Guillaume Marie-Anne Brune

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Guillaume Marie-Anne Brune
Brune.jpg
13 maggio 1763 - 2 agosto 1815
Nato a Brive-la-Gaillarde
Morto a Avignone
Cause della morte Ucciso dalla folla
Dati militari
Paese servito Francia Francia
Forza armata Esercito
Grado 0MarechalFR-ImpFrArmy.jpgMaresciallo dell'Impero
Guerre Guerre rivoluzionarie francesi
Guerre napoleoniche
Campagne
Battaglie Battaglia di Brécourt
Battaglia di Bergen
Battaglia di Alkmaar
Battaglia di Castricum
Battaglia di Pozzolo
Decorazioni

[senza fonte]

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Guillaume Marie Anne Brune (Brive-la-Gaillarde, 13 maggio 1763Avignone, 2 agosto 1815) è stato un generale francese, poi Maresciallo dell'Impero ed infine ambasciatore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da una famiglia borghese: il padre, Etienne Brune, era un giudice e si poté permettere di mandare il figlio a studiare legge a Parigi; qui, Guillaume, indebitatosi con il gioco d'azzardo, si impegnò con una casa editrice come correttore di bozze. Si appassionò presto al mondo della poesia e scrisse sotto pseudonimo un volume in prosa intitolato: Voyage pictoresque et sentimental dans les provinces occidentales de la France.

Il poeta rivoluzionario[modifica | modifica wikitesto]

Allo scoppio della rivoluzione, Brune si arruolò e grazie al suo patriottismo si guadagnò presto il grado di capitano. Assieme a Jean-Paul Marat ed altri personaggi in vista dell'epoca, fondò il Club dei Cordiglieri, ove furono architettati ed orchestrati i complotti volti a rovesciare la monarchia. Dal 1792 gli furono affidati incarichi di polizia quali, ad esempio, lo scovare "realisti mascherati" e assolse tali incarichi con una brutalità e ferocia degne dei più accanniti esponenti del terrore. Nel 1796 l'allora generale di brigata fu inviato assieme al generale Bonaparte a sedare alcune insurrezioni nel sud della Francia e in quell'occasione mostrò una tale brutalità che i cittadini di Avignone non dimenticarono.

Alla fine della campagna d'Italia, alla quale partecipò sotto gli ordini del generale André Masséna, fu promosso generale di divisione. Nel 1798 gli fu affidato il compito di guidare un'armata per conquistare la Svizzera che fu occupata in breve tempo e, poiché Bonaparte era partito per l'Egitto, gli fu affidato il comando dell'Armata d'Italia.

Grazie ai successi ottenuti in Italia e in Svizzera, Brune fu scelto per organizzare la difesa dei Paesi Bassi, compito che svolse nel migliore dei modi costringendo gli inglesi a rinunciare alla conquista del paese dopo la battaglia di Castricum, 6 ottobre 1799.

Sotto l'Impero[modifica | modifica wikitesto]

A seguito del colpo di stato che portò nel 1800 ad un radicale rimescolamento dei poteri, con Bonaparte a capo del paese, Brune fu costretto a quietare i suoi ardori rivoluzionari e, dopo esser intervenuto in Vandea per sedare un'altra rivolta, fu inviato come ambasciatore ad Istanbul. Nella città turca sfoggiò grandi doti diplomatiche, che tuttavia non furono sufficienti per ammaliare il sultano. Tornato in Francia, fu insignito della carica di maresciallo nel 1804 senza tuttavia assolvere ad incarichi di rilievo.

Il ritorno e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver governato le città anseatiche, Brune si ritirò a vita privata. Tornò sulla scena politica durante i Cento Giorni, ma dopo aver appreso della definitiva sconfitta di Napoleone a Waterloo, si sottomise nuovamente al re.

Lo stesso anno, 1815, dopo aver pronunciato un proclama alle sue truppe, fu assalito da una folla inferocita ad Avignone e con il suo solito coraggio non cercò di fuggire, ma scoprendo il petto esclamò: "Fate pure!" e così Guindon de la Roche pose fine alla sua vita con un colpo di carabina: il suo corpo fu poi gettato nel Rodano. Napoleone lo ricorda dall'isola di Sant'Elena come quello che fu e cioè un eroe della repubblica più che dell'Impero.[1]

Il suo nome è inciso sotto l'Arco di trionfo di Parigi al 14º posto nella colonna 23 del Pilastro sud.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grand Aigle dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand Aigle dell'Ordine della Legion d'Onore
«promozione del 13 piovoso dell'anno XIII»
Grand officier dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand officier dell'Ordine della Legion d'Onore
«promozione del 25 pratile dell'anno XII»
Commendatore dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona Ferrea
Cavaliere dell'Ordine militare e reale di San Luigi - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare e reale di San Luigi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^
    « È stato giustamente proclamato il salvatore della Repubblica. I Romani gli avrebbero decretato il trionfo. Salvando l'Olanda salvò la Francia dall'invasione »
    (Napoleone Bomaparte - Memorie)

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