Ferdinando Maria Perrone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Ferdinando Maria Perrone (Alessandria, 10 gennaio 1847Genova, 9 giugno 1908) è stato un imprenditore e patriota italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Arruolatosi come garibaldino nella campagna del 1866, ricevendone una decorazione al valore, nel 1873 entrò in rapporto con l'economista Luigi Luzzatti iniziando nel contempo a svolgere attività pubblicistica e politica. Dal suo matrimonio con Cleonice Omati (1857-1935), avvenuto nel 1876, nacquero i figli Pio (31 ottobre 1876 - 16 gennaio 1952) e Mario (1º gennaio 1878 - 29 novembre 1968). Nel 1884 Perrone si trasferisce in Argentina dove si afferma come imprenditore e rappresentante dell'Ansaldo di Genova, per la quale nel 1895 vende l'incrociatore "Garibaldi".

Nel 1902 entra nella società Ansaldo, diventandone unico proprietario due anni dopo. Al suo nome si legherà la storia dell'azienda per tutto il primo ventennio del XX secolo. Il capitano d'industria persegue - in una maniera assolutamente originale per l'epoca - l'obiettivo della completa autonomia produttiva sia nel campo della siderurgia sia in quello degli armamenti che proprio in quegli anni divenivano la principale attività dell'azienda genovese.

Ferdinando Maria Perrone si impegnò in un intenso processo di integrazione verticale della sua azienda nell'economia nel tempo: nel 1918 l'Ansaldo poteva contava su oltre 80.000 dipendenti e sul controllo di numerose società tra cui A. Cerpelli & C., Banca Industriale Italiana, Cantieri Officine Savoia, Dinamite Nobel, Gio.Fossati & C., Lloyd Italico, Nazionale di Navigazione, Pomilio, Società Idroelettrica Negri, S.P.A. e Transatlantica Italiana; poteva disporre inoltre di decine di stabilimenti.

Con la proprietà dei Perrone il capitale sociale dell'Ansaldo passò da 30 a 500 milioni di lire nei soli cinque anni della prima guerra mondiale (1914-1918). La crisi post-bellica del 1921 portò al rilevamento dell'Ansaldo da parte di un consorzio di salvataggio promosso dalla Banca d'Italia. Diretta conseguenza fu un ridimensionamento delle strategie e delle strutture dell'impresa diretta da Perrone. Da allora venne a cessare ogni suo impegno in campo industriale mentre continuò quello nell'ambito editoriale, concretizzatasi fra l'altro con l'acquisizione dello storico quotidiano di Genova, Il Secolo XIX, ancor oggi controllato dagli eredi della famiglia Perrone.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hertner P., Storia dell'Ansaldo [volume 3] Dai Bombrini ai Perrone (1903-1914)
  • Rugafiore P., Ferdinando Maria Perrone, Utet, 1992, ISBN 88-02-04500-3

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]