonomasia la "montagna dei genovesi", è una meta frequentatissima dagli escursionisti soprattutto durante la bella stagione (maggio - settembre), pur offrendo itinerari di notevole interesse anche nei mesi invernali. Il monte Antola è situato nella zona delle quattro province (Genova, Alessandria, Pavia, Piacenza), e ricade nei comuni di Valbrevenna e Propata) sul versante Genovese, e nel comune di Carrega Ligure su quello alessandrino. Si distingue per la sua sommità erbosa, a forma piramidale, sopra la quale si innalza una croce. Ai piedi della vetta sorge una piccola cappella dedicata a San Pietro.

Il Gruppo del M.Rosa visto dalla vetta del monte Antola (1.597 m.) d'inverno

Nelle giornate limpide dalla vetta si gode un ottimo panorama sui vicini monti Ebro e Lesima (direzione nord), vette del gruppo del monte Maggiorasca e del monte Penna, Alpi Apuane (direzione est), arcipelago Toscano e Corsica (direzione sud), Appennino Ligure, sino alle più alte vette dell'arco alpino nord-occidentale (direzione ovest); in direzione sud-est colpo d'occhio sul bacino artificiale del Brugneto.

Fino alla prima metà del XX secolo è stato un frequentato punto di passaggio e di scambi commerciali tra le comunità insediate nelle le valli e che oggi conservano ricordi e tradizioni comuni.

Il versante ligure è compreso all'interno dell'area del Parco dell'Antola, istituito da una legge regionale della Liguria nel 1995.

Accesso[modifica | modifica sorgente]

Numerosi i sentieri che partono dalle valli vicine e convergono, attraverso i boschi che ne costeggiano le pendici, sulla vetta. Tra i principali itinerari vi sono:

  • il sentiero che salendo da Bavastrelli passa accanto al nuovo Rifugio e giunge in vetta. È l'itinerario più diretto, con un tempo di salita di circa 2 ore, ed un dislivello di circa 600 metri;
  • il sentiero che sale da Caprile, raggiunge il passo delle Tre Croci, percorre un tratto dello lo spartiacque Trebbia - Borbera e sale poi in vetta. Tempo di salita circa 2 ore e 30, dislivello circa 600 m;
  • il sentiero che parte da Crocefieschi, raggiunge il passo dell'Incisa e da qui segue il crinale fino in vetta, con un tempo di salita di circa 4 ore e 30 minuti, e un dislivello di circa 860 metri.
La valle Borbera coperta da nubi vista dalla vetta del monte Antola d'inverno

Il monte Antola è raggiungibile anche da Torriglia in circa 3 ore, seguendo una parte dell'itinerario che conduce al monte Carmo, con un dislivello di circa 830 metri.

Via del sale[modifica | modifica sorgente]

Sul monte Antola transitava la via del sale lombarda, che partendo da Pavia percorrendo la valle Staffora, saliva al monte Bogleglio, seguiva tutto il crinale tra val Boreca e val Borbera e superato l'Antola scendeva a Torriglia e quindi raggiungeva Genova.

Rifugi[modifica | modifica sorgente]

La tradizione escursionistica che ha sempre caratterizzato il monte Antola ha dato vita nel tempo alla realizzazione di diversi rifugi.

Tra il 1895 e il 1996 sull'Antola erano attivi due rifugi: il rifugio Musante e il rifugio Bensa.

  • Il rifugio Musante fu costruito nel 1895 da quattro abitanti di Bavastrelli con un contributo del Club Alpino Italiano (CAI) ligure. Gestito sempre dalla famiglia Musante e passato di padre in figlio crollò dopo un incendio nei primi anni novanta.
  • Il rifugio Bensa fu realizzato dal CAI nel 1927 su proposta del Senatore Emilio Bensa trasformando un edificio residenziale già esistente. Nel 1944 l'edificio fu utilizzato dai partigiani operanti nella zona e, colpito da diversi colpi di mortaio, fu danneggiato seriamente. Abbandonato dopo la guerra, nel 1954 esso fu acquistato dalla famiglia Musante. Nel 1996, dopo alcuni passaggi di gestione, cessò l'attività ed attualmente è in completo abbandono.
  • Nel 2005, su iniziativa del Parco regionale dell'Antola, dopo l'insuccesso dei tentativi fatti per rilevare il rifugio Bensa, venne dato il via alla costruzione di un nuovo rifugio leggermente più a valle, terminato nel 2007 e chiamato Rifugio Parco Antola, attualmente gestito dalla sezione ligure del CAI.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Parodi, La catena dell'Antola, Andrea Parodi editore, Arenzano (GE), 2001
  • Alessio Schiavi, Siamo andati in Antola, CROMA editore, 2011

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Parco naturale regionale dell'Antola: panorama sulla località Pareto

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]