Étienne Jacques Joseph Alexandre Macdonald

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Étienne Jacques Joseph Alexandre Macdonald
Etienne-Jacques-Joseph-Alexandre MacDonald.jpg
Nato Sedan
17 novembre 1765
Morto Courcelles
25 settembre 1840 (74 anni)
Dati militari
Grado Flag of France.svg
Maresciallo dell'Impero Francese
Guerre Guerre rivoluzionarie francesi
Guerre napoleoniche
Battaglie Battaglia di Marengo
Battaglia di Wagram
Battaglia di Lipsia
Nemici storici Gebhard Leberecht von Blücher

[senza fonte]

voci di militari presenti su Wikipedia

Étienne Jacques Joseph Alexandre Macdonald (Sedan, 17 novembre 1765Courcelles, 25 settembre 1840) è stato un generale francese, Maresciallo dell'Impero con Napoleone Bonaparte e Duca di Taranto.

Indice

[modifica] Biografia

Nacque da famiglia di origine scozzese originaria dell'isola di South Uist nelle Ebridi. Il padre, Neil MacEachen (in seguito Macdonald) di Howbeg, protesse la fuga in Francia del principe Carlo Edoardo Stuart e si stabilì a Sancerre.

[modifica] Carriera militare

Étienne Jacques nel 1784 prestò servizio come sottotenente nel reggimento irlandese di Dillon in Olanda. Combatté nella battaglia di Jemmapes in Belgio (27 ottobre 1792) dove venne nominato colonnello dell'antico reggimento di Piccardia e si guadagnò l'anno successivo il grado di generale.

Il 23 gennaio 1795, al seguito dell'Armata del Nord comandata dal generale Pichegru, inseguì gli inglesi del duca di York sui fiumi gelati e catturò la flotta olandese bloccata dal ghiaccio a Helder (di fronte all'isola di Texel). Dopo aver servito nell'armata del Reno nel 1796 fu trasferito nell'armata d'Italia nel 1798 per sostituire il generale Championnet, esonerato dal comando e richiamato a Parigi, quale Governatore di Roma e degli stati della Chiesa agli ordini del Direttorio. Sconfisse con soli 5 000 uomini un esercito di 40 000 napoletani capeggiati dal generale austriaco Mack; qualche mese dopo prese il comando dell'armata di Napoli. Fu sconfitto nella battaglia sulla Trebbia (19 giugno 1799) ad opera del generale Suvorov (coadiuvato dal generale austriaco Michael Melas). Assecondò Napoleone nel colpo di Stato del 18 brumaio.

Partecipò alla battaglia di Marengo ed alla campagna del Grigioni, distinguendosi contro l'armata prussiana e russa che, attraversando il passo dello Spluga, aveva già aggirato e messa in difficile posizione quando fu firmato l'armistizio di Treviso. Fu inviato da Napoleone in Danimarca come ministro plenipotenziario fino al 1803, quando fu insignito della stella di grande ufficiale della Legion d'Onore.

A seguito dell'arresto del generale Moreau (15 febbraio 1804) cadde in disgrazia per averlo difeso ed ottenne nuovamente il comando di una divisione (in Italia) solo nel 1809. Il Principe Eugenio lo nominò comandante dell'ala destra dell'esercito e si distinse nella capitolazione di Laybach. Nella battaglia di Wagram (6 luglio 1809) si guadagnò il titolo di Maresciallo dell'Impero. Nel dicembre dello stesso anno fu creato duca di Taranto e poco dopo gli fu affidato il VII Corpo d'armata in Spagna.

Partecipò alla campagna di Russia al comando del X Corpo d'armata, un corpo eterogeneo costituito da soldati polacchi, vestfalici, bavaresi e prussiani. Combatté valorosamente nelle battaglie di Lützen (2 maggio 1813) contro il generale von Blücher, di Bautzen (21 maggio 1813) e di Lipsia (16-18 ottobre 1813), poco prima della quale (26 agosto) fu sconfitto dallo stesso Blücher nei pressi di Katzbach.

Durante la campagna di difesa della Francia comandò l'ala sinistra dell'armata francese, rimanendo fino all'ultimo fedele a Napoleone; tuttavia quando comprese che le sorti del trono imperiale erano ormai irrevocabilmente segnate, fu tra i più convinti a consigliare l'abdicazione di Napoleone a Fontainbleau (6 aprile 1814). Con Ney e Caulaincourt fu latore della proposta di abdicazione presso gli Alleati a Parigi. Dopo l'abdicazione di Napoleone Bonaparte accettò (4 giugno 1814) di servire nell'esercito regio. Nella notte fra il 19 ed il 20 marzo 1815 partì da Parigi con Luigi XVIII e dopo averlo accompagnato a Menin tornò a Parigi rifiutando qualsiasi incarico da Napoleone arruolandosi come semplice granatiere nella Guardia Nazionale. Nominato pari di Francia da Luigi XVIII, sostenne la Restaurazione e fu alla testa dell'armata di Gand.

Dopo Waterloo, al ritorno del Borbone, fu incaricato di liquidare l'Armata della Loira e nel 1816 fu ammesso nel consiglio privato del re e nominato Gran Cancelliere della Legion d'Onore, carica che conservò fino alla rivoluzione del 1830. Nel 1818 divenne cavaliere del Santo Spirito e ricevette la croce di San Luigi. Successivamente fu nominato generale della guardia regia e presidente del collegio elettorale del Rodano. Dopo la rivoluzione del 1830 si dimise dalla carica di gran cancelliere della Legion d' Onore e si ritirò nel suo castello di Courcelles.

Sposò nel 1801 Zefirina di Montholon, figlia adottiva di Charles Louis Huguet de Sémonville e vedova del generale Joubert. Morì nel suo castello a 75 anni d'età lasciando un solo figlio quindicenne. Nelle sue memorie Napoleone lo definì: Uomo di grande lealtà.

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce  dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore
Cavaliere dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona Ferrea

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • Storia illustrata n. 249, Mondadori, agosto 1978.
  • David G. Chandler, Le Campagne di Napoleone, Milano, R.C.S. Libri S.p.A., 1998. ISBN 88-17-11577-0
  • (FR) J. Tulard; J. F. Fayard; A. Fierro, Histoire e Dictionaire de la Revolution française, Paris, Éditions Robert Laffont, 1998. ISBN 2-221-08850-6
  • (EN)

[modifica] Altri progetti

R. P. Dunn-Pattison, Jacques Ètienne Joseph Alexandre Macdonald, Marshal, Duke of Tarentum in Napoleon's Marshals, Janus Publishing Company Lim, 2001. ISBN 1-902835-10-7

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue