Val d'Aveto

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Aveto
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Paese/i: bandiera Italia
Regione/i: Liguria

Emilia-Romagna

Provincia/e: stemma Genova

stemma Piacenza

Comuni principali: Rezzoaglio, Santo Stefano d'Aveto in Liguria e Ferriere, Cerignale e Corte Brugnatella in Emilia
Fiume: Aveto
Superficie: km²
Altitudine: m s.l.m.
Nome abitanti:
[[Immagine:|300px|Mappa della Valle]]
Comunità montana: Comunità Montana Valli Aveto, Graveglia e Sturla
[{{{sito}}} Sito]

La val d'Aveto è una vallata situata nelle province italiane di Genova e Piacenza, attraversata dal torrente omonimo, tributario del Trebbia a cui si unisce nel comune di Corte Brugnatella in località Confiente. In essa sono presenti i due comuni di Rezzoaglio e Santo Stefano d'Aveto, appartenenti alla provincia di Genova; nella provincia di Piacenza vi sono quelli di Ferriere, Cerignale e Corte Brugnatella.

Indice

[modifica] Storia

Groppo Rosso

In epoca romana gli abitanti della valle, appartenenti alle etnie dei Liguri iluati e dei Liguri veleiati, dettero non pochi problemi alla nascente potenza latina, in un periodo protratto dal II secolo a.C., fino alla sconfitta dei veleiati della foresta del Monte Penna, ad opera del console Marco Claudio Marcello nel 166 a.C..

I Liguri veneravano il monte stesso come dio, e le foreste alle sue pendici erano considerate luoghi sacri. Tito Livio e il Console Gneo Fabrizio ne lodarono le doti di combattenti a Roma.

Nell'Alto Medioevo, la valle accolse una comunità di monaci di san Colombano, che costruirà a Villa Cella, un monastero importante, tanto da essere nominato in alcuni documenti di epoca longobarda. Esso e tutta la zona dipenderà dai monaci della potente Abbazia di San Colombano di Bobbio.

Successivamente la valle passò sotto il dominio dei Malaspina, che iniziarono la costruzione del castello di Santo Stefano d'Aveto, e infine dei Fieschi che acquistarono il territorio per la somma di 28.000 lire alla fine del XV secolo.
Dopo la Congiura dei Fieschi nel 1547 a Genova, che fallisce miseramente, la valle venne assegnata alla famiglia Doria; contro di loro vi saranno due importanti rivolte alla fine del XVIII secolo, quando la valle diventa parte integrante della Repubblica di Genova, del Regno di Sardegna e infine del Regno d'Italia.

Durante la seconda Guerra Mondiale, data la sua difficile accessibilità, la valle è usata come rifugio da alcune formazioni partigiane, ma viene risparmiata dagli scontri, che avvengono soprattutto nelle valli vicine come la val Fontanabuona, la Valle Sturla e la Val Graveglia.

Oggi parte del territorio è occupata dal Parco Regionale dell'Aveto. Nella Riserva naturale Agoraie e Moggetto, è presente il Lago degli Abeti, uno specchio d'acqua che ospita sul fondo alcuni tronchi d'abete fossili.

La valle fu tana di briganti e di leggende: si narra che poco lontano dalla radura chiamata Cabruscià, vi fosse una locanda dove l'oste avvelenava i clienti più facoltosi; scoperto dai Malaspina venne bruciato vivo nella sua locanda, da cui il nome della radura Ca bruxià (dal genovese Casa bruciata). Altre fonti indicano con questo nome una dogana sulla strada che conduce al centro abitato di Borzonasca, fuori dalla valle.

Anticamente un lago occupava le odierne piane de la moglia vicino al paese di Cabanne. Furono i monaci di Villa Cella, lavorando duramente, ad aprire le chiuse naturali che intrappolarono l'acqua nella piana, e a farla defluire attraverso la gola detta Masappello.

La valle ebbe certamente un visitatore illustre: lo scrittore e Premio Nobel Ernest Hemingway. Durante la Seconda Guerra Mondiale, precisamente nell'anno 1945, transitando sia per la val d'Aveto che nella val Trebbia come corrispondente al seguito dell'esercito di liberazione, si dice abbia scritto sul proprio diario la seguente frase [1]:

« Oggi ho attraversato la valle più bella del mondo »

Testimonianze dirette [2] confermano inoltre che Ernest Hemingway visitò una seconda volta la Val d'Aveto, durante gli anni cinquanta, per recarsi a pescare lungo il fiume Aveto.

[modifica] Flora

La Liguria è tra le regioni italiane quella che annovera il maggior numero di specie vegetali. All'interno della regione certamente l'Appennino Ligure e la Val d'Aveto occupano una posizione privilegiata, grazie alle loro caratteristiche climatiche, geografiche e geologiche [3].

L'Appennino Ligure si può considerare una cerniera tra la regione fitogeografica medioeuropea e quella mediterranea, il cui confine corre proprio lungo la dorsale appenninica. Oltre a ciò questa catena montuosa rappresenta il raccordo tra le Alpi e l'Appennino Peninsulare. Questa particolare condizione rende possibile la presenza nella stessa area di specie botaniche caratteristiche dei diversi ambienti con cui l'Appennino Ligure confina. Si aggiungono a questa situazione favorevole il notevole gradiente altitudinale, che per la Val d'Aveto va dai circa 350 metri della confluenza con la Trebbia fino ai circa 1800 del gruppo del Monte Maggiorasca, e la vicinanza con il mare propria della parte più meridionale della valle che vede alcune delle cime che la circondano, come ad esempio il Monte Ramaceto o lo stesso Monte Aiona, affacciarsi direttamente sulle valli che giungono al mare.

[modifica] Fauna

Dal punto di vista faunistico, oltre ai classici animali da allevamento e da cortile, abitano la valle molte specie, quali: tassi, ricci, volpi, cinghiali, faine, gatti selvatici e persino lupi; ricca l'avifauna, che comprende rapaci (tra cui gufi, civette, poiane e falchi), codirossi, rondini montane, fringuelli, ballerine bianche, cardellini, ghiandaie, upupe, cuculi e tordi, per citarne solo alcuni.

[modifica] Cultura

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro Province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

[modifica] Personalità legate alla Val d'Aveto

[modifica] Luoghi degni di nota

La zona della Val d'Aveto piu' apprezzata dai bagnanti è quella nel comune di Corte Brugnatella, (Piacenza), in cui il torrente forma delle magnifiche gole e dove è attorniato da spiagge, a volte anche di sabbia.

[modifica] Note

  1. ^ Quando Hemingway attraversò la 'Valle degli dei'
  2. ^ La vera storia di Hemingway a pesca in Val d'Aveto
  3. ^ Per approfondimenti è possibile consultare, sul sito Valdaveto.net, la sezione Flora della Val d'Aveto curata da Giorgio Venturini

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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