Pecorara

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Pecorara
comune
Pecorara – Stemma
Pecorara – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Emilia-Romagna – stemma Emilia-Romagna
Provincia Piacenza – stemma Piacenza
Sindaco Franco Albertini (lista civica Secondo mandato) dal 19/06/2009
Territorio
Coordinate 44°53′0″N 9°23′0″E / 44.88333°N 9.38333°E / 44.88333; 9.38333 (Pecorara)Coordinate: 44°53′0″N 9°23′0″E / 44.88333°N 9.38333°E / 44.88333; 9.38333 (Pecorara)
Altitudine 481 m s.l.m.
Superficie 53 km²
Abitanti 813[1] (31-12-2010)
Densità 15,34 ab./km²
Frazioni Busseto, Cicogni, Costalta, Lazzarello, Marzonago, Montemartino, Morasco, Praticchia, Roncaglie, Sevizzano, Vallerenzo,Corneto
Comuni confinanti Bobbio, Nibbiano, Pianello Val Tidone, Piozzano, Romagnese (PV), Travo, Zavattarello (PV)
Altre informazioni
Cod. postale 29010
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033031
Cod. catastale G399
Targa PC
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti pecoraresi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Localizzazione
Pecorara è posizionata in Italia
Pecorara
Posizione del comune di Pecorara nella provincia di Piacenza
Posizione del comune di Pecorara nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Pecorara (Pügrèra in dialetto piacentino[2]) è un comune italiano di 813 abitanti in provincia di Piacenza. Piccolo centro agricolo situato in una posizione tranquilla e boschiva nella valle del Tidoncello, piccolo torrente tributario del Tidone.

Indice

[modifica] Storia

Anche se il territorio fu abitato nella preistoria, da tracce di insediamenti presso Cicogni, le prime notizie certe risalgono al 833 dove risulta nella Carta di Valla, primo documento che censiva i possedimenti dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio, fondata da San Colombano nel 614. Una strada metteva in comunicazione la val Tidone con il monastero, risalendo il Tidoncello, passava per Pecorara, Cicogni e superato il Colle della Crocetta scendeva a Bobbio in val Trebbia. Era presidiata da torri a Montemartino e Lazzarello e da fortificazioni a Cicogni.

Dopo la caduta dei Longobardi a opera di Carlo Magno, il Sacro Romano Impero costituì i Feudi Imperiali, all'interno della Marca Obertenga, con lo scopo di mantenere un passaggio sicuro verso il mare, assegnò Pecorara, con molti dei territori limitrofi, alla famiglia dei Malaspina, con l'arrivo dei Visconti a Piacenza passò alla famiglia Dal Verme assieme alla Contea di Bobbio e Voghera, Pianello Val Tidone, Castel San Giovanni e la Valsassina. Al tempo dei Borbone Cicogni era sul confine tra il Ducato di Parma e Piacenza e lo Stato Sardo.

Il territorio comunale di Pecorara è stato teatro negli anni della seconda guerra mondiale di numerosi episodi di lotta di Resistenza da parte delle prime bande Partigiane formatesi nelle colline adiacenti.

[modifica] Cultura

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste. L'usanza della questua del calendimaggio, qui chiamato galëina grisa è ancora viva nella frazione di Cicogni.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Secondo i dati Istat del 2010 i residenti comunali sono 813.

[modifica] Natura

Nella frazione di Praticchia si può visitare il Giardino botanico alpino ideato da Antonio Ridella, sotto la gestione dell'Istituto di Botanica dell'Università di Pavia, ospita piante d'alta quota che, pur provenendo da vari sistemi montuosi, si sono adattate alle condizioni climatiche dell'Appennino.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Franco Albertini (lista civica Secondo mandato) dal 19/06/2009


[modifica] Agricoltura

Pecorara rientra tra i comuni in zona svantaggiata secondo le direttive del Piano Regionale di Sviluppo Rurale 2007-2013 approvato a livello provinciale. L'agricoltura continua ad essere la risorsa primaria del comune anche se le aziende agricole e gli addetti sono in continua flessione e, il ricambio generazionale ne è uno dei principali fattori. I terreni coltivabili si estendono dai punti più bassi del comune a circa 160 m.s.l.m. nelle frazioni Pergallini, Alberta, Pianoni, fino ai limiti del territorio comunale nelle frazioni di Cicogni e Praticchia attorno ai 1000 m.s.l.m.. Il territorio agricolo è caratterizzato da colline pù o meno dolci che lo compongono ma soprattutto per gli innumerevoli edifici rurali ultimi testimoni dell'intensa vita del comune. La maggior parte di essi di costruzione Ottocentesca secondo le caratteristiche tipiche del Podere emiliano: un unico blocco in sassi e legno a comporre la casa del fittavolo, accanto la stalla con sovrsastante il fienile. Oggi, causa il fenomeno dello spopolamento della valle durante il Boom Economico, le aziende agricole sono in numero minore ma di dimensioni maggiori, le produzioni comprendono: il latte crudo, da bovine allevate in regime biologico, così come la carne da allevamenti a pascolo, non meno importanti i cereali, tra cui frumento tenero ed orzo e i pregiati foraggi di erba medica e fieno polifita. Di nicchia, ma non meno importanti invece le produzioni di patate nella cosiddetta "Valle di Sopra" comprendenti il nucleo rurale di Busseto con le relative frazioni; il mais vitreo da polenta e l'allevamento dei suini per la produzione dei salumi insaccati tipici della zona (Salame, Coppa, Pancetta, Ciccioli, Lardo).

[modifica] Comunità montane

Fa parte dell'Unione dei Comune Valle del Tidone.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 478.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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