Ophrys sphegodes

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Ofride verde-bruna
Ophrys sphegodes 140506.jpg
Ophrys sphegodes
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Liliidae
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Orchidoideae
Tribù Orchideae
Sottotribù Orchidinae
Genere Ophrys
Specie O. sphegodes
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Nomenclatura binomiale
Ophrys sphegodes
Mill., 1768
Sinonimi

Ophrys aranifera
Ophrys crucigera
Ophrys fuchsii
Ophrys fucifera
Ophrys galeopsidea
Ophrys pseudaranifera
Ophrys vindelica

Nomi comuni

Ofride fior di ragno
Calabrone

L'Ofride verde-bruna (nome scientifico Ophrys sphegodes Mill., 1768) è una pianta erbacea spontanea in Italia, appartenente alla famiglia delle Orchidaceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Ophrys), secondo quanto scrive lo scrittore romano Plinio il Vecchio (23 – 79), deriva da un'antica parola greca “οφρύς” e significa “sopracciglio”. Gli antichi (scrive sempre il naturalista latino) usavano appunto questa pianta per produrre una tintura per colorare le sopracciglia. Può essere però che il vero significato derivi molto più semplicemente dalla forma delle lacinie interne del perigonio[1], oppure dalla pelosità del labello (carattere molto più evidente del primo). Il nome specifico (sphegodes) deriva, sempre dal greco, dalla parola "sphex" (= vespa) e si riferisce ai particolari disegni sul labello. In realtà altri in quei disegni vedono un addome di un ragno (da qui alcuni nomi comuni).
La denominazione scientifica attualmente accettata di questa orchidea (Ophrys sphegodes) è stata proposta dal botanico scozzese Philip Miller (1691 – 1771) in una pubblicazione del 1768, ottava edizione del suo Dictionnaire.
In lingua tedesca questa pianta si chiama Gewöhnliche Spinnen-Ragwurz; in francese si chiama Ophrys araignée; in lingua inglese si chiama Early Spider Orchid.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È una pianta erbacea alta 15 - 50 cm. La forma biologica è geofita bulbosa (G bulb), ossia è una pianta perenne che porta le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presenta organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati bulbi o tuberi, strutture di riserva che annualmente producono nuovi fusti, foglie e fiori. È un'orchidea terrestre in quanto contrariamente ad altre specie, non è “epifita”, ossia non vive a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono fascicolate e secondarie da bulbo e consistono in sottili fibre radicali posizionate nella parte superiore dei bulbi.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto è composta da due tuberi bulbosi a forma ovoidale, arrotondati e di colore biancastro; il primo svolge delle importanti funzioni di alimentazione, mentre il secondo raccoglie materiali nutritizi di riserva per lo sviluppo della pianta che si formerà nell'anno venturo.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è breve ma piuttosto slanciata, semplice ed eretta. Il colore è verde.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Portamento e foglie

Sono presenti poche foglie radicali (massimo 5) a forma oblungo-lanceolata, ad apice acuto (mucronato) e ripiegate a doccia. Sulla pagina fogliare sono presenti delle nervature parallele disposte longitudinalmente (foglie di tipo parallelinervie). Quelle cauline sono progressivamente più ridotte a portamento amplessicaule e simili a brattee. Dimensione delle foglie: 5 - 15 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza

L'infiorescenza è “indefinita” (senza fiore apicale o politelica) del tipo spiciforme con pochi fiori (da 4 a 10 e ben spaziati) sessili. Questi ultimi sono posti alle ascelle di brattee a forma lineare-lanceolata con una scanalatura centrale; sono lunghe come o più dell'ovario. I fiori inoltre sono resupinati, ruotati sottosopra; in questo caso il labello è volto in basso.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

Il fiore

I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno solo fertile – essendo l'altro atrofizzato), 1 verticillo dello stilo)[2]. Dimensione dei fiori: 15 – 20 mm.

  • Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
X, P 3+3, [A 1, G (3)], infero, capsula[3]
Diagramma fiorale[4]
  • Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali (o segmenti) ciascuno (3 interni e 3 esterni). Tutti i tepali sono glabri e terminano con un apice ottuso. I tre segmenti esterni sono patenti a forma oblunga e piani. Quello mediano è spesso lievemente ricurvo in avanti. I due tepali interni (il terzo, quello centrale, chiamato labello, è molto diverso da tutti gli altri) sono più piccoli (sono lunghi 2/3 di quelli esterni) sempre a forma oblunga, disposti in modo alternato a quelli esterni e con i bordi smarginati o increspati. Colore dei tepali esterni: verde chiaro quasi brillante. Colore dei tepali interni: giallastro, bruno-rossastro ai margini.
  • Labello: il labello (la parte più vistosa del fiore) è ampio, carnoso e pubescente; si presenta con un portamento pendente e con margini incurvati. La parte terminale è formata da vari lobi appena evidenti; quello centrale, il più grande, è a sua volta suddiviso in due parti. In questa specie non è presente lo sperone, sono presenti invece delle lievi gibbosità nella zona centrale del labello. Colore del labello: bruno (ai bordi è inoltre vistosamente pubescente/vellutato), con macchie lucide più chiare al centro (dal viola al blu) e disegni simili all'addome di un insetto (macchie scure a forma di “H” o “X” contornate da linee bianche).
  • Ginostemio: lo stame con le rispettive antere (in realtà si tratta di una sola antera fertile biloculare – a due logge) è concresciuto (o adnato) con lo stilo e lo stigma e forma una specie di organo colonnare chiamato "ginostemio"[5]. Quest'organo è posizionato all'interno-centro del fiore. Il polline ha una consistenza gelatinosa; e si trova nelle due logge dell'antera, queste sono fornite di una ghiandola vischiosa (chiamata retinacolo). I pollinii sono inseriti su due retinacoli distinti tramite delle caudicole, mentre i retinacoli sono protetti da due borsicole[6]. L'ovario, sessile in posizione infera è formato da tre carpelli fusi insieme[7]. L'ovario non è contorto.
  • Fioritura: da marzo a giugno; è un'orchidea a fioritura precoce.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è una capsula. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi piatti. Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio.[8]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La riproduzione di questa pianta avviene in tre modi:

  • per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi che riconoscono nella figura disegnata sul labello una propria femmina e quindi tentano una copulazione col solo risultato di trasferire il polline da un individuo floreale all'altro. Anche il profumo emesso dall'orchidea imita i ferormoni dell'insetto femmina per incitare ulteriormente l'insetto maschio all'accoppiamento. In questo caso specifico alcuni studi hanno dimostrato che il profumo che emana l'orchidea Ophrys sphegodes è simile all'odore delle giovani vergini di Andrena nigroaenea[9]. Sono stati segnalati comunque altri imenotteri collegati a questa orchidea: Colletes cunicularius, Xylocopa iris[10] e altre specie del genere Andrena (A. tibialis, A. fulvata)[11].
    Questo fiore è privo di nettare per cui a impollinazione avvenuta l'insetto non ottiene nessuna ricompensa; questa specie può quindi essere classificata tra i “fiori ingannevoli”[12].
  • per via vegetativa in quanto uno dei due bulbi possiede la funzione vegetativa per cui può emettere gemme avventizie capaci di generare nuovi individui (l'altro bulbo generalmente è di riserva).

La germinazione dei semi è condizionata dalla presenza di funghi specifici (i semi sono privi di albume – vedi sopra). La disseminazione è di tipo anemocora.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

  • Diffusione: è una pianta diffusa in tutta la penisola italiana (isole comprese); ma è considerata un po' rara. Nelle Alpi si trova nella provincia di Cuneo e in modo continuo dalla provincia di Como fino alla provincia di Udine. Nelle altre zone alpine si trova in alcuni dipartimenti della Francia (Drôme, Isère, Hautes-Alpes, Savoia, Alta Savoia) nella Svizzera del sud (Ticino e Grigioni) e in alcuni Länder austriaci (Tirolo Settentrionale, Carinzia, Stiria e Vienna). Sugli altri rilievi europei si trova nei Pirenei, Massiccio Centrale, Massiccio del Giura e Carpazi. In generale questa orchidea, in Europa, ha una distribuzione che va dall'Inghilterra meridionale fino alla Grecia.
  • Habitat: l'habitat tipico per questa orchidea sono i prati aridi, le garighe e le zone incolte in generale; ma anche zone pietrose e margini erbacei dei boschi. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.
  • Diffusione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1200 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e in parte montano.

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[13]:

Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche
Classe: Festuco-Brometea
Ordine: Brometalia erecti
Alleanza: Mesobromion

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Le Orchidaceae sono una delle famiglie più vaste della divisione tassonomica delle Angiosperme; comprende 788 generi e più di 18500 specie[14]. Il genere Ophrys è uno dei generi europei più numerosi della famiglia con più di un centinaio di specie di orchidee terricole, a distribuzione euro-mediterranea.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Orchidaceae all'ordine Orchidales mentre la moderna classificazione APG la colloca nel nuovo ordine delle Asparagales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella iniziale).
L'orchidea di questa voce è a capo di un gruppo tassonomico chiamato ”Group of Ophrys sphegodes” molto polimorfo e complesso e quindi di difficile classificazione. Questo gruppo viene suddiviso in due sottogruppi[15]; nel primo sono incluse le seguenti specie:

  • Ophrys araneola Rchb., 1831;
  • Ophrys incubacea Bianca ex Tod., 1842;
  • Ophrys promontorii O. Danesh & E. Danesh, 1971;
  • Ophrys sipontensis R.Lorenz & Gembardt, 1987;
  • Ophrys sphegodes Mill., 1768: l'orchidea di questa voce con elative sottospecie;
  • Ophrys tarentina Gölz & H.R.Reinhard, 1982;

questo sottogruppo è caratterizzato dall'avere tepali quasi sempre verdi e labello con disegni simili alla lettera “H”. L'altro sottogruppo si presenta con tepali più biancastri e con disegni del labello più complessi; comprende le seguenti specie:

  • Oprhys exaltata Ten., 1819: con relative sottospecie;
  • Ophrys panattensis Scrugli, 1992;
  • Ophrys panormitana (Tod.) Soó, 1973: in realtà la posizione tassonomica di questa orchidea è ancora controversa e in genere si preferisce considerarla una sottospecie della Ophrys sphegodes


Il numero cromosomico di O. sphegodes è: 2n = 36[16][17]

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

Il polimorfismo, caratteristico di tutta la famiglia delle Orchidee, si manifesta anche in questa specie (vedi sopra). Rilevanti sono anche i fenomeni di ibridazione con conseguente introgressione e quindi fissazione permanentemente nei discendenti di uno o più caratteri specifici differenti da areale ad areale. Tutto questo si evidenzia nella difficoltà di definire con una certa precisione le varie sottospecie.
Nell'elenco che segue sono indicate alcune sottospecie presenti soprattutto sul territorio italiano[18] . Per alcune di queste sono evidenziati i caratteri più distintivi:

L'elenco precedente è stato compilato in base agli ultimi studi condotti su questa specie di orchidea, quindi è da considerarsi ancora provvisorio, inoltre non trova concordi tutti i botanici. Nei testi italiani più tradizionali (la maggioranza dei quali basati sul lavoro di Sandro Pignatti”Flora d'Italia 1980”) la lista comprende altri nominativi, che qui elenchiamo per completare la documentazione:


Fuori dal territorio italiano la tassonomia di questa specie si presenta ancor più problematica. Alcune chechklist (Tropicos[19] o IPNI[20]) allineano fino a 60 - 70 sottospecie. Per l'Europa la World Checklist dei Kew Gardens riconosce come valide le seguenti sottospecie [21] (anche questa lista presenta delle discordanze specialmente sulla composizione delle sottospecie italiane a dimostrazione di una tassonomia ancora tutta da sistemare):

  • Ophrys sphegodes subsp. aesculapii (Renz) Soó ex J.J.Wood (1980)
  • Ophrys sphegodes var. argentaria (Devillers-Tersch. & Devillers) Faurh. (2002)
  • Ophrys sphegodes subsp. atrata (Rchb.f.) A.Bolòs (1950)
  • Ophrys sphegodes subsp. aveyronensis J.J.Wood (1983)
  • Ophrys sphegodes subsp. cretensis H.Baumann & Künkele (1986)
  • Ophrys sphegodes subsp. epirotica (Renz) Gölz & H.R.Reinhard (1983)
  • Ophrys sphegodes subsp. gortynia H.Baumann & Künkele (1986)
  • Ophrys sphegodes subsp. helenae (Renz) Soó & D.M.Moore (1978)
  • Ophrys sphegodes nothosubsp. jeanpertii (E.G.Camus) Del Prete & Conte (1980)
  • Ophrys sphegodes subsp. litigiosa (E.G.Camus) Bech. (1925)
  • Ophrys sphegodes subsp. mammosa (Desf.) Soó ex E.Nelson (1962)
  • Ophrys sphegodes subsp. passionis (Sennen) Sanz & Nuet (1995)
  • Ophrys sphegodes subsp. sipontensis (R.Lorenz & Gembardt) H.A.Pedersen & Faurh. (2005)
  • Ophrys sphegodes subsp. spruneri (Nyman) E.Nelson (1962)

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie può dar luogo a diversi ibridi interspecifici tra cui:

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

La specie di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Ophrys aranifera Hudson
  • Ophrys crucigera Jacq. in Murray (1784)
  • Ophrys fuchsii Zimmermann (1917)
  • Ophrys fucifera Curtis (1795)
  • Ophrys galeopsidea Lojac. ex Colmeiro (1889)
  • Ophrys pseudaranifera J. Murr
  • Ophrys vindelica W. Zimmermann.

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Date le incertezze tassonomiche alla base dell'orchidea Ophrys sphegodes, le orchidee che possono essere confuse con quella di questa voce, possono essere tante. Qui ricordiamo solamente alcune appartenenti al sottogruppo più vicino:

  • Ophrys araneola Rchb., 1831: i tre lobi del labello sono più pronunciati; come più evidente è la divisione in due sub-lobi del lobo mediano; inoltre il contorno della lettera “H” è meno pronunciato.
  • Ophrys incubacea Bianca ex Tod., 1842: tutta la pianta è lievemente più grande; anche i tepali esterni sono più grandi e più acuti; sul labello la lettera “H” si presenta con le “gembette” inferiori più lunghe.
  • Ophrys promontorii O. Danesh & E. Danesh, 1971: è una pianta mediamente più piccola; il labello è più allungato con disegni poco evidenti.
  • Ophrys sipontensis R.Lorenz & Gembardt, 1987: i tepali sono arrossati; il labello è rotondeggiante.
  • Ophrys tarentina Gölz & H.R.Reinhard, 1982: il colore dei tepali tende al giallastro; la macula centrale è più ridotta.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

In alcune aree è una pianta protetta quindi ne è vietata la raccolta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Motta, Vol. 3 pag. 150
  2. ^ Pignatti, Vol. 3 pag. 700
  3. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 9 gennaio 2010.
  4. ^ Botanica Sistematica, pag. 140
  5. ^ Musmarra, pag. 628
  6. ^ Motta, Vol. 3 pag. 151
  7. ^ Pignatti, Vol. 3 pag. 700
  8. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 808
  9. ^ Stökl J et al., Comparison of the flower scent of the sexually deceptive orchid Ophrys iricolor and the female sex pheromone of its pollinator Andrena morio in Chemoecology 2008; 17: 231–233.
  10. ^ Vicidomini S. & Pignataro C., Biologia degli Xylocopini Latreille 1802 (Hymenoptera: Apidae): rassegna dei dati sul foraggiamento sulle Orchidaceae (Monocotyledones) in Il Naturalista Campano 2005; 4: 1-3.
  11. ^ Bedini G, Frangini G. Romolini R. Filippi L, Sulla impollinazione di alcune Orchidacee osservate dal 1995 al 2006 in GIROS notizie 2007; 34: 11-17.
  12. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 556, 771
  13. ^ Flora Alpina, vol. 2 - pag. 1138
  14. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 807
  15. ^ G.I.R.O.S. - Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  16. ^ Index synonymique de la flore de France. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  17. ^ Missouri Botanical Garden - TROPICOS - IPCN chromosome reports. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  18. ^ GIROS 2009, pp.216-219
  19. ^ Tropicos Database. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  20. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  21. ^ The Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew, World Checklist of Selected Plant Families. URL consultato il 13 gennaio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]