Piozzano

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Piozzano
comune
Piozzano – Stemma
Piozzano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Amministrazione
Sindaco Lorenzo Burgazzoli (Uniti per Piozzano - lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 44°55′31″N 9°29′39″E / 44.925278°N 9.494167°E44.925278; 9.494167 (Piozzano)Coordinate: 44°55′31″N 9°29′39″E / 44.925278°N 9.494167°E44.925278; 9.494167 (Piozzano)
Altitudine 222 m s.l.m.
Superficie 43 km²
Abitanti 656[1] (31-12-2013)
Densità 15,26 ab./km²
Frazioni Canova, Groppo Arcelli, Montecanino, Monteventano, Pomaro, San Gabriele, San Nazaro, Vidiano Soprano
Comuni confinanti Agazzano, Bobbio, Gazzola, Pecorara, Pianello Val Tidone, Travo
Altre informazioni
Cod. postale 29010
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033034
Cod. catastale G696
Targa PC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti piozzanesi
Patrono SS. Salvatore
Giorno festivo prima domenica dopo Pasqua
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Piozzano
Posizione del comune di Piozzano nella provincia di Piacenza
Posizione del comune di Piozzano nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Piozzano (Piusàn in dialetto piacentino[2]) è un comune italiano di circa 656 abitanti situato in provincia di Piacenza. Il comune fa parte della nuova Unione Montana Valli Trebbia e Luretta.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Piozzano è un piccolo paese situato nella alta val Luretta, valle che si incunea tra la val Trebbia ad est e la val Tidone ad ovest, terminando alle pendici del monte Serenda (759 m) dove le due valli si riuniscono. Il territorio comunale si stende sulla media ed alta collina nella zona denominata Colli piacentini. Permane un ambiente naturale integro ed un clima temperato privo di sbalzi eccessivi. Il territorio comunale è attraversato dalla Strada provinciale n° 65 che conduce al passo della Caldarola.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio fu abitato nella preistoria, poi in epoca longobarda passa ai possedimenti dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio. Testimoniata la cella monastica di Poviago e presenze nei dintorni come a S. Gabriele e Canianum (Montecanino)[3]

Dopo la caduta dei Longobardi a opera di Carlo Magno, il Sacro Romano Impero costituì i Feudi Imperiali, all'interno della Marca Obertenga, con lo scopo di mantenere un passaggio sicuro verso il mare, Piozzano fu poi assegnata come possesso dei conti di Lomello e dopo dei Paveri. Nella frazione Canova, oltre il torrente, permangono due basse torri d'angolo di un complesso fortilizio. Pur rimaneggiato negli anni, presenta ancora l'originaria pianta rettangolare e un doppio ordine di loggiati nel cortile.
La contrapposizione tra la vicina val Tidone, filo-imperiale, e la città di Piacenza, schierata con gli Hohenstaufen fece della val Luretta l'oggetto di varie spedizioni militari e luogo di scontro tra le opposte fazioni. Nel 1164 vennero distrutti il castello di Monteventano e quello di Montecanino, di cui restano le rovine.

La sede comunale, in seguito alla riorganizzazione amministrativa attuata da Napoleone, fu stabilita nel 1806 nella frazione di Pomaro, con Regio Decreto n° 2815 del 28.11.1875, Vittorio Emanuele II decretò che "Il comune di Pomaro Piacentino, nella provincia di Piacenza, è autorizzato a trasferire la sede municipale nella frazione di Piozzano".

A testimonianza dell'importanza strategica che ebbe la val Luretta, rimangono castelli e case fortificate a:

Ogni frazione inoltre ha la propria chiesa in cui spesso si possono trovare: absidi romaniche, archetti pensili, portali sovrastati da eleganti bifore, sculture lignee.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Essenzialmente agricola vede la predominanza della produzione di cereali e foraggio, affiancati da altre attività agricole come allevamento di bovini e cavalli, maneggi, produzione di vini e formaggi. Numerosi e ben conosciuti sono trattorie e ristoranti, sparsi anche nelle più piccole frazioni, che propongono i piatti della cucina piacentina e i vini locali.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Pieve di San Vitale Martire nella frazione di Pomaro (948)

Pomaro[modifica | modifica sorgente]

Pregevole Pieve di San Vitale Martire, fondata nel IX secolo. Formata da un'unica navata, divisa in tre campate con volte a crociera. Altare in marmo policromo.

Montecanino[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Montecanino.

Vidiano Soprano[modifica | modifica sorgente]

Borgo del X secolo, già appartenente alla Mensa Vescovile di Piacenza

Monteventano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Monteventano.

Vi si possono ammirare i resti del castello, distrutto nel 1164, con l'imponente torre a base circolare e l'absidiola della antica chiesa romanica, ora inglobata nella chiesa odierna come cappella battesimale.

San Gabriele[modifica | modifica sorgente]

La pieve di San Gabriele (IX-X secolo) è una delle chiese più antiche della provincia, ha un'originale pianta centrale a tre absidi e l'abside romanica con fregi zoomorfi sul fastigio delle monofore.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2009 2014 Bruno Repetti Lista civica "Le Rondini" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 498.
  3. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b - Pag 67-70
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967
  • Il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla - Itinerari 2000
  • Emilio Curtoni Val Luretta - Edizioni Pontegobbo 2002
  • Girovagando...Piacenza e le sue valli, vol. I - Percorsi&Itinerari 2005

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]