Sci alpinismo

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Sci alpinisti durante la salita

Lo sci alpinismo, o scialpinismo, è una disciplina sciistica/alpinistica che, mediante l'utilizzo di sci opportuni e pelli di foca, permette di muoversi in montagna durante i periodi di innevamento, sia in risalita che in discesa, come attività a sé stante o come modalità di avvicinamento invernale a percorsi prettamente alpinistici.

È nato prima lo sci alpino o lo sci alpinismo?[modifica | modifica wikitesto]

L'utilizzo dei primi sci da parte di popolazioni scandinave, prevedeva la risalita con gli sci, con o senza pelli di foca, o, in alternativa, la risalita a piedi. Solo all'inizio del Novecento nacquero sulle Alpi i primi impianti di risalita, dando vita allo sci alpino propriamente detto. Il moderno scialpinismo non è sostanzialmente diverso dal primordiale concetto di utilizzo dello sci dei secoli passati. Tuttavia nel tempo sono cambiate le tecniche, i materiali e gli scopi (da mezzo di locomozione invernale a sport e svago).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'utilizzo delle pelli di foca, (inizialmente naturali, poi soppiantate da prodotti sintetici) sotto le solette degli sci per permettere l'avanzamento e la tenuta in salita è stato ripreso dai pionieri dello scialpinismo dagli esploratori delle aree polari. Le tecniche, sebbene primitive, erano già ben delineate nei primi anni del XX secolo, ed utilizzate anche in campo bellico dalle Truppe alpine durante la Prima guerra mondiale. Gli anni del dopoguerra hanno visto una notevole evoluzione della tecnica e dei materiali, (del 1927 la prima ascensione sciistica italiana al Monte Bianco, da parte di Ottorino Mezzalama ed Ettore Santi) e nel secondo dopoguerra si è assistito ad una diffusione su scala relativamente vasta di appassionati a questa attività invernale. Già nel 1933 si organizzò la prima edizione di quella che sarebbe diventata la più importante competizione di scialpinismo come disciplina agonistica.

Pur essendo diventata una disciplina potenzialmente alla portata di tutti è comunque indispensabile affrontarla con la giusta preparazione atletica, possibilmente insieme a dei professionisti della montagna, quali le guide alpine, o i maestri di sci o in alternativa agli istruttori di scialpinismo del CAI, o dopo eventuale formazione presso le scuole di sci alpinismo di CAI ed altre organizzazioni titolate alla formazione. Portare sempre con sé il necessario per le eventuali situazioni d'emergenza.

Materiali[modifica | modifica wikitesto]

Scarpone e attacco da Sci Alpinismo, si noti il Rampant (rampone da salita)

Per praticare lo scialpinismo sono necessari:

  • Sci da scialpinismo muniti di attacchi, si tratta di sci di dimensioni simili a quelli per lo sci alpino ma più leggeri. Gli attacchi permettono di liberare il tallone, agevolando così i movimenti in salita, e di bloccarlo poi per sciare in discesa.
  • Pelli di foca, costruite in materiale sintetico ( poliestere) oppure in lana mohair, hanno un lato adesivo. Vanno applicate alla soletta dello sci quando si vuole intraprendere una salita. Per affrontare la discesa vengono tolte e riposte nello zaino.
  • Scarponi da scialpinismo, simili a quelli per sci alpino ma solitamente più leggeri. Sono dotati di una suola in gomma per agevolare la camminata qualora sia necessario.
  • Bastoncini da sci, come quelli per lo sci alpino, agevolano la salita ma vengono utilizzati anche in discesa.

esistono poi una serie di altri strumenti come: rampant, ramponi, piccozza e più in generale qualsiasi attrezzatura da alpinismo necessaria a superare eventuali difficoltà alpinistiche lungo il percorso.

Sicurezza: Arva, sonda, pala, airbag, respiratori e informazioni meteo-nivologiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Apparecchio di ricerca in valanga.

Data la natura di questa attività, chi pratica lo sci alpinismo è particolarmente esposto al rischio di travolgimento da valanga. Infatti lo sci alpinista, in discesa, oltre che sovraccaricare i pendii carichi di neve col proprio peso, spesso "taglia" il pendio, facendo venire meno la coesione del manto nevoso. Questo, in particolari condizioni, può provocare il distacco di una valanga. Per evitare questa eventualità gli sci alpinisti devono analizzare attentamente ogni pendio, in base all'inclinazione, all'esposizione e alle condizioni della neve in quel momento, così da poter valutare il rischio di un distacco.

A questo riguardo, utile e fondamentale è accompagnare l'utilizzo di un Arva con sonda da valanga e pala (esistono appositi modelli leggeri e smontabili), per la precisa localizzazione meccanica dei travolti da una eventuale valanga ed il loro più veloce possibile disseppellimento.

Studi statistici dimostrano che l'utilizzo congiunto dei tre strumenti aumenta, in caso di incidente, la probabilità di sopravvivenza dei travolti. La tempestività dell'intervento impedisce la morte, che il più delle volte, in assenza anche di uno dei tre strumenti, interviene per il soffocamento dato dalla poca aria intrappolata. I problemi di ipotermia sono solamente successivi a quelli di asfissia e traumatici.

La ricerca di un travolto in valanga è possibile ovviamente solo se vi è almeno un'altra persona nelle vicinanze e se sia il travolto che chi effettua la ricerca sono in possesso dell'Arva, il quale a sua volta è inutile senza la pala e la sonda. La velocità e la pratica nella ricerca e nello scavo sono di fondamentale importanza per il ritrovamento in vita del travolto e possono essere conseguite solo con frequenti (almeno una all'anno) esercitazioni di soccorso in valanga e ricerca con Arva.

Negli ultimi tempi a questi sistemi di sicurezza ormai consolidati da diversi anni si stanno aggiungendo altre tecnologie.

A partire dagli anni ottanta è stato sviluppato un sistema di air-bag anti valanga. Questo meccanismo consiste in uno zaino, di varie capacità (20, 40, 60 litri ecc.) che presenta una cordicella anteriore. In caso di valanga è sufficiente tirare per far gonfiare automaticamente un pallone (un air-bag proprio come quello delle auto), per permettere il massimo galleggiamento possibile. Il sistema era stato sviluppato a partire dalle osservazioni di un forestale tedesco, negli anni settanta, osservando, la galleggiabilità dei diversi corpi nella neve. Il brevetto è stato successivamente acquistato da Peter Aschauer.

Altri sistemi di sicurezza prevedono l'uso di semplici tubi, in qualche modo parenti degli snorkel, che facilitano la respirazione una volta sepolti. Son noti come sistemi AvaLung. Ideati inizialmente dallo statunitense Tom Crowley, separano il flusso espiratorio da quello inspiratorio ed evitano il pericolosissimo fenomeno del ritrovarsi in un ambiente asfittico, isolati da una sottile parete di ghiaccio creatasi dalla fusione e ricongelamento della neve con il calore del respiro.

È sempre meglio tuttavia non affidarsi esclusivamente a questi ed altri sistemi, frequentare itinerari di free ride, sci alpinismo e altri sport in ambiente innevato sempre in gruppo, frequentare corsi specifici riconosciuti, affidarsi e farsi accompagnare da guide alpine del posto che si sceglie di frequentare. Molte volte infatti è possibile unirsi a gruppi organizzati locali che esplorano le montagne con guide alpine esperte e preparate.

È indispensabile inoltre informarsi sul rischio valanghe presso il servizio nivologico di competenza territoriale oltre che sulle condizioni meteorologiche previste.

Difficoltà scialpinistiche[modifica | modifica wikitesto]

La prima scala di valutazione delle difficoltà scialpinistiche fu introdotta negli anni quaranta dal francese Gérard Blachère. La scala Blachère prevede tre gradi:

  • MS - medio sciatore: pendii facili, fino a 30 gradi;
  • BS - buono sciatore: pendii fino a 40 gradi, per tratti brevi e poco esposti;
  • OS - ottimo sciatore: pendii anche oltre 40 gradi, passaggi obbligati ed esposti.

L'eventuale aggiunta di una A (MSA, BSA, OSA) indica la presenza di difficoltà alpinistiche, come tratti rocciosi o ghiacciai.

Il progresso tecnico e l'evoluzione dello scialpinismo hanno portato a una nuova definizione del sistema di valutazione, che si è diffuso nella letteratura scialpinistica dalla fine degli anni ottanta. La scala Blachère - ritenuta troppo soggettiva, in quanto basata sul livello dello sciatore - è stata sostituita dalla scala alpina.[1] Questa integra una valutazione globale della difficoltà - espressa con i gradi della scala UIAA per l'alpinismo - con una valutazione specifica della difficoltà della discesa - espressa con la scala originariamente introdotta da Philippe Traynard.

La difficoltà globale tiene conto di parametri come la lunghezza dell'itinerario, la ripidezza e la continuità dei pendii, l'esposizione, i pericoli oggettivi, la quota, l'isolamento. Essa si esprime con la scala:

  • F: facile
  • PD: poco difficile
  • AD: abbastanza difficile
  • D: difficile
  • TD: molto difficile
  • ED: estremamente difficile

Le valutazioni possono essere affinate coi segni più o meno (es. PD+). I primi tre gradi corrispondono all'incirca ai gradi della scala Blachère: F=MS, PD=BS, AD=OS; i gradi più alti riguardano lo sci ripido (pendenze oltre i 40/45 gradi) e lo sci estremo.

La difficoltà in discesa si esprime con la scala:

  • S1: itinerario facile che non richiede tecnica particolare.
  • S2: pendii e valloni ampi, fino a 25 gradi.
  • S3: pendii fino a 35 gradi; richiede buona tecnica su ogni tipo di neve.
  • S4: pendii fino a 45 gradi senza forte esposizione; tra 30 e 40 gradi con esposizione forte o passaggi stretti; richiede una tecnica ottima.
  • S5: pendii da 45 a 50 gradi senza forte esposizione; a partire da 40 gradi con esposizione forte.
  • S6: pendii oltre i 55 gradi senza forte esposizione; a partire da 50 gradi con esposizione forte.
  • S7: passaggi a 60 gradi o più, salto di fasce rocciose su terreno molto ripido o esposto.

Tutte le valutazioni presuppongono un itinerario in "condizioni di normalità", cioè con condizioni meteorologiche e del manto nevoso buone, non necessariamente ottime.

In presenza di difficoltà alpinistiche, la valutazione dell'itinerario può essere integrata con la valutazione alpinistica, come il grado di difficoltà in arrampicata o la pendenza del pendio ghiacciato.

Competizioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Competizioni di sci alpinismo.

Le principali competizioni sono i Campionati mondiali di sci alpinismo, a cadenza biennale e la Coppa del Mondo di sci alpinismo, che si disputa ogni anno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CNSASA, pp. 327-329

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]