Guido Jung
| Parlamento italiano Camera dei deputati |
|
| Luogo nascita | Palermo |
|---|---|
| Data nascita | 2 febbraio 1876 |
| Luogo morte | Palermo |
| Data morte | 27 dicembre 1949 |
| Professione | industriale |
| Partito | Partito Nazionale Fascista |
| Legislatura | XXVII, XXVIII, XIX |
| Coalizione | Listone Mussolini |
Guido Jung (Palermo, 2 febbraio 1876 – Palermo, 27 dicembre 1949) è stato un imprenditore e politico italiano fondatore dell'IRI.
Indice |
[modifica] Biografia
Di origine ebraiche, nacque in una famiglia benestante: il padre era titolare di un'azienda specializzata nella produzione ed esportazione di frutta secca ed agrumi. Giovane iniziò a gestirla e nel 1906, dopo essere stato censore della cassa centrale di risparmio, venne nominato "Cavaliere della Corona italiana" dal re Vittorio Emanuele III: nel 1913 divenne nominalmente presidente della ditta Jung.
Una volta scoppiato il primo conflitto mondiale Jung, che aveva idee nazionaliste, partì per il fronte come ufficiale volontario. Terminata la guerra prese parte a numerose conferenze per la pace che tuttavia non lo soddisfecero in quanto, a suo dire, l'Italia aveva ricevuto meno di quanto avesse meritato (vittoria mutilata): tale pensiero trovava sponda nel fascismo, di cui Jung fu inizialmente un sostenitore.
Infatti già nel 1922 aderì al PNF, e nel 1924 venne eletto deputato con il Listone Mussolini e ricevette numerosi incarichi economici, tra cui quello di presidente dell'INE ( Istituto Nazionale per l'Esportazione), che mantenne dal 1927 al 1932. In questa veste fu oggetto di numerose accuse di conflitto d'interessi (alcuni commercianti di Palermo scrissero a Galeazzo Ciano che egli approfittava della sua carica per aiutare le sue aziende) e nel 1928 presentò al Duce le dimissioni, che tuttavia furono respinte.
[modifica] Ministro delle Finanze
Nel 1932 entrò nel governo Mussolini in qualità di Ministro delle Finanze. In questa veste ridusse le spese militari dal 32% al 25% ed aumentò invece i fondi destinati alle costruzioni di grandi opere pubbliche ed il 23 gennaio del 1933 diede il suo assenso alla nascita dell'IRI, di cui fu un convinto fautore. In seguito però non condivise la politica dello Stato imprenditore portata avanti da Mussolini, credendo che lo Stato non potesse sostituirsi completamente al mercato; per questo nel 1935 Jung venne esautorato dall'incarico dal duce. Nello stesso anno partì volontario per la guerra d'Etiopia.
[modifica] Le leggi razziali
Nel 1938, con l'approvazione delle leggi razziali, fu allontanato dai ruoli di governo. Dopo l'8 settembre del 1943 abbandona il fascismo e collabora col governo Badoglio I, di cui fu sottosegretario e ministro. Con l'avvento alla presidenza del Consiglio di Ivanoe Bonomi, Jung si ritirò a vita privata e morì a causa di un infarto mentre stava scrivendo a macchina.
[modifica] Bibliografia
- N. De Ianni, Il ministro soldato. Vita di Guido Jung, Rubbettino, 2009
| Predecessore: Antonio Mosconi |
Ministro delle Finanze del Regno d'Italia 20 luglio 1932 - 17 gennaio 1935 |
Successore: Paolo Ignazio Maria Thaon di Revel |
| Ministro del Tesoro del Regno d'Italia 20 luglio 1932 - 17 gennaio 1935 |
| Predecessore: Domenico Bartolini |
Ministro delle Finanze del Regno d'Italia 11 febbraio 1944 - 17 aprile 1944 |
Successore: Quinto Quintieri |
| Ministro del Tesoro del Regno d'Italia 11 febbraio 1944 - 17 aprile 1944 |
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