Valsugana

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Valsugana
Vista dell'alta Valsugana con i laghi di Caldonazzo e Levico
Vista dell'alta Valsugana con i laghi di Caldonazzo e Levico
Stati Italia Italia
Regioni Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Province Trento Trento
Località principali Pergine Valsugana, Levico Terme, Borgo Valsugana, Grigno, Roncegno, Strigno
Superficie 976,56 km²
Nome abitanti Valsuganotti
Cartografia
Mappa della Valle

La Valsugana (Suganertal in tedesco; Valzegu in mocheno) è una valle del Trentino sud-orientale, confinante con le province di Vicenza e Belluno. Ha andamento ovest-est, segnato dallo scorrere del fiume Brenta.

A sud è delimitata dagli altopiani di Asiago, Folgaria e Lavarone, mentre a nord domina la catena del Lagorai; la sua estremità occidentale è prossima alla città di Trento e alla valle dell'Adige, mentre a est si incassa tra le montagne, restringendosi fra l'Altopiano di Asiago e il Monte Grappa e prendendo il nome di Canale di Brenta, e sfocia poi nella Pianura padano-veneta nei pressi di Bassano del Grappa.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La geografia della valle è dominata dallo scorrere del fiume Brenta, che nasce dai laghi di Levico e di Caldonazzo, e prosegue in direzione est, per poi sfociare nel mare Adriatico. Importante è anche il corso del torrente Fersina, che passando per Pergine Valsugana si getta poi nel fiume Adige nella città di Trento. Il bacino del Brenta è separato da quello del Fersina dalla Sella di Pergine.

Dal punto di vista orografico, la vallata è racchiusa da due catene montuose:

Tra le valli laterali della Valsugana si ricordano la Valle dei Mocheni, la Val di Sella e l'Altopiano del Tesino. La Bassa Valsugana, in particolare, è zona carsica, ricca di antri e grotte, come quella dell'Ernesto a Grigno, del Calgeron, Grotta di Castello Tesino e dell'Orso a Castel Tesino e quella della Bigonda. A Levico Terme si produce l'acqua ferruginosa (acidula) ideale per curare le anemie.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

A Montesei di Serso nei pressi di Pergine è stato scoperto un villaggio del V secolo a.C. appartenente ai Reti, antica popolazione stanziata nelle Alpi centro-orientali. Ai tempi dell'Impero Romano, lungo la Valsugana transitava la strada Claudia Augusta Altinate, un'importante via di comunicazione che collegava il porto sull'Adriatico di Altino con la città tedesca di Augusta. Resti di questa strada si trovano:

  • nel comune di Strigno, tra il centro abitato e la frazione di Tomaselli;
  • nel comune di Pergine Valsugana, nei pressi dell'odierna pista ciclabile;

Durante il medioevo la zona fu dominata dai Longobardi del Ducato di Trento, dei quali sono state rinvenute alcune armi nella necropoli di Civezzano, e dai Franchi, per poi essere contesa dai conti del Tirolo e dal Principato vescovile di Trento. Tuttora presente la piccola comunità dei mocheni famosa per l'economia ambulante El Ziro, per vendere batarìa (utensili domestici) in cambio di pochi schei (soldi). Superato il Medioevo si insedia nella zona più orientale il dominio della Repubblica di Venezia. Il ruoto strategico della Valsugana è attestato dalla presenza di numerosi castelli, tra i quali sono giunti fino a noi in ottime condizioni: Castel Pergine, Castel Telvana e Castel Ivano. Di quell'epoca sono rimaste nella tradizione popolare molte leggende e favole come quella del Salvanel abitante in una caverna sul doss Vivano nei pressi di Virago; attualmente è utilizzato nel dialetto locale come sinonimo per indicare una capigliatura scomposta.

In epoca più recente la Valsugana diventò sede di numerose tensioni internazionali: con il Trentino passato sotto il dominio dell'Impero Austro-Ungarico e il Veneto ceduto all'Italia alla fine della terza guerra di indipendenza (1866), il nuovo confine tra i due Stati si attestò all'inizio dell'abitato di Martincelli, una frazione di Grigno. Alla fine della Prima guerra mondiale (durante la quale la vallata fu sede di numerose battaglie), come tutta la provincia, anche la zona passò sotto il controllo italiano.

A testimonianza dell'impatto della Grande Guerra sulla valle vi è la presenza di numerosi forti militari: Forte Vezzena, Forte San Biagio, Forte Tenna e Forte Belvedere di Lavarone sono i più famosi e i meglio conservati.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il termine "Valsugana" deriva dal latino Vallis Ausuganea, ovvero "valle di Ausugum", antico nome del paese di Borgo Valsugana.

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

I dialetti parlati nella Valsugana sono di tipo veneto, riferibili al sottogruppo vicentino[1].

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

La Valsugana è percorsa dalla strada statale 47, in buona parte a quattro corsie, che collega direttamente Bassano del Grappa (e da qui Vicenza e Padova) e Trento, passando per Borgo Valsugana, Levico Terme e Pergine Valsugana. Strade minori collegano la valle con la Valle di Fiemme (attraverso il Passo Manghen) e con gli altipiani sul versante meridionale.

C'è anche una linea ferroviaria che collega Trento con il Veneto centro-orientale (Bassano del Grappa, Padova e Venezia); nel tratto compreso tra Borgo Valsugana e Trento è entrata in funzione una metropolitana di superficie, con corse molto frequenti.

Lungo la vallata si snoda anche una pista ciclabile, denominata Ciclopista della Valsugana. Essa è frutto dell'unione di diversi tratti di piste ciclabili comunali, permettendo attualmente di pedalare, lungo un'infrastruttura viaria dedicata, da Pergine Valsugana fino all'abitato di Primolano.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista amministrativo, la Valsugana è suddivisa in due Comunità di valle, gli enti che si posizionano tra i comuni e la provincia. Essi sono:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lidia Flöss, I nomi locali dei comuni di Novaledo, Roncegno, Ronchi Valsugana, Provincia autonoma di Trento. URL consultato l'8 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vittorio Fabris (a cura di), Arte e devozione in Valsugana, Comune di Borgo Valsugana 2008.
  • Vittorio Fabris, La Valsugana orientale. Sistema culturale Valsugana orientale, 2009.

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