Castello di Rovereto

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Castello di Rovereto
Castel Veneto
Vista del castello
Vista del castello
Mappa di localizzazione: Trentino-Alto Adige
Ubicazione
Stato Repubblica di Venezia, Sacro Romano Impero, Impero austro-ungarico
Stato attuale Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige
Città Rovereto
Coordinate 45°53′12.5″N 11°02′48.85″E / 45.886806°N 11.046903°E45.886806; 11.046903Coordinate: 45°53′12.5″N 11°02′48.85″E / 45.886806°N 11.046903°E45.886806; 11.046903
Informazioni generali
Tipo fortificazione alpina tardo-medievale
Inizio costruzione XIV secolo
Termine costruzione XV secolo
Costruttore Guglielmo 'il Grande' Castelbarco
Condizione attuale Museo storico
Proprietario attuale Comune di Rovereto
Visitabile
Sito web Sito Museo storico italiano della guerra

[1]

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Il castello di Rovereto (chiamato anche Castel Veneto[2] e Schloß Rofreit nei testi di lingua tedesca) è un castello situato nella città di Rovereto (TN); si tratta di uno dei migliori esempi di fortificazione alpina tardo-medievale[3].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il castello, che sorge su un dosso roccioso sulla riva destra del Torrente Leno e sovrasta l'odierna Piazza Podestà, ove ha sede il palazzo del municipio, trova le sue origini nel XIV secolo; fu in quel secolo, infatti, che i Castelbarco decisero di realizzare un presidio del loro potere feudale in Vallagarina.

La fortezza fu poi occupata dalla Serenissima nel 1416, che ne mutò completamente l'assetto medievale; ai veneziani (e in particolare agli architetti Giacomo Coltrino e Bartolomeo d'Alviano[4] ) dobbiamo infatti l'odierna forma poligonale e i suoi prevalenti tratti militari, i camminamenti per il servizio dei cannoni, la cinta muraria e bastioni muniti di decine di cannoniere, il fossato, il pozzo d'assedio (profondo 57 metri[1]) e i grandiosi torrioni Marino, Malipiero e Coltrino.

Mortaio Skoda della prima guerra mondiale

Nel 1487 il sito fu espugnato dalle truppe arciducali d'Austria, guidate da Sigismondo d'Austria: il castello, dopo ben quaranta giorni di durissimo assedio, tornò in mano ai veneziani fino al 1509, anno in cui fu ceduto agli Asburgo divenendo sede dei capitani imperiali e della guarnigione.

Nella seconda metà del XVII secolo la fortezza perse importanza, subendo pesanti rimaneggiamenti e incendi. Nell'Ottocento il castello fu utilizzato come ricovero di mendicità, casa di pena e, dal 1859 al 1918, come sede di due Compagnie del 3º reggimento Kaiserjäger. Nel corso della prima guerra mondiale, dall'evacuazione di Rovereto del maggio 1915 al novembre 1918, il castello e la città, rimasti sotto gli austriaci, subirono gravi bombardamenti da parte dell'artiglieria italiana. Il castello è stato restaurato nel corso degli anni venti, e tuttora è interessato da un progetto di restauro che renderà identificabili le diverse stagioni della sua storia monumentale[4].

Dal 1921 il castello ospita al suo interno il Museo storico italiano della guerra, uno dei più rappresentativi in Italia, e inoltre fino al 1961 custodiva Maria Dolens, la celebre campana dei Caduti, oggi collocata sul colle di Miravalle, che suona a ricordo dei caduti di tutte le guerre e di tutte le nazioni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b www.icastelli.it. URL consultato il 24.12.2010.
  2. ^ Fonte: Visitrovereto.it, URL consultato il 24/12/2010
  3. ^ Fonte: Visittrentino.it, URL consultato il 24/12/2010
  4. ^ a b Sito del Museo della guerra. URL consultato il 24.12.2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]