Andreas Hofer

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Andreas Hofer
Andreas hofer mit hut.jpg
Soprannome "Generale Barbòne"
Nato San Leonardo in Passiria, 22 novembre 1767
Morto Mantova, 20 febbraio 1810
Dati militari
Grado Flag of the Habsburg Monarchy.svg
Comandante
Guerre Insorgenza Tirolese del 1809
Battaglie Battaglie del Monte Isel:
Prima Battaglia del Monte Isel (Innsbruck), 13 aprile 1809
Seconda Battaglia del Monte Isel (Innsbruck), 29 maggio 1809
Terza Battaglia del Monte Isel (Innsbruck), 13 agosto 1809
Quarta Battaglia del Monte Isel (Innsbruck), 1º novembre 1809

[senza fonte]

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« Noi ci batteremo come cavalieri antichi, e Dio e la Santa Vergine ci daranno la loro benedizione »
(Paolo Gulisano, Andreas Hofer. Il Tirolese che sfidò Napoleone, Ancora, p.97)

Andreas Hofer (San Leonardo in Passiria, 22 novembre 1767Mantova, 20 febbraio 1810) è stato un oste, comandante e patriota tirolese.

Noto anche come Generale Barbòne[1], fu il comandante delle milizie tirolesi insorte contro la Baviera nel 1809. Fin dal XIX secolo, è considerato come uno dei più eminenti patrioti del Tirolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

L'osteria di Andreas Hofer in San Leonardo in Passiria

Origini[modifica | modifica sorgente]

Nato il 22 novembre del 1767, nel maso della famiglia Sandhof, era il minore e l'unico di sesso maschile dei sei figli di Josef Hofer e Maria Aigentler.

La famiglia Hofer gestiva da tempo l'osteria "alla Corona d'oro" ed il maso ad esso annessa. Questa osteria era situata lungo una strada trafficata e di notevole importanza della Val Passiria che portava al passo Giovo.

Il padre Josef e altri avi di Andreas erano stati anche funzionari dell'amministrazione giudiziaria locale come difensori[non chiaro].

Andreas crebbe in una famiglia profondamente cattolica. Un avo di Andreas era andato in pellegrinaggio in Terra Santa ed al ritorno aveva fatto erigere nel suo maso una piccola cappella[2].

La madre Maria morì quando Andreas aveva solo tre anni ed il padre, nel 1772, si risposò con Anna Frick.

Nel 1774 morì anche il padre, ed il maso Sandhof venne gestito da Josef Grüner, il marito della sorella maggiore Anna (che invece si occupò dell'educazione dei fratelli), fin quando Andreas raggiunse la maggiore età. La legge tirolese del "maso chiuso", infatti, affermava che il maso doveva essere ereditato dal primo figlio maschio.

Giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Frequentò la scuola elementare obbligatoria, introdotta nel 1774 dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria. Nello stesso periodo, aiutò la sua famiglia lavorando.

Fu, infatti, mandato in Trentino per poter imparare la lingua italiana, molto utile per il lavoro che avrebbe dovuto svolgere nel futuro. Dapprima lavorò a Cles, il centro più importante della Val di Non, come stalliere e in seguito, per tre anni, in un albergo a Ballino, un paese situato sulla strada fra Stenico (Trentino) e Riva del Garda.[3]

Raggiunta la maggiore età, Andreas venne in possesso del maso di famiglia. Un suo compaesano, di nome Johann Stafler, così lo descrisse:

« profondamente onesto e ragionevole, buono, gentile e sereno, delle volte anche spiritoso, ma sempre guidato da un senso pio e cristiano[4] »

Si sposò con Anna Ladurner, una giovane contadina di Lagundo, nel 1789. Ebbe sei figlie e un figlio: Maria Geltrude, Maria Crescenzia, Rosa Anna, Anna Geltrude, Geltrude Giulia, Crescenzia Margarita e Johann Stefan.

Nel 1796 in Tirolo si iniziò a temere una probabile invasione da parte delle truppe napoleoniche, cosicché varie compagnie di Schützen si radunarono per decidere sul da farsi. Andreas venne inviato, con gli Schützen della sua terra natìa, la Val Passiria, al passo del Tonale.

L'Insorgenza Tirolese del 1809[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Insorgenza tirolese.

Il Tirolo, in seguito alla sconfitta dell'Austria nella guerra della Terza coalizione (1805-1806), fu assegnato alla Baviera con la pace di Presburgo. I bavaresi cominciarono a condurre nella provincia tirolese (comprendente le attuali regioni del Tirolo in Austria e Trentino-Alto Adige in Italia) appena acquisita una serie di riforme, tra cui suscitarono particolare indignazione l'inosservanza dell'antico ordinamento militare tirolese (basato sul 'Landlibell' emanato dall'imperatore Massimiliano I nel 1511) e la reintroduzione delle riforme religiose promulgate dall'imperatore Giuseppe II (ad opera del ministro bavarese Maximilian von Montgelas.[5]) Tali pesanti ingerenze nella vita religiosa causarono la cosiddetta Kirchenkampf condotta dal clero e dagli strati popolari.

L'introduzione della leva obbligatoria e forzata delle reclute condusse infine alla sollevazione che ebbe inizio il 9 aprile 1809 nella capitale tirolese Innsbruck. Andreas Hofer si mise allora a capo del movimento antibavarese.

Così Carlo Botta racconta l'inizio dell'insorgenza e descrive Hofer:

« Il giorno stesso in cui l'Arciduca Carlo aveva passato l'Oeno, e l'Arciduca Giovanni le strette di Tarvisio, i tirolesi mossi da una sola mente e un solo ardore, si levarono tutti improvvisamente in armi, e diedero addosso alle truppe bavare e francesi, che nelle terre loro erano poste a presidio. Fecero capo al moto loro un Andreas Hofer, albergatore a Sand nella valle di Passeria. Non aveva Andrea alcuna qualità eminente, dico di quelle, alle quali il secolo va preso: bensì era un uomo di retta mente e di incorrotta virtù. Vissuto sempre nelle solitudini dei tirolesi monti ignorava il vizio e i suoi allettamenti. I parigini e i milanesi spiriti, anche i più eminenti, correvano alle lusinghe napoleoniche; povero albergator di montagna perseverava Hofer nell'innocente vita. Allignano in ordinario in questa sorte di uomini due doti molto notabili, l'amore di Dio e l'amore della Patria: l'uno e l'altro risplendevano in Andrea. Per questo la tirolese gente aveva posto in lui singolare benevolenza e venerazione. Non era in lui ambizione. Comandò richiesto non richiedente. Di natura temperatissima, non fu mai veduto, né nella guerra sdegnato, né nella pace increscioso, contento a servire o al principe o alla famiglia. Vide vincitori insolenti, vide pacifici tugurj, vide lo strazio e la strage dei suoi: né per questo cessò dall'indole sua moderata e uguale: terribile nella battaglia, mite contro i vinti, non mai sofferse che chi le guerriere sorti avevano dato in sua potestà, fosse messo a morte; anzi i feriti dava in cura alle tirolesi donne, che, e per sé, e per rispetto di Hofer gli accomodavano di ogni più ospitale servimento. Distruggeva Napoleone le patrie altrui, sdegnoso anche contro gli amici: difendeva Hofer la sua, dolce anche contro coloro che la chiamavano a distruzione e a morte.[6] »

All'insorgenza parteciparono anche ben 18.000 trentini, dei quali 4.000 morirono[7]. Lo stesso Hofer emanò un proclama ai "Tirolesi italiani":

« Ai tirolesi italiani tanto amati!

Con dispiacere sento che siete stati trattati molto male dalle mie truppe. Ora invio a voi, amati, cari e bravi compaesani e fratelli d'armi, una proclamazione, affinché in futuro, tramite la presentazione di essa, i ben intenzionati sappiano salvaguardarsi dai malitenzionati. Il mio cuore sincero, che pensa in maniera retta e onesta a tutti voi, detesta bande di briganti e saccheggi, detesta le requisizioni e l'impostazione di tributi, e ogni tipo di offese e pretese nei confronti di coloro che hanno ceduto alle truppe i loro alloggi. Nessuna di queste azioni infami trova posto nel mio cuore patriottico. Ogni bravo e onesto difensore della patria deve guardarsi bene dall'insudiciare e offendere il suo onore e il suo amore verso il prossimo, il che farebbe cadere su di noi la riprovazione di Dio che ci ha protetto così visibilmente e miracolosamente.[1] »

Già l'11 aprile Hofer con i suoi insorgenti riusciva ad affermarsi nei confronti dei bavaresi presso Vipiteno, mentre il giorno successivo alcune azioni militari nei dintorni di Innsbruck consentirono agli austriaci di fare il loro ingresso in città il 14 aprile. Alle truppe bavaresi e francesi riuscì però di riportare sotto il loro controllo alcune zone del Tirolo e di riprendere la stessa Innsbruck. Nei giorni 25 e 29 maggio vennero combattute le due Battaglie del Monte Isel, in seguito alle quali le truppe bavaresi, battute infine il 29 maggio, dovettero ritirarsi sul fondovalle dell'Inn. A ciò fece seguito la tregua stipulata a Znojmo, che riconfermava l'occupazione del Tirolo da parte delle truppe napoleoniche. In seguito ad una nuova chiamata alle armi della milizia territoriale, i tirolesi ottennero un'ulteriore vittoria il 13 agosto 1809 (15.000 soldati bavaresi, sassoni e francesi al comando del generale François Joseph Lefebvre affrontarono un di poco inferiore schieramento di Schützen sotto la guida di Hofer), dopo la quale lo stesso Andreas Hofer si insediò alla Hofburg di Innsbruck come comandante supremo del Tirolo.

La fine dell'Insorgenza e la morte[modifica | modifica sorgente]

La pace di Schönbrunn spinse Hofer ad una nuova insurrezione, che portò ad una massiccia chiamata di volontari in tutto il Tirolo nonché in Trentino, sperando nell'appoggio dell'Imperatore d'Austria. Tuttavia, senza l'appoggio austriaco, essendo nel frattempo l'imperatore d'Asburgo passato dalla parte di Napoleone per paura, e nonostante il coraggio dei volontari tirolesi (che in quattromila volontari armati difesero Innsbruck da un attacco di un esercito francese di oltre ventimila uomini), lo scontro si concluse di fatto il 1º novembre con la sconfitta tirolese sul Bergisel presso il ponte sull'Inn ad Innsbruck. Un successivo appello alla resistenza (11 novembre) ebbe scarso seguito. Hofer dovette fuggire; tradito dal contadino Franz Raffl (soprannominato poi il Giuda del Tirolo[8]), il 28 gennaio 1810 fu preso prigioniero nella baita della malga Pfandler (un pascolo alpino della fattoria di Prantago di fronte a San Martino in Passiria). Un testimone dell'arresto, Sweth, così racconta:

« Appena un quarto d'ora dalla capanna, noi tre, e cioè Hofer, suo figlio e io, lasciammo delle tracce di sangue sul nostro sentiero, perché al nostro arresto non ci fu permesso di metterci le scarpe o gli stivali e gli altri vestiti. Il nobile Hofer, dal volto del quale scendeva il sangue e la cui barba era ridotta a un ghiacciolo sanguinante, ci ispirava coraggio, guardando devotamente verso il cielo stellato: "Pregate, gridava a noi, siate perseveranti, soffrite con pazienza e offrite le vostre sofferenze a Dio, così potete anche espiare una parte dei vostri peccati". Così parlava ripetute volte l'eroe cristiano che non era adirato contro i suoi nemici, ma che sopportava con pazienza tutte le sofferenze.[9] »

Condotto a Mantova, fu portato dinanzi a un tribunale militare. La popolazione di Mantova fece una colletta di 5000 scudi per liberare il condannato, ma non riuscendoci il denaro servì per pagare l'avvocato difensore Gioacchino Basevi. Secondo la testimonianza del padre Antonio Bresciani, in una notte di prigionia una stufa esalò gas tossici. Mentre il carceriere dormiva Andreas Hofer si rese conto del pericolo e salvò il carceriere, nonostante l'occasione di fuga che gli si era proposta[10]. Scrisse nella sua ultima lettera, indirizzata all'amico Puhler:

« Carissimo fratello,

la volontà di Dio è che io passi qui a Mantova dalla vita all'eternità; che Dio sia benedetto per la sua divina grazia che mi rende la morte così facile come se mi portassero in qualche altro luogo (e non all'esecuzione). Dio mi concederà fino all'ultimo la grazia di poter giungere colà dove la mia anima potrà essere felice in eterno con tutti i santi, dove pregherò Dio per tutti e particolarmente per quelli ai quali sono più debitore, anche per Lei e la sua carissima moglie per il libriccino (di preghiere) e le altre opere buone. Anche tutti i buoni amici che qui ancora vivono devono pregare per me, per togliermi dalle fiamme ardenti se dovessi scontare ancora il Purgatorio. La mia carissima ostessa mi farà dire le messe a San Martino nel Santuario del Preziosissimo Sangue. Alla Messa dovranno essere invitati gli abitanti delle due parrocchie (di San Leonardo e San Martino) e agli amici si dovrà dare durante il banchetto funebre nell'osteria di sotto (del nipote Giovanni Griner) minestra e carne più mezza misura di vino.
Il denaro che avevo con me l'ho diviso tra i poveri. Prendi di quel che resta ancora (in Passiria) quanto ti occorre fino a quando potrai parlare con Hans Mayr. Lui parlerà sicuramente alla gente anche del denaro per i poveri. Per il resto fai tu i conti con loro, più onestamente che puoi, affinché io non debba espiare in Purgatorio.
Caro signor Phuler, vada per me e esponga la faccenda all'oste di sotto a San Martino, Lui darà certo disposizioni. Non parli però con nessuno di queste cose; si faccia dare 50 fiorini e in più (il rimborso) di tutte le spese.
State tutti bene in vita finché ci ritroveremo in cielo e vi loderemo Dio fino alla fine. Tutti gli abitanti della Passiria e i miei conoscenti mi ricordino nelle loro preghiere. Che l'ostessa non si addolori troppo, io pregherò Dio per tutti voi. Addio, mio mondo infame, la morte mi sembra così facile che gli occhi non mi si bagnano. Scritto alle ore cinque di mattina, e alle nove con l'aiuto di tutti i santi farò il mio viaggio verso Dio.
Mantova li 20 febbraio 1810
Il tuo in vita amato Andreas Hofer di Sand in Passiria.
Nel nome del Signore comincerò il mio viaggio con Dio! Fatelo sapere anche a Morandell.[11] »

Il 20 febbraio 1810 fu condotto davanti al plotone di esecuzione. Nelle mani aveva un crocifisso ornato dai fiori. Non si fece bendare e disse: "Io sto davanti a colui che mi ha creato e in piedi io voglio consegnargli la mia anima"[12].

Le sue ultime parole si ritiene siano state "Franz, Franz, questo lo devo a te!", con ciò riferendosi a Francesco I, dal 1804 Imperatore austriaco, che era passato dalla parte di Napoleone. Verrà anche riferito tuttavia che Hofer abbia esclamato, dopo che la prima salva sparata dal plotone d'esecuzione aveva mancato il bersaglio: "Ah, come sparate male!".

Le esequie furono celebrate nella chiesa mantovana di San Michele, dove Hofer venne sepolto nel cimitero vicino.

La salma di Andreas Hofer giace sepolta dal 1823 nella Hofkirche a Innsbruck.

Omaggi[modifica | modifica sorgente]

Monumento a Innsbruck

Già nell'autunno del 1809 il giornale inglese The Friend pubblicò cinque sonetti di William Wordsworth su Andreas Hofer e le sue gesta. Ecco riportato il testo:

(EN)
« Of mortal parents is the Hero born

By whom the undaunted Tyrolese are led?
Or is it Tell's great Spirit, from the dead
Returned to animat an age forlorn?
He comes like Phobus through the gates of morn
When dreary darkness is discomfited,
Yet mark his modest state! upon his head,
That simple crest, a heron's plume, is worn.
O Liberty! they stagger at the shock
From van to rear - and with one mind would flee,
But half their host is buried: - rock on rock
Descends: - beneath this godlike Warrior, see!
Hills, torrents, woods, embodied to bemock
The Tyrant, and confound his cruelty. »

(IT)
« Da genitori mortali è nato l'eroe

da cui sono guidati gli intrepidi tirolesi?
O si tratta del grande spirito di Gugliemo Tell,
dai morti tornato ad animare un tempo disperato?
Egli viene come Phobus attraverso i cancelli del mattino
Quando l'oscurità tetra è sconcertata
eppure la sua condizione è modesta! sulla sua testa indossa quale semplice cimiero un pennacchio di airone.
O Libertà! Essi barcollano avanti e indietro sotto pressione - e con la mente si vorrebbe fuggire.
Ma la meta della loro schiera è già sepolta: roccia su roccia
discende: -guarda! Al di sotto di questo divino guerriero
colline, torrenti, boschi, riuniti a disdignare il Tiranno,
e sconvolgere la sua crudeltà. »

(William Wordsworth)

Persino il Re d'Italia Vittorio Emanuele III nel suo viaggio in Sudtirolo/Alto Adige, dal Brennero volle assolutamente passare per la Val Passiria (attraverso il Passo di Giovo, allora una stradina sterrata e stretta), per visitare la casa natale dell'eroe tirolese. Sul quotidiano locale Tiroler il giorno 17 ottobre 1921, furono riportate alcune righe sulla visita del re, che fu accolto dalle autorità locali ed omaggiato da un mazzo di fiori da una fanciulla (Federica Ennmoser, all'epoca diciassettenne). Visitando la casa natale, il re volle firmare il libro dei visitatori.

Nel dicembre 1974 Albino Luciani, nella sua rubrica sul Messaggero di Sant'Antonio, pubblica una lettera indirizzata ad Andreas Hofer in cui afferma:

« Vorrei che il vostro eroismo, gentile e cristiano insieme, ispirasse qualcuno. [...] La Vostra Fede cristiana, tutta d'un pezzo, la compattezza di popolo, che, con Haspinger, avete saputo realizzare nell'ora del pericolo, queste sì le desidererei con tutto il cuore. »
(Paolo Gulisano, Andreas Hofer. Il Tirolese che sfidò Napoleone, Ancora, p. 138, raccolta nel volume Illustrissimi, Messaggero, Padova 2000)

Fin dal XIX secolo, Hofer è ritenuto da parte della popolazione un eroe nazionale, e la sua opera è onorata in una serie di monumenti. Con cadenza annuale viene festeggiato il giorno 20 febbraio come eroe del Tirolo. La Commemorazione si svolge ogni anno presso la città di Mantova, nel quartiere di Cittadella. All'interno del parco pubblico "Andreas Hofer" è presente il monumento che ne ricorda la nascita e la morte, l'iniziativa è organizzata dalla circoscrizione nord del comune di Mantova e da delegazioni di Schützen provenienti da tutto il Tirolo austriaco, nonché dall'Alto Adige (provincia di Bolzano) e dalla provincia di Trento.

In stretta connessione con le battaglie dell'epoca napoleonica è anche la festa del Sacro Cuore di Gesù, celebrata solennemente nell'intero Tirolo ogni anno: allorché nel 1796 il Tirolo era minacciato dalle truppe francesi, la Dieta tirolese si impegnò a celebrare solennemente la festa del Sacro Cuore, il che avviene fin dal XIX secolo con cerimonie religiose, processioni e fuochi in montagna celebrativi.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fuochi del Sacro Cuore.

Il canto Zu Mantua in Banden der treue Hofer war / Il fedele Hofer era a Mantova in catene è divenuto l'Inno del Tirolo: Das Andreas-Hofer-Lied (nel 2008 è stato deciso che questa canzone sia anche l'inno del comune di Cortaccia[13]).

A Hofer è dedicato l'asteroide 17459 Andreashofer e, nel Tirolo, un treno.[14]

Un ricordo di segno inverso delle battaglie antinapoleoniche dei tirolesi hoferiani è impresso nella memoria delle vallate dolomitiche del Cadore, in provincia di Belluno, dove nell'agosto del 1809 gli Schützen ampezzani e sudtirolesi (guidati da Giuseppe Hirschstein e da Ferdinand Anton von Oulerich meglio noto come Luxheim) nella loro foga antifrancese si resero protagonisti di ripetute scorribande in queste zone, con violenze, incendi di abitazioni e saccheggi ai danni della popolazione locale.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b A. Bertoluzza, Andreas Hofer il generale barbone, Curcu & Genovese, Trento 1999, p.105
  2. ^ Paolo Gulisano, Andreas Hofer. Il Tirolese che sfidò Napoleone, Ancora, p. 52
  3. ^ Si veda a questo proposito la testimonianza del 1887 di don Lorenzo Guetti, padre fondatore della cooperazione trentina, riguardo alla permanenza di Andrea Hofer a Ballino pubblicata al seguente link: http://www.donguettilorenzo.com/2013/01/Hofer-Andrea-Ballino-asinata.html
  4. ^ Ibidem, p. 53
  5. ^ Maximilian von Montgelas (Monaco 1759 - ivi 1838), di origine savoiarda. Dapprima al servizio di Carlo II Augusto di Palatinato-Zweibrücken e poi segretario di Massimiliano IV Giuseppe il quale lo elesse primo ministro. Il conte di Montgelas mise in atto una serie di riforme: istituì l'eguaglianza fiscale e introdusse un'amministrazione centralizzata dei territorî annessi (a partire dal 1803). Fece prevalere, poi, la sovranità statale sulle questioni ecclesiastiche. La sua politica estera era basata sull'amicizia francese,ottenendo così da Napoleone, l'elezione a regno nel 1805 della regione bavarese. Infine, diede, costretto dal principe ereditario Luigi, le dimissioni nel 1817.
  6. ^ Carlo Botta, Storia di Italia dal 189 al 1814, Nistri e Capurro, Pisa, 1824, VIII, XXIV, pp. 17-18
  7. ^ G. Faustini, Andreas Hofer nella storia, Publilux, Trento 1985, p. 5
  8. ^ Paolo Gulisano, Andreas Hofer. Il Tirolese che sfidò Napoleone, Ancora, 2010, p. 115
  9. ^ F.M. Agnoli, Andreas Hofer eroe cristiano, Res, Milano 1979, p. 96
  10. ^ A. Bresciani, Sopra il Tirolo tedesco e altri luoghi di Italia, Parma 1840. Citato in F. M. Agnoli, Andreas Hofer, eroe cristiano, pp. 79-83; M. Viglione, Rivolte dimenticate: le insorgenze degli italiani dalle origini al 1815, p.133.
  11. ^ Faustini, Andreas Hofer nella storia, Publilux, Trento 1985, p.74
  12. ^ Paolo Gulisano, Andreas Hofer. Il Tirolese che sfidò Napoleone, Ancora, 2010, pp.119-120
  13. ^ www.polis.bz.it
  14. ^ Massimo Viglione, Rivolte dimenticate: le insorgenze degli italiani dalle origini al 1815, Città Nuova, 1999, p.131

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

In lingua italiana
  • P. Gulisano, Andreas Hofer. Il tirolese che sfidò Napoleone, Ancora, 2010
  • Aa.Vv., Andreas Hofer eroe della fede, Il Cerchio, Rimini, 1998. ISBN 88-86583-48-6
  • R. Sarzi, Andreas Hofer - A Mantova in catene...: La simpatia popolare per la vittima del dispotismo napoleonico, il processo e la condanna dell'eroe del Tirolo, Editoriale Sometti, Mantova, 1999-2006. ISBN 88-7495-174-4
  • G. Faustini, Andreas Hofer nella storia, Publilux, Trento 1985
  • F.M. Agnoli, Andreas Hofer, eroe cristiano
  • G. Andreis, Andrea Hofer e la sollevazione del Tirolo del 1809, Memorie storiche, Gnocchi, Milano 1856
  • I. Caracciolo, Andrea Hofer nell'insurrezione antibavarese del 1809, Zanichelli, Bologna 1928
In lingua tedesca
  • H. Fink, Zu Mantua in Banden, das Leben und Sterben des Volkshelden Andreas Hofer (A Mantova in catene, vita e morte dell'eroe popolare Andreas Hofer), Econ-Verlag, Düsseldorf (D), 1992. ISBN 3-430-12779-3
  • K. Paulin, Andreas Hofer und der Tiroler Freiheitskampf 1809 : nach geschichtlichen Quellen (Andreas Hofer e la lotta tirolese per la libertà del 1809: secondo le fonti storiche), Tosa-Verlag, Vienna/Wien(A), 1996. - ISBN 3-85001-579-3
  • B. Sandbichler, Andreas Hofer 1809 : eine Geschichte von Treue und Verrat (Andreas Hofer 1809: una storia di fedeltà e tradimento), Tyrolia-Verlag, Innsbruck (A), 2002. - ISBN 3-7022-2488-2

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