Apparecchio di ricerca in valanga

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
APS
APS con schermo LCD

L'apparecchio di ricerca in valanga, comunemente noto come ARVA (Appareil de Recherche de Victimes en Avalanche, in francese) o come ARTVA (Apparecchio di Ricerca dei Travolti in VAlanga), è uno strumento elettronico utilizzato per la ricerca delle persone travolte in valanga.

Lo strumento è sostanzialmente una ricetrasmittente di segnale (non vocale), che funziona sulla frequenza di 457 kHz. L'apparecchiatura viene indossata dagli escursionisti in modalità di trasmissione permettendo a coloro che non sono stati travolti dalla valanga di commutare l'apparecchio in modalità ricezione al fine di localizzare il trasmettitore dei travolti.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esistono due tipi fondamentali di ARVA: analogici e digitali, con diverse caratteristiche e facilità d'uso.

Lo strumento essenziale si compone di una ricetrasmittente analogica a un canale, con portata di circa 80 metri, commutabile o in ricezione, o in trasmissione (ma sempre in trasmissione durante l'escursione, se non si è in fase di ricerca), con un'antenna interna, un segnalatore acustico, ed un attenuatore di segnale regolabile con una manopola che indichi le distanze, man mano che ci si avvicina, in ricerca, al travolto.

I modelli più complessi, tuttora in evoluzione tecnologica, possono essere digitali, avere particolari software, un visualizzatore più o meno evoluto, avere più di un'antenna per una migliore risoluzione spaziale, e permettere la captazione e risoluzione di più segnali ricevuti in contemporanea. I prezzi, al 2009, partono da circa 150 euro fin oltre i 400/500 per i modelli di ultima generazione.

W-link[modifica | modifica sorgente]

Alcuni apparati di fascia alta sono dotati anche di una frequenza secondaria "supplementare" denominato W-link. Questa frequenza trasmette ulteriori dettagli ad altri apparecchi dotati di questa tecnologia.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

L'utilizzo e il corretto uso dell'ARVA è fortemente consigliato a tutti coloro che praticano sport in ambiente innevato come sci alpinismo, ciaspole o racchette da neve, sci escursionismo, snowboard e ogni attività in ambiente naturale innevato, comprese quindi le fasi di avvicinamento e rientro da altre attività montane quali arrampicate alpinistiche in stagione invernale ed altro; le statistiche riportano infatti che tra i travolti che si salvano, la stragrande maggioranza viene estratta dai compagni di escursione che li hanno trovati grazie ad un corretto uso dell'ARVA. La velocità di intervento è infatti fondamentale per la sopravvivenza, che decresce molto velocemente col passare del tempo.

Fondamentale è inoltre l'esercitazione periodica al recupero di strumenti appositamente seppelliti, e la verifica, prima di ogni partenza, da parte dei componenti del gruppo, del corretto funzionamento degli apparecchi (controllo incrociato sfilando a turno con ARVA in emissione davanti a un compagno in ricezione). Fondamentale è il controllo periodico delle batterie e l'utilizzo di tipi ad alta capacità (alcaline). Queste comuni batterie mettono al riparo da eventuali ricariche incomplete dei tipi ricaricabili, che inoltre possiedono capacità minori e vengono fortemente sconsigliate (si riduce, oltre che la durata, anche il raggio utile di ricetrasmissione). L'ARVA va sempre indossato a contatto diretto o quasi del corpo, per evitare la perdita nella caduta e perché a bassa temperatura le pile di cui è fornito smettono di erogare corrente.

Arva, sonda e pala[modifica | modifica sorgente]

Altrettanto utile e fondamentale è accompagnare l'utilizzo dell'Arva con sonda da valanga e pala (esistono appositi modelli leggeri e smontabili), per la precisa localizzazione meccanica dei travolti ed il più veloce possibile disseppellimento. Studi statistici dimostrano che l'utilizzo congiunto dei tre strumenti salva, in caso di incidente, con alta probabilità i travolti. La tempestività dell'intervento impedisce la morte, che il più delle volte, in assenza anche di uno dei tre strumenti, interviene per soffocamento dato dalla poca aria intrappolata. La legge Italiana e alcune leggi regionali (es. Piemonte, Val d'Aosta) prevedono l'obbligo di utilizzo dell'Arva, pala e sonda quando si pratichi sci alpinismo e freeride (Legge 24 dicembre 2003, n. 363 "Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo", Valle d'Aosta L.R. 15-11-2004 n. 27, Piemonte Legge regionale n. 7 del 12 marzo 2009)[1]

Modalità d'uso[modifica | modifica sorgente]

Esiste una tecnica ben precisa per la ricerca di eventuali sepolti da valanga che si effettua in 3 fasi:

  • Ricerca del primo segnale
  • Localizzazione
  • Localizzazione di precisione

Fino a qualche anno fa tutte e tre le fasi utilizzavano la tecnica di ricerca per linee ortogonali, ora invece nella seconda fase si effettua la ricerca per linee di campo elettromagnetico.
A questo punto, o in caso di problemi alle apparecchiature, si effettua il sondaggio con l'asta della sonda, per la localizzazione meccanica. Una volta individuato il corpo si procede velocemente al disseppellimento. Ci vogliono ore per scavare con mezzi di fortuna pochi metri di neve, che invece l'utilizzo di una semplice pala permette di fare in alcuni minuti.

Produttori[modifica | modifica sorgente]

Nel seguente elenco alcuni dei maggiori produttori di apparecchi di ricerca in valanga:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Legislazione attività fuoripista, caiivrea.it, 27-1-2009. URL consultato l'8-4-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]