Epifanio di Pavia

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Sant'Epifanio di Pavia
Cristo con S. Epifanio e San Godardo (Hildesheim, Basilica di S. Godardo, XII. sec.)
Cristo con S. Epifanio e San Godardo (Hildesheim, Basilica di S. Godardo, XII. sec.)

Vescovo

Nascita 439
Morte 498
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 21 gennaio
Attributi Bastone pastorale
Patrono di Regno d'Italia

Epifanio di Pavia (Pavia, 439Pavia, 21 gennaio 498) fu vescovo di Pavia dal 467 fino alla sua morte. In vita godette di un'autorità e un prestigio paragonabili a quelli dello stesso pontefice. È venerato come santo della Chiesa cattolica. Patrono del Regno d'Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Epifanio nacque intorno al 439 da Mauro e Focaria, indicati da Ennodio come appartenenti alla più illustre aristocrazia ("Vita Epiphani", VII), ma i cui nomi suggeriscono un'origine più modesta, forse legata agli ambienti militari. Sin da bambino fu destinato alla carriera ecclesiastica e studiò in una scuola istituita dalla curia pavese. Suddiacono a diciotto anni e diacono a venti, Epifanio divenne uomo di fiducia del vescovo Crispino, che vide in lui la persona più idonea a succedergli. Alla morte di Crispino, nel 467, Epifanio, infatti, a neppure trent'anni divenne il nuovo vescovo di Pavia, malgrado non tutto il clero pavese ne approvasse la nomina. Il suo magistero si caratterizzò nel senso di una certa vicinanza agli strati popolari e a un forte ascetismo, ispirato, forse, alle pratiche del monachesimo gallico. È plausibile un influsso da parte del cenobio monastico di Lérins, ove Epifanio si recò in visita nel 474. Epifanio, in sintonia con gli orientamenti di Lérins, mostrò inoltre un'apertura e una disponibilità al dialogo nei confronti delle popolazioni germaniche. Ciò spiega il suo importante ruolo di mediatore durante il tramonto dell'Impero Romano d'Occidente e l'inizio del regno degli Ostrogoti. Nel 472, Epifanio si recò a Roma per appianare il contrasto fra il generale di origine sveva Ricimero e l'Imperatore d'Occidente Antemio, ma non poté evitare lo scontro militare fra i due e la conseguente morte di Antemio. Più fortunata fu la missione diplomatica che Epifanio condusse in Gallia per conto del nuovo Imperatore, Giulio Nepote: incontrò infatti il Re dei Visigoti Eurico e ottenne una regolarizzazione delle relazioni fra i Visigoti e Roma. Negli anni successivi Giulio Nepote dovette lasciare l'Italia, costretto alla fuga da Oreste, che fece nominare Imperatore il proprio figlio Romolo Augustolo. Seguì la rivolta delle truppe fedeli a Odoacre, che uccisero Oreste e deposero Romolo Augustolo (476), ponendo fine all'Impero d'Occidente. In tali circostanze, Epifanio riuscì a imporre il mantenimento della calma a Pavia, coinvolta negli scontri, e, successivamente, ottenne benefici per la comunità pavese da Odoacre. Durante la guerra fra Odoacre e Teodorico (488-493) Epifanio riuscì a mantenersi equidistante. Dopo la vittoria di Teodorico, si recò a incontrarlo a Ravenna e guadagnò la sua stima e fiducia. Teodorico, anzi, lo inviò come ambasciatore presso Gundebado, Re dei Burgundi, già alleato di Odoacre. Fu questa la missione più brillante di Epifanio, che mediò un accordo fra Gundebado e Teodorico e fece liberare migliaia di italici trattenuti come schiavi dai Burgundi. Nel 497 Epifanio si recò di nuovo presso Teodorico per negoziare alcuni sgravi fiscali per la comunità pavese. Durante il viaggio di ritorno si ammalò. Morì a Pavia il 21 gennaio 498.

Poco dopo la sua morte Epifanio fu venerato santo e gli furono attribuiti numerosi miracoli. Nell'962 la maggior parte delle sue reliquie fu trasferita a Hildesheim dal vescovo di tale città, Othwin, per dare a questa regione più prestigio e aiuto celeste. Come in altri casi simili, questa traslazione fu descritta dai cronisti come un furto drammatico per sottolineare il consenso e la collaborazione del santo. Le reliquie di Epifanio sono contenute in uno scrigno dorato sotto l'altare centrale del duomo di Hildesheim.

Sulla base del trasferimento delle reliquie di Epifanio si è formato un gemellaggio tra Pavia e Hildesheim.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Cesa, Ennodio. Vita del beatissimo Epifanio vescovo della Chiesa pavese, Como 1988.
  • (DE) Bernhard Gallistl, Epiphanius von Pavia, Schutzheiliger des Bistums Hildesheim, Hildesheim 2000 (tedesco)
  • Alberto Magnani, Epifanio di Pavia. Un vescovo del V secolo di fronte ai barbari in: Bollettino della Società Pavese di Storia Patria, CIX/2009, pp. 267–288.
  • Pietro Moiraghi, S. Epifanio vescovo e protettore di Pavia, padre della patria, Pavia 1897
  • Egidio Pietrella, La figura del santo-vescovo nella "Vita Epifani" di Ennodio di Pavia, Augustinianum 24.1984, pp. 213–226

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Predecessore Vescovo di Pavia Successore BishopCoA PioM.svg
San Crispino
433 - 467
467 - 496 San Massimo
496 - 514

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