Micropterus salmoides

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Persico trota
Micropterus salmoides 2.jpg

Micropterus salmoides1.jpg

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Osteichthyes
Superordine Acanthopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Percoidei
Famiglia Centrarchidae
Genere Micropterus
Specie M. salmoides
Nomenclatura binomiale
Micropterus salmoides
Lacépède, 1802
particolare della bocca
LargemouthBass.jpg
Individuo pescato

Il persico trota (Micropterus salmoides, Lacépède, 1802), chiamato anche boccalone o black bass (nello specifico largemouth bass) è un pesce osseo d'acqua dolce appartenente alla famiglia Centrarchidae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Il persico trota è originario di un ampio areale in America settentrionale dai Grandi Laghi alla Florida e al Texas fino al nord del Messico, compreso l'intero bacino idrografico del Mississippi-Missouri. È stato introdotto in tutti i continenti tranne l'Antartide[1] e si può considerare cosmopolita[2]. In Europa è stato introdotto a partire dal 1883[3] in quasi tutti i paesi ma si è rapidamente estinto nel Regno Unito, in Germania, in Polonia e nei Paesi Bassi mentre è diffusissimo nelle zone meridionali e mediterranee come Italia, Spagna, Portogallo, sud della Francia e Balcani. È presente anche nel bacino del Danubio, negli affluenti sloveni[4]. In Italia è stato introdotto ai primi del '900 nei laghi di Monate e di Comabbio (anticamente noto come "lago di Varano") in Brianza[3] da dove si è diffuso in tutto il paese anche se nelle regioni meridionali e insulari la sua presenza è meno frequente che al centro-nord[5].

M. salmoides è una specie tipica delle acque ferme o a corrente debole, si incontra nei laghi, nei canali, negli stagni, nei bacini artificiali, nelle lanche e nel tratto basso dei fiumi (Zona dei ciprinidi fitofili) da cui può risalire più a monte ma sempre evitando le acque più correnti. Nei laghi le zone preferite sono le acque basse e ricche di vegetazione lungo le rive, i canneti e le aree ricche di ninfee[5]. Popola soprattutto zone a fondo sabbioso o fangoso ricche di vegetazione[2]. Sopporta una salinità fino al 13‰[4].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il persico trota deve il suo nome inglese black bass alla somiglianza con la spigola (sea bass) della forma del corpo, che però in M. salmoides è più tozzo. Il corpo ha forma ovale ed è piuttosto robusto, poco compresso lateralmente. la bocca è molto grande (l'osso mascellare supera largamente l'occhio), obliqua, armata di piccoli denti molto numerosi. La mascella inferiore è leggermente sporgente. La pinna dorsale è unica, con la parte anteriore a raggi spiniformi e la posteriore, più alta, a raggi molli. Tra la parte a raggi spinosi e quella a raggi molli c'è un'intaccatura che può dare l'impressione che le dorsali siano due. La pinna anale ha 3 raggi spinosi e il resto molli. La pinna caudale è ampia e ha una modesta incisione centrale, i due lobi sono arrotondati. Il colore di fondo del corpo è variabile secondo le caratteristiche dell'habitat, generalmente è di un verdastro piuttosto scuro sul dorso che schiarisce sui fianchi e vira sul biancastro o il giallo sul ventre. Tutto il corpo è cosparso di macchiette scure di numero, forma e dimensioni molto variabili. È sempre presente una fascia longitudinale scura, spesso poco vistosa nei grandi esemplari me molto definita nei giovani, in cui spesso si suddivide in una serie di macchie nere allineate. Negli adulti sono quasi sempre presenti tre sottili fasce scure radiali che partono dall'occhio e raggiungono il bordo dell'opercolo. Pinne verdastre senza ornamentazioni di sorta[2][3][4][5][6].

La misura massima nota è di 97 cm per oltre 10 kg, la misura comune degli adulti è attorno ai 40 cm[2].

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Può vivere fino a 23 anni[2]. Gli esemplari fino ai due anni di età tendono al gregarismo e formano piccoli banchi, gli adulti tendono ad isolarsi pur non essendo territoriali. In inverno tende a raggiungere profondità più elevate e a cadere in un periodo di ridotta attività, in estate è frequente nei pressi della superficie[5].

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Si riproduce in primavera e all'inizio dell'estate. In questa stagione il maschio ripulisce un tratto di fondale di sabbia o ghiaia in acqua bassa ove la femmina deporrà le uova in numero da 1.000 a 10.000 in base alle dimensioni corporee. Le uova vengono deposte a più riprese durante la stagione riproduttiva. In seguito il maschio o entrambi i genitori sorvegliano il nido fino a che gli avannotti non lo avranno lasciato[6].

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

È un predatore molto vorace[3], gli adulti si nutrono soprattutto di pesci[5] e, secondariamente, di gamberi e anfibi[2]. Possono essere occasionalmente predati tutti gli animali di dimensioni idonee come insetti, bisce d'acqua e perfino, in casi rarissimi, piccoli mammiferi e pulcini di uccelli acquatici[5]. I giovani si cibano di invertebrati acquatici e tendono a diventare sempre più piscivori con l'aumentare della taglia. Non si alimenta durante il periodo riproduttivo e quando la temperatura scende sotto i 5 °C o sale sopra i 37 °C[2].

Impatto ambientale[modifica | modifica sorgente]

L'introduzione di questa specie ha prodotto danni alle popolazioni ittiche autoctone in molti paesi[2]. Ad esempio è responsabile della rarefazione e dell'estinzione locale di alcune specie di Cyprinidae endemiche della Spagna[4]. È inserito nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo[5]. Per quanto riguarda l'Italia Sommani riporta nel 1969 che non pare si siano verificati danni alle popolazioni ittiche per l'introduzione di questo pesce:

« Nei confronti dell'ittiofauna preesistente il Persico trota esercita un'azione quasi sempre di equilibrio, contribuendo a limitare i fenomeni di sovrappopolamento da parte delle specie eccessivamente prolifiche appartenenti alla famiglia dei Ciprinidi. »
(Citato in Tortonese, 1975 op. cit.[3])

Pesca[modifica | modifica sorgente]

È una specie ittica molto apprezzata dai pescatori sportivi, vista la sua combattività. Viene insidiato tecnica dello spinning e della pesca a mosca. Viene insidiato da un gran numero di appassionati con tecniche sviluppate appositamente per questa specie (bassfishing) utilizzando soprattutto esche artificiali. L'importanza della specie per la pesca commerciale è molto limitata e solo locale; nonostante le carni siano da ritenersi ottime[2] si trova molto di rado in commercio[5]. Viene allevato in impianti di piscicoltura per produrre materiale da ripopolamento[6].

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

Viste le dimensioni può essere ospitato solo da grandi strutture pubbliche[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Sommario delle introduzioni da Fishbase
  2. ^ a b c d e f g h i j (EN) Micropterus salmoides in FishBase. URL consultato il 29/07/2014.
  3. ^ a b c d e Enrico Tortonese, Osteichthyes, Bologna, Calderini, 1975.
  4. ^ a b c d (EN) Kottelat M., Freyhof J., Handbook of European Freshwater Fishes, Cornol (CH), Publications Kottelat, 2007, ISBN 88-7021-299-8.
  5. ^ a b c d e f g h Fortini N., Atlante dei pesci delle acque interne italiane, Aracne, 2011, ISBN 978-88-548-4129-1.
  6. ^ a b c Stefano Porcellotti, Pesci d'Italia, Ittiofauna delle acque dolci, Edizioni PLAN, 2005.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

pesci Portale Pesci: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pesci