Pecorara

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Pecorara
Panorama di Pecorara
Pecorara - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Emilia-Romagna
Provincia: stemma Piacenza
Coordinate: 44°53′0″N 9°23′0″E / 44.88333, 9.38333Coordinate: 44°53′0″N 9°23′0″E / 44.88333, 9.38333
Altitudine: 481 m s.l.m.
Superficie: 53 km²
Abitanti:
847 31-12-2008 (fonte Istat)
Densità: 16 ab./km²
Frazioni: Busseto, Cicogni, Costalta, Lazzarello, Marzonago, Montemartino, Morasco, Praticchia, Roncaglie, Sevizzano, Vallerenzo 
Comuni contigui: Bobbio, Nibbiano, Pianello Val Tidone, Piozzano, Romagnese (PV), Travo, Zavattarello (PV)
CAP: 29010
Pref. telefonico: 0523
Codice ISTAT: 033031
Codice catasto: G399 
Nome abitanti: pecoraresi 
Santo patrono: San Giorgio 
Giorno festivo: 23 aprile 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Pecorara (Pügrèra in piacentino) è un comune italiano di 847 abitanti in provincia di Piacenza. Piccolo centro agricolo situato in una posizione tranquilla e boschiva nella valle del Tidoncello, piccolo torrente tributario del Tidone.

Indice

[modifica] Storia

Anche se il territorio fu abitato nella preistoria, da tracce di insediamenti presso Cicogni, le prime notizie certe risalgono al 833 dove risulta nella Carta di Valla, primo documento che censiva i possedimenti dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio, fondata da San Colombano nel 614. Una strada metteva in comunicazione la val Tidone con il monastero, risalendo il Tidoncello, passava per Pecorara, Cicogni e superato il Colle della Crocetta scendeva a Bobbio in val Trebbia. Era presidiata da torri a Montemartino e Lazzarello e da fortificazioni a Cicogni.

Dopo la caduta dei Longobardi a opera di Carlo Magno, il Sacro Romano Impero costituì i Feudi Imperiali, all'interno della Marca Obertenga, con lo scopo di mantenere un passaggio sicuro verso il mare, assegnò Pecorara, con molti dei territori limitrofi, alla famiglia dei Malaspina, con l'arrivo dei Visconti a Piacenza passò alla famiglia Dal Verme assieme alla Contea di Bobbio e Voghera, Pianello Val Tidone, Castel San Giovanni e la Valsassina. Al tempo dei Borbone Cicogni era sul confine tra il Ducato di Parma e Piacenza e lo Stato Sardo.

[modifica] Cultura

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste. L'usanza della questua del calendimaggio, qui chiamato galëina grisa è ancora viva nella frazione di Cicogni.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Natura

Nella frazione di Praticchia si può visitare il Giardino botanico alpino ideato da Antonio Ridella, sotto la gestione dell'Istituto di Botanica dell'Università di Pavia, ospita piante d'alta quota che, pur provenendo da vari sistemi montuosi, si sono adattate alle condizioni climatiche dell'Appennino.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Franco Albertini (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0523 999110
Posta elettronica: comune.pecorara@sintranet.it

[modifica] Comunità montane

Fa parte della Comunità Montana valle del Tidone.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali