Giovanni Antonio Scopoli

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Giovanni Antonio Scopoli

Giovanni Antonio Scopoli (Cavalese, 3 giugno 1723Pavia, 8 maggio 1788) è stato un medico e naturalista italiano.

Vita e opere[modifica | modifica wikitesto]

Nato nella Val di Fiemme da Francesco Antonio, commissario militare, e Claudia Caterina Gramola (1699-1791), pittrice di famiglia patrizia trentina. Ottenuta la laurea in medicina all'Università di Innsbruck, esercitò la professione di medico, prima a Cavalese, poi a Trento e quindi a Venezia, dove iniziò ad interessarsi di botanica. In quel periodò iniziò infatti a collezionare piante ed insetti rinvenuti nelle Alpi. È il padre di Giovanni, medico e nel 1807 prefetto del Regno d'Italia voluto da Napoleone.

Per due anni fece da segretario privato al Conte di Seckan, in seguito divenne medico delle miniere a Idria, un piccolo borgo della Carniola (oggi in Slovenia), rimanendo lì per sedici anni. Nel 1761 pubblicò De Hydroargyro Idriensi Tentamina, che trattava dei sintomi dovuti all'avvelenamento da mercurio causato dal lavoro in miniera.

Scopoli trascorse molto tempo a studiare la natura locale, pubblicando nel 1760 la Flora Carniolica e un'importante opera di entomologia.

Illustrazione tratta da Deliciae Flora et Fauna Insubricae.

Descrisse, minuziosamente, i caratteri macroscopici e caratterizzanti di 187 specie fungine, dividendole in 11 generi, secondo la tassonomia di Linneo. Le specie che portano il suo nome sono una trentina, tra le quali ricordiamo:

Un'altra sua opera fu Anni Historico-Naturales (1769-72), che comprende le descrizioni di nuove specie di uccelli, provenienti da varie collezioni.

Dal 1769, Scopoli fu professore di chimica, mineralogia e metallurgia all'Accademia Mineraria di Schemnitz (oggi Banská Štiavnica). In questi anni produsse le sue opere scientifiche più rinomate di botanica e mineralogia.

Nel 1777 si trasferì all'Università di Pavia per ricoprire la cattedra di chimica e botanica, incarico che conservò fino all'anno della morte, nonostante il coinvolgimento nel fallito tentativo di screditare il collega Lazzaro Spallanzani agli occhi delle autorità universitarie e governative. Il suo ultimo lavoro fu Deliciae Flora et Fauna Insubricae (1786-88), che include i nomi scientifici di uccelli e mammiferi descritti da Pierre Sonnerat, nei suoi appunti di viaggio.

A Scopoli fu dedicato il genere Scopolia della famiglia Solanaceae; la specie più nota è Scopolia carniolica Jacq., ricca in alcaloidi ad attività narcotica. Un alcaloide, presente in diverse solanacee ed anche in S. carniolica, la Scopolamina, venne così chiamato in suo onore.

La beffa della Physis[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Scopoli è legato anche ad una clamorosa beffa di cui fu vittima. Al naturalista fu portato un vaso che conteneva, sotto spirito, ciò che gli fu presentato come un verme intestinale. Scopoli lo esaminò e, non trovando nulla di simile tra i vermi conosciuti, gli diede un nome scientifico (Physis intestinalis) e lo descrisse, facendone fare anche un'illustrazione, in un suo libro, ma si trattava di una truffa e il presunto nuovo verme era in realtà la trachea e l'esofago di una gallina. Lazzaro Spallanzani, che era in pessimi rapporti con Scopoli, scrivendo sotto lo pseudonimo di Francesco Lombardini un libro in cui attaccava il rivale, non mancò di sottolineare questo abbaglio.

Taxa descritti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Taxa classificati da Giovanni Antonio Scopoli.

Taxa denominati in suo onore[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Scop. è l'abbreviazione standard utilizzata per le piante descritte da Giovanni Antonio Scopoli.
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