Orto botanico di Pavia

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Coordinate: 45°11′08.16″N 9°09′48.78″E / 45.1856°N 9.16355°E45.1856; 9.16355

Orto botanico di Pavia
Facciata Orto botanico di Pavia
Facciata Orto botanico di Pavia
Data fondazione 1763
Indirizzo Via Sant'Epifanio 14, Pavia
Sito http://www-3.unipv.it/orto1773/

L'Orto botanico di Pavia è una struttura museale dell'Università di Pavia, fondata nel 1763. Si trova nell'attuale sede dagli ultimi decenni del Settecento.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Si devono a Fulgenzio Witman, monaco vallombrosano, l'istituzione della prima cattedra di botanica e l'avvio della progettazione dell'Orto botanico pavese. Nel 1772 il conte Carlo Giuseppe di Firmian, plenipotenziario degli Asburgo per la Lombardia, consigliò di adottare come esempio l'Orto botanico di Padova. Nel 1773 furono, dunque, intrapresi i lavori per la costruzione della sede odierna. Nel 1774 venne insediato il Laboratorio di Chimica. Nel 1777, quando gli edifici dell'Orto presentavano già un assetto simile a quello attuale, assunse la direzione Giovanni Antonio Scopoli. Sotto la direzione di Scopoli l'Orto botanico pavese raggiunse un assetto comparabile a quello dei più famosi orti botanici italiani. La direzione di Scopoli portò, tra i numerosi vantaggi, una fitta corrispondenza con i più grandi orti botanici europei. La riorganizzazione dell'Orto riprese, sotto la direzione di Domenico Nocca (1797-1826) nel 1797. Giovanni Briosi (1883-1919), divenuto direttore dell'Orto, nel 1883 ne migliorò ulteriormente la qualità, aggiungendo tre serre calde. Nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, le scelte non furono più guidate dal principio dell'innovazione, bensì da quello del maggior risparmio economico possibile.

A partire dal 1997 l'Orto botanico di Pavia fa parte del Dipartimento di Ecologia del territorio e degli ambienti terrestri. Dal 2003 il direttore è Francesco Sartori.

Descrizione delle collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Arboreto[modifica | modifica wikitesto]

Platano secolare piantato da Giovanni Antonio Scopoli

In questa sezione sono ospitate numerose specie arboree ed arbustive. Da notare la presenza del Platanus hybrida facente parte dell'impianto originario risalente alla direzione di Scopoli. In seguito a recenti misurazioni il platano risulta avere le seguenti dimensioni: 55 m di altezza, 7,30 m di circonferenza a 1 m dalla base.

Erbari[modifica | modifica wikitesto]

Già sotto la direzione di Scopoli avveniva la raccolta di erbari continuata poi fino alla direzione di Moretti (1826-1853). Da Giuseppe Garovaglio (1853-1882) furono rilevati gli erbari di Giuseppe Comolli e Guglielmo Gasparrini; tali erbari furono ritenuti tanto importanti da essere conservati separatamente dalla collezione generale. Risale alla direzione di Raffaele Ciferri (1942-1964) la costituzione di un erbario lombardo e di un erbario generale, pensati con l'intento di far confluire tutto il materiale presente. Alcuni erbari, ad esempio quello di fiori, hanno in parte mantenuto forma autonoma. Da citare, tra le collezioni principali, quella micologica e quella di licheni. Ogni campione è caratterizzato da un'etichetta che reca luogo e data di raccolta del materiale e firma di coloro che l'hanno catalogato.

Azalee[modifica | modifica wikitesto]

Degni di nota sono i due grandi gruppi di azalee (Rhododendron indicum) coltivati per scopi estetici all'interno dell'Orto.

Piante medicinali[modifica | modifica wikitesto]

Complesso di circa 1000 campioni essiccati, contenuti in vasi di vetro.

Roseto[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del roseto

Istituito da Ciferri risulta suddiviso in tre ampi settori: rose selvatiche, rose antiche e ibridi moderni.

Serra caldo umida[modifica | modifica wikitesto]

Contiene specie esotiche quali: palme, pteridofite, aracee, euforbiacee, liliacee e marantacee.

Serra di piante utilitarie[modifica | modifica wikitesto]

In questa serra sono ospitate numerose piante esotiche da frutto, aromatiche, da legno e ornamentali. Da sottolineare la presenza di esemplari di Cyperus papyrus di origine siciliana.

Serre scopoliane[modifica | modifica wikitesto]

Un atrio comune separa, da un lato, le serre di cicadacee e, dall'altro, le serre di piante succulente.

Angiosperme[modifica | modifica wikitesto]

Questo settore è esteso lungo tutta la parte tra il corpo dell'Istituto e le serre scopoliane; è in programma una revisione del settore per via delle difficoltà di accrescimento regolare dovute alla densità degli alberi ed alla presenza di alcune gimnosperme.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Sono anche presenti alcuni strumenti scientifici e tecnici.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bevilacqua Fabio, Falomo Lidia e Garbarino Carla, Musei e collezioni dell'Università di Pavia, Hoepli.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]