Club Alpino Italiano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Club Alpino Italiano
Club Alpino Italiano
Stemma del Club alpino italiano
Abbreviazione CAI
Tipo Ente pubblico
Fondazione 12 agosto 1863
Fondatore Quintino Sella
Scopo Alpinismo, conoscenza e studio delle montagne, difesa dell'ambiente naturale.
Sede centrale Italia Milano
Presidente Italia Umberto Martini
Lingua ufficiale Italiano
Motto Excelsior!
Sito web
« Il Club alpino italiano (C.A.I.), fondato in Torino nell'anno 1863 per iniziativa di Quintino Sella, libera associazione nazionale, ha per iscopo l'alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale»
(Statuto del Club alpino italiano. Titolo I - Articolo 1)

Il Club Alpino Italiano (CAI) è la più antica e vasta associazione di alpinisti ed appassionati di montagna in Italia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Quintino Sella

L'idea di fondare un club che riunisse gli alpinisti italiani era nata nella mente di Quintino Sella presso Casa Voli (Verzuolo), il 12 agosto 1863, in occasione dell'ascensione del Monviso da parte sua e di altri alpinisti italiani tra cui si possono ricordare Giovanni Barracco, e Paolo e Giacinto di Saint Robert; ispirandosi ad analoghe associazioni esistenti in altri paesi europei come Austria, Svizzera e Inghilterra con l'Alpine Club di Londra.

La fondazione ufficiale del club si ebbe all'una del pomeriggio il 23 ottobre 1863, nel Castello del Valentino a Torino. Tra i fondatori appartenenti alla prima lista di adesione, oltre al Sella, vi furono circa altri duecento appassionati di montagna, tra cui: Giovanni Piacentini, Giorgio Tommaso Cimino, Luigi Vaccarone, Bettino Ricasoli e Giovanni Battista Schiapparelli.

Il primo presidente del CAI eletto fu il barone Ferdinando Perrone di San Martino e vicepresidente Bartolomeo Gastaldi, che ne divenne poi secondo presidente dal 1864 al 1872.[1]

Il CAI ebbe sede dapprima a Torino, e poi dopo la seconda guerra mondiale la sede legale fu trasferita a Milano in via Errico Petrella 19, dove si trova tuttora.

In seguito furono aperte sedi anche in numerose altre città italiane. Nel 1873, con l'annessione del Lazio al Regno d'Italia Quintino Sella, in quanto ministro delle finanze del regno, si trasferì nella nuova capitale, e fondò quindi la sezione di Roma. Dopo la prima guerra mondiale il CAI assorbì la Società degli alpinisti tridentini (nel 1920) e la Società alpina delle Giulie; mentre nel 1931 fu riconosciuta come sezione del CAI anche la Società escursionisti milanesi. Nel 1938 il fascismo impose al CAI un temporaneo cambio di denominazione, da Club alpino italiano a Centro alpinistico italiano, nel tentativo di preservare la "purezza" della lingua italiana dalla commistione coi termini inglesi.

A Torino vi è ancora oggi la sede sociale, sul Monte dei Cappuccini, nella Salita al Club alpino italiano sez. Torino 39, ove è anche collocata la Biblioteca nazionale del CAI e il Museo nazionale della montagna.

Ad oggi l'associazione conta più di 300.000 iscritti in tutto il territorio nazionale, a fronte dei soli 3.500 (in prevalenza benestanti piemontesi) dell'anno 1877[2].

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Organi centrali[modifica | modifica sorgente]

Il CAI (per quel che riguarda le strutture centrali) è dotato di personalità giuridica di diritto pubblico (ente pubblico non economico)[3]. L'organo sovrano del CAI è l'assemblea dei delegati[4], composta dai delegati di ciascuna sezione (il presidente della sezione e un delegato eletto ogni 500 soci della sezione stessa[5]). L'assemblea dei delegati, fra gli altri suoi compiti, adotta i programmi di indirizzo del club, elegge il presidente generale, i tre vicepresidenti generali, i componenti del collegio nazionale dei revisori dei conti e del collegio nazionale dei probiviri[6].

Gli altri organi centrali sono:

  • il comitato centrale di indirizzo e controllo[7], che esercita funzioni di indirizzo politico-istituzionale[8];
  • il collegio nazionale dei probiviri[9], che amministra il secondo grado della giustizia interna del CAI[10] (il primo grado è amministrato a livello regionale)[11];
  • il collegio nazionale dei revisori dei conti'[12] che esercita il controllo contabile e amministrativo della gestione finanziaria, economica e patrimoniale del CAI[13];
  • il comitato direttivo centrale[14], che svolge la funzione di attuazione dei programmi adottati dall'assemblea dei delegati e degli indirizzi deliberati dal comitato centrale di indirizzo e di controllo[15].

Organi tecnici[modifica | modifica sorgente]

Gli organi tecnici del CAI operano allo scopo di favorire o svolgere specifiche finalità istituzionali[16]; il comitato centrale d'indirizzo e di controllo ne sceglie i componenti e il presidente, oltre a deciderne le specifiche funzioni e competenze[17]. Gli organi tecnici centrali sono[18]:

Simbolo dell'escursionismo del CAI
  • comitato scientifico centrale
  • commissione centrale per l'escursionismo
  • commissione centrale alpinismo giovanile
  • commissione centrale medica
  • commissione centrale per i materiali e le tecniche
  • commissione centrale per la speleologia
  • commissione centrale per la tutela dell'ambiente montano
  • commissione centrale per le pubblicazioni
  • commissione centrale rifugi e opere alpine
  • commissione cinematografica centrale
  • commissione legale centrale
  • commissione nazionale scuole di alpinismo, scialpinismo e arrampicata libera
  • commissione biblioteca nazionale
  • servizio valanghe italiano

Scuole centrali[modifica | modifica sorgente]

Le scuole centrali coordinano il lavoro che le scuole del CAI svolgono sul territorio. Sono[19]:

  • scuola centrale di alpinismo giovanile
  • scuola centrale di alpinismo
  • scuola centrale di scialpinismo
  • scuola nazionale di speleologia
  • scuola centrale sci fondo escursionistico

Strutture territoriali e periferiche[modifica | modifica sorgente]

A livello periferico il CAI è diviso in gruppi regionali'[20], uno per ogni regione italiana, ad eccezione delle province autonome del Trentino e dell'Alto Adige, che hanno ciascuna un proprio gruppo regionale[21].

Il vero nucleo del CAI sono però le sezioni[22]. Queste sono raggruppamenti di soci che promuovono le finalità istituzionali in una determinata area geografica[23]. Negli ultimi anni è stato rimosso il divieto di avere più sezioni nella stessa città, realtà che si ritrova oggi a Milano, Torino e Genova. Ogni sezione, associazione di diritto privato, possiede un proprio statuto e propri regolamenti[24], coordina e promuove l'attività sul territorio e gestisce le scuole (se ne possiede). Altro compito delle sezioni è la gestione dei rifugi alpini (in genere quelli situati nel proprio territorio di competenza) gestiti dal CAI[25]. Le sezioni possono dividersi ulteriormente in sottosezioni[26]. Le sezioni attive sul territorio sono 498, a cui sono da aggiungere 310 sottosezioni.[27]

Ogni sezione del CAI può ospitare gruppi sezionali (ad esempio di escursionismo) e scuole sezionali (ad esempio di alpinismo). I gruppi e le scuole sezionali operano in autonomia con propri regolamenti (conformi ai regolamenti sezionali e approvati dal consiglio direttivo della sezione di appartenenza), organizzando le proprie attività sotto la supervisione delle commissioni regionali e centrali e delle scuole regionali e centrali.

Sezioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Le tre sezioni nazionali del CAI sono sezioni non legate ad una specifica area geografica, e non fanno parte di alcun gruppo regionale[28]

Simbolo del CAAI

Club alpino accademico italiano[modifica | modifica sorgente]

Il Club Alpino Accademico Italiano (CAAI) è una sezione a livello nazionale[29] del CAI nata nel 1904 con lo scopo di riunire i soci del CAI che avessero acquisito meriti speciali nell'alpinismo senza guide[30]. Oggi riunisce gli alpinisti che abbiano praticato alpinismo di alto livello e promuove questa attività[31].

Associazione guide alpine italiane[modifica | modifica sorgente]

L'Associazione Guide Alpine Italiane (AGAI) è una sezione nazionale[32] del CAI nata nel 1931 con il nome di Consorzio nazionale guide e portatori. Ha acquisito il suo attuale nome nel 1978. L'AGAI riunisce le guide alpine italiane, e gode di completa autonomia dal CAI. I soci dell'AGAI sono gli unici a poter esercitare l'attività alpinistica come professionisti[33].

Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico[modifica | modifica sorgente]

Logo del Soccorso Alpino

Il Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico (CNSAS) è una struttura operativa[34] del CAI, con ampia autonomia, che si occupa della prevenzione degli incidenti in ambiente montano e ipogeo, del soccorso in quest'ambito degli infortunati, dei dispersi e di coloro che si trovino in pericolo, del recupero dei caduti e del soccorso in caso di calamità. Quest'ultima attività è svolta in collaborazione con la Protezione Civile. Dal 19 dicembre 2010 il CNSAS è diventato la terza sezione nazionale del CAI[35]

Il CNSAS è un servizio di pubblica utilità[36] e struttura nazionale operativa del servizio nazionale della Protezione Civile[37].

Il lavoro del CNSAS è svolto da tecnici altamente preparati e organizzati su base regionale. Tramite il superamento di severi esami e la formazione continua si può acquisire la carica di:

  • tecnico di soccorso alpino
  • tecnico di soccorso speleologico
  • medico specializzato in emergenza ad alto rischio in ambiente alpino
  • medico specializzato in emergenza ad alto rischio in ambiente ipogeo
  • tecnico di soccorso in forra

Il CNSAS possiede inoltre unità cinofile di ricerca in valanga e unità cinofile di ricerca in superficie.

Cori CAI[modifica | modifica sorgente]

In molte sezioni del CAI è presente un coro amatoriale con repertorio composto solitamente da canti di montagna, canti popolari tradizionali, canti degli alpini.

In occasione del 150º anniversario del CAI, i cori piemontesi del CAI, Edelweiss e Uget, hanno realizzato un censimento di tutti i cori CAI italiani[38].

Collaborazioni[modifica | modifica sorgente]

Tecnici del soccorso alpino salgono a bordo dell'elicottero

Il CAI è membro fondatore dell'Unione internazionale delle associazioni alpinistiche (UIAA)[39], che raggruppa la maggior parte delle federazioni nazionali di sport di montagna, e del Club Arc Alpin (CAA)[40], che riunisce i principali club alpini dei paesi dell'arco alpino. Tra il CAI e molti altri club alpini è inoltre stabilito un "trattamento di reciprocità". Un socio di un club alpino con trattamento di reciprocità ha diritto a ricevere da parte del CAI lo stesso trattamento che questo riserva ai propri soci (per esempio per quanto riguarda le tariffe dei rifugi o i prezzi delle pubblicazioni), così come i soci del CAI hanno questo stesso diritto nei confronti degli altri club alpini.

Il CAI collabora con l'Esercito Italiano per l'addestramento delle truppe alpine[41].

Attività[modifica | modifica sorgente]

Rifugi e bivacchi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Commissione centrale rifugi e opere alpine.

Sono più di 700 le strutture alpine gestite dal CAI. L'associazione gestisce 433 rifugi alpini, 224 bivacchi, 65 capanne sociali, 26 punti d'appoggio e 15 ricoveri per un totale di oltre 23500 posti letto[42]. Lo scopo di queste strutture è quello di fungere da base di partenza per le ascensioni della zona (soprattutto in quei casi in cui sarebbe difficile o impossibile effettuare l'ascensione in una sola giornata), da punto di arrivo finale o intermedio di traversate o da ricovero d'emergenza in caso di condizioni avverse. Tali strutture vengono inoltre utilizzate come punto d'apoggio per lo svolgimento di attività sociali (corsi, convegni ecc.) e per iniziative culturali.

Didattica[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista della didattica e della diffusione di una "cultura della sicurezza" dell'andare per monti, sono molte le sezioni che hanno fondato scuole di alpinismo, scialpinismo e arrampicata, riconosciute anche dalla vigente legislazione italiana[33]. Tali scuole organizzano oggi corsi, aggiornamenti e stages di formazione di diverso livello che tendono a favorire la conoscenza della montagna e delle tecniche per frequentarla in sicurezza. A questo scopo il CAI forma istruttori, accompagnatori e altri operatori[43], che esercitano la loro attività a titolo completamente gratuito. Per diventare istruttore o accompagnatore CAI in una specifica disciplina bisogna seguire appositi corsi di formazione, superare un esame teorico e pratico, esercitare in maniera continuativa l'attività nell'ambito di una sezione o di una scuola del CAI e seguire periodici corsi d'aggiornamento (pena la perdita del titolo)[44].

I titoli riconosciuti dal CAI sono[45]:

  • istruttore nazionale di alpinismo
  • istruttore di alpinismo
  • istruttore nazionale di sci alpinismo
  • istruttore di sci alpinismo
  • istruttore nazionale di arrampicata libera
  • istruttore di arrampicata libera
  • istruttore nazionale di speleologia
  • istruttore di speleologia
  • istruttore nazionale di sci fondo escursionismo
  • istruttore di sci fondo escursionismo
  • accompagnatore nazionale di alpinismo giovanile
  • accompagnatore di alpinismo giovanile
  • accompagnatore di escursionismo
  • esperto nazionale naturalistico del comitato scientifico centrale
  • operatore naturalistico del comitato scientifico centrale
  • osservatore glaciologico del comitato scientifico centrale
  • esperto nazionale tutela ambiente montano
  • operatore tutela ambiente montano
  • esperto nazionale valanghe
  • tecnico del distacco artificiale
  • tecnico della neve
  • osservatore neve e valanghe

Tra le più antiche e conosciute scuole del CAI (tra le quali alcune nate poco dopo la fondazione del Club Alpino Italiano), vi sono la Gian Piero Motti e la Giusto Gervasutti del CAI Torino (quest'ultima inizialmente intitolata a Gabriele Boccalatte), la Silvio Saglio della SEM Milano, la Paolo Consiglio di Roma e la Giorgio Graffer di Trento.

Sicurezza[modifica | modifica sorgente]

Segnaletica CAI su un sentiero

Il CAI si impegna per promuovere e consentire una frequentazione sicura della montagna e una pratica sicura degli sport di montagna e affini[46]. L'attività volta alla sicurezza comprende la formazione e la didattica, con le scuole, gli accompagnatori e gli istruttori; la pubblicazione di manuali riferiti ai vari aspetti dell'andare in montagna (come "Alpinismo su roccia" o "Medicina e montagna"); la campagna permanente per la prevenzione degli incidenti in montagna "sicuri in montagna", curata principalmente dal CNSAS[47] e il sito web Montagna Amica e Sicura[48]. Il CAI inoltre cura la manutenzione e la segnaletica dei sentieri e delle vie ferrate[49] e mantiene e aggiorna il catasto sentieri.

Tutela ambiente montano[modifica | modifica sorgente]

simbolo della TAM

Il CAI attraverso la Commissione centrale per la tutela dell'ambiente montano (TAM) diffonde la conoscenza dei problemi della conservazione dell'ambiente e promuove iniziative di salvaguardia dell'ambiente naturale e culturale della montagna, in particolar modo iniziative di tipo preventivo. La TAM favorisce la conoscenza naturalistica, sia tra soci del CAI che fra i non soci, ritenendola un utile strumento di tutela. La tutela dell'ambiente montano è uno degli scopi principali del sodalizio[50][51].

Alpinismo giovanile[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma dell'alpinismo giovanile

Il CAI indica nelle sue finalità una particolare attenzione verso i più giovani[52], pertanto proprio ai giovani ha dedicato un'attività specifica, l'alpinismo giovanile. Questa attività si fonda sulla convinzione che la montagna possa essere un ambiente di crescita per il giovane, che diventa quindi protagonista del "progetto educativo" del CAI. Le persone incaricate di portare avanti questa attività (accompagnatori di alpinismo giovanile) devono avere, oltre ad un'ottima formazione tecnica (che caratterizza tutti gli operatori del CAI) anche una solida preparazione in ambito psicopedagogico.

Informazione e cultura[modifica | modifica sorgente]

Il Club alpino italiano pubblica due proprie riviste: Lo Scarpone, settimanale online, che ha lo scopo di informare i soci sugli eventi riguardanti la montagna (fino al 2012 era un mensile cartaceo); Montagne 360°, mensile (in precedenza bimestrale e chiamata solo "La rivista"), che spazia a più ampio respiro su tutte le tematiche che hanno per oggetto le montagne, in Italia e nel mondo. Distribuito in abbonamento ai soci CAI dal 1885, da ottobre 2012 è presente anche nelle edicole. Oltre ai periodici il CAI pubblica altri prodotti editoriali, fra cui manuali e annuari, ma anche libri dedicati alla cultura e alla storia della montagna e dell'alpinismo[53].

L'associazione pubblica, in collaborazione con il Touring Club Italiano la collana Guida dei Monti d'Italia. La collana comprende numerosi volumi, ciascuno dedicato ad una determinata area geografica (ad esempio "Sardegna") o ad un massiccio montuoso (ad esempio "Monte Rosa"). Ogni volume consiste in una guida escursionistica, alpinistica e, spesso, scialpinistica della zona o del gruppo montuoso in questione. La collana è purtroppo incompleta, in quanto mancano alcuni volumi mentre altri volumi sono ormai obsoleti e non ne esistono aggiornamenti.

Il CAI ha fondato nel 1874 il Museo nazionale della montagna, che ha oggi come scopo quello di essere un polo culturale che riunisca idealmente tutte le montagne del mondo. Il museo si trova a Torino, sul monte dei Cappuccini, e ospita il centro di documentazione del CAI, che si occupa di trovare e conservare i documenti storici riguardanti l'alpinismo e la montagna. È composto dalla fototeca, dalla cineteca e dal Centro italiano studio e documentazione apinismo extraeuropeo (CISDAE). Nella stessa sede si trova la Biblioteca nazionale del CAI[54]. Si tratta di una biblioteca specializzata di rilevanza internazionale per la quantità e il valore delle opere e dei documenti che vi sono conservati. Oltre a tutte le più recenti pubblicazioni di ambito montano e alpinistico, dai periodici alle guide, la biblioteca conserva opere antiche e rare, come descrizioni di itinerari sulle alpi risalenti all'inizio del Settecento o riviste alpinistiche di metà Ottocento.

Inoltre il CAI cura dal 1952 il Trento Film Festival, la più antica e acclamata rassegna internazionale di film dedicati alla montagna, alpinismo, esplorazione, ambiente e avventura. Dal 2004 al 2011 la direzione artistica del Festival è stata affidata a Maurizio Nichetti. Il Trento Film Festival comprende, oltre alla rassegna cinematografica, una serie di incontri e mostre, e, dal 1987, ospita l'evento Montagna libri, rassegna internazionale dell'editoria di montagna. Durante la rassegna Montagna libri si tiene anche la Mostra mercato delle librerie antiquarie della montagna, antichi libri di montagna, cartoline, stampe, incisioni, manifesti e rarità che trattano del mondo alpinistico.

Presidenti del Club Alpino Italiano[modifica | modifica sorgente]

Nel seguente elenco sono riportati i presidenti dal 1863:[55]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Quintino Sella, Una salita al Monviso. Lettera a Bartolomeo Gastaldi
  2. ^ Bollettino del Club Alpino Italiano, numero 33, del 1877, pag.642
  3. ^ Legge 26 gennaio 1963, n.91
  4. ^ Statuto, Titolo III, Art. III.1 (12)
  5. ^ Regolamento generale, Titolo III, Capo I Art. 16 (III.I.1)
  6. ^ Statuto, Titolo III, Art. III.2 (13)
  7. ^ Statuto, Titolo IV, Capo I, Art. IV.I.1 (15)
  8. ^ Regolamento generale, Titolo IV, Capo I, Art. 25 (IV.I.1)
  9. ^ Statuto, Titolo IV, Capo V, Art. IV.V.1 (22)
  10. ^ Regolamento generale, Titolo IV, Capo V, Art. 36 (IV.V.1)
  11. ^ Regolamento disciplinare del Club alpino italiano
  12. ^ Statuto, Titolo IV, Capo IV, Art. IV.IV.1 (21)
  13. ^ Regolamento generale, Titolo Iv, Capo IV, Art. 35 (IV.IV.2)
  14. ^ Statuto, Titolo IV, Capo II, Art. IV.II.2 -ex 23/2001 (19)
  15. ^ Regolamento generale, Titolo IV, Capo II, Art. 30 (IV.II.3)
  16. ^ Statuto, Titolo IV, Capo III, Art. IV.III.1 (20)
  17. ^ Regolamento per gli organi tecnici operativi centrali e periferici
  18. ^ Organi tecnici centrali
  19. ^ Scuole centrali e nazionali
  20. ^ Regolamento generale, Titolo VII, Capo I, Art. 53 (VII.I.1)
  21. ^ Regolamento generale, Titolo VII, Capo I, Art. 54 (VII.I.2)
  22. ^ Regolamento generale, Titolo VI, Capo 1, Art. 38 (VI.I.1)
  23. ^ Statuto sezionale Tipo
  24. ^ Si veda "Elenco degli statuti sezionali approvati"
  25. ^ Regolamento generale, Titolo VI - Capo I – Sezioni
  26. ^ Regolamento generale, Titolo VI, Capo III, Art. 50 (VI.III.1)
  27. ^ Club Alpino Italiano, Rapporto sull'attività dell'anno 2012, 2013, p. 18. URL consultato il 1º luglio 2013.
  28. ^ Regolamento generale, Titolo VI, Capo I, Art. 47 (VI.I.10)
  29. ^ Statuto, Titolo VI, Art. VI.6 (29), capo 5
  30. ^ Regolamento del Club alpino accademico italiano, Art. 1
  31. ^ Regolamento del Club alpino accademico italiano, Art. 2
  32. ^ Statuto del Club alpino italiano, Titolo VI, Art. VI.6 (29), capo 5
  33. ^ a b Legge 2 gennaio 1989, n.6
  34. ^ Regolamento generale, Titolo IV, Capo III, Art. 33 (IV.III.3), par. 2
  35. ^ Modifiche allo statuto approvate dall'Assemblea dei Delegati il 19 dicembre 2010
  36. ^ Legge 21 marzo 2001 n. 74
  37. ^ Legge 24 febbraio 1992 n. 225
  38. ^ Lo stato dell'arte dei Cori CAI
  39. ^ UIAA - UIAA Member Federations
  40. ^ Club Arc Alpin: CAI
  41. ^ Alla firma la convenzione tra CAI e Esercito italiano
  42. ^ Analisi sintetica dei rifugi del CAI (PDF). URL consultato il 20 aprile 2012..
  43. ^ Regolamento generale, Titolo I, Capo I, Art. 1 (I.I.1), Lett. c
  44. ^ Regolamento per gli organi tecnici operativi centrali e periferici, Titolo V, art. 26, 32, 33
  45. ^ Regolamento per gli organi tecnici operativi centrali e periferici, allegato C: Elenco dei titolati alla data del 29 settembre 2007
  46. ^ Regolamento generale, Titolo I, Capo I, Art. 1 (I.I.1), Lett. b e Lett. e
  47. ^ Sicuri in montagna. URL consultato il 13 luglio 2011.
  48. ^ montagna Amica e Sicura home page. URL consultato il 13 luglio 2011.
  49. ^ Regolamento generale, Titolo I, Capo I, Art. 1 (I.I.1), Lett. d
  50. ^ Statuto, Titolo I, Capo I, Art. I.1 (1)
  51. ^ Regolamento generale, Titolo I, Capo I, Art. 1 (I.I.1), Lett. i
  52. ^ Regolamento generale, Titolo I, Capo I, Art. 1 (I.I.1), Lett. b
  53. ^ Regolamento generale, Titolo I, Capo I, Art. 1 (I.I.1), Lett. f
  54. ^ Regolamento generale, Titolo I, Capo I, Art. 1 (I.I.1), Lett. g e Lett. h
  55. ^ Commissione per il centenario, op. cit., pp. 123-318, 400

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Club alpino italiano, Commissione per il centenario, 1863-1963. I cento anni del Club alpino italiano, Milano, Tamari Editore, 1964.
  • Quintino Sella, Una salita al Monviso. Lettera a Bartolomeo Gastaldi, a cura di Pietro Crivellaro, Tararà edizioni, Verbania, 1998, ISBN 88-86593-14-7

Leggi[modifica | modifica sorgente]

Statuti e regolamenti[modifica | modifica sorgente]

  • Club alpino italiano - Statuto - Testo adottato dall'assemblea dei delegati di Verona (14 dicembre 2001 e 30 novembre 2003) - Revisionato dal comitato centrale di indirizzo e di controllo a Milano(17 gennaio 2004)
  • Club alpino italiano - Regolamento generale - Testo adottato dal comitato centrale di indirizzo e di controllo in data 12 febbraio 2005 - Modificato in data 23 luglio 2005, 19 novembre 2005 e 29 marzo 2008
  • Club alpino italiano - Regolamento disciplinare approvato dal comitato centrale di indirizzo e di controllo con Atto n. 31 del 16 giugno 2007
  • Club alpino italiano - Regolamento per gli organi tecnici operativi centrali e periferici - Approvato dal CC nella sua seduta del 29 settembre 2007 e modificato dal CC nella sua seduta del 10 novembre 2007
  • Club alpino italiano - Statuto Sezionale Tipo - Approvato dal comitato centrale di indirizzo e di controllo nella sua riunione del 3 febbraio 2007
  • Club alpino italiano - Elenco degli statuti sezionali approvati
  • Club alpino accademico italiano - Regolamento del Club alpino accademico italiano - Approvato dal consiglio centrale del Club alpino italiano

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]