Carlo Edoardo Stuart

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Carlo Edoardo
Carlo III
Carlo Edoardo Stuart, Bonnie Prince Charlie
Carlo Edoardo Stuart, Bonnie Prince Charlie
Pretendente Giacobita
Predecessore Giacomo III e VIII
Successore Enrico IX e I
Nome completo Charles Edward Louis John Casimir Silvester Severino Maria Stuart[1]
Trattamento Altezza Reale
Nascita Palazzo Muti, Roma, Stato della Chiesa, 31 dicembre 1720
Morte Palazzo Muti, Roma, Stato della Chiesa, 31 gennaio 1788
Luogo di sepoltura Basilica di San Pietro, Città del Vaticano
Dinastia Stuart
Padre Giacomo III
Madre Maria Clementina Sobieski
Consorte Luisa di Stolberg-Gedern
Figli Charlotte Stuart, duchessa di Albany (illegittima)
Religione Cattolicesimo

Carlo Edoardo Luigi Giovanni Casimiro Silvestro Maria Stuart, detto anche Giovane Pretendente o Bonnie Prince Charlie[2] (Roma, 31 dicembre 1720Roma, 31 gennaio 1788), discendente del casato degli Stuart, fu figlio di Giacomo Edoardo Stuart e nipote di Giacomo II Stuart, ultimo re della dinastia, proclamata decaduta in occasione della Gloriosa rivoluzione. Autoproclamatosi re di Scozia come Giacomo VIII di Scozia dal 1745 al 1746[3], fu detto anche Carlo III d'Inghilterra e Scozia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I due Stuart continuarono per tutta la loro esistenza a rivendicare il trono inglese; questo valse gli appellativi di "vecchio pretendente" (per il padre) e "giovane pretendente" (per il figlio).

Carlo Edoardo nacque a Roma e passò la sua giovinezza tra la città capitolina e Bologna. Nel 1745, nell'intento di rovesciare il governo inglese di allora, sbarcò a Eriskay nelle isole Ebridi, alimentando le speranze dei giacobiti scozzesi.
La campagna fu inizialmente un successo: Edimburgo venne occupata (ma il castello rimase in mano alle forze avversarie), e la Scozia fu in gran parte sgomberata delle truppe nemiche. Carlo Edoardo si nominò Re di Scozia, col nome che sarebbe spettato a suo padre Giacomo Edoardo Stuart, se fosse salito al trono, Giacomo VIII di Scozia.

Contro il parere dei suoi comandanti più esperti, convinto di avere l'appoggio dei Giacobiti inglesi, dopo sei settimane invase la stessa Inghilterra. A circa 150 km da Londra, nella Exeter House a Derby, pressato da vicino dalle armate condotte da suo cugino, il duca di Cumberland, si ritirò tornando in Scozia.

Il 16 aprile 1746, con la battaglia di Culloden, vicino a Inverness, le forze scozzesi vennero definitivamente sconfitte dalle truppe anglo-scozzesi che sostenevano re Giorgio II del Casato di Hannover.

Carlo Edoardo Stuart fu costretto a fuggire in Italia e non fece più ritorno nella sua patria.

Nel 1772 sposò Luisa di Stolberg-Gedern, di 32 anni più giovane di lui; vissero in un primo tempo a Roma, poi, nel 1774, si trasferirono a Firenze, nel Palazzo di San Clemente. Qui Carlo Edoardo assunse il titolo di Conte d'Albany. Nel 1780 la contessa Stolberg, che aveva intrapreso una relazione con il poeta Vittorio Alfieri, lasciò il marito divenuto violento, con l'aiuto temporaneo del cognato cardinale Enrico Benedetto Stuart, poi ottenendo la separazione legale.

Carlo Edoardo morì a Roma il 31 gennaio 1788.

Bonnie Prince Charlie, dipinto di John Pettie

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (giacobita) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (giacobita)
Gran Maestro dell'Ordine del Cardo (giacobita) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Cardo (giacobita)

Citazioni letterarie[modifica | modifica sorgente]

Carlo Edoardo in età matura, all'epoca del matrimonio con Luisa Stolberg d'Albany

La lunga residenza italiana fu caratterizzata da una certa rilevanza sociale, se non politica, tanto da essere ricordato in almeno tre testi fondamentali di quel tardo XVIII secolo:

  • Del principe fra il 1777 e il 79 parla l'Alfieri nella celebre 'Vita scritta da esso', ove lo descrive come un irragionevole e sempre ubriaco padrone[4], ovvero querulo, sragionevole e sempre ebro marito[5], ma anche gli agi di cui abondava[6] e sposo sempre presente..., o al più standosi egli di continuo nella camera contigua[5]. Giudizi, questi, che scontavano la concorrenza dell'Alfieri per la bella contessa di Albany.
  • Ancora il Goethe nella sua ricca descrizione del carnevale romano del 1788, alla fine del suo 'Viaggio in Italia', ove ricorda come la grande Via del Corso fosse divisa in due corsie, una per senso di marcia, salvo un particolare privilegio: 'gli ambasciatori hanno il diritto di andare su e giù tra le due file; lo stesso privilegio era concesso al Pretendente, che dimorava a Roma sotto il nome di Duca di Albania[7]. Poco oltre, preda della schadenfreude, ricorda come, nel corso del Carnevale, il Principe si avvalesse del privilegio ogni giorno, con gran disagio del pubblico, per richiamare alla mente dell'antica Sovrana dei re, in quel periodo di marscherata universale, la commedia carnevalesca delle sue pretese regali[8].
  • Voltaire lo rappresenta fantasiosamente intento a cena con altri cinque re detronizzati durante il carnevale di Venezia, nel Candido; qua il principe si presenta come Carlo Edoardo, re d'Inghilterra.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Per molti anni del XVIII secolo, si pensò che il capo della Gran Loggia massonica cattolica di rito scozzese, rivale e antagonista della protestante Gran Loggia di Londra, fosse Carlo Edoardo nel tentativo di farne strumento politico per la riconquista del trono inglese[9].
    Queste teorie però, non approdarono mai a nessuna prova concreta. Inoltre, in segno di gratitudine verso la nazione ospitante, il sovrano diede la possibilità agli italiani di indossare il kilt con il tartan reale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Additional Manuscripts, British Library, 30,090, quoted in Frank McLynn, Charles Edward Stuart: A Tragedy in Many Acts (London: Routledge, 1988), 8.
  2. ^ "il bel principe Carlo"
  3. ^ Andrea Calzolari, Note a Voltaire - Candido, Oscar Mondadori
  4. ^ Alfieri, Vita scritta da esso, Epoca Quarta-VIII.
  5. ^ a b Alfieri, ibidem, Epoca Quarta-VII.
  6. ^ Alfieri, ibidem, Epoca Quarta-V.
  7. ^ Goethe, il carnevale romano, in 'Viaggio in Italia'.
  8. ^ Goethe, ibidem.
  9. ^ R. Marchetti, Vittorio Alfieri, fratel massone, Il Platano Anno VII, Asti 1982

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Pretendente al trono d'Inghilterra Successore Jacobite Standard (1745).svg
Giacomo III 1766-1788
Carlo III
Enrico IX
Predecessore Pretendente al trono di Scozia Successore Jacobite Standard (1745).svg
Giacomo VIII 1766-1788
Carlo III
Enrico I
Predecessore Pretendente al trono d'Irlanda Successore Jacobite Standard (1745).svg
Giacomo III 1766-1788
Carlo III
Enrico IX
Predecessore Pretendente al trono di Francia Successore
Giacomo Francesco Edoardo Stuart 1766-1788 Enrico Benedetto Stuart

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