Club Alpino Italiano
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Club Alpino Italiano (CAI) è la più antica e vasta associazione di alpinisti ed appassionati di montagna in Italia.
Indice |
[modifica] Storia
| « Il Club alpino italiano (C.A.I.), fondato in Torino nell’anno 1863 per iniziativa di Quintino Sella, libera associazione nazionale, ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale. » | |
|
(Statuto del Club Alpino Italiano. Titolo I - Articolo 1)
|
L'idea di fondare un club che riunisse gli alpinisti italiani era nata nella mente di Quintino Sella, il 12 agosto 1863, in occasione dell'ascensione del Monviso da parte sua e di altri alpinisti italiani tra cui si possono ricordare Giovanni Barracco, e Paolo e Giacinto di Saint Robert; ispirandosi ad analoghe associazioni esistenti in altri paesi europei come Austria, Svizzera e Inghilterra con l'Alpine Club di Londra.
La fondazione ufficiale del club si ebbe all'una del pomeriggio il 23 ottobre 1863, nel Castello del Valentino a Torino. Tra i fondatori appartenenti alla prima lista di adesione, oltre al Sella, vi furono circa altri duecento appassionati di montagna, tra cui: Giovanni Piacentini, Giorgio Tommaso Cimino, Luigi Vaccarone, Bettino Ricasoli e Giovanni Battista Schiapparelli.
Il primo presidente del CAI eletto fu il barone Ferdinando Perrone di San Martino e vicepresidente Bartolomeo Gastaldi, che ne divenne poi secondo presidente dal 1864 al 1872.[1]
Il CAI ebbe sede dapprima a Torino, e poi quella legale e centrale fu trasferita a Milano in via Errico Petrella 19, dove si trova tuttora.
In seguito furono aperte sedi anche in numerose altre città italiane. Dopo la prima guerra mondiale il CAI assorbì la Società degli Alpinisti Tridentini (nel 1920) e la Società Alpina delle Giulie; mentre nel 1931 fu riconosciuta come sezione del CAI anche la Società Escursionisti Milanesi.
A Torino vi è ancora oggi la sede sociale nel Monte dei Cappuccini nella Salita al Club Alpino Italiano Sez. Torino 39, ove è anche collocata la Biblioteca Nazionale del CAI e il Museo Nazionale della Montagna.
[modifica] Organizzazione
[modifica] Organi centrali
Il CAI è dotato di personalità giuridica di diritto pubblico (ente pubblico non economico)[2]. L'organo sovrano del CAI è l'Assemblea dei delegati, composta dai delegati di ciascuna sezione (il presidente della sezione e un delegato eletto ogni 500 soci della sezione stessa). L'assemblea dei delegati, fra gli altri suoi compiti, adotta i programmi di indirizzo del club, elegge il Presidente Generale, i tre vicepresidenti generali, i componenti del collegio nazionale dei revisori dei conti e del collegio nazionale dei probiviri.
Gli altri organi centrali sono:
- Il Comitato centrale di indirizzo e controllo, che esercita funzioni di indirizzo politico-istituzionale.
- Il Collegio Nazionale dei Probiviri, che amministra il secondo grado della giustizia interna del CAI (il primo grado è amministrato a livello regionale).
- Il Collegio Nazionale dei revisori dei conti che esercita il controllo contabile e amministrativo della gestione finanziaria, economica e patrimoniale del CAI.
- Il Comitato direttivo centrale, che svolge la funzione di attuazione dei programmi adottati dall’Assemblea dei delegati e degli indirizzi deliberati dal Comitato Centrale di Indirizzo e di Controllo.
[modifica] Organi Tecnici
Gli organi tecnici del CAI operano allo scopo di favorire o svolgere specifiche finalità istituzionali; il Comitato Centrale d'Indirizzo e di Controllo ne sceglie i componenti e il presidente, oltre a deciderne le specifiche funzioni e competenze. Gli organi tecnici centrali sono:
- Comitato Scientifico Centrale
- Commissione Centrale per l'Escursionismo
- Commissione Centrale Alpinismo Giovanile
- Commissione Centrale Medica
- Commissione Centrale per i Materiali e le Tecniche
- Commissione Centrale per la Speleologia
- Commissione Centrale per la Tutela dell'Ambiente Montano
- Commissione Centrale per le Pubblicazioni
- Commissione Centrale Rifugi e Opere Alpine
- Commissione Cinematografica Centrale
- Commissione Legale Centrale
- Commissione Nazionale Sci di Fondo-Escursionismo
- Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo e Scialpinismo
- Commissione Centrale Biblioteca Nazionale
- Servizio Valanghe Italiano
[modifica] Scuole Centrali
Le scuole centrali coordinano il lavoro che le scuole del CAI svolgono sul territorio. Sono:
- Scuola Centrale di Alpinismo Giovanile
- Scuola Centrale di Alpinismo
- Scuola Centrale di Scialpinismo
- Scuola Nazionale di Speleologia
- Scuola Centrale Sci Fondo Escursionistico
[modifica] Strutture Territoriali
A livello periferico il CAI è diviso in Gruppi Regionali, uno per ogni regione italiana, ad eccezione del Trentino e dell'Alto Adige, che hanno ciascuno un proprio Gruppo Regionale.
Il vero nucleo del CAI sono però le sezioni. Queste sono raggruppamenti di soci che promuovono le finalità istituzionali in una determinata area geografica. Non ce ne può essere più di una per ogni comune. Ogni sezione, associazione di diritto privato, possiede un proprio statuto e propri regolamenti, coordina e promuove l'attività sul territorio e gestisce le scuole (se ne possiede). Altro compito delle sezioni è la gestione dei rifugi alpini (in genere quelli situati nel proprio territorio) appartenenti al CAI.
[modifica] Sezioni Nazionali
Club Alpino Accademico Italiano
Il Club Alpino Accademico Italiano (CAAI) è una sezione a livello nazionale del CAI nata nel 1904 con lo scopo di riunire i soci del CAI che avessero acquisito meriti speciali nell'alpinismo senza guide. Oggi riunisce gli alpinisti che abbiano praticato alpinismo di alto livello e promuove questa attività.
Associazione Guide Alpine Italiane
L'Associazione Guide Alpine Italiane (AGAI) è una sezione nazionale del CAI nata nel 1931 con il nome di Consorzio Nazionale Guide e Portatori. Ha acquisito il suo attuale nome nel 1978. L'AGAI riunisce le guide alpine italiane, e gode di completa autonomia dal CAI. I soci dell'AGAI sono gli unici in ambito CAI a poter esercitare attività alpinistica come professionisti.
[modifica] Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) è una struttura operativa del CAI, con ampia autonomia, che si occupa della prevenzioni degli incidenti in ambiente montano e ipogeo, del soccorso in quest'ambito degi infortunati, dei dispersi e di coloro che si trovino in pericolo, del recupero dei caduti e del soccorso in caso di calamità. Quest'ultima attività è svolta in collaborazione con la Protezione Civile.
Il CNSAS è un servizio di pubblica utilità[3] e struttura nazionale operativa del servizio nazionale della Protezione Civile[4].
Il lavoro del CNSAS è svolto da tecnici altamente preparati e organizzati su base regionale. tramite il superamento di severi esami e formazione continua si può acquisire la carica di:
- Tecnico di Soccorso Alpino
- Tecnico di Soccorso Speleologico
- Medico specializzato in emergenza ad alto rischio in ambiente alpino
- Medico specializzato in emergenza ad alto rischio in ambiente ipogeo
- Tecnico di soccorso in forra
Il CNSAS possiede inoltre unità cinofile di ricerca in valanga e unità cinofile di ricerca in superfice.
[modifica] Attività
Sono più di 700 i rifugi, i bivacchi ed altre strutture alpine gestite dal CAI. Le sezioni sono poco meno di 500, a cui vanno però aggiunte numerose sottosezioni.
Dal punto di vista della didattica e della diffusione di una "cultura della sicurezza" dell'andare per monti, sono molte le sezioni che hanno fondato vere e proprie Scuole di alpinismo, scialpinismo e arrampicata, riconosciute anche dalla vigente legislazione italiana [5] . Tali Scuole organizzano oggi corsi, aggiornamenti e stages di formazione che tendono a favorire la conoscenza della montagna e delle tecniche per frequentarla in sicurezza. A questo scopo il CAI forma istruttori e accompagnatori altamente preparati e competenti, che esercitano la loro attività a titolo completamente gratuito (è vietato il professionismo). Per diventare istruttore o accompagnatore CAI in una specifica disciplina bisogna passare un esame (teorico e pratico) piuttosto duro ed esercitare l'attività nell'ambito di una sezione o di una scuola del CAI (pena la perdita del titolo). Tra le più antiche e conosciute Scuole del CAI (tra le quali alcune nate poco dopo la fondazione del Club Alpino Italiano), vi sono la Gian Piero Motti e la Giusto Gervasutti del CAI Torino (quest'ultima inizialmente intitolata a Gabriele Boccalatte), la Silvio Saglio della SEM Milano, la Paolo Consiglio di Roma e la Giorgio Graffer di Trento.
[modifica] Tutela Ambiente Montano
Il CAI attraverso la Commissione Centrale per la Tutela dell'Ambiente Montano (TAM) diffonde la conoscenza dei problemi della conservazione dell'ambiente e promuove iniziative di salvaguardia dell'ambiente naturale e culturale della montagna, in paticolar modo iniziative di tipo preventivo. La TAM favorisce la conoscenza naturalistica, sia tra soci del CAI che fra i non soci, ritenendola un utile strumento di tutela.
[modifica] Informazione
Il Club Alpino Italiano pubblica due proprie riviste: una mensile, "Lo Scarpone", che ha lo scopo di informare i soci sugli eventi riguardanti la montagna; una bimestrale "La Rivista" che spazia a più ampio respiro su tutte le tematiche che hanno per oggetto le montagne, in Italia e nel mondo.
[modifica] Voci correlate
- UIAA unione internazionale associazioni alpinistiche
- Club alpino
- Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico
- Alpinismo giovanile
- Associazione Guide Alpine Italiane
- Club Alpino Accademico Italiano
- Attività del CAI e scuole di:
- Alpinismo
- Arrampicata su roccia e su ghiaccio
- Escursionismo
- Sci alpinismo
- Sci di fondo escursionistico
- Sci fuoripista
- Speleologia
- Torrentismo o Canyoning
- Vie ferrate
[modifica] Note
- ^ Quintino Sella, Una salita al Monviso. Lettera a Bartolomeo Gastaldi, a cura di Pietro Crivellaro, Tararà edizioni, Verbania, 1998, ISBN 88-86593-14-7
- ^ Legge 26 gennaio 1963, n.91
- ^ Legge 21 marzo 2001 n. 74
- ^ Legge 24 febbraio 1992 n. 225
- ^ Legge 2 gennaio 89, n.6 - G.U. 12 gennaio 89, n.9

