Vipiteno

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Vipiteno
comune
Vipiteno/Sterzing
Vipiteno – Stemma
Vipiteno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Friedrich Karl Messner (SVP) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°53′00″N 11°26′00″E / 46.883333°N 11.433333°E46.883333; 11.433333 (Vipiteno)Coordinate: 46°53′00″N 11°26′00″E / 46.883333°N 11.433333°E46.883333; 11.433333 (Vipiteno)
Altitudine 948 m s.l.m.
Superficie 32,97 km²
Abitanti 6 575[2] (30-06-2012)
Densità 199,42 ab./km²
Frazioni Ceves (Tschöfs), Novale (Ried), Tunes (Thuins)
Comuni confinanti Brennero, Campo di Trens, Racines, Val di Vizze
Altre informazioni
Cod. postale 39049
Prefisso 0472
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021115
Cod. catastale M067
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 959 GG[3]
Nome abitanti vipitenesi/Sterzinger[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vipiteno
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Vipiteno (Sterzing in tedesco /ˈʃtɛɐ̯ʦɪŋ/) è un comune italiano di 6.575 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige. La città fa parte del circuito de I borghi più belli d'Italia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica di Vipiteno dal castel Tasso

È sede della comunità comprensoriale Alta Valle Isarco ed ospita servizi quali l'ospedale e scuole secondarie superiori, anche in lingua italiana.

Attraversata dal fiume Isarco, si trova 15 km a sud del passo del Brennero, 30 km a nord di Bressanone, 70 km da Bolzano e 50 km da Innsbruck.

Situata a 950 m sul livello del mare, è dominata dal Monte Cavallo (in tedesco Rosskopf) (2 176 m) a ovest, Cima Gallina (Hühnerspiel, 2 800 m) a nord-est e Cima di Stilves (2 422 m) a sud. Sulle pendici del Monte Cavallo si trovano gli impianti di risalita del comprensorio sciistico del paese, raggiungibile in pochi minuti dal centro. Oltre ai normali impianti sciistici, si trova anche una delle più lunghe piste da slittino dell'Alto Adige, lunga poco più di 10 km.

Inoltre accanto al paese di Vipiteno esistono altri impianti, raggiungibili in meno di mezz'ora di macchina, gli impianti di Racines e Ladurns. In estate è possibile fare escursioni a piedi e in bicicletta sulle montagne circostanti.

La città è sede di un Ufficio del Giudice di Pace, competente per i comuni di Brennero, Campo di Trens, Fortezza, Racines, Val di Vizze e Vipiteno, comuni che formano il comprensorio dell'Alta Valle Isarco.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Vipiteno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Dell'origine romana ci rimangono poche cose, come un cippo miliare di Settimio Severo, nel quale però non compare il nome della città. L'assonante Uuipitina invece viene attestato in un documento dell'827. In una mappa medievale, copia di un antico stradario romano, appare Vipitenum.

Il primo insediamento romano potrebbe risalire al 14 a.C., quando su una via di comunicazione tra l'Italia ed i paesi d'oltralpe, Druso maggiore vi fonda una stazione militare con il nome di "Vipitenum".[4] Di epoca romana sono il monumento sepolcrale a Postumia Vittorina ed un cippo con bassorilievo mitriaco. Nel 550, a seguito di una invasione dei Baiuvari, si sviluppò il borgo di Vipiteno, ma solo nel 1180 si ha la prima menzione di "Stercengum". Un secolo dopo (1280) il Principe Mainardo II di Tirolo-Gorizia eleva il borgo a rango di città. Essendo sempre stato un luogo di transito, i Fugger di Augusta ne fecero un centro per lo smistamento dei prodotti delle miniere di argento delle vicine Val Ridanna e Val di Fleres.

Esiste una leggenda che racconta di Störz uno storpio pellegrino quale il primo abitante della moderna città, che anche ora rimane nello stemma cittadino sotto le ali dell'aquila tirolese. In realtà questa figura nello stemma potrebbe anche far pensare ai tre ospizi che il paese aveva in passato.[4]

Già in epoca remota Vipiteno era posizionata in mezzo alle maggiori vie di comunicazione. Nel 1252 l'allora Papa Innocenzo IV definiva Vipiteno "villa" e successivamente, nel 1295, inizio' anche a pagare le imposte come una città e fu quindi iscritta nel libro mastro del principe di allora come civitas (città in lingua latina).[4]

Vipiteno conobbe il suo massimo splendore nel XV e XVI secolo specialmente dopo l'incendio, che nel 1443, danneggiò parte della città. Furono ricostruiti edifici merlati, alcuni tardo gotici, in Città Nuova (il nome della via) quali: Casa del Giudizio Cittadino (1450), l'Albergo "Aquila d'Oro" (1446), la Filiale Fugger (1553), Casa Rafenstein (in origine Köchl, 1472), il Palazzo Comunale (1473), Casa Geizkofler (1600) e la Casa del Giudizio Minerario (in origine degli imprenditori Messing e PfarrKircher, 1500) che tuttora ne adornano la via principale.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Vipiteno, nome con cui la città è stata ribattezzata dagli italiani dopo l'annessione dell'Alto Adige, riprende l'antico nome latino del presunto accampamento romano di *Vibidína ed è attestato come Uuipitina nell'827, connesso forse con il nome di persona etrusco *Vipina; si tratta quindi di una restituzione. La radice vip non si sa cosa possa significare.

La valle di Vipiteno (Wipptal) era nota come Bibidena valle, e dal 1400 questo nome venne a coprire anche il lato nord del Brennero, la valle della Sill.

Il toponimo tedesco, invece, è attestato come Sterzengum dal 1180 e deriva dal nome di persona germanico Starzo, col significato quindi di "terreno di Starzo".[5] Da allora in poi l'abitato fu noto ai mercanti italiani come Sterzen (fatto riconosciuto dallo stesso Tolomei).[6]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il re Enrico di Carinzia e Tirolo concesse un sigillo, simile a quello attuale, raffigurante un pellegrino storpio con bastone e rosario sopra l’aquila tirolese; apparve come stemma nel 1328. Nel 1524 il pellegrino è mostrato come un monaco sopra l’aquila tirolese.[7][8] Lo stemma è in uso dal 30 agosto 1328.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Parrocchiale "Madonna della Palude"[modifica | modifica wikitesto]

Situata poco fuori città è la chiesa più alta tra Monaco e Verona; misura 32 m in altezza, la navata è 38 m di lunghezza e 23 m di larghezza. Fu edificata sui resti di una chiesa romanica nei pressi del cimitero romano, la cui testimonianza fu il ritrovamento della lapide mortuaria di "Postumia Vittorina" ora esposta sulla parete nord della navata. I lavori, diretti da Hans Feur, iniziarono nel 1417 e furono completati nel 1451, mentre l'altare gotico, alto 12 m, opera dello scultore Hans Multscher di Ulm fu collocato nel 1458. Nel 1497 iniziarono i lavori per ampliare la navata, sotto la direzione di Hans Lutz di Schussenried, inserendo un colonnato di marmo bianco della vicina Valle di Racines, i lavori terminarono nel 1525. Nel 1753 la chiesa fu sottoposta ad un nuovo rifacimento asportando le parti gotiche e sostituendole con arricchimenti barocchi e con affreschi di Joseph Adam Ritter von Mölk. Nel 1860 vi fu l'ultimo ritocco della chiesa in stile neogotico ripristinando alcune strutture rimosse precedentemente come l'altare nel presbiterio.

Chiesa di Santo Spirito[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nel 1399, è la più antica chiesa gotica della città, originariamente annessa al vecchio ospedale. L'interno ha un'ampia navata divisa in due, quella maggiore, con volte a crociera, è stata completamente affrescata da Hans di Brunico (1410 - 1420) con rappresentazioni del: Giudizio finale, corteo dei Re Magi, strage degli Innocenti e scene della Passione.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Torre delle Dodici[modifica | modifica wikitesto]

La Torre delle Dodici (Zwölferturm) è diventato il simbolo della città che divide Città Nuova (Neustadt) da Città Vecchia (Altstadt); completato nel 1472, è alto 46 m. Un incendio, nel 1867, distrusse la guglia originaria che fu sostituita con l'attuale tetto in pietra con motivo merlato.

Palazzo del Municipio[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio in stile tardo gotico del Municipio (Rathaus) fu acquistato dalla città nel 1468, successivamente nel 1526 fu ristrutturato ed arricchito dal caratteristico "erker". Al piano terra venne realizzato un banco del pane e sul retro quello della carne; ai piani superiori gli uffici, la sala consiliare, tuttora una delle più belle dell'Alto Adige, ed una sala da ballo.

Antica Commenda dell'Ordine Teutonico[modifica | modifica wikitesto]

La Deutschhaus è situata nei pressi della Chiesa Parrocchiale ed il complesso comprende: il Museo Civico, il Museo Multscher, la Chiesa di Santa Elisabetta, l'Istituto Musicale ed il Bürgerkapelle Sterzing. Il Museo Civico espone una collezione di carte geografiche d'epoca, documenti storici riguardanti la città, antiche stampe di paesaggi cittadini; una sezione del museo è dedicata all'artigianato locale. Il Museo Multscher conserva i progetti e le pregevoli tavole dell'altare gotico, costruito da Hans Multscher per la Chiesa Parrocchiale. La Chiesa di Santa Elisabetta costruita, su progetto di Giuseppe Delai, nel 1729 ha una pianta ottagonale, la volta affrescata da Matthäus Günther (1730) rappresenta la "Glorificazione di S. Elisabetta".[9]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

A Vipiteno si trova la caserma "Menini-Riccardo De Caroli", sede del 5º Reggimento Alpini.

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

La Torre delle Dodici

Circa 3/4 della popolazione sono di madrelingua tedesca, il restante 1/4 è costituito in prevalenza da abitanti di lingua italiana.

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
73,64% madrelingua tedesca
25,95% madrelingua italiana
0,41% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Principali eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sfilata dei Krampus: diavoli in maschera che scorrazzano per le vie del centro in occasione di San Nicola;
  • Mercatino di Natale: tipico mercato artigianale di prodotti natalizi locali;
  • Sagra dei canederli: si svolge la seconda domenica di settembre;
  • Festa dello Yogurt: si svolge dal giorno 8 luglio al giorno 5 agosto 2012;
  • Festival storico che si tiene ogni anno nel ridosso di Pasqua in cui ci sono parecchie manifestazioni culturali all'interno di un ricco ed ampio programma.

Persone legate a Vipiteno[modifica | modifica wikitesto]

La città ha dato i natali a:

  • Michael Gaismair (* 1490 Tschöfs, Vipiteno; † 15 aprile 1532 Padova), social rivoluzionario e capomastro, fondatore dei "buoni fratelli", che si trasferirono in Baviera a seguito delle persecuzioni cattoliche e lì rimasero in una comunità di fratellanza cristiana con le loro famiglie.
  • Vigil Raber (* 1490; † dicembre 1552), restauratore e pittore, in seguito drammaturgo ed editore.
  • Michael Schütz (* 19 luglio 1514 Vipiteno; † agosto 1581 Hagenau im Elsass), medico, umanista e letterato.
  • Kasper Goltwurm (* 1524 Vipiteno; † 1559 Weilburg), teologo luterano.
  • Johann Baptist Gänsbacher (* 8 maggio 1778 Vipiteno; † 13 luglio 1844 Vienna), compositore e direttore.
  • Augustin Alois Probst (* 1758 Vipiteno; † 1807), intagliatore di presepi.
  • Josef Benedikt Probst (* 1773 Vipiteno; † 1861), intagliatore di presepi.
  • Josef Hirn (* 10 luglio 1848 Vipiteno; † 7 febbraio 1917 Bregenz), storico.
  • Carl Domanig (* 3 aprile 1851 Vipiteno; † 9 dicembre 1913 S. Michael Bolzano), scrittore e numismatico.
  • Konrad Fischnaller (* 10 dicembre 1855 Vipiteno; † 14 febbraio 1941 Innsbruck), custode al Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum di Innsbruck dal 1885 al 1912.
  • Josef Rampold (* 18 gennaio 1925 Vipiteno; † 12 novembre 2007), giornalista e scrittore.
  • Alexander Langer (* 22 febbraio 1946 Vipiteno; † 3 luglio 1995 Firenze), politico ed europarlamentare.
  • Leopold Steurer (* 1946 Vipiteno), storico.
  • Franco Bernabè (* 18 settembre 1948 Vipiteno), banchiere e manager.

Cittadino onorario:

  • Wilhelm Egger (* 14 maggio 1940 Innsbruck; † 16 agosto 2008 Bolzano), frate cappuccino e vescovo di Bolzano–Bressanone, svolse per alcuni anni la sua missione presso il Convento dei Cappuccini a Vipiteno.

Vi è morta:

  • Matilde Augusta principessa di Urach (1854-1907), deceduta all'ex Bad Möders poco a sud di Vipiteno

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Vipiteno è sede della Leitner, una industria a livello internazionale, produttrice di impianti a fune, battipista e veicoli cingolati multiuso, sistemi per il trasporto urbano su rotaie Minimetrò ed impianti eolici.[11]

È celebre per i prodotti lattiero-caseari, in particolare il burro e lo yogurt, della locale Cooperativa Latteria Vipiteno.[12]

Ha sede a Vipiteno anche la Troyer, azienda specializzata nella produzione di turbine idrauliche.[13]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ben collegata sia tramite l'autostrada A22 che con la linea ferroviaria del Brennero. È anche sede di una piccola aviosuperficie, utilizzata a livello turistico anche per il decollo di alianti tramite un cavo, ma nata e ancora sfruttata dall'esercito italiano, in particolare dal 5º Reggimento alpini che qui ha sede.

Dal paese partono le strade per Passo di Monte Giovo (Jaufenpass) (2094 m s.l.m.) verso Merano e per Passo di Pennes (Penserjoch) (2214 m s.l.m.) verso Bolzano attraverso la Val Sarentino (Sarntal). Bolzano viene raggiunta solitamente attraverso la valle Isarco e non attraverso il passo Pennes.

Il centro abitato è servito dalla stazione di Vipiteno Val di Vizze, posta sulla linea Brennero-Bolzano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
nel 1954 Saxl Hans Sindaco
nel 1964 Oberhauser Karl Sindaco
2000 2005 Thomas Egger SVP Sindaco
2005 2010 Friedrich Karl Messner SVP Sindaco
2010 in carica Friedrich Karl Messner SVP Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il CF Südtirol è la squadra di calcio femminile cittadina che, nella stagione 2010/11, ha militato nella serie A della propria categoria.

Hockey su ghiaccio[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede della squadra di hockey su ghiaccio WSV Vipiteno, vicecampione d'Italia nella stagione 1997/98.

Sci[modifica | modifica wikitesto]

Vipiteno ha ospitato tre volte una tappa della Coppa del Mondo di sci alpino: nel 1969, nel 1974 e nel 1976.

Personalità sportive legate a Vipiteno[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 721.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2012
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ a b c Comune Vipiteno
  5. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano: Athesia 1995, ISBN 88-7014-634-0, p. 449.
  6. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  7. ^ (DE) Prünster, H. : Die Wappen der Gemeinden Südtirols. Etschlandbücher, Veröffentlichungen des Landesverbandes für Heimatpflege in Südtirol, Band 7, Bozen (Bolzano), 1972
  8. ^ (EN) Heraldry of the World, Sterzing
  9. ^ Stiftung Deutschhaus (ed.), Das Deutschhaus in Sterzing - Hospiz - Kommende - Spital - Museum - Musikschule. Festschrift zum Abschluss der Restaurierungsarbeiten 2001-2006, Bressanone, Weger, 2006.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Leitner Tecnologies
  12. ^ Latteria Vipiteno
  13. ^ Troyer SpA

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Anselm Sparber (a cura di), Sterzinger Heimatbuch (Schlern-Schriften, 232), Innsbruck, Wagner, 1965.
  • (DE) Messerschmitt Stiftung (a cura di), Der Jöchlsthurn in Sterzing, Innsbruck-Bolzano, Tyrolia-Athesia, 1992. ISBN 3-7022-1813-0
  • Alberto Perini, Vipiteno - una storia - un ritratto, Vipiteno, Geschichts- und Museumsverein Sterzing, 2008. ISBN 978-88-88910-53-6
  • (DE) Samantha Schneider, Stadtführer Sterzing, Bressanone, Weger, 2010. ISBN 978-88-88910-89-5
  • Guide d'Italia, Trentino-Alto Adige, Editrice TCI, 1976
  • Grande Dizionario Enciclopedico, Unione Tipografico - Editrice Torinese, 1962
  • (DE) Franz-Heinz Von Hye, Südtiroler Gemeinde Wappen, Verlagsanstalt Athesia, Bozen. ISBN 88-8266-307-8

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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