Francesco Brioschi
| sen. Francesco Brioschi | |||
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| Luogo nascita | Milano | ||
| Data nascita | 22 dicembre 1824 | ||
| Luogo morte | Milano | ||
| Data morte | 13 dicembre 1897 | ||
Francesco Brioschi (Milano, 22 dicembre 1824 – Milano, 13 dicembre 1897) è stato un matematico, politico e rettore italiano.
Francesco Brioschi fu un uomo politico, illustre matematico e idraulico. Ricoprì nel corso della sua vita le cariche di rettore dell’Università di Pavia e segretario generale del Ministero della Pubblica Istruzione, lavorando in particolare col Minisitro Carlo Matteucci, celebre fisico; fu presidente del Consiglio direttivo dell’Accademia Scientifico-Letteraria, nucleo originario della futura Università degli Studi, e fondatore e direttore dell’Istituto Tecnico Superiore (che poi sarà ribattezzato Politecnico di Milano), il primo Politecnico d’Italia.
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Biografia[modifica]
Dopo aver studiato nel Liceo Classico Cesare Beccaria di Milano, si laureò a Pavia dove fu alunno dell'Almo Collegio Borromeo nel 1847. A Pavia fu allievo di Antonio Maria Bordoni, di cui in seguito divenne collaboratore.
Nel 1848 partecipò all'insurrezione delle Cinque giornate di Milano.
Fece parte della commissione che elaborò la Legge Casati del 1859, che riformò in modo organico l'intero ordinamento scolastico del Regno di Sardegna, prima di essere adottata dal Regno d'Italia dopo l'unificazione.
Nel 1860 divenne socio dell'Accademia nazionale delle scienze.
Nel 1861 fu eletto deputato del Regno d'Italia nella circoscrizione di Todi. Era allora politicamente legato (e lo sarà per tutta la vita) alla Destra storica.
Fu nominato direttore del neonato Politecnico di Milano (che ai tempi si chiamava Regio istituto tecnico superiore), fondato nel 1863.[1] Fu direttore di quest'ultimo fino alla morte. Gli successe Giuseppe Colombo, suo fidato collaboratore. Fu grazie all'impegno di Brioschi che il Politecnico di Milano poté disporre di locali, laboratori e docenti di buona qualità.
Inoltre insistette affinché il Politecnico di Milano potesse fornire l'intera educazione superiore: fino al 1875, infatti, erano ammessi solo studenti che avessero frequentato almeno due anni in un'altra università.
Tra i suoi allievi figurano Eugenio Beltrami, Giuseppe Colombo e Luigi Cremona.
Nel 1865 fu nominato senatore dell'VIII Legislatura del Regno d'Italia.
Nel 1867 diresse la rivista Il Politecnico - Repertorio mensile di studi applicati alla prosperità e coltura sociale.
Nel 1872 fece un primo aggiornamento delle mappe cartografiche del Po. Solo nel 1887 si otterrà un'opera cartografica più completa del fiume, quando Brioschi realizzò una nuova mappa a stampa da Moncalieri fino al delta. La mappa è in un'unica tavola (730x9000 mm) in scala 1:50.000. Questa mappa è ancora oggi utilizzata per gli aggiornamenti e la rappresentazione del fiume.
Morì il 13 dicembre 1897. Gli successe come rettore del Politecnico di Milano il suo allievo e collaboratore Giuseppe Colombo.
Curiosità[modifica]
Il Politecnico di Milano (allora denominato Istituto Tecnico Superiore) durante il rettorato di Francesco Brioschi veniva scherzosamente chiamato "Asilo Brioschi" per le rigide regole imposte da quest'ultimo e per la sua severità.[2] La frequenza era obbligatoria (dal lunedì al sabato pomeriggio) e le assenze dovevano essere giustificate dai genitori o dal medico la cui firma deve essere autenticata dal sindaco del paese di residenza.
Brioschi abitava in prossimità delle prime sedi dell'allora Istituto Tecnico Superiore. Si dice che rimproverasse duramente gli studenti trovati nei locali circostanti mentre era in corso una lezione.
Con la fondazione di istituti di istruzione superiore a Milano causò una diminuzione degli studenti dell'Università di Pavia. Brioschi fu duramente attaccato da molti, tra cui Antonio Maria Bordoni, di cui Brioschi era stato collega e collaboratore. I due rimasero in cattivi rapporti fino alla morte di Bordoni. Quando questa sopraggiunse, Brioschi si prese l'incarico di scrivere un elogio funebre. Per questo si fece consegnare alcuni documenti del defunto. Non li restituì mai più e ancora oggi sono custoditi al Politecnico di Milano.
Onorificenze[modifica]
Onorificenze italiane[modifica]
| Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro | |
| Cavaliere dell'Ordine civile di Savoia | |
| Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia | |
| Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza | |
| Medaglia civica commemorativa delle cinque giornate di Milano (1848) | |
Onorificenze straniere[modifica]
| Commendatore dell'Ordine del Cristo (Portogallo) | |
Note[modifica]
- ^ ricomprendeva anche la Scuola superiore di agricoltura di Milano, in cui successe a Gaetano Cantoni
- ^ “L’Asilo Brioschi”. polimi.it. URL consultato in data 26-12-2009.
Opere[modifica]
- Opere matematiche di Francesco Brioschi (5 vol.) (editore: U. Hoepli, Milano, 1901-1909)
Bibliografia[modifica]
- Ireneo Ferrari e Maurizio Pellegrini (a cura di), Un Po di carte, la dinamica fluviale del Po nell'Ottocento e le tavole della commissione Brioschi, 1a ed. (in it), Reggio Emilia, Diabasis, aprile 2011, pp. 200. ISBN 978-88-8103-109-2
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
Wikiquote contiene citazioni di o su Francesco Brioschi
Collegamenti esterni[modifica]
- (EN) Biografia in MacTutor
- Scheda biografica dal sito Pristem (Università Bocconi)
- (EN) Francesco Brioschi su Mathematics Genealogy Project
Controllo di autorità VIAF: 19764119 LCCN: n86865136 SBN: IT\ICCU\RAVV\101910
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