Castelvetro Piacentino

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Castelvetro Piacentino
comune
Castelvetro Piacentino – Stemma Castelvetro Piacentino – Bandiera
Castelvetro Piacentino – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Sindaco Francesco Marcotti (lista civica Civitas Castelvetro) dal 15/04/2008
Territorio
Coordinate 45°6′0″N 9°59′0″E / 45.1°N 9.98333°E / 45.1; 9.98333 (Castelvetro Piacentino)Coordinate: 45°6′0″N 9°59′0″E / 45.1°N 9.98333°E / 45.1; 9.98333 (Castelvetro Piacentino)
Altitudine 39 m s.l.m.
Superficie 35,11 km²
Abitanti 5 581[1] (31-12-2010)
Densità 158,96 ab./km²
Frazioni Croce Santo Spirito, Mezzano Chitantolo, San Giuliano, San Pietro in Corte (San Pedretto)
Comuni confinanti Cremona (CR), Gerre de' Caprioli (CR), Monticelli d'Ongina, Spinadesco (CR), Stagno Lombardo (CR), Villanova sull'Arda
Altre informazioni
Cod. postale 29010
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033014
Cod. catastale C288
Targa PC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Localizzazione
Castelvetro Piacentino è posizionata in Italia
Castelvetro Piacentino
Posizione del comune di Castelvetro Piacentino nella provincia di Piacenza
Posizione del comune di Castelvetro Piacentino nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Castelvetro Piacentino (Castelvédar in dialetto piacentino[2]) è un comune italiano di 5.366 abitanti della provincia di Piacenza.

Indice

Geografia fisica [modifica]

Territorio [modifica]

Il suo territorio si colloca all'estremità settentrionale della Regione Emilia-Romagna, in prossimità del fiume Po, al confine con la provincia di Cremona.

Storia [modifica]

Antichità [modifica]

L'origine del paese si riallaccia alla costruzione in luogo di una fortezza romana contemporanea forse a quella di Zibello fatta erigere da Marco Bruto, pretore della provincia di Cremona, quale baluardo a difesa dell'impero dopo la sconfitta dei Galli da parte del console Marco Aurelio.

Già nel sec. XIII la fortezza era ridotta, con le mura che la cingevano, ad un ammasso di rovine, come si rileva da un documento dell'archivio comunale di Cremona dell'11 febbraio 1221, pubblicato dall'Astegiano.

Le origini del nome

Denominazione appropriata del paese sarebbe quella di Castelvecchio, da Castrum vetus, come esso veniva anticamente chiamato. La dizione primitiva si mutò in quella di Castelvetro, che costituisce una deformazione dell'altra, perché da Castrum vetus derivò la forma latina volgarizzata Castellum vetus, divenuta Castelvetus per abbreviazione ed italianizzata in Castelvetro.

Medioevo [modifica]

Il primo documento che accenni all'esistenza del borgo è una pergamena cremonese del 15 ottobre 1055: riguarda l'investitura a favore dei canonici della cattedrale di Cremona, da parte dell'imperatore carolingio Enrico, di terreni posti in varie località, fra le quali, appunto, Castelvetro, che agli stessi canonici appartenne a lungo.

Appare evidente che sia il Comune che la Chiesa di Cremona tenevano possedimenti in Castelvetro; soprattutto la Chiesa, che li amministrava per il tramite dei suoi vassalli Sommi e Bonifaci, nella parte più a sud, e Dovara.

L'Astegiano, sulla scorta dei documenti in dotazione dell'archivio comunale di Cremona, afferma infatti che l'espandersi della diocesi cremonese sulla destra del Po nei luoghi che nel 1601 passarono alla diocesi di Borgo San Donnino fu conseguenza dei possedimenti acquistati dalla Chiesa e delle conquiste del Comune; e precisa che Castelvetro faceva parte ancor prima d'una delle corti donate dai carolingi all'episcopio cremonese.

Non è possibile stabilire con esattezza i confini dell'antica corte di Castelvetro, ma essi non dovevano comprendere una zona molto vasta se questa era circoscritta fra Croce Santo Spirito, considerata sobborgo della città, San Giuliano e Monticelli d'Ongina. In un atto dell'imperatore Berengario (916-921) Monticelli d'Ongina veniva distinta come un ampio possedimento dell'episcopio cremonese e San Giuliano come una delle vaste pievi dello stesso episcopio. Se ne deduce che l'estensione territoriale della corte di Castelvetro fosse quella dell'attuale capoluogo, fatta esclusione di Croce S. Spirito e per di più, a quel tempo, limitata nella parte a settentrione dal ramo vivo del Po denominato Pausiolo, che, oltre l'attuale crocevia della statale Due Ponti, seguiva il tracciato del cavo Morta.

Età moderna [modifica]

Storicamente, Castelvetro seguì le sorti di Cremona durante il governo episcopale e comunale; incorporata poi allo Stato Pallavicino, assorbita dal Ducato di Milano, passò infine sotto la giurisdizione dei Farnese, che nel 1698 la cocessero in investitura al marchese Federico Coppalati. Un esponente di questa famiglia, Don Gherardo, fu parroco di Castelvetro dal 1724 al 1745. I Coppalati mantennero il possesso di Castelvetro sino agli inizi del 1800; estintasi in quel tempo la famiglia con la marchesa Carolina, moglie del marchese Pavesi Negri, il feudo tornò a far parte del Ducato di Parma e Piacenza sino all'unità d'Italia.

L'erezione del paese a capoluogo del comune, compreso nel circondario di Monticelli d'Ongina, risale al 15 giugno 1814 e fu confermata dalla granduchessa Maria Luigia d'Austria l'11 giugno.

Società [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[3]


Cultura [modifica]

Eventi [modifica]

Nel mese di settembre, nella prima domenica del mese, a Castelvetro Piacentino si svolge le sagra del paese: la Sagra Settembrina

Geografia antropica [modifica]

Frazioni [modifica]

Castelvetro Piacentino fino ad alcuni decenni fa si divideva in: Castelvetro, Croce Santo Spirito e Mezzano Chitantolo, quest'ultimo al confine con la città di Cremona. Questi paesi si sono successivamente uniti per formare il vero e proprio paese di Castelvetro Piacentino. Le frazioni che rimangono tuttora sono San Giuliano e San Pedretto, al confine con il comune di Monticelli D'Ongina. Per quanto riguarda la vecchia suddivisione, Mezzano Chitantolo si trova ai confini con il Po e Cremona, Croce Santo Spirito si estende al fianco della statale che da Cremona conduce a Piacenza mentre Castelvetro si sviluppa al di là di tale arteria stradale, ivi ha sede il municipio.

Infrastrutture e trasporti [modifica]

Ferrovie [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Castelvetro.

Il paese dispone di propria stazione ferroviaria sulle linee Cremona-Fidenza e Cremona-Piacenza.

Nella frazione di San Giuliano è presente la stazione di San Giuliano Piacentino.

Amministrazione [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 175.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni [modifica]