Pecorara

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Pecorara
comune
Pecorara – Stemma Pecorara – Bandiera
Pecorara – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Amministrazione
Sindaco Franco Albertini (lista civica Terzo mandato) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 44°53′00″N 9°23′00″E / 44.883333°N 9.383333°E44.883333; 9.383333 (Pecorara)Coordinate: 44°53′00″N 9°23′00″E / 44.883333°N 9.383333°E44.883333; 9.383333 (Pecorara)
Altitudine 481 m s.l.m.
Superficie 53 km²
Abitanti 780[1] (1-1-2013)
Densità 14,72 ab./km²
Frazioni Brevì, Busseto, Caprile, Cicogni, Cognoli, Corneto, Costalta, Lazzarello, Marzonago, Montemartino, Morasco, Praticchia, Roncaglie, Sevizzano, Vallerenzo.
Comuni confinanti Bobbio, Nibbiano, Pianello Val Tidone, Piozzano, Romagnese (PV), Travo, Zavattarello (PV)
Altre informazioni
Cod. postale 29010
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033031
Cod. catastale G399
Targa PC
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti pecoraresi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pecorara
Posizione del comune di Pecorara nella provincia di Piacenza
Posizione del comune di Pecorara nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Pecorara (Pügrèra in dialetto piacentino[2]) è un comune italiano di 780 abitanti in provincia di Piacenza. Piccolo centro agricolo situato in una posizione tranquilla e boschiva nella valle del Tidoncello, piccolo torrente tributario del Tidone.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Anche se il territorio fu abitato nella preistoria, da tracce di insediamenti presso Cicogni, le prime notizie certe risalgono all'833 dove risulta nella Carta di Valla, primo documento che censiva i possedimenti dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio, fondata da San Colombano nel 614. Una strada metteva in comunicazione la val Tidone con il monastero, risalendo il Tidoncello, passava per Pecorara, Cicogni e superato il Colle della Crocetta scendeva a Bobbio in val Trebbia. Era presidiata da torri a Montemartino e Lazzarello e da fortificazioni a Cicogni.

Dopo la caduta dei Longobardi a opera di Carlo Magno, il Sacro Romano Impero costituì i Feudi Imperiali, all'interno della Marca Obertenga, con lo scopo di mantenere un passaggio sicuro verso il mare, assegnò Pecorara, con molti dei territori limitrofi, alla famiglia dei Malaspina, con l'arrivo dei Visconti a Piacenza passò alla famiglia Dal Verme assieme alla Contea di Bobbio e Voghera, Pianello Val Tidone, Castel San Giovanni e la Valsassina. Al tempo dei Borbone Cicogni era sul confine tra il Ducato di Parma e Piacenza e lo Stato Sardo.

Il territorio comunale di Pecorara è stato teatro negli anni della seconda guerra mondiale di numerosi episodi di lotta di Resistenza da parte delle prime bande Partigiane formatesi nelle colline adiacenti.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste. L'usanza della questua del calendimaggio, qui chiamato galëina grisa è ancora viva nella frazione di Cicogni.

Persone legate a Pecorara[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Secondo i dati Istat del 2010 i residenti comunali sono 813.

Natura[modifica | modifica sorgente]

Nella frazione di Praticchia si può visitare il Giardino botanico alpino di Pietra Corva, ideato da Antonio Ridella, sotto la gestione dell'Istituto di Botanica dell'Università di Pavia, ospita piante d'alta quota che, pur provenendo da vari sistemi montuosi, si sono adattate alle condizioni climatiche dell'Appennino[4].

Sport[modifica | modifica sorgente]

La squadra di calcio locale nasce nel a metà degli anni '70 e rimane l'unica entità sportiva del paese. Dopo i primi anni di mediocri campionati, negli anni '80 un noto imprenditore locale porta nuova linfa alla società, riuscendo nell'impresa di portare la squadra a solcare i campi di Promozione nel campionato 1991/92, raggiungendo un inaspettato sesto posto. Il presidentissimo lascia la squadra nel 1992, la squadra così si ridimensiona e torna a giocare in campionati di categoria inferiore. Il Pecorara può vantare il record di non essere mai retrocesso sul campo, le retrocessioni patite sono state determinate da motivi economici e non sportivi.

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Pecorara rientra tra i comuni in zona svantaggiata secondo le direttive del Piano Regionale di Sviluppo Rurale 2007-2013 approvato a livello provinciale. L'agricoltura continua ad essere la risorsa primaria del comune anche se le aziende agricole e gli addetti sono in continua flessione e, il ricambio generazionale ne è uno dei principali fattori. I terreni coltivabili si estendono dai punti più bassi del comune a circa 160 m.s.l.m. nelle frazioni Pergallini, Alberta, Pianoni, fino ai limiti del territorio comunale nelle frazioni di Cicogni e Praticchia attorno ai 1000 m.s.l.m.. Il territorio agricolo è caratterizzato da colline pù o meno dolci che lo compongono ma soprattutto per gli innumerevoli edifici rurali ultimi testimoni dell'intensa vita del comune. La maggior parte di essi di costruzione Ottocentesca secondo le caratteristiche tipiche del Podere emiliano: un unico blocco in sassi e legno a comporre la casa del fittavolo, accanto la stalla con sovrsastante il fienile. Oggi, causa il fenomeno dello spopolamento della valle durante il Boom Economico, le aziende agricole sono in numero minore ma di dimensioni maggiori, le produzioni comprendono: il latte crudo, da bovine allevate in regime biologico, così come la carne da allevamenti a pascolo, non meno importanti i cereali, tra cui frumento tenero ed orzo e i pregiati foraggi di erba medica e fieno polifita. Di nicchia, ma non meno importanti invece le produzioni di patate nella cosiddetta "Valle di Sopra" comprendenti il nucleo rurale di Busseto con le relative frazioni; il mais vitreo da polenta e l'allevamento dei suini per la produzione dei salumi insaccati tipici della zona.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1945 Pizzi Giovanni Sindaco
1946 1948 Bertola Pierino Sindaco
1948 1951 Quadrelli Primo Sindaco
1951 1956 Pizzi Giovanni Sindaco
1956 1960 Lontani Pierino Sindaco
1960 1964 Magnocavallo avv. Giulio Sindaco
1964 1975 Coccalini cav. Giovanni Sindaco
1975 1976 Ghigini geom. Benito Sindaco
1976 2004 Miotti Carlo Roberto lista civica (centrosinistra) Sindaco
2004 Albertini Franco lista civica (centrodestra) Sindaco

Comunità montane[modifica | modifica sorgente]

Fa parte dell'Unione dei Comuni Valle del Tidone.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1 gennaio 2013.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 478.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ http://www.reteortibotanicilombardia.it/main/presentazioneOrto.php?orto=6&nome=PresentazioneRomagnese Orti botanici della Lombardia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Girovagando...Piacenza e le sue valli, vol. I - Percorsi&Itinerari 2005

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]