Melchiorre Cesarotti
Melchiorre Cesarotti (Padova, 15 maggio 1730 – Padova, 4 novembre 1808) è stato un poeta e scrittore italiano.
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[modifica] Biografia
Nato da una famiglia nobile ma impoverita, studia nel seminario della sua città, dove ottiene la cattedra di retorica. Nel 1768 viene nominato professore di lingua greca ed ebraica presso l'Università di Padova. Con l'invasione dei francesi nel 1796, scrisse in sostegno della loro causa: ricevette una pensione e fu nominato cavaliere da Napoleone, presso il quale fu inviato come ambasciatore e a cui indirizzò un poema celebrativo intitolato Pronea (1807). Ispirati alle nuove idee portate dai francesi sono i suoi lavori Saggio sopra le istituzioni scolastiche, Il patriottismo illuminato, L'Istruzione d'un cittadino a' suoi fratelli meno istruiti.
Cesarotti è soprattutto noto oggi per la sua opera di traduttore di Omero (pubblicò una versione in prosa dell'Iliade ed un rifacimento in versi endecasillabi sciolti dal titolo La morte di Ettore, 1795), ossia una specie di interpretazione ed adattamento di Omero ai tempi moderni.
Ma la traduzione che lo rende popolare gli capita tra le mani quando il suo amico Carlo Sackville gli fornisce tutte le informazioni riguardanti l'attività di James Macpherson, impegnato in un primo tempo alla traduzione dal gaelico all'inglese moderno di canti tramandati nel corso dei secoli solamente da tradizione orale, ed in secondo tempo dedito alla traduzione ed all'estensione del poema Fingal, attribuito al mitico Ossian.[1].
Di quest'ultimo pubblicò una prima traduzione di due poemi nel 1763, intitolata Poesie di Ossian cui fece seguito nel 1772 la traduzione dell'intero corpus di canti. Nella sua versione, le poesie di Ossian migliorarono considerevolmente, e la traduzione di Cesarotti attrasse l'attenzione dei letterati in Italia e Francia, suscitando numerosi imitatori dello stile ossianico; lo stesso Napoleone apprezzò molto l'opera. Inoltre, tradusse anche due tragedie di Voltaire, Morte di Cesare e Maometto.
Cesarotti riesce nell'intento di convertire nelle Poesie di Ossian tutti gli elementi ed i principi della nascente lirica incentrata sulla natura e sui sentimenti, mantenendo una saldatura tra tradizione e nuovi temi poetici, quindi dando il la al Romanticismo italiano.[1]
Tra le altre sue opere di saggistica, Sopra il diletto della tragedia e Sopra l'origine e i progressi dell'arte poetica (1762), Corso ragionato di greca letteratura (1781), Saggio su la filosofia delle lingue (1785).
L'edizione completa della sua opera, in 42 volumi in ottavo, iniziò ad uscire a Pisa nel 1800 e fu completata postuma nel 1813.
[modifica] Il Saggio su la filosofia delle lingue
Scritto in un periodo di contatti linguistici con la Francia, il trattato affronta il tema del prestito linguistico, teorizzando la possibilità che esso possa portare ad un arricchimento della lingua.
Quindi, Cesarotti partecipa al dibattito sorto fra i tradizionalisti impegnati a conservare la purezza della lingua e dei principi letterari ed i rinnovatori ansiosi di liberare la lingua dai modelli tipici della Crusca.
Cesarotti critica, nella prima parte, i pregiudizi vigenti sulla purezza della lingua e tende ad evidenziarne il collegamento con la storia della civiltà, poi nella seconda sezione distingue il genio grammaticale, ovvero la norma linguistica immutabile, ed il genio retorico, che essendo legato alla contingenza può mutare. Infine sostiene che i prestiti linguistici come i francesismi si possano accettare nella lingua italiana, a condizione però che essi non vadano in contrasto con le norme del genio grammaticale, ossia che nella lingua di destinazione non sia già presente un termine equivalente.
[modifica] Note
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